Edmund White.
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IL NOSTRO CARO RAGAZZO.
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Titolo originale: Our Young Man.
Traduzione di: Martino Adani.
2016. FANDANGO PLAYGROUND Edizioni, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Edmund White continua a raccontare, con una lucidit e un'empatia impareggiabili, i territori in cui la vita gay  particolare, unica, e allo stesso tempo prossima alla universale condizione umana. Ti ringrazio, caro Edmund, di ricordarci con tenacia quel che ci rende diversi, e di ricordarci allo stesso tempo che nessuno di noi  autenticamente diverso, almeno non nell'io pi profondo.
In una New York frenetica, dove ancora impazza la disco music e la bizzarra moda degli anni settanta, vive Guy, un modello francese di trentanni con il misterioso potere di non invecchiare mai.
Bellissimo, affascinante, simpatico, Guy  amato e coccolato da tutti e il suo corpo sembra incarnare le universali fantasie di bellezza e virt. In un gioco perenne di conflitto e attrazione verso il Nuovo Mondo,
Guy conduce una vita fiabesca, lontana dalle preoccupazioni materiali pi pressanti, divisa tra lusso, feste e sesso sfrenato.
Ma con l'avvento dell'era reaganiana e soprattutto con il drammatico diffondersi dell'AIDS, Guy  assediato dalla vita vera, verso la quale lo trascinano alcuni incontri fondamentali: Fred, un produttore cinematografico, sposato e con figli, che a sessantasei anni vorrebbe diventare un gay energico e attraente; Andrs, un giovane studioso di Storia dell'arte, innamorato follemente di Guy; e infine Kevin, un diciannovenne del Minnesota di cui Guy diventer l'amante e il mentore.
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L'Autore.
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Edmund White (Cincinnati 1940)  autore di romanzi, volumi di memorie, saggi di critica letteraria. Vive da decenni tra gli Stati Uniti e l'Europa (con lunghi soggiorni in Francia e in Italia).  membro dell'American Academy of Arts and Letters e insegna scrittura creativa alla Princeton University. Gay dichiarato, ha fatto delle tematiche omosessuali il fulcro dei suoi lavori. Tra questi, una trilogia di carattere autobiografico.
White  inoltre autore di biografie letterarie, tra cui una di Jean Genet, per la quale ha ricevuto il prestigioso Book Critics Circle Award (Ladro di stile, il Saggiatore), e una di Marcel Prust.
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IL NOSTRO CARO RAGAZZO.
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Poi si ricord di lui, che era l, tutt'intero, con le mani e gli occhi.
Lev Tolstoj, Anna Karenina.
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CAPITOLO 1.
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Sebbene Guy avesse gi trentacinque anni, continuava a lavorare
come modello, tanto che alcuni tra i suoi amici pi ironici e colti
lo avevano soprannominato con la stessa espressione usata da
Colette per Proust morente: Il nostro caro ragazzo. In realt
per molti anni era rimasto davvero un ragazzo; era arrivato a
New York da Parigi alla fine degli anni settanta, quando era vicino
ai trenta, ma tutti credevano ne avesse solo diciannove.
Nelle estati del 1980 e del 1981 divenne il beniamino di Fire Island
Pines, di fronte a Long Island. Nella Octagone House, la
villetta in legno che aveva affittato insieme ad altri ragazzi, erano
tutti innamorati di lui, ma Guy non se ne approfittava, anzi, era
democratico e collaborativo sia nelle faccende di casa che negli
acquisti comuni. Divideva sempre il conto della spesa, fino all'ultimo
centesimo, persino quando saltava i pasti o era assente per l'intero week-end.
Tutti lo adoravano, tanto che avrebbe potuto mettere da
parte qualche soldo in pi. E vero che guadagnava gi 175 dollari
all'ora - pubblicizzava un'intera linea di prodotti di bellezza,
e all'epoca erano decisamente un bel gruzzolo di soldi;
in due ore intascava pi di quanto uno dei suoi coinquilini
all'Octagone House, un giovane giornalista di nome Howard,
guadagnasse in una settimana, e anche pi di quanto accumulasse
con le mance l'amante baffuto di Howard, un barman
cubano che lavorava all'Uncle Charlie. Persino il marcato accento
francese aveva l'effetto di moltiplicare il suo fascino:
Tom, un altro dei coinquilini della casa, certamente il pi infatuato
di Guy, aveva cominciato a prendere lezioni intensive
di francese, anche se non riusc mai a pronunciare correttamente un'intera frase.
Non che Guy conducesse una vita sana e ascetica, tutt'altro.
Spesso, la sera, ingurgitava una mistura di acidi, calmanti,
Quaalude e Nembutal assemblata da Ted, e, dopo una notte
sfrenata trascorsa al Sandpiper a ballare la disco music, gli capitava
di ritrovarsi steso sulla sabbia, completamente nudo,
con le braccia spalancate, in compagnia di altri tre bellissimi
ragazzi, oppure di massaggiare un giovane modello croato sul
bordo della piscina, fumando marijuana di prima qualit da
una gigantesca canna.
Gli piaceva quella parte dell'isola, il Pines, anche perch in
quel fazzoletto di terra gli uomini pi muscolosi e attraenti
erano semplici bancari, avvocati o chirurghi e non gigolo,
come accadeva a Saint-Tropez, dove sfilavano sui ponti degli
yacht ormeggiati al porto.
Guy era originario di Clermont-Ferrand, una vasta e tetra
citt industriale nel cuore della Francia, nera come il carbone,
fredda d'inverno e caldissima d'estate. All'epoca Guy spediva
mille dollari al mese alla devota madre che con solerzia sistemava
i fiori sull'altare della chiesa, e al padre comunista, un ex
operaio della Michelin - era stato licenziato vent'anni prima,
che viveva grazie al sussidio statale e che amava soprattutto il
vino rosso (il primo bicchiere se lo scolava alle undici di mattina,
una vecchia abitudine che aveva acquisito in fabbrica).
Dal momento che la nonna glielo aveva rivelato subito, Guy
sapeva di essere di una bellezza inconsueta, con le sue deliziose
orecchie a sventola, le labbra carnose e quegli occhi scuri,
intensi, color miele bruciato, che solo alla luce del sole mostravano
venature ambrate. Fin dall'et di sei anni amava giocare a calcio
per strada, e il suo bel sedere tornito ne era la prova, sodo e rotondo proprio come un pallone da calcio perfettamente gonfio.
Era alto un metro e novanta e svettava sugli amici, bench restasse
tragicamente magro tanto che veniva soprannominato
Sec, Secco, il pi classico dei soprannomi francesi per chi
non ha mezzo grammo di troppo. A diciassette anni si irrobust,
ma proprio allora divent scorbutico (boudeur) e cominci a fumare
e a marinare la scuola. Smise di fare il chierichetto, e anzi,
la domenica saltava persino la messa; quelle assenze resero infelice
la madre ed euforico il padre. I genitori litigavano almeno
una volta a settimana. Suo padre, ubriaco, sfasciava i mobili e la
madre esprimeva con voce bassa e inflessibile una disapprovazione
colma d'odio che aveva concepito proprio per ferire e che
pronunciava senza mostrare la ben che minima emozione.
Guy aveva due fratelli pi giovani, il primo, Robert, di cinque
anni pi piccolo, mentre la seconda, Tiphaine, di dodici.
Sia Robert che Tiphaine erano probabilmente la conseguenza
di stupri domestici consumati sul corpo di quella donna oltraggiata.
Erano timidi e di aspetto sgradevole, anche se Tiphaine
sembrava dotata in matematica e Robert voleva bene a
suo padre e ne era ricambiato; il loro cameratismo sortiva l'effetto
di far sentire Guy ancora pi isolato. In autunno il padre
e Robert andavano sempre a caccia insieme nella Sologne, ma
Guy non veniva mai invitato.
Un giorno Guy accompagn un'amica del liceo allo studio di
un fotografo professionista; la ragazza aspirava a diventare una
top model, bench fosse in carne e avesse il viso devastato dai
foruncoli. Il fotografo, l'aria annoiata nonostante stesse per ricevere cinquecento franchi per il look della ragazza, decise di
scattare delle foto anche a Guy, gratis, e gli consigli di diventare
un modello. Guy fece tesoro di quel suggerimento perch poteva
essere il suo foglio di via da Clermont-Ferrand. Per quanto
fosse un piccolo ribelle, restava un bravo ragazzo che sprigionava
bont, e negli anni a venire quell'apparente bont avrebbe
portato alla rovina molte persone.
Un fine settimana Guy and a Parigi con dei parrocchiani;
ormai si definiva ateo, ma voleva vedere a tutti i costi la capitale
e accett di partecipare a un grande raduno giovanile cattolico
che si sarebbe svolto al Pare des Princes. Ma il giorno della
messa sgattaiol via dalla pensione e prese la metropolitana
per Saint-Germain-des-Prs, che, da quel che aveva letto su
una rivista, era il cuore artistico della citt. Sorseggi un caff
e per due ore lesse Le Soir al celebre Caf de Flore. Quando si
alz dal tavolino, un uomo sui trentacinque anni e dall'espressione
amichevole, seduto accanto alla vetrata, gli fece un cenno
con la mano. Ciao, ciao canticchiava con voce vigorosa nella
quale Guy scorse un pizzico di ironia. O era la classica paranoia
di un provinciale?
Guy portava pantaloni neri aderenti e il pullover celeste pi
bello del suo guardaroba, sebbene fosse troppo caldo per indossare
un maglione. Aveva trascorso un'ora davanti allo specchio
della pensione a sistemarsi i capelli e per ben due volte aveva
provato le tre mise diverse che si era portato in viaggio. Tiphaine
lo prendeva sempre in giro accusandolo di essere pi vanitoso
di una ragazza, ma la nonna, dopo aver orecchiato quell'osservazione,
aveva commentato: E fissato con il suo aspetto e con
gli abiti come un qualsiasi ragazzo della sua et. Dopo essere andata
in pensione, la nonna aveva deciso di tornare a Clermont-Ferrand,
ma per quarantanni aveva lavorato come cassiera
(Madame Caisse) in un celebre caf parigino. Continuava a tenersi
le sopracciglia curate e le labbra tinte di un rosso fuoco.
Dalla cintura in su era sempre impeccabile, mentre la gonna era
macchiata e sgualcita e le scarpe erano consumate; sul posto di
lavoro solo la sua met superiore era visibile, e quindi si era abituata a occuparsi solo di quella anche negli anni a seguire. 
Fumava una Gauloises dopo l'altra e si scolava un bicchierino di
cognac ogni sera, dopo cena. Aveva una certa impertinenza parigina
di cui il resto della famiglia era privo, e un modo di esprimersi
pungente e popolare, simile a quello dell'attrice Arletty.
L'uomo del Caf de Flore invit Guy al suo tavolo per un
drink. Disse: Ti ruber solo un secondo del tuo tempo, e credimi,
potrebbe cambiarti la vita. Guy era spaventato, ma poi
pens che non gli sarebbe potuto succedere nulla di pericoloso,
almeno non in un luogo pubblico. L doveva essere al sicuro, no?
L'uomo, calvo ma con sopracciglia particolarmente ispide,
era elegantissimo, con una giacca sportiva color nuvola e un
fazzoletto da taschino di un vivacissimo rosso oro. Si present
come Pierre-Georges. Guy ordin un Suze, convinto fosse sufficientemente chic e che il giallo della bevanda valorizzasse i
suoi occhi castani, e immediatamente dopo Pierre-Georges
sentenzi: Oggi sei l'uomo pi bello di Parigi. Ma immagino
tu ne sia gi al corrente. Gli allung il biglietto da visita, con
la parola AGENTE in rilievo sotto il nome e, sopra, l'indirizzo.
Il mio lavoro  riconoscere questo genere di cose.
Guy fu sorpreso, non perch dubitasse del giudizio di
quell'uomo, ma perch non si era accorto che tutti lo stessero
guardando. Solo due mesi prima, sua nonna, con l'aria di saperla
lunga, gli aveva spiegato che la sua bellezza non colpiva
subito l'osservatore, ma vi penetrava con lentezza.
Potresti diventare un modello aggiunse l'uomo. O lo sei
gi? Forse sua nonna si sbagliava, o magari aveva semplicemente
citato a memoria un'osservazione orecchiata da qualche
brillante gentiluomo parigino.
No rispose Guy, volendo sembrare ingenuo e provinciale.
Sono solo un ragazzo di Clermont-Ferrand e questa  la mia
prima volta a Parigi.
Pierre-Georges copr il proprio sorriso con la punta delle
dita e chiese: Anni?
Diciassette.
Liceo?
Ultimo anno.
Perci tra qualche settimana sarai libero di lavorare?
Sissignore.
Nulla in contrario e di nuovo le punte delle dita nascosero
il sorriso, a trasferirti a Parigi e a viaggiare a New York
e a Milano?
Guy decise di interpretare la parte dell'ingnu (che in realt
era): Sta scherzando? E sempre stato il mio sogno. Sapeva
di non poter assumere un tono disinvolto e blas senza apparire
goffo e pens che Pierre-Georges avrebbe preferito trovarsi
di fronte un ragazzo dall'aria innocente (Guy era un
attore nato ed era bravissimo a interpretare se stesso).
Una settimana dopo il raduno giovanile Guy sal su una corriera
per raggiungere Parigi e Pierre-Georges si occup immediatamente
dei suoi capelli: li fece tagliare, lisciare e schiarire.
Gli procur dei pantaloni scozzesi e una camicia aderente con
disegno cachemire, il colletto a punta, delle pence sulla schiena
e scarpe inglesi a punta, insomma tutto nel rispetto pi rigoroso
della moda agghiacciante dei primi anni settanta. Guy impar
in fretta a cambiare posa ed espressione (solo una volta
il piccolo e scolpito fotografo gli rivolse con tono minaccioso
le parole: L'hai gi fatta!). Guy si voltava, sorrideva, oppure
assumeva un'espressione corrucciata, si toccava il viso, saltava
o fissava un punto sulla parete, tutte pose che aveva visto su
L'Uomo Vogue. Il fotografo e Pierre-Georges parlavano di Guy
come se fosse un succulento pezzo di carne incapace di orecchiare
i loro commenti.
Bel corpo disse il fotografo.
Ma il naso  troppo lucido sul lato sinistro sottoline
Pierre-Georges. E non ce la rientranza tra il naso e la fronte.
Ma questo sa tanto di Grecia antica obiett il fotografo.
Adesso  molto chic.
Deve andare in palestra sentenzi Pierre-Georges. Senza
esagerare, giusto qualche flessione, un po' di piegamenti e di
sollevamento pesi dalla panca, meglio con pesi leggeri, solo
per riempirgli un po' il petto e per meglio definire i bicipiti.
Etero o gay? chiese il fotografo.
Atteggiamento da etero rispose Pierre-Georges. Conta
solo quello. I nuovi modelli sono etero e sposati.
Belle mani aggiunse il fotografo, ma ha bisogno di una
manicure, per niente smalto, mi raccomando.
Guy, tira indietro le spalle; il petto rientrante piace solo
alle donne. E smettila di fumare! Ti invecchia la pelle. Se vorrai
posare in costume e a petto nudo per un catalogo tedesco dovrai
bruciarti quei due nei sul petto. D'istinto la mano di Guy
si mosse velocemente verso il petto, come a proteggerlo.
A Clermont-Ferrand nessuno sembrava gay, o almeno a nessun
uomo veniva in mente di incrociare lo sguardo di un altro.
Tutti i suoi conoscenti erano sposati, tranne il prete. Come ogni
adolescente Guy non aveva grande familiarit con se stesso. Non
sapeva quel che desiderava veramente, tranne di voler viaggiare.
Non vedeva l'effetto che suscitava negli altri, anche se tutti, persino gli sconosciuti, si sforzavano di essere gentili con lui. Anche i borghesi vincevano il loro tradizionale riserbo pur di rivolgergli la parola. Non era mai costretto a chiacchierare a lungo per spingere gli altri ad aprirsi e godeva nel far credere al  prossimo di condurre una vita desiderabile.
Gli sembrava evidente che Pierre-Georges nutrisse una passione
per lui, anche se non sapeva di che tipo. L'ossessione di
Pierre-Georges era di perfezionare l'aspetto di Guy, e a volte
Guy si sentiva una bambola di plastica con tanto di vestitini e
spazzola mignon, per capitava anche che Pierre-Georges gli
sorridesse complice, come se sapesse con precisione cosa ronzasse
nella testa di quel ragazzo, e una volta, mentre il piccolo
e atletico fotografo si muoveva rapidamente per scattargli delle
foto, Pierre-Georges gli strizz l'occhio. Che assurdit! Tutti e
tre stipati nel bagno, in una camera oscura improvvisata. Videro
i lineamenti di Guy emergere lentamente sotto il liquido chiaro,
avvolti da una luce rosso scuro. Il piccolo fotografo bisbigli
incantato: Magnifique! Un Dio. Mentre Pierre-Georges mormor
il suo elogio pi spericolato: Non male.
La madre di Guy, con indosso il suo abito nero pi classico,
senza per lo scialle di pizzo, che il figlio le aveva scongiurato
di lasciare a casa, lo accompagn a Parigi in occasione della
sua prima sfilata per Pierre Cardin. Lei era pi nervosa di Guy,
e si raccomand pi volte con lui di non cadere dalla passerella.
Guy si muoveva con estrema disinvoltura e senza imbarazzo.
Ogni volta si fermava nel punto esatto della passerella
per una seconda posa e i fotografi lo adoravano, o perlomeno
al suo passaggio i flash si moltiplicavano. Non era preparato
alla frenesia del cambio d'abito dietro le quinte; quegli ordini
strillati e sgarbati mentre la maquilleuse, che profumava di
gomma alla cannella, continuava a danzargli intorno su un
piede solo spolverandogli la faccia con la cipria. Pierre-Georges
lo esort ad avere un'espressione infuriata, persino minacciosa,
come se morisse dalla voglia di sferrare un pugno: 
cos che ti verr lo sguardo giusto.
Per quanto mancasse d'esperienza, Guy si rendeva conto
che i pantaloni scozzesi e le cravatte in tessuto sintetico di carli.work - Fashion Stylist e Pierre Cardin erano di cattivo gusto e che l'arancione, il colore predominante, era sgradevole. La sfilata si teneva nel nuovo e immenso Espace Cardin accanto all'ambasciata americana. Il grand'uomo non faceva che correre da una parte all'altra, bisbigliando ordini e aggiustando colletti. Guy not che moltissimi modelli avevano smesso di radersi e sulle loro guance
spuntava un'incolta barbetta scura. Non aveva mai visto nulla
di simile, e pens che dovesse essere doloroso baciarli. All'ultimo
secondo, e in modo brusco, Pierre Cardin gli infil gli
occhiali con la montatura di corno. Per fortuna le lenti erano
pezzi di vetro trasparente e la sua vista non ne fu compromessa.
Sulla passerella Guy prov un misto di paura e soddisfazione
di fronte a tutti quegli sconosciuti. Avvertiva il potere
della propria bellezza, anche se gli sembrava limitato, non riuscendo
ancora a misurarne la reale dimensione.
L'indomani tutta Parigi era tappezzata del suo viso, e Guy
si era trasformato in una specie di star (ma senza nome).
Pierre-Georges port una montagna di giornali nel suo appartamento
sulla rive gauche con vista su Notre-Dame. Guy voleva
sembrare disinvolto e persino indifferente, ma non riusc a
trattenersi dallo sfogliare i giornali, soprattutto quelli regionali
che a casa leggeva regolarmente. Vide i propri zigomi talmente
alti da proiettare ombre sul viso stretto, e pens di aver sorriso
troppo, passando cos per un sempliciotto. Pierre-Georges rivel
a Guy e alla madre che Cardin gli aveva proposto un contratto
di esclusiva, ma che era intenzionato a declinare l'offerta.
Posso farti guadagnare molti pi soldi disse, scatenando
una bella asta.
Proprio mentre Guy stava replicando con un semplice, Sei
tu l'esperto, intervenne la madre: E saggio rifiutare un'offerta
sicura? Al che tutti e tre scoppiarono a ridere per quella
spontanea manifestazione del carattere.
Guy era eccitato dalle sue foto sui giornali e dalla consapevolezza
che milioni di lettori lo guardassero. Ma si sarebbero
chiesti chi era e cosa desiderava, o la sua immagine era cos
patinata da risultare impersonale? Le persone avrebbero mai
voluto conoscerlo? Aveva gi provocato un piccolo innamoramento
in qualche cuore sconosciuto?
Pierre-Georges port Guy e tre modelle a ballare al
Rock'n'Roll Circus, un elegante locale della capitale. Le ragazze,
slanciate e magrissime, indossavano gli orribili abiti dell'era
spaziale di Cardin, con sezioni geometriche sui bodystocking
(Cardin aveva prestato alle ragazze gli abiti della sua ultima
collezione perch voleva che i vestiti fossero ammirati nei posti
pi alla moda di Parigi). Guy non si sentiva a proprio agio a
ballare ed era preoccupato che le luci stroboscopiche facessero
qualche brutto scherzo ai suoi capelli freschi di parrucchiere.
Ma Pierre-Georges gli assicur che era bellissimo in abito da
sera. Si spostarono all'Elyse Matignon. Poi, intorno a mezzanotte,
sentirono un certo languore allo stomaco e andarono al
Club Sept, dove al piano di sopra c'erano un bar e un ristorante,
e nel seminterrato una piccola pista da ballo per gay con
le pareti ricoperte di specchi. La musica era una miscela meravigliosa;
il DJ cubano, che Pierre-Georges chiamava Guy
Cuevas, era dentro un cubo di plexiglas e continuava a mettere
dischi di Marvin Gaye e Dalida.
Guy era segretamente eccitato dalla mescolanza di gay ed
etero, bianchi e neri, europei e americani, vecchi e giovani, e
anche da quei piatti dalle strane forme geometriche, dai bouquet
di fiori su ogni tavolo e dagli alti bicchieri da vino con
steli verdi e a spirale. Gli sembrava un ambiente moderno.
Tutta l'angoscia alimentata dal dubbio di essere omosessuale
venne d'improvviso placata nel vertiginoso disordine pansessuale del Sept.
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Guy aveva gi avuto un paio di incerte esperienze gay. A quattordici
anni si era rotolato con un ragazzino obeso che abitava
accanto a lui a Clermont-Ferrand e due anni dopo era stato avvicinato
nei bagni della stazione del paese da un vecchio disgustoso
che si era tolto la dentiera per poi puntare con la lingua
frenetica alla sua bocca pulsante. Ti prego, Signore, fa che non
debba mai finire in quella razza dannata. Ma al Sept vedeva bellissimi
uomini in abito da sera baciarsi al bancone, circondati
dalle loro amiche elegantissime e disinvolte.
Guy non smetteva di guardarsi la mano lunga e curata che
spuntava dalla manica scura con all'estremit il polsino immacolato
trafitto dai gemelli in argento prestatigli da Pierre-Georges
(D'argento d'estate e d'oro d'inverno aveva sentenziato
l'agente.) Le ragazze, not Guy, mangiavano delle insalate verdi
di mche, senza pane, e si limitavano a giochicchiare con le loro
noisettes de veau, bevendo un solo bicchiere di vino bianco,
mentre Guy non pot resistere dal dare un morso al suo delizioso
panino posato direttamente sulla tovaglia, nonostante tutte
e tre le ragazze e lo stesso Pierre-Georges sollevassero un critico
sopracciglio per redarguirne la mancanza di disciplina. Le ragazze,
a turno, andarono in bagno, e Guy si domand se non
stessero vomitando la cena (aveva sentito dire di comportamenti simili).
Fu una serata emozionante. Alcuni giovani al bar li fissavano
e bisbigliavano tra loro con quelle bocche mobili e storte. Lo
avevano riconosciuto? Un americano bolso e chiassoso, che
barcollava ubriaco, si mise a urlare in inglese, ma fu subito
scortato fuori dal locale. Per una ventina di minuti continu a
picchiare il pugno contro la porta del locale, ma invano. Jim
Morrison sussurr Pierre-Georges. Una cosa triste. Ha
perso la sua bellezza... bouffi. Gonfio.
Un mese dopo Morrison mor e fu sepolto a Pre Lachaise,
i due nei sul petto di Guy furono bruciati senza che provasse
dolore e dopo una vera battaglia fu svezzato con successo
dalle sigarette (salvo ingrassare di alcuni chili). Pierre-Georges
lo aiut a perdere peso imbottendolo di anfetamine e soprattutto
riusc a fargli firmare contratti molto convenienti.
Guy impar presto che a Pierre-Georges piaceva farsi vedere
in compagnia di modelli giovanissimi ed efebici, ma che in
realt a letto preferiva uomini maturi e rozzi che rimorchiava
in un bar di rue Keller. Pierre-Georges lasci credere all'ambiente
della moda che Guy fosse il suo amante, bench sostenesse
con tutte le sue forze la sua eterosessualit, provata
dal fidanzamento con un'insulsa ragazza di Clermont-Ferrand.
Si sparse la voce che Guy fosse eterosessuale, come i
ragazzi americani che Bruce Weber stava portando all'Htel
Meurice, fotografandoli a cavallo nei prati del Bois de Boulogne.
Zizi Jeanmarie - con i suoi capelli a punta e la nuova
tinta corvina - studi a lungo Guy durante una cena. Non  etero concluse sprezzante, dando per scontato che nessun etero potesse resisterle.
Un giovane fotografo americano, che viveva in fondo a una
stradina sulla rive gauche, non lontano dalla redazione di Le
Monde, lo invit a posare per un catalogo di attrezzatura da sci, aveva persino costruito un finto pendio ricoperto di neve. Il
fotografo, Hal, era un joli laid, in realt non bellissimo, con capelli
biondi e crespi, occhi grandi e malinconici di un azzurro
slavato e gigantesche orecchie a forma di raviolo, per si era
sforzato di avere un look alla moda, moderno ed efficace; sembrava
aver domato i capelli con il gel e andava in palestra, come
dimostrava la sua T-shirt molto aderente. Esibiva una collezione
di piatti che erano il risultato di frammenti colorati assemblati
insieme e che lui chiamava piqu assiette, e le altissime pareti
del suo studio erano tinte di verde, ma non in modo omogeneo,
come se fossero rimaste tracce delle pennellate.
Dovevano finire la sessione fotografica in fretta, prima che
la neve si sciogliesse, perch erano molti i capi da indossare.
Non c'era nessuno per il trucco e i capelli, ma Guy non era un
ragazzo viziato e durante i cambi restava tranquillamente in mutande.
Hal non sorrideva mai (pensava che quella rigidit lo rendesse
pi soign, o era semplicemente annoiato dalla vita?),
ma era amichevole, anche se fissava un po' troppo Guy e impiegava
un mucchio di tempo a rispondere alle domande con
la sua voce profonda. Non poteva essere un problema di comprensione
della lingua - viveva a Parigi ormai da cinque anni,
come ammise, e il suo francese era pi che discreto. Non
aveva nemmeno un accento troppo marcato.
E poi, mentre Guy si stava vestendo, pronto per andarsene,
Hal disse: Mi  venuta un'idea. Ti scatto delle foto nudo. Un
giorno sarai felice di avere una testimonianza della tua bellezza,
della tua giovinezza. Quando percep un'esitazione negli
occhi di Guy, Hal aggiunse: Non voglio pubblicarle. Ti dar
le stampe. E te lo giuro, nulla di pornografico.
Qualche giorno dopo arriv per posta una grande busta
marrone con sopra la scritta, NE PAS PLIER (Non piegare), rinforzata
con del cartoncino rigido. All'interno, in buste di carta
trasparente, c'erano alcune foto di Guy, a colori, appoggiato
con la schiena al pendio artificiale ricoperto di neve. Era completamente
nudo, in piedi, con in mano un paio di sci e in testa
un cappellino con pompon. Guy guard le foto con una lente
di ingrandimento. Il suo pene non circonciso era abbastanza
grosso. Il petto era peloso, con una striscia che andava dritta
dall'ombelico al pube. Si piaceva, anche se temeva che i suoi
avambracci sembrassero troppo piccoli.
Tre mesi dopo Pierre-Georges irruppe nell'appartamento
di Guy senza bussare e sbatt sul ripiano della cucina un suo
nudo a tutta pagina, pubblicato su una rivista gay americana,
Blueboy. Troietta, ti sei fottuto la carriera farfugli urlando.
E tra l'altro non ce l'hai nemmeno cos grosso. Ci vollero
una cena e quattro bicchieri di Bordeaux perch si sbollisse.
Hai rovinato tutto il nostro lavoro disse con tono tragico
e sconsolato. Il segreto  non permettere mai al pubblico di
vedere tutto. Devi farli sognare, accendere la loro immaginazione!
Devi fargli vedere una coscia, non un pene minuscolo
e bizzarro. In quel caso us la parola volgare bitte.
Guy gli raccont della trappola di Hal e Pierre-Georges sibil:
Idiota! Poi si ammorbid: Be', in fondo  una rivista
americana. Nessuno la vedr mai a Parigi e in pi ti hanno
cambiato il nome in Ralph. Si mise a riflettere. Per  dove
vogliamo venderti, l'America. E l che ci sono i soldi.
A Guy venne in mente una cosa: Chi compra quella rivista
ha il nostro stesso vizio e non l'ammetterebbe mai.
Non  un problema di confessione, ma di pettegolezzi.
Guy desiderava avere un amico del cuore, un confidente.
Gli piaceva passeggiare da solo per Parigi, anche quando la
citt veniva all'improvviso travolta dalla calura, ma aveva bisogno
di parlare con un amico, maschio o femmina, perch
quella solitudine alla fine lo rendeva malinconico. Guardava
le vetrine dei negozi della rive gauche, in rue Saint-Honor, e
cercava di capire se apprezzava di pi Hugo Boss o Kenzo, o
magari Lanvin. Desiderava tantissimo una vestaglia di seta grigio
chiaro di Lanvin ma si ribell al prezzo di seimila franchi;
scoppi a ridere quando lo sprezzante commesso di Herms
gli disse che la borsa da viaggio con le maniglie in ottone costava
trentaseimila franchi. Non aveva una grande dimestichezza
con il denaro. Non aveva idea di quanto sarebbe durata
la sua carriera. Era un modello molto famoso, da passerella,
per era costretto ad attendere il mese di settembre con le collezioni
primaverili per poter tornare a lavorare. Era apprezzato
dalla redazione di Vogue, ma i giornali non pagavano molto e
in pi non volevano che lo stesso volto maschile diventasse
troppo familiare ai loro lettori. Aveva firmato un ricco contratto
con una ditta di yogurt per una campagna stampa e
aveva girato uno spot del brie dove interpretava la parte di un
giovane e affamato monaco che si avventava su una fetta di
formaggio non appena un secondo monaco, pi in carne e pi
maturo, lo lasciava solo. Per un mese lo spot venne trasmesso
dieci volte al giorno e continu ad apparire in Tv anche nei
mesi seguenti, seppure con minor frequenza.
Guy era cresciuto povero. La famiglia possedeva una roulotte
minuscola e maleodorante con cui andavano in giro per
la Francia durante le vacanze; fuori Montoire-sur-le-Loir erano
rimasti per cinque notti in un parcheggio. Suo padre aveva
montato una tenda, un grill e aveva bevuto ancor pi vino
rosso del solito. Fu l che Guy ebbe il suo primo rapporto sessuale,
con una ragazzina di Vichy, Violette. Avevano entrambi
quindici anni. In viaggio non mangiavano mai al ristorante e
nemmeno nei caf. A Guy piacevano i vestiti, ma non aveva
mai i soldi per poterseli comprare. Ora, invece, a Parigi, li
aveva, eppure era portato al risparmio. Anche perch gli stilisti
gli offrivano i vestiti a prezzi stracciati.
Per quasi un decennio fu l'uomo pi coccolato di Parigi.
Acquist un appartamento in stile art nouveau progettato da
Guimard, l'architetto che aveva ideato gli ingressi delle stazioni
della metropolitana. Era un piccolo appartamento, ma
Pierre-Georges lo defin distinto e ne approv soprattutto
la posizione, nel sedicesimo arrondissement: sicuro, tranquillo
e senza troppo movimento. Per la stampa scandalistica Guy
usciva con modelle e microcelebrit dello spettacolo, felici di
non essere costrette a finirci a letto. In realt, dopo serate infinite e alcoliche, Guy faceva l'amore con altri ragazzi etero
di bell'aspetto, che rimorchiava nei bar eterosessuali lungo
boulevard Montparnasse, ragazzi che come lui non avevano
avuto la fortuna di combinare prima della chiusura del locale.
Ma si era sempre guardato dal rivedere quei ragazzi n aveva
rivelato loro il suo vero nome.
Pierre-Georges gli disse: Piaci a tutti perch sei una specie
di buco nero. Non sei reale. S, sei sympa, nella misura in cui
pu esserlo un narciso, ma questo non significa nulla. Sei bellissimo
e tutti proiettano su di te quel che desiderano, il che 
semplice dal momento che non rappresenti nulla di concreto.
Sei un buco nero nello spazio infinito.
Poi un giorno Pierre-Georges lo sped a New York per uno
spot della Pepsi in cui il suo essere francese non aveva alcuna
rilevanza; gli fecero indossare un paio di jeans, una camicia
sportiva e gli chiesero di rigirare un hamburger sulla griglia,
in mezzo a giovani americani, su un terreno preso in affitto
nelle Far Hills, nel New Jersey. Era il 1980 e solo due anni
dopo, in modo quasi improvviso, anche i modelli maschi cominciarono
a diventare supermodelli. I loro nomi erano conosciuti;
tutti chiacchieravano della loro vita privata. Il loro
compenso si impenn e tocc vette inimmaginabili. Venivano
criticati perch guadagnavano cifre colossali, ma Pierre-Georges
ci teneva sempre a puntualizzare che la carriera di un modello
era estremamente breve.
Guy era preoccupato da tutto. Il dollaro rest per lui un
arcano dal momento che la moneta dei centesimi era pi
grande di quella dei decimi, che pure valeva molto di pi.
Era cresciuto guardando in Tv i film con Fred Astaire, e pensava
che a New York tutti indossassero abiti da sera, invece
scopr che i newyorchesi erano sciatti e uscivano di casa con
i capelli in disordine. Le donne in abiti eleganti camminavano
per strada con ai piedi delle scarpe da ginnastica (e solo in
ufficio si sarebbero infilate le scarpe con i tacchi). Moltissimi
uomini sembravano sporchi e trasandati. Rimase scioccato
dal numero di donne nere obese e dal loro dimenarsi disinvolto
sui marciapiedi. Al ristorante le porzioni erano grottesche
nella loro abbondanza e rimase perplesso che in alcuni
ristoranti si offrisse l'opzione all you can eat. La doggy
bag, gli avanzi da portare a casa per il cane, colmarono la
misura. New York gli sembr una citt provinciale, priva di
stile, ma misteriosamente elettrica. Tutto era veloce e malfatto,
come la rapidit distratta con cui le commesse impacchettavano
i regali. Stranamente, per, i camerieri erano
molto cordiali; in un ristorante al Village uno dei camerieri
si sedette al loro tavolo e disse: Ragazzi, spero proprio che
la vostra ordinazione non sia troppo complicata perch sono
strafatto.
Comunque Guy riscosse un notevole successo negli Stati
Uniti. Nemmeno a New York sembrava esserci spazio per
tanti modelli francesi, eppure Guy divenne alla velocit della
luce il numero uno. Lavor con i pi grandi fotografi, a cominciare
da Hiro, un puro e silenzioso artista giapponese che
amava lavorare con pochi oggetti, alla ricerca di forme affascinanti
e di armoniche combinazioni cromatiche tra il verde
lime e il giallo limone, per arrivare ad Avedon, molto pi basso
e giovane di quanto Guy si immaginasse, dal piglio tirannico,
uno stacanovista geniale che un giorno gli confess: Ultimamente
non faccio altro che scattare foto, il mio lavoro ha ormai
la forma e l'energia dei coriandoli. Avedon era cos magro ed
elegante, anche quando lavorava, da non sembrare n americano
n eterosessuale, tuttavia erano note le sue amicizie con
donne famose, e tra queste la leggenda della moda, Dovima,
che una volta aveva fotografato con degli elefanti.
Pierre-Georges avvert Guy che New York era una citt
molto pericolosa, e si raccomand di chiedere sempre al tassista
di aspettare che fosse al sicuro davanti alla soglia di casa
prima di ripartire. Correva il rischio di essere rapinato nel
breve tragitto tra il taxi e l'ingresso del palazzo. Viveva al
Greenwich Village (aveva qualche problema a pronunciare
Greenwich) in un grande appartamento all'angolo tra la
West Fourth e la West Eleventh. Era stato Pierre-Georges a
trovarlo e gliel'aveva anche arredato, bench a Guy fosse
stato concesso di sistemare alcune foto di famiglia su un piccolo
piedistallo d'argento acquistato sempre da Pierre-Georges.
Guy os persino ricoprire un divano marrone con
della seta dai colori sgargianti, ma Pierre Georges cominci
a tormentarlo perch la togliesse e l'indomani la seta fu ripiegata
e sistemata in un cassetto.
Si iscrisse a una palestra in Sheridan Square. Mentre si allenava
sentiva gli altri ragazzi fare un mucchio di battute pesanti;
alcuni erano cos muscolosi da risultare grotteschi e c'era addirittura un tizio che aveva bisogno dell'aiuto del fratello per salire le scale. Ogni giorno quel tizio si mangiava un pollo fritto e si scolava una pinta di succo di bietola. A Guy sfuggiva il senso
della maggior parte delle battute, ma l'impressione generale era
che met dei frequentatori della palestra fossero gay e met etero
e che si divertissero a scherzare tra loro su quale dei due orientamenti sessuali fosse pi attraente: Devi pensare al cazzo come
a una fica con un bastone sopra disse lo sbruffone del gruppo
scoppiando in una sonora risata. La popolazione della palestra
si situava esattamente al confine tra gay ed etero.
Nella sauna rivestita di assi di cedro un uomo dai modi educati
e in carne, con dei folti baffi brizzolati, dei preziosi occhi
color zaffiro, e le tracce di una bellezza ormai svanita, attacc
discorso con Guy. I suoi capezzoli erano grandi come gomme
da cancellare. A Parigi Guy si sarebbe comportato in modo
brusco e sbrigativo, ma in America le persone sembravano
sempre cordiali. Quando l'uomo, un vieux beau, si accorse dell'accento
di Guy pass subito a un buon francese. Disse di
chiamarsi Walt e di venire da San Francisco, ma di non lavorare
veramente perch occupato a viaggiare con il suo vecchio
amico, un aristocratico banchiere belga che viveva tra Gstaad
e Phuket, Venezia e Mykonos, oh, dovresti proprio conoscerlo,
e tu che fai? Oh, in realt qualche sospetto ce l'avrei, lo so che
non si dovrebbe mai chiedere a un francese del suo lavoro,
ma... ehi, qui siamo a New York, e in quell'istante Walt scoppi a ridere.
Per puro caso uscirono insieme dalla sauna e si avviarono
verso le docce. Walt gli strinse una chiappa; Guy lo fulmin
con lo sguardo, ma Walt sembr non curarsene, come se stesse
semplicemente palpando un melone per controllarne il grado
di maturazione. Sotto la doccia Walt continuava a sorridere e
a chiacchierare come se niente fosse, anche se prolung in
modo sospetto il lavaggio dei genitali. Era troppo grasso per i
suoi gusti, ma Guy desider stringerlo a s. Walt aveva un
corpo fatto apposta per essere abbracciato.
Dopo essersi vestiti, Walt scribacchi su un pezzo di carta
il numero di telefono di Guy. Sotto i suoi slip aderenti Guy
riusciva ancora a sentire la scioccante familiarit della mano
di Walt, e questo lo turbava. Non era mai stato attratto da un
uomo sopra i trent'anni, ma era segretamente eccitato dalla
trasgressione di quella palpata impudente, forse perch ad
averla fatta era stato un uomo chiaramente istruito, che parlava
francese e sciava a Gstaad, come se un tizio in smoking si fosse
inginocchiato e gli avesse succhiato l'uccello. Dopotutto Walt
trascorreva le vacanze in Thailandia, infarciva la conversazione
con continui riferimenti a yacht e a personalit del jet set... e
in pi aveva toccato il suo culo. Guy si rese conto di quanto
fosse solo. Aveva bisogno d'affetto. A Parigi aveva conosciuto
una donna pi grande di lui, Elaine, con cui frequentava un
corso di inglese. Era un'anestesista che viveva e lavorava a Versailles,
una persona per certi versi vivace, anche se di fondo
noiosa, per era sempre libera e trattava Guy come un fratellino,
anche se non passarono mai al tu reciproco. Ecco, a New
York non aveva nemmeno un'Elaine con cui andare a cena o al cinema.
Tutti gli uomini del Village lo guardavano e lui aveva imparato
a ignorarli. C'era il tizio con un bel petto ma le gambe da
donna, un altro con bei bicipiti ma i tricipiti scarsi. Un terzo
aveva un bel corpo ma sfoggiava dei baffi ridicoli. Un quarto
portava un borsello perch i suoi pantaloni di gabardine chiaro
non avevano le tasche: in Francia solo gli autisti degli autobus
portavano ancora i borselli. Guy faceva l'inventario di tutti
quei difetti perch era ugualmente critico verso i propri...
o meglio, alzava la guardia contro la possibilit di averne. Eppure
era consapevole che nel momento esatto in cui fosse riuscito
a entrare in confidenza con qualcuno, persino con una
persona semplice, avrebbe smesso immediatamente di scorgerne i difetti.
Se gli capitava di passeggiare per Washington Square e di
incrociare lo sguardo di un uomo solo seduto su una panchina,
il respiro gli si mozzava, come se stesse attraversando un pericoloso
campo di forze. Durante il suo primo fine settimana
nell'isola di Fire Island in compagnia di Pierre-Georges (che
in costume da bagno si rivel inaspettatamente peloso), Guy
scese con lentezza le scale di legno che collegavano le dune alla
spiaggia. Portava un costume bianco aderente e un paio di
occhiali da sole. Una decina di uomini sollevarono in simultanea
lo sguardo dai loro asciugamani e si misero a scrutarlo. In quel
momento ebbe paura di svenire. Pens: Non sar mai pi cos
perfetto. Un pensiero che lo rattrist. C'era qualcosa nel suo
essere cos bello che gli insinuava una costante malinconia. Capiva
quanto la sua perfezione fosse provvisoria, ma poi derise
il proprio narcisismo che giudic eccessivo. La bellezza era
solo un mezzo per fare soldi.
Si immagin di essere una specie di purosangue preziosissimo
che tutti esaminano non perch preoccupati della sua salute,
ma perch decisi a proteggere il proprio investimento.
Una carezza sul dorso... ha mangiato bene... sembra spaventato
dalla gente sugli spalti, meglio mettergli i paraocchi... ha
il naso caldo.
Se usciva senza occhiali da sole, Pierre-Georges lo rincorreva
per redarguirlo con tanto di predica sui rischi per la pelle.
Se ingrassava di qualche etto, Pierre-Georges gli pizzicava la
pancia, sussurrando: Miss Piggy. Se portava jeans troppo
aderenti, Pierre-Georges gli bisbigliava, Sembri una puttana,
e lo costringeva immediatamente a cambiarsi con qualcosa
di pi largo. Una volta si era messo una vestaglia
trasparente, e Pierre-Georges aveva esclamato nel suo francese
pi sprezzante: Trs original. Se si concentrava per cercare
di completare un cruciverba, Pierre-Georges lo rimproverava
ricordandogli che presto gli sarebbero venute delle orribili
rughe sul naso.
Lui e Pierre-Georges salirono su un motoscafo che a mezzanotte
li port dal Grove al Pines insieme a un gruppetto di
ragazzi sovreccitati, e poi tutti insieme si avviarono in fretta
verso il Sandpiper. Guy era il pi alto, e sotto l'effetto della
droga, guardandosi intorno, ebbe una nitida esperienza di
quel che i buddisti chiamano il sentimento della provvisoriet.
Osservava quegli uomini a petto scoperto, muscolosi, abbronzati,
e cap in quell'istante esatto, sulla pista da ballo, che tutta
quella concentrazione di vestiti alla moda, diete, denaro, tinta
per capelli, chirurgia plastica e psicoterapia, sarebbe comunque
approdata al nulla. Nel giro di qualche anno ognuno di
loro si sarebbe trasformato in un vecchio malfermo, e dopo
qualche anno ancora, in cenere.
Guy strinse amicizia con alcuni culturisti che avevano improvvisato
una palestra all'aperto, sulla spiaggia, di fronte alla
casa sulla Tuna Walk, e che gli proposero di allenarsi con loro.
Un giorno, un biondino basso, magro, con il corpo perfettamente
proporzionato, lo prese da parte per bisbigliargli: Dovresti
fare un po' di ginnastica artistica... sei un modello, no?
Vuoi che ti dia qualche lezione? Il ragazzo, con indosso dei
larghi pantaloncini blu, balz sulle parallele e ci si mosse
sopra usando solo le mani e sollevando in verticale le gambe
per poi atterrare sulla sabbia dopo una capriola in aria. Guy
si allen con lui per un'ora; stranamente il ginnasta non si
aspettava nulla in cambio... be', davvero incredibili questi
americani!
Su una rivista di bellezza, Guy aveva letto un articolo in cui
si parlava della ginnastica facciale e ogni mattina davanti allo
specchio, con le dita a gancio dentro la bocca, cercava di allargare
il pi possibile la bocca e contemporaneamente di chiuderla.
Oppure reclinava la testa all'indietro come un'oca,
premeva la lingua contro il palato e puntava il mento provando
a rassodarlo.
Uscendo dal Sandpiper per prendere una boccata d'aria,
Guy incroci Walt, che era impegnato a fare da guida al suo
barone. Walt li present e il barone, ripugnante come un burocrate
sovietico, strinse la mano a Guy per un tempo sgradevolmente
lungo. Naturalmente affrontarono una conversazione
in francese, e con un tono di voce decisamente alto. Guy temeva
che il suono di una lingua straniera potesse indispettire
le persone intorno, d'altronde anche lui provava un certo risentimento
se in un caf parigino incappava in una comitiva di
tedeschi chiassosi che urlavano nella loro lingua. Guy aveva
paura che quella preoccupazione fosse un tratto piccolo-borghese,
ma in realt ci che lo seccava veramente era di passare
per uno straniero, sebbene molti americani trovassero il suo accento sexy.
Il barone, il cui nome era Edouard, lo invit a pranzo per il
giorno dopo a bordo del suo yacht - e indic con la mano
un'imbarcazione gigantesca attraccata al piccolo molo e con
le luci spente. Proprio quel pomeriggio Guy aveva notato un
gruppo di donne e uomini particolarmente attraenti sul ponte
dello yacht. Chiese: A che ora? E poi domand se poteva
portare un amico francese.
Subito dopo il piccolo ginnasta raggiunse Guy per dirgli:
E cos hai conosciuto anche tu Pezzi di Ricambio.
Chi, il Baron Edouard?
Noi lo chiamiamo Pezzi di Ricambio perch pur avendo
ricevuto un bel po' di manutenzione  rimasto un rospo.
Un rospo? Dopo qualche secondo Guy intu che voleva
dire crapaud. Quel commento gli sembr frutto di invidia e gelosia.
Stai attento con lui aggiunse il ginnasta. Gli piace il sesso
violento; sarebbe un peccato che quei graziosi capezzoli si allargassero troppo. E poi ha una passione per il fist fucking. Comunque credo sia uno slave, uno schiavo.
Per una volta Pierre-Georges, che d'istinto era portato a criticare
le iniziative e i suggerimenti di Guy, si limit a sorridere.
Un barone? Uno yacht? esclam, rassicurato al pensiero che
Saint-Tropez non fosse pi cos lontana.
Guy si aspettava un'inquietante pranzo a due, invece lo
yacht era un formicolare di marchette, una pi giovane dell'altra.
Il barone appariva solo per brevi momenti, con la sua immacolata
divisa da capitano. Guy pens fosse un seduttore
intelligente e si ripropose, una volta invecchiato, di imitarne
la strategia di corteggiamento: legare l'amo a delle esche luccicanti.
Walt era molto pi presente, anche perch si preoccupava
che tra gli ospiti circolasse il bong, che i bicchieri di
daiquiri ghiacciato non fossero mai vuoti, e che le tartine al
formaggio si trovassero nei piatti, come anche le crudits con
le deliziose chele di granchio.
Walt gli chiese in un sussurro: Quale di questi ragazzi ti
piace?
Guy scroll le spalle, ma Walt insistette: Non sto scherzando.
Guy aveva passato cos tanto tempo a negarsi, persino agli
uomini pi attraenti del continente americano, che gli risultava
davvero arduo decidere. In fondo era lui quello che tutti desideravano;
Guy era la merce, mai il consumatore. Ma quando
Walt glielo chiese una terza volta, Guy rispose a mezza bocca
e con la voce strozzata: Quel biondino con il costume blu
elettrico.
Jacky? E la pi grande puttanella dell'isola e anche un masochista
di prim'ordine. Si fa regolarmente incatenare a un frigorifero
abbandonato nel Meat Rack e all'alba ci tocca sempre
mandare qualcuno per liberarlo. Per  un tipo allegro, non
fa che fischiettare dalla mattina alla sera. Vorrebbe fare il DJ.
E cos, prese a riflettere Guy, al barone piace il sesso violento
e si circonda di slave simpatici... Punt lo sguardo su Jacky per
controllare che i suoi capezzoli non fossero deformati, e in effetti
avevano l'aspetto di vecchie cartilagini: grandi e morsicati.
Ma se il barone  un masochista, prosegu nella sua riflessione,
perch si intrattiene con altri masochisti? Probabilmente i giovani
masochisti gli servono per attrarre i sadici.
Sul ponte c'erano anche molte donne... be', a dire il vero,
solo tre. Erano un po' volgari, ma gli uomini le corteggiavano,
come se tutti quei maschi gay fossero rimasti cos a lungo separati
dall'universo femminile da regredire subito e inconsapevolmente
all'antica galanteria da liceali effeminati.
Dopo che Guy si era scolato il secondo daiquiri, il barone
emerse dalla cabina. Qualche istante prima Guy aveva chiuso
gli occhi per proteggersi dal sole e quando li riapr si trov accanto
Edouard, seduto sulla sedia del capitano. Dovresti fare
attenzione alla tua pelle perfetta, potresti scottarti gli disse il
barone. Se ti va, posso spalmarti la crema sulla schiena e intanto
sollev un piccolo tubetto di Kiehl's.
 molto gentile da parte sua, ma il mio amico Pierre-Georges
mi ha completamente ricoperto di crema solare, sembro
uno di quei polli arrosto rivestiti di burro.
Il barone non rise, e la cosa imbarazz Guy, che si precipit
a sorseggiare il suo terzo drink, pur avendo giurato a se stesso
di non farlo.
Edouard sembrava onorato dell'amicizia di Guy e cominci
a organizzare delle cene di soli uomini apposta per lui;
una di queste si svolse su un traghetto a tre piani che solc
il fiume Hudson al tramonto, carico di un centinaio di invitati,
e con bellissimi camerieri in pantaloncini corti, stivaletti
da lavoro arancioni e magliette nere con stampato sopra in
serigrafia lo stemma di famiglia del barone. Edouard non
manc di dedicare un brindisi a Guy in quanto ospite
d'onore, e allo stesso tempo si guard bene dall'infastidirlo.
Era raro che il battello tornasse a Battery prima di mezzanotte,
orario in cui molti dei ragazzi si erano gi accoppiati
tra loro, sul ponte pi in alto, quello protetto dall'oscurit.
Guy, invece, rest in basso a chiacchierare con un paio di
nuovi amici. In America era abitudine chiamare un semplice
conoscente amico e Guy si era impossessato di quell'abitudine.
In qualche modo alleggeriva la dura realt di non
avere veri amici.
A un'altra cena, sempre sfarzosa e ben frequentata, furono
di nuovo serviti da ragazzi in ridottissimi shorts e stivaletti da
lavoro color arancio, ma questa volta i loro ombelichi erano
scoperti. La madre di Guy si trovava in citt ed era la sola
donna presente alla festa insieme a un centinaio di omosessuali
di primo piano, che la corteggiarono per tutto il tempo, sfinendo
con le loro vuote espressioni Guy, che per era costretto
a tradurre, Dio, oh... ivot,  pazzesco poter conoscere la
madre di Guy, al che la madre si rivolgeva ansiosa al figlio:
Che cos'ha detto? Cosa? Oh, digli che  un vero onore conoscere
un collega di mio figlio.
Che cos'ha detto? Dai, davvero, cos'ha detto?
Per fortuna intervenne il barone con i suoi modi seducenti
e melliflui, rivolgendosi alla madre nel suo ricercatissimo francese
ancien rgime, la madre di Guy, con postura rigida, senza
mai lasciarsi andare a un sorriso, flirtava chiaramente con Edouard,
sebbene solo i familiari pi stretti avrebbero potuto accorgersene.
Bevve qualche schiumoso grasshopper di troppo
e soprattutto sembr non registrare il fatto di essere la sola
donna presente alla festa; o almeno non espresse alcun commento
in proposito quando Guy la riaccompagn all'hotel
Warwick che entrambi pronunciavano all'americana e non all'inglese.
Durante una colazione al Cte Basque Edouard confess a
Pierre-Georges che avrebbe pagato qualsiasi cifra per andare
a letto con Guy, anche solo una notte. Ovviamente era consapevole
che Guy avrebbe trovato scioccante la disarmonica
deformit del corpo del barone; douard non nutriva alcuna illusione
sul proprio decoro fisico. Erano ormai pochissimi gli
uomini della sua generazione che potevano spogliarsi senza
apparire grotteschi, e sapeva benissimo di non essere del lotto.
Dal momento che Guy mostrava di avere un debole per Jacky,
quest'ultimo poteva essere aggiunto al banchetto per renderlo
ancor pi appetibile.
L'intera conversazione, che eccit Pierre-Georges, e allo
stesso tempo gli provoc un certo disagio coinvolgendolo in
un tipo di trattativa per lui inedita, fu riportata a Guy senza
alcun commento. Gli ho detto che hai perso la testa per una
bellissima Mercedes coup blu, ma che il prezzo stratosferico
del garage ti ha indotto a rinunciare, dato che un posto auto
a Manhattan  caro quanto un appartamento a Parigi.
Hai appena venduto la mia anima immortale per una Mercedes
e un posto auto senza nemmeno consultarmi? frign
Guy. Gli sembrava che tutto avesse subito un'improvvisa accelerazione.
Era come se la sua vita avesse arrancato fino ad
allora per poi scattare in modo imprevisto.
Ti sto chiedendo la tua opinione proprio adesso. Ho fatto
male? Una Mercedes mi sembra un prezzo equo.
Guy prese un sorso della sua Diet Coke, e alla fine disse con
un'aria imbronciata. No.
Cosa?
Ho detto che no, non hai fatto male. Lui che ha detto?
douard ha semplicemente sbattuto le palpebre e ha sorriso.
Gli ho anche ricordato che presto sarebbe stato il tuo
onomastico. Poi abbiamo parlato di altro. Della tua carriera.
Zoli  un suo amico personale e si  offerto di presentarci.
Ma sei tu il mio agente protest Guy. Guard alla finestra
la pianta di ginkgo. Era luglio, eppure le serate estive non
erano lunghe come a Parigi.
Lui pu diventare il tuo agente e io il tuo manager. Per i
modelli Zoli  il miglior agente possibile.
Guy era preoccupato di dover fornire a Zoli i dati anagrafici
per il nuovo look... sarebbe stato costretto a confessargli la sua
vera et. Le persone continuavano a scambiarlo per un ventenne.
Magari poteva dire di averne ventidue, ma Zoli era tutt'altro
che stupido e avrebbe preteso delle spiegazioni. Gli
sarebbe bastata una veloce ricerca e si sarebbe imbattuto in
tutte quelle pubblicit francesi di dieci anni prima; Guy
avrebbe potuto sostenere che si trattava del fratello maggiore,
che ora vendeva articoli sportivi in un negozio di Epinal.
Guy fu preso in carico da Didier Malige che, a detta di
Pierre-Georges, era il parrucchiere pi esclusivo al mondo. Nuovo taglio,
nuovo trattamento del viso ad opera di Mario Badeau e un
nuovo look con foto di Bruce Weber, che gli avrebbe permesso
di moltiplicare il suo cachet e di occupare una porzione di cielo
ancora pi grande in quelli che sarebbero stati sicuramente gli
anni del tramonto e declino.
Quanto al barone, era gentile, rispettoso e una fonte inesauribile
di progetti fantasiosi. Alle sue feste aggiungeva spesso la
lista degli amici di Guy. Restava seduto, vestito di tutto punto,
attento a non esporre troppo il suo orribile corpo da vecchio.
Era sempre circondato da ragazzi molto carini che si sedevano
ai suoi piedi, sul pavimento, mentre lui, senza malizia e con
l'innocenza di un nonno, posava le sue mani grassocce e ingioiellate
sulle loro spalle. Quei ragazzi somigliavano a costosissimi
levrieri accucciati contro le sue gambe. Walt, invece,
era sempre in movimento, smanioso di riempire i bicchieri, di
far circolare gli spinelli, di cambiare la musica. Riusciva sempre
a coinvolgere alle loro feste le personalit della moda pi in
voga del momento. Port Christie Brinkley, Gi Carangi e il
mago del make-up Way Bandy. Gi si lament dell'assenza di
ragazze: era bisessuale, ma preferiva decisamente le donne.
Parl anche del suo ultimo fidanzato: Non mi ama, almeno
non come dovrebbe. Vi sembrer incredibile, ma mi ha costretto
a volare fino a Milano in business class. Accorgendosi
degli sguardi perplessi degli astanti, aggiunse: Non in prima
classe! Walt era abile nel fare in modo che tutto funzionasse
alla perfezione. Si occupava di prenotare il catering, accompagnava
chiunque lo desiderasse a ballare al Doubles, si ricordava
chi fosse vegetariano e chi pescetariano (Guy esibiva la
consueta impazienza dei francesi verso le persone troppo
schizzinose con il cibo).
Anche se i modelli amavano scherzare liberamente tra loro,
dandosi di gomito, non avevano molti interessi in comune e
tendevano ad annoiarsi con facilit. Spesso convivevano con
una compagna, che di solito era una modella. Molti erano
atleti, campioni di tennis, pugili, motociclisti, oppure sciatori
professionisti, spesso ai vertici delle classifiche internazionali
di slalom e delle altre discipline invernali. Altri erano stelle del
nuoto. Anche quando erano aristocratici, con alle spalle Le
Rosey, l'esclusivo collegio svizzero, sapevano comunque a memoria
le parole dell'ultima hit di Donna Summer Once Upon
a Time. Alcuni erano nomi noti - il figlio di Alain Delon (nato
e cresciuto a Beverly Hills) oppure il nipote di Barry Goldwater, ma altri erano dei teppistelli ignoranti, cresciuti per le
strade di Brooklyn, con un paio di tatuaggi, denti irregolari, e
un forte accento. Ma come pu funzionare quel ragazzo di
Brooklyn?, si chiedeva Guy. Gli era giunta voce che esistesse
un'agenzia che si chiamava Facce Strane. Forse erano loro a
rappresentarlo. Un tipo era campione nazionale spagnolo di
nuoto e aveva un orecchino, il petto glabro, e soffici peli sotto le ascelle.
La maggior parte dei modelli era interessata alla variante
giapponese del buddismo, forse per il suo sfumato ottimismo
e soprattutto perch era un'esotica alternativa al cristianesimo,
inquinato da un eccesso di familiarit e da una certa tetraggine.
Il buddismo, invece, aveva un tono sobrio e aborriva ogni
forma di proselitismo, e in pi tradiva un tratto cerebrale, bench
fosse un culto per certi versi popolare. Nam-myoho-renge-kyo
era l'invocazione che si intonava per ricevere una Cadillac
o un contratto da modello. Non si era costretti a meditare, bastava
recitare. Era un culto decisamente materialistico, ma chi
lo praticava giurava stabilizzasse la mente, garantisse la pace interiore...
e anche un mucchio di cose concrete. Era divertente
inginocchiarsi davanti al proprio altare portatile e intonare
Nam-myoho-renge-kyo per ore, invece di sniffare cocaina o di
telefonare in modo compulsivo sotto l'effetto dell'alcol. Ed era
divertente avere un gong d'ottone da colpire ogni volta che si
intonava Nam-myoho-renge-kyo, bench la posizione del loto,
inutile negarlo, fosse un supplizio per le ginocchia.
Guy non si apriva mai con i colleghi, ma gli piaceva scherzare
con loro. Molti erano stati scoperti da Bruce Weber mentre
giocavano a football al college oppure mentre tagliavano
l'erba in giardino. Guy fingeva di amare le donne, per  vero
che aveva stretto un rapporto molto intimo con una truccatrice
professionista, cresciuta nell'Ohio, o forse nell'Iowa; era dolcissima, un'orfana che aveva trascorso l'infanzia passando da
una casa-famiglia all'altra. Si chiamava Lucie ed era vicino ai
quaranta, ma si manteneva magra, portava sempre delle calzamaglie
nere, teneva i capelli crespi raccolti in un codino con
un elastico rosa e sembrava molto giovane anche se aveva
un'aria perennemente stanca, come se non dormisse da un
paio di notti. In realt era esattamente l'opposto: dormiva
troppo e amava dormire pi di ogni altra cosa, abbracciata ai
suoi due leoni di peluche. Di solito indossava una felpa grigia
con le maniche tirate su. Le sue mani erano grandi, pulite e
maschili. Aveva un seno abbondante, che per si notava solo
quando restava in maglietta. Non portava il reggiseno. Aveva
un corpo molto sexy, ma non giocava mai la carta della seduzione
femminile. Non si truccava, se non con il lucidalabbra.
Era concentrata sul lavoro e si portava sempre in giro la sua
valigetta di metallo traboccante di ombretti, matite per coprire
le occhiaie, ciprie di rifinitura per scolpire al meglio il viso,
fondotinta liquido, lucidalabbra, highlight, mascara, rossetti,
belletti, crema detergente, l'astringente per rimuovere il trucco
e flaconi di crema idratante.
Lucie era nata in Normandia. Il padre era un soldato nero
americano e la madre una rifugiata vietnamita. Non aveva i
tratti somatici asiatici. L'orfanotrofio francese disponeva di una
lista di nomi ufficialmente approvati e ne seguiva scrupolosamente
l'ordine; a lei era capitata Lucie. Forse era stata proprio
l'esperienza dell'orfanotrofio e delle case-famiglia a insegnarle
il valore dell'indipendenza. Viveva negli Stati Uniti dall'et di
diciotto anni (disponeva del passaporto americano), per
aveva conservato l'abitudine francese di lamentarsi solo delle
piccole cose (il caldo) e di sorvolare su quelle importanti (le
percosse, la fame). Parlava un francese fluente ma con un seducente
accento americano. Pierre-Georges pensava fosse uno
strazio, ma lui approvava solo le persone che in qualche modo
potessero tornargli utili.
Guy aveva conosciuto Lucie durante un servizio fotografico.
Lei lo aveva truccato con una rapidit leggendaria, cancellando,
grazie alla cipria, quell'eccesso di lucido sul naso (solo
sul lato sinistro).
A Lucie piacevano le minuscole orecchie a sventola di Guy, i
suoi occhi intensi, le sue guance scavate compensate per da
labbra carnose, il suo petto ricoperto di peli che spuntavano dal
colletto della maglietta, e l'alone scuro dei baffi che era impossibile
da sradicare nonostante le rasature quotidiane e ripetute.
Le sue sopracciglia erano due sottili linee dritte e sembravano il
prolungamento di un broncio, nonostante Guy imponesse a se
stesso di non incupirsi. Pierre-Georges gli diceva di non restare
fermo con la bocca aperta, ma  vero che le sue labbra erano
cos carnose che era quasi impossibile chiuderle. Pierre-Georges
sosteneva che le labbra carnose come quelle di Belmondo fossero
sensuali nei giovani ma grottesche nelle persone mature;
Guy prese persino in considerazione l'ipotesi di assottigliarle
con un intervento chirurgico, ma Lucie obiett che era una follia
e che i suoi tratti, certamente assemblati in modo misterioso,
funzionavano alla grande.
C'era qualcosa di ferito, velato e malinconico in Lucie. Guy
sapeva della sua tragica infanzia, ma non osava chiederle nulla.
Percepiva che nel momento in cui Lucie avesse riversato su Guy
il proprio dolore, nessuno dei due sarebbe pi stato in grado di
ricacciarlo indietro. A lei piaceva mangiare popcorn senza burro
davanti al televisore, a piedi nudi e in compagnia di Guy; si
ferm un paio di volte a dormire da lui, e l'abbracci, senza per
aspettarsi nulla di pi. Guy amava andare allo Studio 54 con lei.
Oppure ci andava con una modella che aveva appena conosciuto
su un set fotografico. Era divertente passare davanti alla
fila di tutti quei ragazzini sboccati del New Jersey, con i loro orribili tagli di capelli e quegli abiti pacchiani alla Tony Manero.
Era divertente ballare sotto il gigantesco cucchiaio che avvicinava
la cocaina al naso argentato. Ormai Guy era molto pi sicuro
sulla pista da ballo. I camerieri erano bellissimi - spesso
venivano ingaggiati da Zoli o Click e lanciati come modelli.
L'emozione pi forte era quando Steve li invitava nel priv VIP.
Era esaltante ritrovarsi nel gruppetto selezionatissimo in compagnia
di Lisa, Halston ed Andy Warhol. A Guy non piaceva
drogarsi, come anche a Andy; not che Andy non faceva che registrare
la voce delle persone o scattare delle Polaroid: era il suo
modo per evitare le chiacchiere o il contatto umano. Forse per
il suo passato da chierichetto o anche per il suo terrore piccoloborghese di ritrovarsi senza un soldo, a Guy piaceva mantenere
il pieno controllo di s, e in pi non voleva mettere a repentaglio
la propria bellezza. Ballare era un buon esercizio, ma le droghe
che lo alimentavano avevano un prezzo, anche se alcuni insistevano
che la cocaina non provocasse danni al fisico e non ingenerasse dipendenza.
Non che gli piacesse davvero mentire sulla propria et, e
con gli amici veri come Lucie ammetteva liberamente di avere
trentadue anni, ma nel lavoro preferiva essere riservato o apertamente
disonesto. Nessuna agenzia avrebbe mai ingaggiato
un frocio francese di mezz'et per baciare una ragazza in uno
spot della Kellogg's.
Il 12 settembre, onomastico di Guy, il barone lo invit a una
cena in piedi molto intima nel suo appartamento sulla East
Sixtieth Street e gli consegn una piccola scatola bianca nella
quale erano contenute le chiavi di una Mercedes 450SEL. Guy
ricambi con un piccolo bacio sulla guancia, il gesto pi affettuoso
che si fosse concesso fino ad allora con il barone e si domand
quando Edouard avrebbe avanzato le sue giuste
pretese sul pezzo di carne acquistato. Not che alla festa era
presente anche Jacky e che portava una camicia bianca sbottonata
fino all'altezza dell'ombelico con delle maniche a sbuffo
da pirata. Walt non faceva che volteggiare sullo sfondo, organizzando
al meglio il personale.
San Guy di Anderlecht, vissuto nel decimo secolo, era il
santo degli animali, delle stalle, dei bovari, e anche degli scapoli,
e in onore di San Guy Edouard sistem sulla sua tavola di un
bianco immacolato una fai'ence crche, con le graziose statuette
adagiate su uno specchio, come se stessero per affogare in una
piscina dall'acqua piatta. Gli invitati erano tutti modelli o quasi,
perci abbondavano le insalate, tre diversi tipi di verdure, una
porzione di pesce, lamponi senza zucchero, niente pane, anche
se un francese come Guy faceva fatica a mangiare senza un
pezzo di baguette. Veniva servito champagne invecchiato. Guy
not che i modelli continuavano a chinarsi sul centrotavola in
modo da potersi specchiare. douard azzard diverse battute
sul fatto che San Guy fosse il santo protettore degli scapoli.
Walt fece circolare una canna.
Di solito Guy andava in paranoia in mezzo alle persone;
forse perch non si sentiva a proprio agio a parlare in inglese
e aveva sempre il terrore di non cogliere qualche citazione da
Charlie's Angels o da La famiglia Brady. Gli americani erano
convinti che le loro serie televisive e i loro cantanti pop fossero
universali e immortali. Quando ne parlavano, gli occhi
gli si inumidivano, come a Bambi. Naturalmente non avevano
mai sentito parlare di Dalida e nemmeno di Vronique Sanson.
Quella sera Guy pens di doversi drogare in vista della
possibile orgia finale. Pi fumava marijuana e pi le sue fantasie
si moltiplicavano, come se a ogni tiro stesse sfregando
una lampada magica. Guard Jacky con una voglia incontenibile
(temeva che nel giro di qualche minuto sarebbe caduto
in ginocchio e avrebbe strisciato dall'altra parte della stanza
per seppellire la testa nel suo grembo). Jacky era cos attraente,
con le sue labbra carnose color porpora e i capelli a spazzola
biondo cenere che sembravano implorare di essere
accarezzati da una mano affettuosa, capace di trasformarli in
grano o addirittura argento. I muscoli del collo in rilievo. Le
occhiaie marcate, ma l'aspetto insopportabilmente giovane...
com'era possibile? Per Jacky era quello che gli americani
chiamavano bottom, ossia passivo, come indicavano le
chiavi appese alla tasca destra dei suoi pantaloni da lavoro
bianchi. Forse era come Pierre-Georges, che a letto preferiva
partner violenti e pelosi invece di quei ragazzi delicati che
amava esibire come trofei e nel ruolo di accompagnatori. Eccolo
Pierre-Georges, sul divano, a conversare con Lucie. Sul
viso un'espressione terribilmente annoiata. Per l'occasione
Lucie indossava un grazioso abito da sera, con una scollatura
cos bassa da lasciar intravedere, sorprendentemente nel suo
caso, un top ingentilito da un nastro rosa; portava delle calze
blu bas rsille con inserti argentati. In quel preciso momento
si alz per andarsene.
Domani mattina devo svegliarmi alle sei disse. E arrivare
in cima al grattacielo della Citicorp per l'edizione italiana di
Bazaar. Lavoro per von Wangenheim.
Guy si alz in piedi a sua volta e la baci su entrambe le
guance. In realt Lucie abbandonava la festa per una ragione
di tatto; si era accorta di essere la sola donna rimasta. Grazie
per il regalo disse lui. Lucie gli aveva portato una vecchia edizione
con copertina rigida di Lo Zen e l'arte della manutenzione
della motocicletta, libro che Guy aveva sempre desiderato
leggere. Prima di andarsene lo avvert di aver intonato la formula
buddista, rallegrandosi che le fosse arrivato tra capo e
collo un lavoro per Vogue Patterns, rivista nota per avere la redazione
pi coraggiosa al mondo. Lucie aveva dipinto il viso
di una modella giapponese di un verde chiaro e le aveva fatto
indossare un vecchio vestito da ballo color pelle che lei e Guy
avevano trovato in un negozio di seconda mano sulla Greenwich
Avenue. Era cominciata cos l'ennesima rivoluzione,
quella del look malato.
Con l'uscita di scena di Lucie, Walt abbass le luci. Pierre-Georges
si conged e strizz un occhio complice a Guy. Guy
non vedeva l'ora di scendere in garage e di mettersi al volante
della sua nuova auto; il posto auto che il barone aveva preso
in affitto si trovava all'interno del suo palazzo. Non era comodissimo
per Guy che abitava al Village, e sicuramente era
stato un espediente del barone per attrarlo nell'East Side.
Guy si domand se anche l'auto fosse intestata al barone.
Erano rimasti solo quattro bellissimi ragazzi, e not che
erano tutti gay, e che la musica non era pi la disco music alla
moda (Higher and Higher), ma Peggy Lee (Is That All
There Is?), il massimo che Edouard potesse concepire come
musica d'atmosfera. Un paio di spinelli passavano da una
mano all'altra e lo champagne venne sostituito da cocktail
dolcissimi e letali. Il teppistello di Brooklyn, che somigliava
a Elvis Presley da giovane, si stava sfregando il pacco. Pu
permetterselo, pens Guy. L'uccello sembrava non del tutto
duro ma molto grande. Poi Walt, seduto accanto al giovane
Elvis, pos una mano sul ginocchio del ragazzo che la spost
ancor pi vicino al proprio uccello. Jacky si alz in piedi e
finse di riempirsi il bicchiere, ma un istante dopo era seduto
all'altro fianco di Elvis e lo stava baciando appassionatamente.
Il barone aveva gi abbandonato la sala. Guy era cos
fatto da non riuscire a staccare lo sguardo da Jacky. Appena
un'idea gli balzava in testa, l'altro era gi l a realizzarla. Era
come se ci fossero dei piccoli salti tra le diverse sequenze di
azioni, come se durante il montaggio del film qualcuno avesse
apportato dei tagli. Guy lanci uno sguardo a Walt; si sorrisero
e commentarono nello stesso istante: Oddio, sono proprio
fatto. Walt aggiunse: Penso che quella roba fosse
mescolata con del PCP. E Guy annu docile, anche se non
aveva la pi pallida idea di cosa volesse dire. L'erezione di
Guy era cos forte che gli doleva, come un cane rabbioso che
supplicava di essere lasciato libero, raspando con la zampa
contro la porta. Di fianco a Jacky, che intanto si stava
baciando con il giovane Elvis, Guy si sentiva un po' stupido e
persino di troppo, come quei ballerini extra che alle feste
delle debuttanti chiedono inopportunamente di ballare a ragazze
gi soddisfatte dal loro partner. Walt tolse il grande uccello
nodoso e non circonciso dai pantaloni del giovane Elvis,
che si stese di schiena sul divano per essere spompinato. A
quel punto senza incertezza Jacky si volt verso Guy per baciarlo.
La sua bocca sapeva di metallo, e Guy pens fosse
colpa della saliva del giovane Elvis. Gli occhi di Jacky restavano
serrati. Si era accorto che stava baciando Guy? La mano
di Jacky abbass la lampo dei pantaloni del francese e cav
fuori il suo pene rigido e umido. Come un girasole che si
volge naturalmente verso la palla di fuoco, cos la sua bocca
si volse naturalmente verso l'uccello di Guy per divorarlo.
Quella morsa calda e liquida, accompagnata dalla vivacissima
lingua di Jacky, provoc in Guy un brivido. Dio, non farmi
venire subito!, pens. Jacky si mise a lottare con la sua cintura
e Guy sollev leggermente i fianchi per permettere all'altro
di abbassargli i pantaloni. Un'ombra d'ansia attravers il viso
di Guy, timoroso che il suo pube puzzasse o che il portafogli
gli cadesse dalla tasca, ma a Jacky piaceva, e a Guy venne in
mente la parola francese pervers e poi quella inglese virilit.
Era come se Jacky avesse spacchettato la sua virilit, l'avesse
svelata e isolata per sottoporla a un'operazione chirurgica.
Con le dita Jacky gli abbass il prepuzio e prese a leccargli i
testicoli e il fazzoletto di pelle intorno. La sua lingua era ruvida
come quella dei gatti.
Guy guard i baffi grigi di Walt che lavoravano sul grande
pene del giovane Elvis, cos schiacciato contro la pancia morbida
e bianca del ragazzo - simile a quella di un pesce - che
Walt fu costretto a prenderlo tra pollice e indice per riuscire a
succhiarlo.
Dov'era douard? La parete accanto era ricoperta di scudi
dorati e di stucchi stile Luigi XVI e Guy ebbe l'impressione
di vedere al centro di quelle decorazioni un occhio - liquido,
mobile, sensibile al pi piccolo movimento, come quello di
un'orca marina - con la palpebra che sbatteva frenetica. Forse
Edouard era semplicemente un voyeur. Magari era dietro
quella parete a farsi una sega. Povero Edouard, sordo nonostante
i due apparecchi acustici, e con i capelli impiantati grazie
a un dolorosissimo intervento. Probabilmente non riusciva
nemmeno ad avere un'erezione.
La consapevolezza di essere guardato eccit Guy, che sollev
il braccio come fanno gli attori del porno per mostrare
allo spettatore tutto l'arrapamento. Una semplice sbirciatina
al suo cazzo valeva davvero una fiammante Mercedes?
Finita l'orgia, Edouard li raggiunse ridacchiando. Sono
come il cardinale de Bernis che spiava Casanova in compagnia
della suora. Chi fosse Casanova Guy lo sapeva, mentre gli
sfuggiva l'identit dell'altro. Era contento nel vedere la soddisfazione
di Edouard per la cena e l'orgia. Con il suo tipico eccesso
di prudenza, Guy pens di essere troppo ubriaco per
guidare. Lui ed Edouard raggiunsero il garage in ascensore per
poter vedere la Mercedes. Guy pos il braccio sulla spalla di
Edouard, lo baci sulla fronte e poi torn a casa in taxi.
I gay! esclam Pierre-Georges al telefono, preferiscono
sborsare un sacco di soldi per il ragazzo che non te lo d. Gli
etero preferiscono pagare le donne che si fanno scopare. Non
capisco perch funzioni cos.
Forse perch i ragazzi sono molti e disponibili, mentre la
fica  pi rara. Guy pronunci la parola francese con, e
Pierre-Georges scoppi a ridere sentendo quella mezza volgarit
uscire dalla bocca di Guy.
Rara? Mica tanto. Almeno non di questi tempi. Prova a
farti un giro nei bar per single. Se non sei troppo schizzinoso,
trovi sempre delle giovani grassone disponibili.
Pensi che debba fare il prezioso con douard?
Finora ha funzionato.
Era ormai passato un anno da quella sera e Guy, una volta
al mese, riceveva i servizi di Jacky mentre douard lo guardava
attraverso la mashrabiya. In una di quelle serate, dopo aver
concluso una cena di Natale particolarmente tossica, mentre
Jacky baciava con particolare trasporto Guy, quest'ultimo sent
una nuova bocca sul suo uccello. Cap subito che era quella di
douard; si era tolto la dentiera e a Guy venne subito in mente
il vecchio alla stazione di Clermont-Ferrand. Quanti anni
aveva allora? Diciassette? Ora ne aveva sedici in pi. Guy abbass
i pantaloni di Jacky per liberarne l'erezione a punta. Il
barone li succhi a turno. Guy not che Jacky si era rasato i
peli del pube. L'aveva fatto per un capriccio del suo master o
per una ragione estetica? Guy l'aveva notato anche su un ragazzo
arabo con cui aveva fatto l'amore.
All'epoca cominci a orecchiare di nuovi bar gay, provvisti
di dark room, dove i turisti francesi venivano respinti all'ingresso
perch portavano acqua di colonia, maglioni cashmere
adagiati sulle spalle e mocassini Gucci senza i calzini. Potevano
entrare solo veri maschi. L'America non aveva un'immagine
della mascolinit che non fosse collegata alla classe
operaia.
In un bar, il Mine Shaft, c'erano due piani che erano la
messa in scena di un vero e proprio film dell'orrore, con uomini
in piedi che pisciavano su altri uomini nudi stesi dentro
delle vasche da bagno, una parete intera di glory hole dove ti
succhiavano l'uccello, una sling dove i bottom, i passivi, venivano
fistati. Guy non poteva andare in quei posti e nemmeno
nei bar leather sulla West Twenties. Non poteva correre
il rischio di essere fotografato, sebbene avesse sentito dire
che alla gente della buona societ piacesse frequentare The
Baths nell'Upper West Side, dove era possibile sentir cantare
mentre si aggiravano uomini nudi con l'asciugamano avvolto
alla vita. Si raccontava che una principessa polacca si fosse
addirittura tolta gli anelli per fistare un cubista sulla Fourte-enth Street.
Edouard aveva installato un glory hole sulla soglia della sua
camera da letto. Era un semplice pezzo di compensato, che si
poteva rimuovere agevolmente, e con un buco molto grande,
decisamente ottimistico, all'altezza della cintura. Il barone organizz
una cena leggera  deux, furono serviti dal maggiordomo
che chiamava Guy monsieur ed Edouard Monsieur le
Baron. Conclusa la cena, che era stata vagamente tediosa con
sei cambi di posate, tre vini diversi, tra cui un delizioso Chteau
d'Yquem, Edouard si appoggi con la schiena alla sedia
e si accese una canna. Cominci a parlare della sua infanzia
vissuta in un castello cupo, in una zona del Belgio dove pioveva
sempre. Poi ci siamo trasferiti a Bruxelles, a pochi passi
dal palazzo reale. Mio padre  morto quando avevo nove
anni... dicono che si sia suicidato perch gay. Mia madre era
una donna deliziosa che si circondava di artisti. Ho un suo ritratto.
Con la mano indic un dipinto a grandezza naturale
di una donna bionda con un vestito da ballo. Il pittore sembrava
pi interessato all'abito di seta a righe bianche e rosa
con il suo lezioso corsetto di pizzo che al volto del soggetto,
decisamente anonimo. Era una santa... ma anche un portento.
Ho provato a seguire il suo esempio circondandomi di
bellezza e spiritualit. Socchiuse gli occhi. I suoi capelli appena
impiantati erano di una tinta scura alla Morte a Venezia.
All'improvviso si fece silenzioso e si alz dal tavolo. Guy sapeva
che cosa il barone si aspettasse da lui e cos dopo alcuni
minuti si avvi verso il glory hole, ma trad douard immaginando
che la bocca sdentata dall'altra parte della porta fosse di Jacky.
douard si rilassava in presenza di Guy. Parlavano sempre
in francese; un anziano apprezza il ritorno alla lingua madre.
Guy stava diventando sempre pi famoso. Gir un video musicale
degli ZZ Top. Venne fotografato in abito da sera mentre
scendeva da una limousine insieme a un'anziana signora con
tiara; la fotografia era una citazione delle foto dei ricchi newyorchesi
scattate da Weegee negli anni quaranta. Era destinata a
una pubblicit di un'acqua di colonia maschile apparsa a tutta
pagina su GQ nei tre mesi che precedettero il Natale. Guy pensava
che tutti i profumi americani sapessero di gomma da masticare
e che fossero volgari, tranne Perry Ellis. Un naso a
Parigi gli aveva confessato che il profumo migliore fosse Ivoire
di Balmain ma che costava troppo poco. Guy lo usava come deodorante per l'ambiente.
Guy comparve negli spot pubblicitari di A/X, Banana Republic,
rum Barbados e partecip alle sfilate di Parigi, Roma e New
York per Sonia Rykiel, Valentino e Yves Saint Laurent. Non
aveva addominali scolpiti o un petto alla Tarzan, e non aveva
nemmeno gli occhi grandi o le labbra a canotto - nessun tratto
distintivo tranne quelle minuscole orecchie a sventola, per
era proporzionato e il suo aspetto anonimo gli permetteva di sfilare
senza attrarre l'attenzione. Non aveva una bellezza sfrontata,
il naso aquilino o una fidanzata di alto profilo come Elle
Macpherson o Andie MacDowell, per aveva quelle orecchie a
sventola, i piccoli occhi scuri, un petto peloso, e in pi tutti nell'ambiente
lo consideravano sorprendentemente simpatico e
senza troppe pretese (misteriosamente il complimento pi
ambito negli Stati Uniti). Forbes lo colloc al quattordicesimo
posto nella classifica dei modelli di maggior successo.
A douard piaceva la combinazione di notoriet e anonimato
presente in Guy. Per Natale gli regal un anello con un
gigantesco smeraldo. Guy lo scrutava per ore, soprattutto al
crepuscolo, quando brillava nell'ambiente che si faceva sempre
pi scuro. Immagin di trasformarsi in un mago capace di penetrarne
i reconditi misteri con un semplice e prolungato
sguardo. Lo smeraldo non sfuggiva mai all'attenzione altrui, e
questo gli piaceva. Era una specie di magnete, ancora pi potente
della sua bellezza. Non che si sentisse insicuro, tuttavia
con l'anello di smeraldo si sentiva ancora pi potente. Nel
corso di una festa una ragazza ubriaca lo avvicin per dirgli
che lui apparteneva a una specie umana diversa, che sicuramente
un uomo con la sua bellezza era destinato a condurre
una vita sublime.
Si diffuse la notizia di una nuova malattia chiamata il cancro
dei gay, che mise fine alla casa condivisa dai cinque amici a
Fire Island. Guy decise di non rinnovare la sua quota parte
per l'estate successiva. Adorava quelle notti cariche di estasi e
di poesia, soprattutto quando uscivano dal Botel per migrare
al Sandpiper o quando doveva decidere cosa preparare per
cena ai suoi coinquilini: un piatto che potessero permettersi
tutti e che non entrasse in conflitto con le loro misteriose allergie
alimentari e con i loro disgusti. Fuori dall'isola non frequentava
mai quei ragazzi, ma era contento di come tutti lo
adorassero e in pi si divertiva ad ascoltare le loro storie di
sesso (histoires de cui) raccontate davanti a un caff fumante
a mezzogiorno, le cronache dei loro exploit erotici della sera
prima, e gli piaceva che Edouard restasse sul suo yacht e non
passasse mai a trovarlo alla Octagone House.
Ma con la nuova malattia era decisamente pi sicuro andare
agli Hamptons (pi sicuro ma anche pi costoso, e molto
meno divertente). A Fire Island tutti andavano in giro in costumi
Speedo, trascinando sulla passerella di assi sconnesse un
carrello ricolmo di provviste; era impossibile distinguere il domestico
dal banchiere, mentre a South Hampton i domestici
guidavano un pick-up e i loro principali una Jaguar e non succedeva
mai che si mescolassero tranne in spiaggia (ma al domestico
spesso non era consentito di nuotare, oppure lui stesso
preferiva farsi due chiacchiere con altri domestici in qualche
bar). Solo i domestici pi evoluti avevano boss che vagavano
in pantaloncini e a cui si rivolgevano dando del tu (Jeff, cos'abbiamo
per cena? Be', Dick, ho trovato le costolette di
maiale pi buone del mondo).
Un giorno Pierre-Georges raggiunse Guy per un caff nel
suo appartamento al Village dopo aver pranzato al Cote Basque
con il barone.
Vuole che tu partecipi alle sue sessioni di sadomaso. Come
sadico. Ho obiettato che la cosa non si addice alla tua natura
delicata, anche se nascondi una vena violenta di cui sono stato
testimone un paio di volte e che pu essere certamente coltivata.
Ma solo se ti senti completamente sicuro...
Ma Cristo! Mi parli come se fossi un bambino. Sono un
adulto di trentadue anni.
Professionalmente ne hai ventitr. Comunque apprezzo la
tua indignazione... possiamo lavorarci sopra.
Lavorarci?
Stai calmo, ti prego esclam Pierre-Georges, con un rassicurante
movimento delle mani e con un'aria straordinariamente
calma, accompagnata da un improbabile sorriso. Gli
ho ricordato che il tuo palazzo era in vendita e che se avessi
potuto disporre di due propriet in grado di procurarti reddito...
Cosa?
Se entri in possesso dell'intero stabile puoi affittare parte
degli appartamenti...
E lui che ha detto?
Mi ha chiesto di sondare il terreno.
Potrebbe regalarmi l'intero palazzo se decidessi di frustargli
il culo?
Un po' pi di quello e comunque pi di una volta.
Berk! (L'espressione francese di disgusto nei fumetti).
Pierre-Georges lasci che si addensasse un lungo silenzio.
Lui che era sempre cos diretto sembrava non essere interessato
a esprimere la sua tacita impazienza o la sua disapprovazione.
Alla fine Guy diede una sterzata alla conversazione: Sei tu
l'esperto delle cose hard - us la parola inglese hard senza
Yh, che i francesi avevano appena importato per designare le
pratiche sadomaso, per io non so nulla.. .di quella roba. Ti
dispiacerebbe dirmi come ci si organizza?
A entrambi piacque il tono freddo e cerebrale della parola
organizzarsi. Di solito Guy non faceva domande. Non gli
piaceva ammettere di non sapere qualcosa. Come tutti i francesi
non diceva mai Je ne sais pas ma Je ne sais plus (Non
me lo ricordo).
La sola cosa che irrit un po' Pierre-Georges fu lo sprezzante
quella roba. Disse: In parte  colpa mia se sei ancora
cos ingenuo alla tua et. Non volevo che diventassi una puttana
- une salope, soprattutto adesso che c' questa stronza
in giro, si riferiva al cancro dei gay, ma le pratiche sadiche
- e scoppi a ridere, sorpreso dalla sua stessa riflessione
- sono stranamente sicure. Non devi nemmeno toccare lo
slave! E se lo slave  un anziano e distinto signore... molto particolare... indebolito forzatamente dall'et...
Era come se ogni parola pronunciata da Pierre-Georges innescasse
una piccola detonazione nel cervello di Guy. La malattia
risparmiava gli anziani ricchi? Colpiva solo la plebe con
problemi di... igiene? Era sufficiente un solo contatto con il
virus (che ingiustizia!) o si prendeva solo dopo esposizioni ripetute,
come succede per la roulette russa, nella quale il tamburo
della pistola  caricato con solo un proiettile, ma le
probabilit di prendersi un proiettile aumentano a ogni turno?
Nessun contatto? chiese Guy. Non si deve penetrare la vittima?
 raro.  pi una questione di minacce verbali e dominazione.
Insomma, una cosa pi mentale e verbale.
Troppo bello per essere vero.
Naturalmente non sarai solo. Al barone piace la messa in
scena, organizza sempre delle orge con uno spunto narrativo.
Ci saranno altri ragazzi, attraenti, esperti.
I pensieri di Guy, di solito imperturbabili, cominciarono a
rimbalzare da una parte all'altra come uccellini terrorizzati dentro
una stanza chiusa. E quindi disse, qual  la differenza
tra me e una puttana? Deglut a fatica. Sono una puttana?
Non pi di una donna sposata. O di un'ereditiera. Tutte
loro godono di ricchezze che non si sono guadagnate. Ma se
lo preferisci, s, sei una puttana. Il segreto  diventare una puttana
astuta - le truc est d'etre une putain ruse. Pierre-Georges
scoppi nella sua tipica risata cupa. Sar piacevole possedere
una casa nel Greenwich Village, n'est-ce pas, ed essere un rentier,
soprattutto con una professione come la tua che ha una
durata cos breve.
Quella notte Guy rest a lungo a riflettere, mentre si rigirava
nel letto, cercando di convincere se stesso di essere un puro;
non era mai andato a letto con un uomo per una semplice transazione
economica. Poi prese a fissare il suo smeraldo nel buio.
Rise di s.  vero che non aveva direttamente trattato per avere
il gioiello, ma dopo aver ricevuto quel petit cadeau (per usare
il classico eufemismo delle puttane), aveva per la prima volta
infilato il suo uccello nel glory hole della stanza del barone. La
domanda pi pressante era: perch continuare ad accumulare
ricchezze? In fondo aveva gi guadagnato molto denaro, che
Pierre-Georges aveva efficacemente investito. Forse perch era
cresciuto povero, senza potersi comprare nemmeno le caramelle,
dovendo sempre portare vestiti di seconda mano, e non
avendo mai abbastanza soldi per acquistare i libri di scuola. E
ora che qualcuno desiderava prendersi cura di lui, gli era...
grato? Era quella la parola giusta?
Accese la luce e prese in mano un romanzo di Alphonse Daudet
che gli aveva prestato Pierre-Georges, un libro che per
qualche ragione misteriosa non l'appassionava.  roba vecchia,
pens con tono accusatore. Di qualche secolo fa. Non gli piacevano
le cose vecchie. Chiuse il libro.
Bene, si era gi concesso al barone per un grande regalo,
perch non farlo per uno ancor pi grande?
Telefon a Pierre-Georges. Non riesco a dormire. Davvero
 disposto a comprare e a cedermi tutto lo stabile? Si guard
riflesso nello specchio gigante appeso sopra il letto, che aveva
sistemato in quella posizione per poter vedere meglio le proprie
porcherie (cochonneries). Naturalmente i suoi capelli
erano scompigliati, ma gli sembr di essere bello, nonostante
il collo minacciasse di cedere, come l'argine di un fiume dopo
giorni di pioggia incessante. Nulla di evidente, ma era chiaro
che sarebbe stata la prima zona esposta alla devastazione. E in
pi i suoi gomiti stavano diventando coriacei.
Volt la testa da sinistra a destra. Davvero il barone era disposto
a regalare un palazzo intero all'uomo riflesso in quello specchio?
Guy non si piaceva cos tanto.
S rispose Pierre-Georges, sono sicuro che ti far firmare
l'atto di propriet. Sar tutto gestito dagli avvocati in modo
che tu non debba provare imbarazzo.
Come dovr vestirmi? chiese d'impulso Guy.
Nello studio degli avvocati? Con il tuo completo Armani
blu scuro.
No, parlo dell'orgia.
Andremo in un negozio su Christopher Street, dove ti faranno
degli shorts in pelle su misura...
Berk!
 la bardatura.
Non sono un cavallo. E poi pensavo di dover essere il master.
 quello che indossa il master.
Perch?
 come chiedere perch una parola in inglese si scriva in
un certo modo.  cos e basta.
Cal il silenzio e nel ricevitore si sent solo il respiro di Guy.
Spero di non averti svegliato.
No rispose Pierre-Georges. Stavo guardando un vecchio
film alla televisione.
Ah, quale? Spesso Guy e Pierre-Georges guardavano lo
stesso film, ciascuno davanti al proprio televisore. A volte lasciavano
trascorrere anche trenta minuti senza pronunciare
una sola parola se non Che strano,  una pala quella che ha
in mano? Ma che fa? E quello  un pancake? L'inglese di Guy
era molto migliorato e cos sempre pi spesso era lui a ragguagliare
Pierre-Georges sullo svolgimento della trama.
Be' disse Guy, devo pensare al mio futuro. Ho trentadue
anni.  arrivato il momento di procurarsi delle entrate stabili.
Non affitti il tuo appartamento a Parigi?
Per una miseria. Senti, di' al barone che il mio  un s.
Non vuole che sembri una transazione economica, vuol
semplicemente dare una mano al suo protg e poi, una sera,
spontaneamente, il suo protg esplorer il suo lato oscuro nel
dungeon di Edouard.
Dungeon?
Ha una cella sotterranea sulla West Twenty-sixth Street,
due stanze, decisamente spaziose, con una croce di Sant'Andrea
e tutto il resto.
Ci sei stato?
S. Vedrai,  tutto molto facile ed eccitante.
E se non mi si drizza? chiese Guy con voce lamentosa.
Non  grave, purch tu abbia la frusta in mano.
Lo stabile fu ceduto a Guy. Lui indoss il completo Armani
e a bordo della Mercedes raggiunse il grattacielo Woolworth
accanto a Wall Street, ed entr nello studio del noto avvocato.
C'era un numero infinito di scartoffie da firmare, ma alla fine
gli fu consegnata una copia dell'atto di propriet. L'avvocato
di Guy, un tipo calvo e dall'aria sbigottita che lavorava per
l'agenzia Zoli, guard il documento e annu. Un semplice
cenno del capo che a Guy cost un centinaio di dollari, ma pazienza.
Arriv anche Pierre-Georges per la firma. Anche lui
sembrava molto elegante nel suo completo Kenzo, con le
punte larghe del colletto e la cravatta in seta del colore di un
vecchio livido. Invit a pranzo Guy in un ristorante sulla Christopher
Street, tranquillo e deserto, accanto al Theater de Lys
- e poi lo accompagn dall'altra parte della strada in un negozio
leather.
Guy trov eccitante che Pierre-Georges, il sarto e un commesso
di mezz'et, lo guardassero mentre si svestiva nel retro
del negozio dietro a una tenda oscurante. Ebbe un'erezione
per il faretto puntato su di lui, per l'uomo che gli prendeva le
misure, per l'odore della pelle e per l'intensit dei loro sguardi.
Decise che non doveva imbarazzarsi. Il sarto gli diede una piccola
e rispettosa spinta, come se si stesse dedicando a un'incombenza
normale bench di bell'aspetto. Guy prese a dire
tra s e s: Mucca-mucca, pollo-pollo, il suo scioglilingua
per sbollire l'eccitazione, ma si rivel scarsamente efficace.
Fuori, in strada, in un inconsueto gesto d'affetto, Pierre-Georges
gli pass un braccio intorno alla vita e gli disse: Andr tutto bene.
Trascorsero appena cinque giorni prima che un pomeriggio
Edouard gli telefonasse per comunicargli l'indirizzo sulla
Twenty-sixth. Gli spieg di non passare per l'entrata principale
del palazzo, che era custodita da un portiere, ma per una porta
laterale con un campanello e un citofono. Ti risponder una
donna e tu le dirai che sei venuto per Ed.  cos che mi chiamano:
Ed. Stasera alle undici. Credo che troverai la cosa molto divertente.
Lo fece entrare una ragazza grassa con un finto sorriso smagliante,
calze nere e giarrettiere, una minigonna in pelle e un
corsetto aderente dal quale straripavano i suoi seni sferici.
Tutt'altro che eccitante. Guy chiese se c'era uno spogliatoio.
Aveva ficcato i suoi nuovi abiti in pelle nella borsa da ginnastica.
La porta sul corridoio conduceva agli spogliatoi. Non deve lasciare
i suoi vestiti l disse la ragazza, che poi aggiunse, la
festa di Ed  l dentro, e indic una robusta porta d'acciaio,
di quelle, pens Guy, che servivano ad arginare gli incendi.
Guy si cambi in fretta e si guard allo specchio per controllare
i capelli e la divisa. Temeva di sembrare troppo magro
e pallido sotto gli shorts. Per aveva un aspetto minaccioso,
nessuno avrebbe voluto incontrare un tipo del genere in un vicolo
buio. Quant'acqua sotto i ponti era passata dai tempi di
Clermont-Ferrand !
Decise di non bussare alla porta in metallo n di dire
Pardon, ma di irrompere come Gengis Khan, come un imponente
e spaventoso conquistatore. Sfortunatamente teneva
in mano la sua borsa da ginnastica con gli abiti civili
dentro, il che attenuava la sua aria da sadico.
Entr e vide quattro uomini alti, di spalle, in chaps, con il
sedere scoperto, uno accanto all'altro, come se si trovassero
davanti a un urinoir. Pos la borsa a terra e avvicinandosi vide
che stavano pisciando sul barone, che era inginocchiato, felice
perch fradicio di quell'urina rancida. Portava uno strano soprabito
in pelle, molto lungo, aperto sul petto, con la pancia
scoperta e una misera erezione in vista. Il soprabito era stile
Wehrmacht. Guy sper che il liquido non guastasse gli apparecchi
acustici del barone.
Guy sapeva di non dover salutare l'ospite. Si piazz accanto
all'uomo all'estrema sinistra. Gli altri sembravano disporre di
una riserva inesauribile di urina e stavano imbrattando il viso, il
petto e la pancia di Edouard con del liquido non del tutto giallo.
Guy scorse una decina di lattine di birra sulla mensola e immagin
che fossero quelle a ricircolare con grande abbondanza.
Temeva di vergognarsi a pisciare di fronte ad altre persone,
e invece si abbass gli shorts in pelle e agit il suo uccello tumescente.
Edouard (cerc di pensare a lui come a una cosa,
uno slave di merda, cos come Pierre-Georges gli aveva insegnato)
strisci verso Guy; era fradicio e mugolava come una
foca. Guy ricorse alla consueta abitudine francese di normalizzare
tutto: Ma in fondo non c' niente di strano, pens, anche
se in realt era tutto supremamente strano. Guy era un bravo
attore e accett la sfida che quel nuovo ruolo gli lanciava. Gli
altri stavano biascicando le solite e stupide espressioni: S, ora
ci arrivi, s, troia, ora succhi questo bel cazzo grande, prendilo,
troietta, vuoi anche un bel po' di piscio giovane, vero? Lo so
che lo vuoi... Guy non osava dire nulla, terrorizzato dal proprio
accento e dal timore di pronunciare una parola sbagliata:
avrebbe finito per dire qualcosa del genere, S, troietta, davvero
ben fatto!, e allora tutti sarebbero scoppiati a ridere, per
poi svanire, come vampiri al sorgere del sole. Oppure avrebbe
finito per dire una battuta, e Pierre-Georges gli aveva spiegato
che l'umorismo  il pi grande nemico del sadismo. Al suono
della risata, il dungeon sarebbe immediatamente sprofondato
e tutto sarebbe evaporato.
Il barone lo scavalc e apr un rubinetto il cui getto d'acqua
and direttamente sul pavimento in cemento e flu fino a un
tombino di scarico dall'aspetto industriale. Sicuramente il barone
sperava che il rumore dell'acqua stimolasse Guy a pisciare,
ma la cosa non funzion. Forse avrebbe dovuto scolarsi
tre Diet Coke prima di andare.
Guy si chiese quale fosse il copione previsto. Pierre-Georges
gli aveva spiegato che il barone amava le orge costruite su uno
spunto narrativo. In quel caso il barone stava interpretando la
parte del cane disobbediente, che sfidava con una certa sfrontatezza
i suoi padroni provando a morderli finch questi non lo
frustavano e non lo costringevano a tornare a cuccia. Il barone
emetteva un Grrr cos goffo che Guy lo trov persino attachant!
almeno non stava pi implorando di pisciargli addosso.
Gli altri uomini si assomigliavano tutti: alti, stempiati, magrissimi,
pallidi, tatuati. Sembravano dei senzatetto in debito
di sonno, puzzavano di sigaretta e birra, con i culi rugosi e
piatti, simili a dei palloni sgonfi, ma con gli uccelli grandi e imbrigliati
in cock ring scintillanti. Avevano tutti un accenno di
barba e uno di loro, che sembrava aver superato i quaranta,
esibiva un dente scheggiato. Era il solo a indossare un giubbotto
da motociclista senza camicia. Gli si vedevano le costole,
con lo stomaco teso come la pelle di un tamburo, il petto nodoso
con dei peli radi e lunghi.
Il cane disobbediente fece uno scatto per addentargli il polpaccio.
Fu un morso doloroso e provoc un rilascio di adrenalina
sufficiente per indurre una reazione in Guy, che frust quel cagnaccio
bastardo; un attimo dopo temette di aver ferito douard,
lacerandogli la pelle, ma ovviamente non poteva chiederglielo.
Il morso del cane gli faceva male; si accorse che stava sanguinando
e cerc di ricordarsi se in settimana avrebbe dovuto
partecipare a qualche sfilata in pantaloncini (ma era quasi sicuro di no).
Quando il cane fu sottomesso, tutti i master si chiusero in
un cerchio sempre pi stretto intorno a lui e lo costrinsero a
succhiare l'uccello a ognuno di loro. Poi l'uomo con il dente
scheggiato costrinse il cane a stendersi di schiena sul cemento,
con il muso in alto e le zampe in fuori. L'uomo si accovacci
sul cane e sforzandosi gli cac in bocca. La bocca divenne una
specie di pozzo scuro, mentre lui guaiva e masticava. Guy si
chin su douard e sussurr preoccupato: a va, Monsieur le Baron?
...
.
...
CAPITOLO 2.
...
.
...
Monsieur le Baron! strill un Pierre-Georges infuriato.
Come fai a sapere quello che ho detto l'altra sera?
Mi ha chiamato Edouard. Era molto irritato e deluso.
Mi faceva pena. Ero preoccupato per lui.
Me l'ha detto conferm Pierre-Georges con una punta di
acidit. Gli sono cadute le braccia e ora pensa che tu non sia
un vero uomo, ma una femminuccia.
Sapevo di sbagliare, ma ho provato piet vera per un
amico...
Sbagliare? Puoi dirlo forte. Era quello che desiderava; ha
dato duecento dollari a ognuno di quei tizi. Mi ha confessato
che fin da bambino sognava di essere istruito come un cane
bizzoso e poi di essere costretto a mangiare uno stronzo... un tron.
Ma nessuno al mondo pu avere una fantasia del genere.
I bambini vogliono diventare cowboy o pompieri: a nessuno
passa per la testa di essere un cane ribelle costretto a mangiare
merda. Nemmeno a un barone belga.
Chacun  son gout comment Pierre-Georges con filosofia.
Cosa dovr fare la prossima volta? chiese Guy. Come
dovr comportarmi?
 finita. Non ti cercher pi. Finite le feste per il tuo
onomastico e le cene intime. Basta regali. Se sei fortunato, magari
ti inviter a una delle sue feste pi affollate.
Ma siamo amici! obiett Guy.
Oh, ma certo. Credi che ti invitasse a casa sua perch apprezzava
la tua brillante conversazione sull'instabile mondo
della moda? Pensi che abbia una bruciante passione per la
haute couture?
Avevamo anche altri argomenti di conversazione, pi seri.
Ah, dimenticavo: la tua triste infanzia. E anche le tue nenie
buddiste. No,  finita.
Guy si mise a riflettere per qualche secondo. Anche lui mi
ha parlato della sua infanzia triste.
Pierre-Georges sbott al telefono: La sola cosa triste della
sua infanzia  non essere riuscito a convincere uno dei suoi domestici
a cacargli in bocca. Pierre-Georges si animava ogni
volta che interpretava la parte del disincantato.
Qualche ora dopo pass da casa di Guy per fronteggiare
l'emergenza. Sorrise per la prima volta in tutta la giornata. Apr
un sacchetto di carta e tir fuori un croissant, prese da una
credenza un piatto, e si mise a mangiare il croissant. In quanto
manager, gli era proibito offrire del cibo a Guy; la colazione
di Guy consisteva sempre di una semplice tazza di caff nero,
che in quel caso sorseggi con un certo disagio.
Dopo aver consumato il pranzo in solitudine (un terzo di
insalata di pollo al Front Porch, un ristorante di quartiere con
un cameriere appariscente che adorava), Guy smise di sentirsi
colpevole e fu travolto da un tempestoso sentimento di irritazione.
Non aveva pi voglia di considerarsi stupido per un
gesto di umana gentilezza. Era stato educato da una madre devota.
Cosa c'era di male nel non riuscire a disprezzare un anziano
come douard, anche se profondamente pervertito e
depravato? Guy si immaginava che tutti gli aristocratici fossero
decadenti. Ma lui era orgoglioso delle proprie umili origini. Il
suo istinto era rimasto integro. Un decennio nella moda non
l'aveva guastato. Era ancora una brava persona, un ragazzo
semplice di Clermont-Ferrand e, grazie a Dio, tutt'altro che
un mangia merda di nazionalit belga. Si sforz di provare
pena per la vita allo sbando di Edouard.
Decise di invitare Edouard a cena. Sapeva cucinare l'anguilla
in salsa verde che il barone adorava. E poi Guy si sarebbe
infilato la bardatura e gli shorts in pelle, con anche le
menottes, le manette, a penzoloni sul fianco sinistro. Dopo una
bottiglia di Gewrztraminer, il barone si sarebbe gettato ai suoi
piedi. Era affezionato a douard, che era stato cos gentile con
lui, che gli aveva comprato quel palazzo e che aveva festeggiato
il suo onomastico. Era una persona strana, per insieme si
erano fatti delle belle chiacchierate.
Ma quando telefon a Edouard il maggiordomo gli disse
una prima volta, e poi una seconda, che Monsieur le Baron
est sorti - non  a casa. Decise di riprovare alle otto del mattino
prima dell'arrivo del maggiordomo, che non l'aveva mai
visto di buon occhio, e infatti rispose la cuoca, che invece
l'adorava. Ma per qualche ragione anche Marguerite fu gelida,
e gli disse: Monsieur le Baron est sorti.
a va, Marguerite? chiese con tono allegro.
a va, Monsieur Guy. Et vous-mme? Era abituata a dargli
del tu, e Guy si sent respinto. Concluse con un Richiamer,
al che lei rest in silenzio. A quel punto lui riattacc.
Trascorse una settimana, al termine della quale Guy ricevette
una busta color crema con lo stemma di famiglia del barone
inciso sopra (due libri accanto a un leone e le parole MON
PLAISIR), e l'invito a un grande ricevimento per festeggiare il
compleanno del re del Belgio, con l'annotazione Abbigliamento
da ufficio. Insomma, sarebbe stata una serata etero
con decine di uomini d'affari accompagnati dalle loro mogli.
Nessuna possibilit di sfoggiare la sua divisa in pelle!
Fece di tutto per essere il pi bello della serata e impieg
pi tempo del solito per prepararsi. Il completo Armani, le
Church's con le stringhe, la camicia bianca classica, e la cravatta
di seta marrone a tinta unita - e naturalmente l'anello
con smeraldo. Era sicuro che il barone si sarebbe sciolto alla
vista dello smeraldo, travolto dai bei ricordi.
Ma la festa fu una disfatta, erano tutti belgi (e la maggior
parte parlava in fiammingo) e brindavano al re con champagne
americano, non c'era nessuno del solito gruppetto di bei ragazzi,
nulla da mangiare se non pretzel (che il barone misteriosamente
considerava di classe), un mucchio di conversazioni
imbarazzanti con uomini d'affari dall'inglese stentato che volevano
sapere a tutti i costi come Guy conoscesse il barone e
se lavorasse per uno dei suoi fornitori, poi ci fu un fuggi fuggi
generale alle otto, pianificato dall'odioso e riservato maggiordomo
(l'invito specificava che il ricevimento sarebbe durato
dalle sei alle otto), e Guy riusc a intravedere douard solo una
volta. Quando cerc di parlargli, il barone gli mise di fronte
un tipo grassoccio con indosso una giacca sportiva e disse,
Oh, bene, voi due potete parlare in inglese. Fred, Guy, e poi
corse via per andare a baciare la mano di un'anziana signora
che era appena entrata nel salone. Guy sollev la mano per salutare
Walt che finse di non vederlo.
Fred si rivel una bravissima persona. Non era belga, e non
aveva alcun legame con la fabbrica di birra del barone, come
invece tutti gli altri invitati. Era un produttore cinematografico
di Hollywood, e lo invit a cena. Andarono da Casey, un posticino
al Village, tutto candele e specchi, davanti al quale Guy
era passato milioni di volte senza mai entrare, anche se distava
solo quattro isolati da casa sua. Dopo la doccia fredda
dell'accoglienza del barone (non l'aveva nemmeno salutato mentre gli
invitati venivano accompagnati alla porta in quella fuga precipitosa),
la gentilezza di Fred, unita al suo evidente interesse, fu
una specie di balsamo. Gli sembrava di aver preso uno schiaffo
in faccia e si guard allo specchio in cerca del segno rosso di
una mano, ma no, la pelle era perfetta. Guy non era mai stato
insultato in quel modo: Ma davvero, si domand, il barone lo
stava rifiutando per un gesto di istintiva gentilezza? Avrebbe
mai avuto una seconda chance? Forse il barone lo stava semplicemente
provocando, nella speranza di essere punito in un
secondo tempo (Guy aveva sentito dire che i masochisti erano
abili nel punzecchiare i loro master).
All'inizio Guy non parlava molto, e non era nemmeno obbligato
a farlo. Non che Fred fosse un chiacchierone, per fu rapido
nel ragguagliare Guy sulla propria vita e il proprio lavoro.
Di dove sei? Guy aveva imparato che quella era una domanda
normale negli Stati Uniti, e non un'impertinenza come
sarebbe risultata in Francia.
Oregon.
Che genere di film produci?
Blaxploitation.
Prego?
Film per spettatori neri.
Oh comment Guy, perdendo immediatamente interesse.
Sono film destinati soprattutto al mercato estero. Ad Accra
ne vanno pazzi.
Di cosa parlano?
Di come diventare bianchi. E invece tu da dove vieni?
Da Parigi.
Cosa ti ha portato da queste parti?
Il lavoro. Sono un modello.
Le mani? Hai delle bellissime mani. Fred sorrise.
Guy si mise a guardare le proprie mani come se si fosse
scordato di averle. Oh, davvero? Ti piacciono le mie mani?
Aveva parlato delle mani perch non aveva nient'altro di gentile
da dire? Sopraffatto dal timore di ragionare come un qualsiasi
modello vacuo e vanitoso, chiese: Come hai conosciuto
Edouard?
Abbiamo gli stessi gusti in fatto di ragazzi rispose Fred,
inarcando in modo eloquente il sopracciglio.
L'hai conosciuto in qualche cella sotterranea?
Oh, no, io sono un tipo romantico. Mi piace baciare. Cerco
un partner.
Un partner d'affari? Per un nuovo film africano? Guy
non stava prestando attenzione, c'erano troppi specchi.
No, un partner sentimentale. Un compagno di vita. Qualcuno
con cui condividere la vita. Sai, ho appena fatto il
Coming out.
Davvero? E prima... che facevi? La scarsa familiarit con
quel tema lo spinse a concentrarsi per una sessantina di secondi
consecutivi e a portare la mano alla fronte per bloccare
l'immagine di s riflessa. Non riusciva a concentrarsi con tutti
quegli specchi.
Ero sposato. Tre figli. Non ci crederai, ma ho anche due
nipoti e tir fuori il portafogli per mostrare le foto.
A Guy non piacevano i bambini, eppure sorrise, non perch
provasse tenerezza ma per pura cortesia.  stata dura?
chiese con tono comprensivo.
Fu servita la portata principale che per qualche ragione gli
americani chiamavano entre; era manzo al sangue in una crosta
che per una volta non era molliccia. Guy promise a se stesso
di mangiarne solo la met.
Il coming out? Fred era chino sul suo piatto, una platessa
farcita di polpa di granchio e gambero - sarebbe stato meglio
se anche Guy l'avesse presa, era molto pi leggera del proprio
piatto. Be', poco male, l'indomani a pranzo avrebbe mangiato
un semplice yogurt. Maledizione, di nuovo la sua immagine riflessa.
Pens di sembrare molto giovane alla luce delle candele,
anche se di solito lui spegneva le candele perch gli davano fastidio
agli occhi. Come ogni francese preferiva i ristoranti ben
illuminati e senza musica.
S,  stato doloroso, ma andava fatto. Fred lo faceva sembrare
come l'estrazione di un dente cariato.
Guy si rese conto che era arrivato il suo turno di parlare.
Ha sofferto tua moglie?
Ceil? Guy non decifr subito il suono, ma dopo qualche
secondo cap che si trattava del diminutivo di Celia. Si  arrabbiata.
Anzi, era furibonda. Era ormai convinta di non essere
pi desiderabile e che la evitassi per quello, ma quando
ha capito che ero sempre stato gay, be', ragazzi, si  incazzata
forte, ha pensato che l'avessi condannata a un matrimonio
senza amore, che le avessi rovinato gli anni migliori della sua
vita.
Ma le hai dato i suoi figli... e anche i nipoti gli ricord
Guy, e probabilmente anche una bella casa.
Una reggia. Ma lei ha ormai quell'aria smaniosa tipica delle
donne che non vengono toccate da anni... mi capisci, no?
Guy non era sicuro di conoscere quell'aria.
Fred aggiunse: E fare il coming out a sessantatr... okay,
sessantasei anni... non  uno scherzo. Soprattutto se sei un
tipo romantico e in cerca di amore. Fred si aspettava che Guy
dicesse qualcosa... ma cosa?
Allora Guy precis: Ci sono un mucchio di sessantenni disponibili.
Naaa! ribatt Fred, e rabbrivid come se avesse appena
visto un fantasma. I vecchi hanno troppe zavorre emotive.
Hanno gi vissuto la loro vita. E io sono solo all'inizio della
mia. Voglio un altro ragazzo come me, se questo ha un senso.
Ce l'ha comment Guy, sebbene non avesse capito fino
in fondo.
Un tipo giovane e bellissimo... virile, muscoloso. "Maschio
& muscoloso", come diciamo noi a Los Angeles.
Guy si domand se corrispondeva a quell'identikit, sebbene
non provasse alcuna attrazione per Fred. Ecco, appena parte un
casting, pens con tristezza, mi chiedo sempre se avr la parte.
Fred era al suo terzo Martini. Per tutta la mia vita non ho
fatto altro che guardare i ragazzi, desiderarli, senza avere il coraggio
nemmeno di rivolgere loro la parola, anni a fare l'allenatore
della Little League...
Little League. Oddio, pens Guy, non  il baseball per i
bambini?
Andavo in spiaggia e restavo l a fissare i surfisti. Sai che
abbiamo organizzato un provino per un nuovo film a Los Angeles?
Dovresti farlo.
La mia pelle non  del colore giusto per i tuoi film.
Fred rise. Puoi sempre metterti un po' di trucco. Dico sul
serio, sto per coprodurre un meraviglioso film colto su uno
schizofrenico che si innamora di un'anoressica.
Schizofrenico?  questo che pensi di me?
Io non faccio che pensarti disse Fred con tono basso e
sexy. No, tu dovresti interpretare la parte del miglior amico
dello schizofrenico, un pasticciere.
E questo pasticciere  francese?
Perch no?
Hai gi il regista?
Fred si raddrizz. Non abbiamo ancora firmato, ma stiamo
parlando con un giovane regista europeo sperimentale.
Non sono sicuro di essere portato per la recitazione.
Nella testa di Guy balugin all'improvviso il ricordo del recente
fiasco nel dungeon.
Dopo la cena, Fred invit Guy a casa sua in un nuovo palazzo
che si affacciava su Washington Square.
Pensavo vivessi a Los Angeles.
Sono bicosdero rispose allusivo Fred. Naaa, sono nato
a Brooklyn. Ho bisogno di New York come un pesce ha bisogno
di ossigeno.
Guy prov a decifrare quel modo di dire.
L'appartamento era un attico polveroso e trascurato con
piante finte e vista sull'arco di Washington Square, ricoperto
di graffiti, oltre il quale si stendeva il pericoloso e affollato
parco. Era arredato in uno stile orientaleggiante e pacchiano,
con all'entrata tre Budda dorati di dimensioni naturali, tavolini
laccati in nero con finiture, divani in seta rosso sangue con
delle pesantissime nappe, un quadro astratto illuminato da un
faretto e che l'arredatore aveva chiaramente scelto per il colore,
il pavimento in marmo con un'immagine in oro... oddio,
un drago sdraiato sulla Grande Muraglia. Sono un po' buddista
anch'io disse Guy, per compiacere Fred, nel caso in cui
l'arredamento della casa fosse espressione delle convinzioni
religiose di Fred e non del suo gusto estetico.
Questa robaccia  stata messa insieme alla rinfusa da Ceil
e da quella checca del suo arredatore. Ho intenzione di liberarmene
e di sostituirla con mobili moderni e classici, magari
con un motivo pompeiano o moresco.
Non correre troppo gli consigli Guy.
Oppure mi butto sull'antiquariato. Edouard ha per le mani
un giovane e bellissimo antiquario per cui ha perso la testa.
Che corpo che ha quel ragazzo! Grrr... Ed emise il verso di
un cane arrabbiato, che mise a disagio Guy ricordandogli gli
eccessi di Edouard.
Non l'ho mai conosciuto comment con freddezza Guy.
Davvero? Edouard ne  innamorato pazzo. Si sta liberando
di tutto quel noiosissimo mobilio minimale e sta acquistando
roba stile Chippendale o qualcosa del genere, ma scommetto
che lo fa solo per passare del tempo con il giovane Will, che
sta per rifilargli un mucchio di costosissimi pezzi di legno con
un bel ricarico del cinquanta per cento, ci scommetto l'occhio
della testa.
 stato veloce, pens Guy, atterrito all'idea di essere stato
rimpiazzato.
Fred prese in mano un telecomando e abbass le luci. 
bello vedere la citt da quass, se riesci a scorgere qualcosa tra
tutti questi Budda del cazzo. Scusa disse.
Io sono buddista, ma del genere che intona l'invocazione
si affrett a precisare Guy, non del genere con la ciotola dell'elemosina.
Dopo aver preparato i drink, Fred prese posto
accanto a Guy. Intendi quel genere di buddista che recita l'invocazione
tutto il giorno per ottenere le cose che desidera?
Avevo un amico buddista che era bisessuale e che andava con
donne e uomini ricchi. Recit per avere una Rolls Royce e la
ricevette. Mi spieg che il solo svantaggio di essere un escort
 che sei costretto a giocare a canasta fino alle tre del mattino
con anziane signore insonni.
Non saprei fu il rapidissimo commento di Guy.
Ma tu per cosa intoni l'invocazione?
Per una casa sulla spiaggia al Fire Island Pines.
Fred, che era chino in avanti, si raddrizz subito. Wow!
Non sono cos ricco. Sono un milionario, ma di quelli minori
e stacc il pollice dall'indice per indicare cinque centimetri.
Guy scoppi a ridere. Ma non ti stavo chiedendo nulla. 
semplicemente la cosa per cui recito. Io prego Amida, non te.
Dopo un passaggio in bagno, Guy disse di essere stanco, di
dover lavorare presto l'indomani, e cos ringrazi Fred, che
sembrava deluso.
Non puoi uscire dalla mia vita cos.
Si scambiarono i numeri di telefono, ma quando Fred
prov a organizzare un pranzo, un cinema o una cena, Guy
rispose: Non ho ancora l'agenda della settimana. Non sarebbe
carino nei tuoi confronti fissare una data e poi essere
costretto a disdire.
Di solito i francesi non si salutano dandosi due baci sulle
guance?
Padre e figlio. Oppure se ricevi la Legion d'Onore. Lo fanno
anche le stupide checche parigine e le persone del bel mondo.
Mentre Fred ci meditava sopra, Guy gli strinse la mano, lo
ringrazi e usc.
Guy aveva bisogno di restare solo per digerire la notizia che
il barone l'aveva scaricato. Tutti quei discorsi sul sentirsi anime
gemelle, sulla capacit rara di Guy di trascendere la nazionalit,
l'et e la classe. Aveva parlato davvero di classe? Il barone pensava
che Guy valesse meno di lui, che appartenesse a una classe
inferiore? Pierre-Georges aveva insinuato che lui, Guy, fosse noioso,
che avesse da offrire solo la sua bellezza. Era noioso?
Nel tragitto verso casa rimorchi un ragazzo di appena diciannove
anni, un danzatore di nome Vladimir. Guy se lo
port nell'appartamento, gli diede da bere, e poi lo scop.
Basta vecchi!, si disse. Ma dopo che l'adorante ed entusiasta
Vladimir se ne fu andato (Scusa, ma non riesco a dormire con
un'altra persona nel letto aveva spiegato Guy con freddezza),
continu a sentirsi ferito e offeso.
L'indomani si domand se douard lo avrebbe chiamato,
ma a farlo furono Vladimir e anche Fred. Accett di incontrare
per un pranzo veloce Fred, che portava una specie di divisa
da golf, ma senza le scarpe sportive.
Non sono riuscito a dormire tutta la notte esord Fred.
Temevo di aver detto qualcosa di sbagliato che ti avesse disgustato.
Per niente! rispose Guy, sfoggiando un abbagliante sorriso.
Sorrideva in quel modo quando desiderava apparire inaccessibile.
 stata una piacevole serata.
Dici sul serio? Non mi stai dicendo cazzate, vero? Perch,
a essere sinceri, sono completamente cotto di te. Trasse un
sospiro e si pass la mano sulla pelata. Fare il coming out a
sessant'anni non  uno scherzo. Si  cos vulnerabili.  come
tornare a essere un quindicenne brufoloso. Sono un mago a
rimorchiare le pollastre (Oh, si riferisce alle donne). Le femmine
sono facili, almeno a Los Angeles, se hai una bella macchina
e dici di essere un produttore cinematografico. Sono
tutte come Lana Turner in quell'emporio, in attesa di essere
scoperte (Guy non cap il riferimento, ma ebbe l'impressione
di aver gi sentito parlare di quella vecchia attrice).
Mi sa che devi essere un gran maschione esclam Guy,
domandandosi immediatamente se Fred avesse intuito l'ironia.
Dopo gli anni trascorsi a Parigi Guy aveva imparato a insultare
le persone con dolcezza.
Ma Fred non colse l'ironia. Non dico questo, ma i soldi e
il potere contano di pi con le donne che con gli uomini. Gli
uomini vogliono essere il cane capobranco e non la reginetta
del ballo.
Di nuovo i cani, pens Guy. Dev'essere stato un sollievo
dichiararsi.
S e no. Ero in pessima forma. Mi sono dovuto mettere a
dieta, ho perso venti chili. Ora vado in palestra tre ore al
giorno e il mio personal trainer  un vero mostro. Poi... e in
quel momento abbass la voce, guarda, ti racconto questa
cosa perch mi fido di te... mi sono fatto un lifting al viso.
Mostr le cicatrici dietro le orecchie. Un po' di pelle della
barba ripiegata.  per questo che sembro cos giovane.
Ah, ora capisco comment Guy.
E mi sono sottoposto a una liposuzione... hanno asciugato
cinque chili di grasso. Per un mese ho dovuto portare un
busto. Ora sto per impiantarmi i capelli ma, ragazzi, che sofferenza.
Con il laser mi hanno depilato i peli delle orecchie.
Mi hanno bruciato le macchie della pelle dalle mani con la
lampada ad acetilene. Quando le croste si staccano, le mani ti
diventano bianche.
In Francia interviene Guy, chiamiamo quelle macchie
"fiori da cimitero".
Terribile. E poi mi hanno scartavetrato i gomiti. I miei
denti sono tutti nuovi. Sorrise per mostrare i suoi denti nuovi.
Ne  valsa la pena? chiese Guy.
Voglio essere un numero uno. Voglio che la gente dica:
"Chi  quel giovane stallone?"
Guy non sapeva proprio che dire e allora sorrise. Il cameriere
appariscente si ferm al loro tavolo per chiacchierare
qualche minuto; Guy e Fred erano gli ultimi clienti rimasti.
Parlare da uomini virili con un ragazzo cos effeminato cre
una sorta di legame tra loro, e dopo che il cameriere si fu allontanato,
Fred disse: Mi sento davvero bene con te. Tu sai
come mettere a proprio agio le persone. Non so bene perch,
ma ho fiducia in te.
Guy lanci uno sguardo al suo bellissimo orologio Baume
& Mercier, che aveva comprato al duty free dell'aeroporto
Charles de Gaulle ed esclam: Vado di corsa. Stava cercando
di distrarre Fred dal fargli una confessione imbarazzante.
Sempre di corsa comment Fred con simpatia, anche se
era sbiancato e gli occhi gli si erano spenti.
Quando Guy telefon a Pierre-Georges per fargli rapporto
sugli eventi pi recenti, Pierre-Georges comment: Visto?
Gli americani non sono realistici come noi anche se sono maturi:
vogliono essere amati per quello che sono. Vogliono essere
giovani. Non accettano di avere qualcosa da offrire: soldi,
potere o un titolo.
Potresti controllare se questa persona - Fred Hampton -
 affidabile?
L'indomani Fred invit Guy a un musical (Guy disprezzava
i musical, ma non disse nulla) e poi a cena in un ristorante
russo con tanto di bliny e caviale, spiedini di agnello, e un baritono
miagolante che cantava al pianoforte (Memories light
the corners of my mind...). Fred bevve un sorso di uno dei
ventitr tipi di vodka offerti (Guy scelse l'erba del bisonte,
qualsiasi cosa fosse). Allora, dimmi... Dio, quanto sei bello!
Qual  il segreto per essere un modello di successo, oltre a essere
meravigliosamente bello?
Guy decise di sorvolare sul complimento e di rispondere
alla domanda con tono serio.  come recitare, devi avere
piena coscienza di come appari agli altri. Ne aveva parlato
con Lucie. La maggior parte delle persone non riesce a vedersi
dal punto di vista dell'obiettivo fotografico o dello spettatore.
Fanno quello che gli viene naturale. Non sanno come
appaiono agli altri, che impressione danno.
Per esempio? Gli anglosassoni, pens Guy, vogliono sempre
degli esempi.  degradante. Sono incapaci di pensare in
astratto.
I cattivi attori, se vogliono sembrare ansiosi, agitano le
mani, e questo potrebbe essere corretto, in realt agli occhi di
chi guarda appare assurdo.
E i modelli?
Potresti voler sollevare una mano per comunicare protesta
o resistenza, ma una mano aperta spinta in avanti  delle dimensioni
di una testa. D un'impressione sbagliata. Non si
deve mai vedere una mano tranne di profilo.
Interessante comment Fred, con un'aria distratta. Vuole
parlare soltanto del suo amore per me, pens Guy.
Prosegui insistette Fred.
Un modello che deve vendere una nuova macchina da scrivere
guarda dritto nell'obiettivo, soprattutto se gli hanno detto
che ha dei bellissimi occhi.
Tu hai dei bellissimi occhi comment Fred con malinconia,
anticipando l'indifferenza di Guy.
Ma un modello, se sta vendendo un prodotto, deve guardare
proprio quel prodotto, e mai la macchina fotografica.
Improvvisamente Guy fu sconvolto dall'infantile insistenza
della sua voce e si avvil per quanto suonasse frivola la sua
arte. Per ragioni diverse erano entrambi tristi, e piombarono
in un silenzio profondo.
Improvvisamente Fred si illumin. Hai presente quella
casa a Fire Island che nomini sempre?
Quella per cui intono l'invocazione? lo corresse Guy sorridendo.
Penso che dovremmo andarci domenica prossima ora che
il clima  pi mite. Ho coinvolto un'agenzia immobiliare che
potrebbe mostrarci un paio di case. Fred sorrise. Non voglio
che tu reciti invano. Possiamo passare l la notte di domenica.
Quando al telefono Guy raccont a Pierre-Georges gli sviluppi
di quella giornata, Pierre-Georges esclam: Visto? L'ho
sempre detto che un uomo ottiene di pi se non si concede. Le
donne raggiungono i loro obiettivi andando a letto con gli uomini,
ma agli uomini le cose vanno meglio se fanno i preziosi.
L'hai sempre detto? disse Guy, prendendolo in giro.
Non ho mai fatto nulla per calcolo. A me basta recitare.
Lei recita e basta... La signorina Verginella.
Sar bello avere una casa sulla spiaggia. Svegliarsi a mezzogiorno,
tirare le tende, aprire le porte finestre, attraversare
le dune... con un bel sorriso e un semplice costume Jantzen.
Cos si capisce la tua vera et!
Hai ragione. Vorrei un lavaggio del cervello che cancellasse
tutto il passato. Che cosa stai mangiando?
Fagioli bianchi, sardine e cerfoglio.
Lo adoro! Ma  meglio con il pepe rosso.
Lucie pass da casa di Guy per sfoggiare il suo nuovo maglione
arancio scuro, aderente in modo sensuale. Accanto alla
sua pelle marrone chiaro sembrava uno splendente mango. Lei
fece una giravolta per mostrarlo, ma il suo livello di esibizionismo
era cos basso che a met giro aveva gi perso interesse
lasciandosi cadere sul divano.
Ho solo una decina di minuti esord Guy, ma prima di
andare a un incontro con un manager della Banana Republic,
voglio parlarti di una cosa. Dopo ho un servizio fotografico
per il rum Bacardi.
Va bene rispose lei. Dimmi tutto. Guy non era mai
troppo serio, lei ne fu lusingata e sper di essere all'altezza
della fiducia concessa.
Questa cosa buddista dell'invocazione fa paura.
Perch? Anche Lucie recitava, e difendeva sempre il buddismo.
Per scherzo mi sono messo a recitare la formula volendo
ricevere una casa sulla spiaggia al Pines, e ora un tizio parecchio
in l con gli anni sembra voglia regalarmene una.
Bravissimo!
Pensi che sia una grande puttana?
Il tempo passa per tutti. Lucie ritrov l'orientamento e
comment: Gli americani sono dei gran tirchi. Vogliono sempre
dividere il conto. Naturalmente le giovani modelle non pagano
mai, per sono costrette a uscire con quegli orribili gangster
russi. Tu sei il solo ad aver ottenuto un appartamento,
si guard intorno, o una casa. Come fai?
Recito la formula.
Guarda che io la sto recitando da mesi per avere una Cadillac
cabriolet e come vedi continuo a prendere la metropolitana.
Scoppiarono a ridere. Guy strinse la mano di Lucie tra le
proprie. Lei fu sorpresa da quel gesto. Pensi che sia diventato
un cacciatore di dote? Ho gi messo da parte un mucchio di
soldi, ma non riesco a fermarmi.
Non stai facendo nulla di male.  che sei favoloso...  la
tua sola colpa.
Guy decise di crederle. Era pi semplice.
Ma cosa sarebbe successo la notte di domenica quando Fred
avrebbe chiesto di condividere il letto? Poteva sempre dire di
avere un importante impegno di lavoro il luned mattina all'alba,
magari una sessione fotografica per Perry Ellis.
Era una fresca giornata di marzo al Pines mentre attraversavano
la baia su un motoscafo prenotato da Fred (il servizio di
traghetto non era ancora funzionante in quel periodo dell'anno).
Delle grandi nuvole grigie si davano la caccia come cuccioli di
cane nella vetrina di un negozio per animali, solo che il campo
di gioco era infinito e all'aperto. C'era una pioggerellina che i
francesi sono soliti chiamare sputacchio (crachin). Fred guardava
la pioggia e il vento con un'espressione di rimprovero, come
se stessero cospirando per rovinargli la giornata, ma Guy disse:
Mi piace. Mi ricorda la Bretagna.
Gli mostrarono una casa anni cinquanta con le tegole grigie
e una scaletta per la spiaggia di legno marcio. Dentro, la casa
puzzava di cherosene e fogna. Qui dev'essere morta una vecchia
coppia, vero? chiese Guy.
Quanto costa? domand Fred, alzando e abbassando
nervosamente la cerniera del suo giubbotto.
L'agente immobiliare - un uomo di mezz'et abbronzato -
sorrise e allarg le braccia scherzosamente, fingendo di lanciare
in aria delle palline da giocoliere. S! Qui viveva una
vecchia coppia. Non sono ancora morti, ma hanno bisogno di
denaro. La loro casa per la stagione invernale si trova a Sayville.
Questo  pi un capanno;  la ragione per cui costa soltanto
un milione e mezzo.
Soltanto! strill Fred. Cade a pezzi,  lontano dalla spiaggia;
anche se dovessimo ristrutturarlo, le stanze sarebbero sempre
troppo piccole. E in pi qui non ti danno l'assicurazione in
caso di ciclone o di alluvione, me l'ha confermato lei stesso.
L'agente fece spallucce e Fred chiuse la lampo della sua
giacca a vento. Usc fuori, fermandosi sulle scale, e con la mano
a coppa per proteggere la fiamma si accese una Camel, strizzando
gli occhi. Forse non si aspettava che i prezzi fossero cos
alti.
Videro un'altra casa che apparteneva a un architetto, e si
trovava proprio sulle dune, con le porte in vetro, le torrette e
una grande stanza a due piani, ma aveva una porta a zanzariera
che sbatacchiava al vento, e il parquet cadeva a pezzi. Quanto
costa? chiese Fred.
Solo tre milioni. E in una posizione meravigliosa ed  arredata.
Vedremo intervenne Guy, che poi guard Fred e disse:
Giusto, paparino? Ridacchi per quella battuta.
Fred invece sorrise a mezza bocca.
Mentre camminavano sulla spiaggia, si ritrovarono a combattere
con un vento gelido, la pelle d'oca sul corpo di entrambi.
Erano tutti e due in pantaloncini. So che ci sono dei ragazzi
cui piace chiamare i loro fidanzati pi maturi "Paparino", ma
credo sia ripugnante. Fred era stretto a Guy come se volesse
riscaldarlo e proteggerlo dal vento. Teneva il suo possente braccio
intorno alla schiena di Guy e gli stava bisbigliando nell'orecchio:
Non voglio essere il paparino di nessuno. Ho gi tre figli
e due nipoti... non l'avresti mai detto, vero?
No, infatti non sembri il tipo. Ma poi Guy cap che Fred
si riferiva alla propria et, non alla sua immagine paterna.
Sembri troppo giovane per avere nipoti.
Fred si illumin. Davvero? Dici sul serio?
Dico sul serio riecheggi Guy, deprimendosi subito dopo.
Poich sapeva di avere inavvertitamente indotto in Fred la
convinzione di essere un gay bellissimo, quella sera Guy and a
letto con lui nella suite che aveva preso in affitto in uno dei palazzi
del villaggio Potemkin che una vecchia checca aveva
messo insieme ispirandosi alle proprie fantasiose idee di lusso e
di antico. Cadeva a pezzi, ma a un primo sguardo aveva un'aria
baronal-Liberace, soprattutto se confrontata con le umili abitazioni
che la circondavano, con nomi del tipo Di tutta fretta e
Brava!. Era tutto bianco e grigio, sembrava una versione fumettistica
dei palazzi signorili, per puzzava di sigarette Kool e
di insetticida contro gli scarafaggi, e le felci dentro i vasi si stavano
ingiallendo. Il copriletto in velluto era in realt di un tessuto
sintetico molto sottile che si appiccicava ai loro corpi senza
lasciarli respirare.
Cenarono con una costata di manzo, crema di spinaci, e un
quarto di vino rosso un po' acido, il tutto completato da una
torta al brandy ricoperta da una crosta di cracker integrale. Il
loro tavolo romantico si trovava sotto un lampadario cui
mancavano alcune gocce di cristallo. Il posto sembrava sporco
e unto. Guy si scol tre Rusty Nail mentre sorseggiava una
granita e poi, di buon grado, alticcio al punto giusto, concesse
il suo culo a Fred. Nella camera da letto c'era una copia a
grandezza naturale del David, che sembrava scolpita nel sapone.
Il suo pene non era pi eretto di quello di Fred. Ma quel
che a Fred mancava in turgidezza veniva compensato dalla
passione delle dichiarazioni. Sono l'uomo pi fortunato al
mondo bisbigli vicino al pube di Guy.
Tutto dur cinque minuti e Guy era abbastanza ubriaco per
riuscire ad addormentarsi nonostante lo spaventoso saliscendi
del russare di Fred: il ronzio del suo respiro, i suoi lunghi e inquietanti
silenzi, seguiti da rantoli improvvisi e terrorizzati.
Si svegliarono presto e Guy corse in fretta a farsi una doccia
e a vestirsi, prima che Fred ricominciasse con un pompino,
questa volta con il supplemento dell'alitosi. Guy si avvi verso
l'angolo cucina in stile fantasy per una prima tazza di caff e
un appiccicoso croissant. Fred sembrava avere uno sguardo di
rimprovero accompagnato per da una leggera incertezza.
Videro altre tre case prima di fare ritorno a New York. Fred
decise di prenderne in affitto una che si trovava proprio sulla
spiaggia: sessantamila dollari per i soli mesi estivi. Guy comment:
Per quella somma ti saresti potuto comprare una casa
in qualsiasi altro angolo della terra.
Ma non al Pines obiett Fred, e nessuno sarebbe passato a trovarmi. Nemmeno tu.
Guy rimase colpito dall'atteggiamento deciso di Fred; prima
di allora non si era accorto di quell'aspetto del suo carattere.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Fred affitt la casa dopo averla collaudata durante l'estate. Seguendo
il consiglio di Pierre-Georges, Guy non aveva pi fatto
l'amore con Fred, e la sua indifferenza o freddezza, sebbene
accompagnata da un'educazione scrupolosa, disarmava Fred
che era letteralmente ai suoi piedi. Forse Fred era cos innamorato
perch di solito le donne capitolavano di fronte ai suoi assalti,
in particolare le giovani attrici e le graziose stagiste non
retribuite. Ma Guy era un uomo, francese, ben pagato, che non
smaniava di lavorare nel cinema. Era bellissimo, giovane, atletico,
attirava gli sguardi altrui, era tutto quello che Fred avrebbe
voluto essere. Guy non si drogava spesso, ma la maggior parte
dei ragazzi che bazzicavano la loro piscina s, e quando erano
fatti non  che fossero proprio interessati a Fred, per diventavano
misteriosamente teneri e premurosi. Era come se quei bellissimi
giovani, straordinariamente in forma, di solito diffidenti
e altezzosi, d'un tratto lacerassero la loro corazza, per diventare
vulnerabili e allo stesso tempo espansivi, capaci di guardare un
uomo anziano, normalmente un paria, con un occhio umano e
una curiosit genuina. Un paio di volte alcuni di quei ragazzi
meravigliosi, sotto l'effetto delle droghe, avevano cominciato a
baciare Fred, ma lui aveva preferito non andare fino in fondo,
temendo di deludere Guy, che lo credeva totalmente assorbito
dalla devozione verso di s.
Pierre-Georges aveva svolto delle indagini su Fred e telefon
a Guy per fargli rapporto: Innanzitutto il suo vero cognome
non  Hampton, ma Gershowitz. Prima di diventare
un produttore cinematografico possedeva una catena di negozi
di scarpe sulla East Coast. Sua moglie  la figlia del re del salmone
affumicato del Bronx. Ha prodotto quarantasette film.
Ha dichiarato bancarotta due volte.  tutto quello che sono
riuscito a trovare.
La mattina Fred si alzava all'alba, si radeva la barba, si faceva
la doccia, e poi si stendeva di fianco a Guy nel suo letto;
non gli era permesso fare altro. Allora Fred si obbligava a lunghe
passeggiate fino a Water Island con il suo setter fulvo,
Sandy. Tutto pur di non restare di fianco a Guy addormentato,
con la sua bella erezione mattutina in vista. Un amico di Fred
dai tempi del college, gay anche lui, che non conosceva benissimo,
ma con cui aveva cominciato a confidarsi da quando si
erano incontrati di nuovo a Fire Island, gli chiese, dopo che
Fred gli aveva raccontato tutta la vicenda con Guy: Ma che
cosa ti piace di lui? Cos'ha di cos straordinario oltre alla sua
bellezza, al fatto che  francese e che  corteggiatissimo?
Camminavano in silenzio lungo la spiaggia, tutti e due tarchiati,
con indosso dei pantaloncini larghi ma belli, e con i loro
visi consumati, segnati dall'et. Sai cosa penso? disse Vito
(cos si chiamava), penso che tu abbia un problema con il
Coming out. Non saresti il primo.
Non  vero. Ho lasciato Ceil, i miei figli sono infuriati con me...
S, ma molti, quando fanno il coming out, restano fedeli al
primo amore, e pi  irraggiungibile e meglio . Cos possono
sempre raccontarsi due simpatiche bugie: "Ma io non sono gay,
semplicemente amo Guy", questa  la prima, e la seconda :
"Oh, se Guy mi amasse, sarei un gay sereno, ma non mi ama".
Questo  un colpo basso rispose Fred, strascicando i piedi
nella sabbia nella speranza di erodere i calli sui talloni. Non 
che stesse veramente ascoltando, per non gli piaceva per
niente il suono della frase per la quale Guy non era innamorato
di lui. Guy era cos intrigante, per usare un aggettivo che il
suo psicologo aveva introdotto nella loro ultima seduta, proprio
perch era misterioso. Forse anche per la notoria discrezione
francese, quel non chiedere mai e non dire mai che
era stato lo stesso Guy a menzionare.
Fred guard Vito. Non gli piaceva essere visto in compagnia
di un anziano... Vabbe', di un uomo della sua stessa et. Certo,
Fred era appena ringiovanito di vent'anni grazie alla chirurgia
plastica, ma se l'avessero visto passeggiare con Vito, forse avrebbero
notato i suoi gomiti coriacei e la sua dentatura troppo perfetta.
Comunque non c'era nessuno in giro a quell'ora. Avevano
la spiaggia tutta per s e Fred si sentiva al sicuro.
Ma cosa c' di cos straordinario in Guy? insistette Vito.
 fresco, giovane, genuino. Mi fa sentire un ragazzo.
Sembri molto pi vecchio con quella faccia tirata, con la
liposuzione allo stomaco, le gambe scheletriche, quelle sopracciglia
spinzettate e quella tinta nero scuro ai capelli.
E tu pensi di avere un bell'aspetto con quella pelata e quella
pancia? Non sembriamo nemmeno coetanei. Quando gliel'ho
detto Guy non voleva crederci. Ti sei lasciato troppo andare.
A me piace di pi una faccia che sia ancora in grado di sorridere.
La faccia vera di un uomo. E Guy ti prende in giro: 
un cacciatore di dote.
Fred si mise a riflettere su quello che amava in Guy. Guy
era bellissimo. Guy era di classe. Guy era sofisticato. Guy era gentile.
Era anche intelligente e curioso? Certo, sapeva parlare due
lingue e nonostante vivesse negli Stati Uniti - cosa aveva
detto? - da soli due anni, aveva studiato come un matto le vecchie
canzoni pop e i vecchi film, per quanto, come la gran
parte degli stranieri, non sapesse nulla dei vecchi programmi
televisivi, tranne Colombo, che trasmettevano misteriosamente
anche in Francia.
Era davvero un cacciatore di dote? Aveva accumulato una
discreta fortuna lavorando come modello. Non aveva certo bisogno
dei soldi altrui.
Andando al nocciolo della questione, Fred dovette ammettere
con se stesso che gli piaceva essere visto in compagnia di
Guy, e oltre a questo Guy si appoggiava sempre alla sua spalla
e gli bisbigliava nell'orecchio... be', era piacevole avere intorno
un accompagnatore come Guy. Giovava alla sua immagine.
Al contrario, un amico come Vito rischiava di essere
controproducente:  come una vecchia puttana che porta a
passeggio un vecchio cane, purtroppo impone degli odiosi confronti.
Improvvisamente Fred annunci di voler fare jogging e si
allontan correndo sulla spiaggia con il cane. Temeva che in
una delle case sulla spiaggia qualche mattiniero potesse vederlo con un cannocchiale.
A Guy piaceva avere Fred intorno perch la sua presenza lo
distoglieva dalla tentazione di andare a letto con uno dei bellissimi
ragazzi che si aggiravano in piscina. Quel nuovo cancro
dei gay era molto pericoloso - quattro suoi amici stavano morendo.
Guy non voleva dormire con Fred, ma accettava che
all'alba Fred si infilasse nel suo letto per un'ora. Una volta si
era svegliato a mezzanotte e lo aveva scoperto con una torcia
elettrica in mano, intento a fissare il suo uccello. Guy era coricato
di pancia, come suo solito. Fred era in ginocchio e con
una mano spingeva il materasso verso il basso, all'altezza del
pube di Guy, mentre studiava il suo pene alla fioca luce della
torcia. Guy lanci un urlo e ordin a Fred di uscire. Non parlarono
pi di quell'episodio che non ebbe una replica, ma per
un giorno intero Fred rest in silenzio, imbarazzato, poi compr
quattro bottiglie di Cristal da condividere con i ragazzi della piscina.
L'indomani pomeriggio, durante la loro telefonata quotidiana,
Guy raccont tutto a Pierre-Georges, che comment con la parola ripugnante.
Dopo il Labor Day, Guy fu costretto ad andare a Parigi e Milano
per lavoro. Fred si incup soprattutto perch non riusciva
a organizzare un viaggio con Guy e nemmeno a progettare
qualcosa che cementasse il loro rapporto. Tra l'altro Guy si
stava vedendo con un ragazzo di trent'anni, Andrs, dottorando
alla Rutgers, un colombiano che aveva conosciuto in
spiaggia. Andrs restava in piscina per ore, e spesso si fermava
per il pranzo o la cena. Fred aveva assunto a tempo pieno un
cuoco cingalese di nome Nili, che viveva nella stanza dei domestici
insieme alla moglie e ai quattro figli. Non li si vedeva
mai, anche se spettava a loro la gestione della casa in assenza
di ospiti. Erano un po' troppo servili per Fire Island ma almeno
i loro inchini non si prolungavano all'infinito n esageravano
con quella roba del namast.
Guy e Andrs trascorrevano ore in piscina o sul divano scorrendo
le pagine dei costosissimi libri d'arte comprati da Guy.
Andrs stava conseguendo un dottorato in Storia dell'arte con
una tesi su quell'impostore di Dall. Aveva un modo di parlare
dolce e ansimante. Guy e Andrs sembravano innamorati, e
pi di una volta Fred aveva intravisto una gigantesca erezione
nello Speedo verde di Andrs. Fred non aveva mai preteso da
Guy un voto di castit e tantomeno di fedelt; non ne aveva
bisogno. Sapeva che finch durava quella cosa del cosiddetto
cancro dei gay (probabilmente ancora un anno) Guy sarebbe
stato troppo spaventato per darsi da fare.
Ma cosa poteva escogitare Fred per garantirsi un futuro con
Guy? Se avesse comprato la casa, avrebbero avuto qualcosa in
comune, e Guy non sarebbe riuscito a escluderlo da una casa
per cui Fred aveva sborsato dei soldi. Ma non poteva permettersela
veramente, almeno non se aveva intenzione di produrre
l'anno successivo quel nuovo film hip hop. E poi Ceil lo stava
per lasciare in bolletta. Non era intenzionato a dichiarare di
nuovo bancarotta. Poteva sempre vendere il suo appartamento
a New York e trasferirsi in un monolocale, ma non era molto ragionevole.
Guy avrebbe finito per disprezzarlo se si fosse accorto
della sua nuova condizione di povero. E poi perch acquistare
una reggia per un ragazzo che aveva scopato una volta sola?
Guardava Guy e Andrs flirtare sulle sdraio intorno alla piscina,
con lo Speedo verde di Andrs sempre gonfio per l'erezione,
a dispetto della nobilt della loro conversazione sul
surrealismo. Tutti e due erano scuri di capelli e pelosi, anche
se Guy di diverso aveva quegli occhi piccoli ma intensissimi,
due fori di proiettile in un lenzuolo, mentre Andrs aveva
grandi occhi verdi e un sorriso ammaliatore, leggermente
opaco, nonch una precoce calvizie alla nuca. Anche se colombiano,
Andrs sapeva parlare il francese (i suoi genitori
erano entrambi professori a Medellm e sua madre insegnava
francese e italiano), e quando lui e Guy chiacchieravano a
bassa voce, si sporgevano l'uno verso l'altro fino a sfiorarsi con il corpo.
Il teppistello che somigliava a Elvis Presley pass in piscina
per scolarsi un drink. Era pallido, senza peli e fuori forma, ma
sfoggiava grande sicurezza e punt senza esitazioni verso Fred.
Si chiamava Gerritt, e si sedette di fianco a Fred, sull'area
pavimentata di legno a bordo piscina, cominciando a palpeggiarsi
dentro il costume giallo canarino. Gli occhi di Fred presero a
oscillare tra Guy e Andrs da una parte, che ridevano con
oscena noncuranza, e l'anaconda che cresceva a vista d'occhio
nel costume di Gerritt dall'altra. Gerritt accenn, Mi piace il
tuo tatuaggio, per poi rendersi immediatamente conto che il
suo sguardo si era fermato sul reticolo di vene blu in rilievo sul
braccio di Fred. Gerritt si mise a sorseggiare un cocktail assemblato
da qualche intruso alla festa, si sporse in avanti e con
l'alito di gin sussurr a Fred: Ti scopo per duecento dollari.
Fred non rispose, ma si limit ad agitare le braccia come un
tergicristallo, come a dire sparisci oppure non fa per me.
Gerritt aveva dato per scontato che Fred dovesse pagare per
fare sesso e questo lo aveva offeso. Gerritt si alz a fatica dalla
sdraio e si allontan barcollando, ubriaco, pronunciando poco
pi di un semplice ci si vede, diretto sicuramente al Meat
Rack, per un pomeriggio senza compenso con un giovane
gay appassionato di grandi dimensioni (com' che si diceva?
I gay si dividono in appassionati delle grandi dimensioni e bugiardi).
Fred non riusciva a smettere di pensare che avrebbe
potuto finire a letto con uno qualsiasi di quei ragazzi per pochi
dollari o addirittura gratis, dal momento che la gran parte di
loro desiderava lavorare nel cinema.
La sera Fred si ubriac in modo sconsiderato, mescolando
vodka e gin, e raggiungendo poco dopo il Meat Rack. Amava
(come si ama la musica lenta e malinconica) il suono delle onde
infrangersi sulla spiaggia, il sapore dell'aria salata che si insinuava
tra le pieghe dei suoi vestiti e lo sguardo degli altri uomini
mentre avanzavano tra i cespugli bassi, per poi indugiare
qualche secondo e voltarsi. Fred era convinto di fare una bella
figura con i suoi jeans attillati e la T-shirt bianca, che trasformava
i suoi giovani pettorali in collinette di ghiaccio secco
bluastro e abbagliante. Lo tormentava l'immagine di Guy e
Andrs che ridevano insieme, annuendo l'uno all'altro, con
Andrs che sfoggiava senza imbarazzo il sinistro rigonfiamento
dell'erezione. E poi la terribile insinuazione di quel Gerritt,
come se Fred non fosse altro che un vecchiaccio a caccia di marchette!
Fred era ubriaco e barcollava trascinando i piedi nella sabbia
lungo piccoli sentieri irregolari. All'improvviso si ritrov
nella morsa calda e robusta di un gigante con indosso una ruvida
camicia di cotone che gli ficc la lingua in gola. Fred desiderava
i baci e le mani dell'altro, ma era preoccupato che
potessero appartenere a un uomo di seconda fascia, o perlomeno
a qualcuno lontano dagli antichi fasti. Comunque quel
tizio lo costrinse a voltarsi e gli infil un dito inumidito nel
culo, seguito da un uccello viscido. Bastarono pochi affondi
perch l'uomo venisse schizzando sperma, dopodich trasse
un respiro profondo, tolse l'uccello arretrando, e scomparve nella boscaglia.
Appena Fred smalt la sbornia, fu travolto dal panico: Ho
appena firmato la mia condanna a morte in cambio di cinque minuti
di sesso con un estraneo che non ce l'aveva nemmeno grosso.
L'indomani Fred si sent solo, umiliato e anche profondamente
pentito. Anche se Guy non sapeva nulla della sua puntata
al Meat Rack, Fred si sentiva in colpa, come se il suo
stupido cedimento fosse stato ripreso da una telecamera. Senza
rifletterci troppo, fiss un appuntamento con l'agente immobiliare.
Mentre si avviava verso l'ufficio, vicino al porto, in una
giornata d'agosto afosa e senza un filo di vento, pass davanti
a case che in quel periodo erano quasi tutte deserte (era un
mercoled e l'olezzo della spazzatura si diffondeva nell'aria torrida:
non sarebbero passati a raccoglierla prima di venerd) e
si chiese se non stesse dando corpo a un'idea insensata. In realt
non poteva permettersela quella casa e subito avvamp
per la vergogna mista all'ansia.
Conclusero tutto in cinque minuti. Acquist la casa e firm
un assegno da duecentocinquantamila dollari come anticipo.
Guy stava per andarsene dal Pines (Andrs aveva deciso di
accompagnarlo all'aeroporto) e allung a Fred le chiavi della
casa in affitto, ma Fred prese la sua mano tra le proprie e disse:
Adesso  tua.
Cosa  mia? chiese Guy con un sorriso dolce e stordito;
era un po' confuso, ma il suo sorriso tradiva la consapevolezza
di una bella sorpresa in arrivo, bench ancora da scoprire.
La casa  tua per la prossima estate. L'ho comprata.
Davvero? Non stai scherzando? Era arrivato l'autista in
divisa per prendere i bagagli di Guy. Avrebbero camminato
fino al porto, e l avrebbero preso un motoscafo che li avrebbe condotti alla limousine.
Mai stato tanto serio in vita mia rispose Fred. Spero che
trascorreremo molte estati felici insieme aggiunse. L'ho comprata ieri.
Guy port una mano al collo di Fred e lo guard dritto negli
occhi per un istante.
Fred disse a bassa voce: Spero che ogni tanto mi inviterai.
Guy rispose: Sciocco.
Andrs era in piedi, di fianco a Guy, con la testa rispettosamente
bassa, come se Guy stesse ricevendo la benedizione dal
signor Fred, il loro venerabile ospite.
Guy tenne la testa di Fred tra le proprie mani e lo baci sulle
labbra: un bacio del valore di 2,2 milioni di dollari, pens Fred
con amarezza. Un istante dopo Andrs, slanciato, elegante, abbronzato
nella sua fresca camicia bianca, con il colletto aperto
e le maniche arrotolate, si affrett lungo la passerella in legno,
sal a bordo e si piazz dietro l'autista in uniforme, accanto a
Guy, che si volt per lanciare un bacio a Fred.
Nei giorni successivi Fred visse in uno stato di autentica angoscia
pensando a Guy. Temeva che Andrs fosse salito sul suo
stesso aereo per Parigi. D'altronde, gli studenti universitari
erano dei gran pigri, e Andrs passava la maggior parte del suo
tempo a dormire. Una volta Fred aveva cercato di ricostruire
mentalmente il curriculum di Andrs e si era accorto del buco
di un anno. Che cosa hai fatto nel 1982? gli chiese, al che
Andrs aveva risposto con l'aria pi innocente del mondo: Mi sono riposato.
E poi Fred era ossessionato dal rischio corso tra i cespugli.
Continuava a palparsi le ghiandole del collo e sotto le braccia
e a guardare le gambe in cerca di macchie scure. Non c'era un
test per diagnosticare il cancro dei gay e nemmeno una cura
per combatterlo. Che sciocco che era stato! Aveva ragione Guy
a comportarsi da puritano; non si pu avere fiducia nelle persone,
tantomeno in un depravato accucciato tra i cespugli.
Tranne il barone, non gli venne in mente nessuno con cui discutere
delle sue ossessioni gemelle, Guy e il cancro dei gay.
Cenarono insieme nella biblioteca del barone, in cui il suo
nuovo amante, l'antiquario, aveva appeso un arazzo che ritraeva
un re a cavallo con lo sguardo felice puntato su una lontana
citt adagiata sulla sponda di un fiume, in onore del trattato
di pace, spieg Edouard con una certa vaghezza. La stanza,
che Fred ricordava asettica ma spaziosa, ora sembrava stipata
per colpa di un tendaggio pesante, vasi con piccole palme, decine
di suppellettili, dipinti a olio di despoti sorridenti e persino
un camino acceso, bench fossero le ultime settimane di settembre
e la temperatura fosse ancora mite.
Immagino che il responsabile di tutto questo sia il tuo
nuovo amante disse Fred, abbandonandosi a un ampio gesto del braccio. Raffinato.
S, Will ha fatto miracoli comment douard dietro un timido sorriso.
Hai proprio una gran fortuna con i ragazzi, prima Guy e adesso Will.
Ragazzi! esplose Edouard con una risata fragorosa e gli
occhi fissi sulla sua sogliola alle mandorle (anche i piatti avevano
un aspetto bizzarro e opaco, del genere Luigi e qualcosa).
Ma Guy non  un ragazzo! Walt ha ficcato il naso in giro e
ha scoperto delle sue foto nell'edizione francese di Vogue che
risalgono ai primi anni settanta. Deve avere quasi quarantanni, anzi qualcuno in pi.
Ma sembra cos giovane.
Credo che in soffitta nasconda uno spaventoso quadro.
Fred era troppo sconvolto per ridere a quella battuta. Gli
sembrava di aver ricevuto un pugno in pieno stomaco. Cominci
a sudare e ad ansimare, come se fosse sul punto di arrendersi
a un attacco di panico. Si era fatto prendere in giro, Guy lo aveva
fatto passare per un cretino. Panico, o forse vomito. Nessuno
l'aveva mai preso per i fondelli. Lui era un tipo cinico, disincantato,
a prova di imbroglio. Eppure l'avevano fregato. E poi tutti
quei soldi! Aveva speso un mucchio di denaro per Guy, non ultimo
l'acquisto della casa, e per un uomo di quarantanni che
sicuramente ogni giorno si tagliava i peli delle orecchie e del
naso, o magari se li strappava. Un uomo di mezz'et che probabilmente
non fa che masturbarsi. Un uomo di quarant'anni provato
dalla vita, che ha gi visto passare un mucchio d'acqua sotto
i ponti, che si lascia ficcare l'uccello una sola volta in un buco dove senza alcun dubbio  entrata un'intera armata. Che finocchio pretenzioso, finge di essere giovane e ingenuo mentre  cibo scaduto
da secoli. Avrei potuto investire tutto quel tempo, quelle energie
e quei soldi in un vero ragazzo che magari si sarebbe anche innamorato
di me, e che non sarebbe stato cos esperto nell'arte di manipolare
il prossimo. I ragazzi sono emotivi e imprudenti, mentre
un uomo di quarant'anni  gelido e calcolatore. Mi ha imbrogliato.
Guy mi ha davvero sconvolto la vita comment Fred, con
la voce incrinata. Temo di aver corso dei rischi con il sesso.
Non con Guy... ma con un estraneo.
Dicono che sia meglio conoscere il nome del proprio partner.
Conosci il nome di questo tizio, l'uomo con cui sei
stato... imprudente?
No, ci siamo appartati nel Meat Rack.
Oh, tesoro. Il barone si diede un buffetto alla mano. Non
sono quello pi titolato a fare prediche dato che mi sono specializzato nel sesso anonimo. A dire il vero, Will mi sta riportando sulla retta via.
Secondo te siamo spacciati?
Certamente no. Mangiamo bene, ci alleniamo, non abbiamo
malattie veneree da un mucchio di tempo. Ci sottoponiamo
a regolari controlli. Anche tu, no?
S, ma non ho una grande fiducia nel mio dottore gay. 
un inguaribile ottimista oltre che un convinto masochista.
Davvero? chiese il barone, girando il collo con un fruscio,
come una pernice. Che genere di masochista ?
Si  fatto rimuovere i testicoli da un chirurgo mentre il suo
master guardava l'operazione.
Negli occhi del barone balugin una scintilla. Ma  un intervento
irreversibile comment con compiacimento. Strizz
gli occhi e aggiunse: Ad ogni modo credo che questo cancro
dei gay colpisca solo gli uomini che abbiano contratto pi volte
malattie veneree, che abbiano il sistema immunitario compromesso,
troppo sollecitato. Noi non corriamo alcun pericolo,
soprattutto un etero come te, cio, un ex etero.
 incredibile, immagina me e Guy, circondati da ragazzi
bellissimi, e tutti e due casti per un eccesso di saggezza. Abbiamo
entrambi paura dell'lDGC.
Cosa?
Immunodeficienza gay-correlata.
Edouard annu con energia.
Cal il silenzio appena Will irruppe nella sala con indosso un
paio di pantaloni in pelle scamosciata che ne scolpivano le cosce
e il sedere, il risultato di ore passate sulla panca degli esercizi.
Sembrava leggermente alticcio e decisamente pi socievole dell'unica
volta in cui aveva incontrato Fred. Si chin su Edouard,
gli diede un bacio sulla fronte mentre con la mano gli pizzic un
capezzolo coperto dalla camicia di morbido cotone blu. Il barone
socchiuse gli occhi per un istante prima di lanciare un timido
sorriso al suo giovane master antiquario.  bello sapere
che un bel ragazzo come te  di mia propriet disse Will. Il barone
gett un'occhiata nervosa al suo ospite... e poi sorrise al
suo master. S rispose non senza imbarazzo,  davvero bello.
Il barone era una di quelle creature sociali, plasmate da secoli di
educazione, eppure nella sua ricca esperienza nulla lo aveva preparato
ad affrontare quei momenti (non aveva mai mescolato le
sue serate hard con l'intrattenimento degli amici).
Tornato a casa, circondato dai Budda a grandezza naturale
e con lo sguardo fisso, Fred si prepar dello scotch liscio e per
il nervosismo prese a sfregarsi le mani. Ceil aveva sempre
odiato quel suo tic, il costante fruscio delle dita, e al cinema
era solita posare una mano su quella di Fred quando lui cominciava con quel suo strofinare.
...
.
...
CAPITOLO 4.
...
.
...
A Parigi Guy si sentiva leggero. Poteva finalmente esprimersi
in una lingua di cui conosceva ogni sfumatura e soprattutto
non era costretto a interpretare l'eterno ruolo dello straniero.
Allo stesso tempo il suo accento non era pi un argomento di
conversazione perch Guy era semplicemente un francese
come tanti. Venivano meno la sua principale conquista - l'abilit
nel parlare inglese (che comunque parlava meglio di
quanto non riuscisse a capire) - e la stranezza della sua identit
di francese nel continente americano.
Era banalmente un bell'uomo in una citt affollata di uomini
belli, sempre che piaccia il genere pelle e ossa con grandi
nasi. I parigini si spiavano continuamente, ma erano molto pi
incuriositi dalle scarpe che dalla disponibilit erotica. Cadeva
spesso una pioggia fredda che per non durava a lungo, e da
cui ci si poteva sempre proteggere tuffandosi sotto uno degli
ampi tendoni parasole dei locali oppure correndo da un caf
costoso a un negozio ancora pi costoso. Era difficile credere
che solo due settimane prima fosse steso su una sdraio, esposto
al tiepido sole di settembre. Era ripiombato nell'eterno piovigginare parigino.
Andrs alloggiava con lui al Crillon in una stanza che si affacciava
su Place de la Concorde, una piazza solo in astratto, in
realt un vastissimo spazio, ma curiosamente aperto su tre lati.
Ad Andrs piaceva fare sesso almeno cinque volte al giorno.
Forse perch Guy gli aveva resistito per tutta l'estate limitandosi
a fissare quelle gigantesche erezioni nel suo Speedo verde,
che, una volta liberate, sembravano insaziabili. Si baciavano
cos spesso e a lungo che le labbra di Guy erano diventate rosse
e gonfie, ed era stato costretto a ritrarsi perch l'indomani mattina
avrebbe sostenuto una sessione fotografica.
Ma per Guy era davvero un piacere purissimo stendersi sul
letto accanto a quel giovane slanciato e innamorato. Andrs
aveva una specie di macchia pelosa, quasi un marchio, sul
petto magro e scolpito. Guy riusciva persino a cingerlo con le
sue sole mani. Sembrava l'avessero allungato, come un Cristo
ricavato da un blocco di cera, bench flessibile come una
canna. Emanava un odore vagamente acre, come se il deodorante
non fosse mai abbastanza forte, o come quando il forno,
vuoto ma ancora acceso, brucia il residuo di cibo fuoriuscito dalla teglia del giorno prima.
A Guy piaceva sedersi di fronte a lui nel dehors di un caf,
entrambi scaldati da gigantesche stufe appese in alto, sopra le
loro teste. Andrs era timido, doveva essere per forza cos, anche
se Guy preferiva la parola francese sauvage, che suonava pi
come selvatico. Faticava a guardare Guy e tendeva a rivolgere
lo sguardo a un punto lontano nel cielo. Posava il viso sulla sua
grande mano spalancata, come se fosse completamente assorbito
nell'ascolto di una nuova musica. Per ogni tanto si scuoteva,
abbandonando il mondo dei sogni, e lanciando uno
sguardo al fidanzato. Era cos stanco, forse per il jet lag, che la
testa sembrava troppo pesante per il collo. Mentre guardava
quel punto ipnotico al centro del cielo, il viso impallidiva facendosi
assente, ma appena si voltava per guardare Guy, esplodeva
in un caloroso e timido sorriso, e il labbro superiore, gonfio per
i troppi baci, si alzava mostrando i denti umidi e macchiati.
Andrs evitava di sedersi agli angoli del locale dove c'erano sempre
degli specchi appesi perch sperava che Guy non notasse la sua
leggera calvizie o almeno non vi indugiasse con lo sguardo. Guy intuiva la sua strategia.
Attraversarono la Senna e passeggiarono per boulevard
Saint-Germain, fermandosi a guardare le vetrine. Guy prese a
braccetto Andrs, imbarazzandolo. Andrs non faceva che rivolgere
uno sguardo interrogativo ai passanti, che per non
sembravano sorpresi, se non, forse, dalle Doc Martens arancioni
di Guy. Andrs era a disagio, ma anche orgoglioso, e cercava
di intuire nello sguardo altrui la risposta a una semplice
domanda: era all'altezza della bellezza di Guy? O perlomeno
sembrava appartenere alla stessa specie? Si bisbigliavano a vicenda
in francese, con Andrs che occasionalmente inseriva
qualche parola inglese. Una parola che pronunciava in spagnolo
era siempre, anche se la parola francese era toujours e
naturalmente quella inglese always, ma Guy non lo correggeva
perch gli piaceva il suo accento.
Tutto il corpo di Guy fremeva. Di solito concentrava la propria
attenzione solo sul viso, gli occhi, il sorriso, considerando
il proprio corpo semplicemente come il motore propulsore che
gli consentiva di muoversi. Ma ora avvertiva su di s la presenza
di tante piccole luci di sensualit che si accendevano appena le
sfioravi: i capezzoli, l'uccello semiduro, il formicolio all'ano e
persino ai piedi (Andrs gli aveva leccato tutte le dita dei piedi).
Era radioso e sentiva la bestia dentro di s che smaniava per
strapparsi di dosso i vestiti.
Di ritorno in hotel si tolsero i vestiti e Guy pos la testa
sulla pancia di Andrs mentre guardavano la Tv, che annoiava
a morte il colombiano dal momento che faticava a decifrare
la raffica di battute; era un programma in cui si discutevano i
vantaggi e gli svantaggi di qualcosa - era l'incesto? - e il giovane
presentatore con il volto adolescenziale, le labbra quasi
viola, e i grandi occhi (si era truccato con il mascara?) si trovava
sul crinale esatto tra eterosessualit e omosessualit, con
quelle mani ossute e minute che si agitavano nell'aria, il sorriso
e a volte il ghigno impressi sulle labbra scure, la voce
acuta di un dodicenne e le battute a commento di ogni parola
pronunciata dagli ospiti - dalla vecchia attrice al comico
grasso e con la barba incolta, o ancora al ragazzo biondo -
che provocavano nel pubblico in studio risate esplosive e
brevi, un fulmineo coro di latrati, regolarmente seguito dalla
solitaria e tintinnante risata di una persona che aveva capito
la battuta in ritardo. E dopo poco Andrs si ritrovava con una
nuova erezione da placare. Continuavano a ribaltarsi a vicenda,
ma non riuscivano a stabilire quale fosse il pi desiderabile
dei piaceri dolorosi, penetrare o essere penetrato. La
bocca di Andrs, cui era proibito baciare le carnose labbra di
Guy, era una vocale aperta di estasi mentre tutti e due schizzavano
sul suo stomaco muscoloso nella luce tenue, mobile e
multicolore della televisione e con quel chiacchiericcio insopportabile di sottofondo.
Guy abitava in America da cos tanto tempo che i francesi
gli sembrarono chiusi nelle loro corazze, sospettosi oppure assurdamente teneri, con un occhio sempre attento al proprio
tornaconto personale: paranoici e adulatori.
Sapeva come i francesi si comportavano normalmente con
gli estranei, in passato si era comportato allo stesso modo, ma
negli anni a seguire era diventato trasparente, educato e puerile
come gli americani, che in quel momento preferiva di gran
lunga. Perch sprecare tanta energia cercando di essere sospettosi
o sentimentali? Negli Stati Uniti, i fotografi, gli assistenti
e i truccatori lo consideravano un bravo ragazzo, ma in Francia,
se n'era accorto, la cordialit era giudicata pericolosa.
Ovviamente al telefono si divertiva a parlare con i vecchi amici
francesi e con loro scherzava e raccontava simpatici aneddoti,
ma se provava a imbastire una conversazione durante un servizio
di moda gli estranei presenti sul set tornavano bruscamente
al lavoro e commentavano la sua loquacit in stile
yankee con uno sguardo pungente e beffardo, seguito da uno
sbuffo e da un Et alors?
Fare l'amore con Andrs era un lavoro a tempo pieno. Ogni
volta che uscivano per una passeggiata o per un pasto avvertiva
nel ragazzo l'impazienza del desiderio; al tavolo Andrs posava
la sua pesante testa sulla mano spalancata, per poi guardare
fuori dalla vetrata, con la bocca socchiusa. Ogni tanto riaffiorava
dal mare di pensieri e immagini che certamente riguardavano
accoppiamenti pianificati o di cui manteneva il ricordo,
sorrideva e faceva qualche battuta, ma era un po' come
quando un uomo in lutto cerca di parlare del pi o del meno
a una veglia funebre; aveva decisamente ingranato una marcia
diversa. Solo quando tutti e due tornavano in hotel allora i suoi
pensieri e le sue azioni sembravano coincidere. Diventava sempre
pi appassionato e a Guy balz in testa la parola greca
agon, non voleva dire gara sportiva e allo stesso tempo sofferenza,
agonia? E non era il titolo di un balletto di
Balanchine che aveva amato tantissimo?
Quando telefon alla madre, lei scoppi a piangere e disse:
Grazie a Dio sei tornato in Francia. Tuo padre sta morendo.
Torna a casa subito. Stasera.
Guy rispose di s, naturalmente, ma dopo aver riattaccato
precipit in un gelido risentimento. Improvvisamente gli ultimi
vent'anni gli sembrarono una pura illusione. Come se i
suoi genitori lo stessero trascinando via dalla vita affascinante
e comoda in cui tutti lo amavano. Sapeva che suo padre lottava
da anni con un enfisema polmonare, anche se continuava a fumare
un pacchetto di Gauloises al giorno ed era persino capace
di interrompere la ventilazione artificiale nella tenda per
fumare l'ennesima clope. Stava cos male che non riusciva nemmeno
a parlare al telefono senza ansimare, e sua madre aggiunse
che il padre doveva fermarsi a rifiatare anche solo dopo
cinquanta metri di passeggiata.
Che c'? chiese Andrs, con un'increspatura sulla sua
fronte liscia e regolare.
Devo prendere il treno per Clermont-Ferrand. Mio padre
sta malissimo. Mi sa che sta morendo.
Oh, mon petit disse Andrs abbracciandolo. Stasera?
S, credo proprio di s.
Ti accompagno.
No, non  il caso. In questo momento la mia famiglia non
desidera avere ospiti. E non ci sono hotel vicini. Non puoi capire
quanto...  povera quella zona. Anche i miei sono poveri.
E poi come giustificherei la tua presenza?
Andrs era latino a sufficienza per capire i sacri privilegi della
famiglia e il disagio che avrebbe provocato la presenza dell'amante
omosessuale. Sembrava sofferente, come se anche a lui
avessero spento la ventilazione artificiale; Guy si ricord che i
latini non sanno essere stoici. Mostrano le loro emozioni e di
fronte a un problema grave le loro labbra, tutt'altro che immobili,
cominciano a tremolare, colme di autocommiserazione.
Mancavano solo due ore alla partenza del treno, ma Andrs
riusc a procurarsi un altro orgasmo. Guy faticava a concentrarsi
sul sesso. Il portiere gli stava prenotando il biglietto del
treno, ma toccava a lui cancellare la sessione fotografica del
giorno dopo, avvertire la madre dell'orario del suo arrivo e
preparare la scarna valigia. E anche chiamare Pierre-Georges.
Poi, alla fine di tutto, doveva affrontare la telefonata quotidiana
di Fred. Lui chiamava sempre alle quattro, ora di Parigi,
che corrispondevano alle dieci di mattina a New York. Fred
aveva un tono afflitto da quando Guy aveva ammesso la presenza
di Andrs a Parigi, ma quel pomeriggio, nonostante lo
sperma di Andrs non si fosse ancora seccato sul suo stomaco,
Guy riusc a scuotere Fred con l'annuncio della morte imminente
del padre.
Oh, tesoro, che notizia terribile! Be', c'era da aspettarselo.
Non voleva smettere di fumare... E in quell'istante Fred si
interruppe, consapevole di aver mancato di tatto nel colpevolizzare
il moribondo. Vorrei essere l con te. Davo per scontato
che tuo padre fosse sulla cinquantina, visto che credevo
tu ne avessi venti, ma adesso che conosco la tua vera et, immagino
che tuo padre debba avere...
Ne ha settantatr rispose Guy con freddezza, poi lasci
che un prolungato silenzio mettesse radici nel filo del telefono,
che emetteva una specie di crepitio. Guy aveva imparato
quanto potesse essere imbarazzante il silenzio.
Be', allora  giovane farfugli Fred, turbato, ma soprattutto
consapevole che Andrs avrebbe intuito il suo passo falso
dalla brusca interruzione della conversazione. O se anche non
se ne fosse accorto, gliel'avrebbe riferito Guy. Meglio cambiare
argomento. Come va il lavoro? chiese con vivacit.
Ho dovuto cancellare tutto.
Oh, no.
Preferisci che sfili in passerella mentre mio padre sta morendo?
Dopo pochi istanti riattaccarono, e Guy si affrett a preparare
la valigia, controllando con il portiere dell'albergo l'orario
del treno e telefonando alla madre per confermare il suo arrivo.
La gravit del momento li spinse a prolungare il loro abbraccio
finale e Andrs ebbe l'ennesima erezione. Guy
prov un pizzico di repulsione e fece un rapido inventario di
quel che aveva messo in valigia mentre fingeva di emozionarsi
tra le braccia di Andrs.
Il suo posto in prima classe era comodo e a Guy piaceva
l'odore della moquette fresca di lavaggio a vapore. Si era ricordato
di obliterare il biglietto prima di salire, ma il controllore
era scomparso alla vista. C'era solo un'altra persona, un
uomo, in fondo alla carrozza e stava leggendo illuminato da
un faretto.
Guy traboccava di risentimento verso i suoi genitori, colpevoli
di aver interrotto la sua nuova vita (in realt non cos
nuova), la sua vita da bambino viziato, piena di soldi, libera da
qualsiasi responsabilit, con un mucchio di sesso e baciata da
un'eterna giovinezza. Lo stavano riportando indietro, alle tende
di merletto, che nascondevano le finestre affacciate direttamente
su una strada squallida e di solito deserta. La sequenza
ininterrotta delle facciate bianche e grigie delle case davanti,
quasi mai illuminate: case fantasma in una citt fantasma. Lo
stavano sospingendo indietro, verso la stufetta che diventava
incandescente, ma che poi spegnevano, tanto che le camere da
letto diventavano gelide, con la carta da parati toile de jouy
strappata e la fodera dello stesso colore sulla poltrona, il bagno
sudicio con lo specchio punteggiato di macchie sopra il lavandino
vecchio stile, e la tendina ammuffita montata su una doccia
non pi grande di un casotto militare. Non poteva pi
sopportare la bruttezza e la povert, provava orrore per tutto
quello, odiava la consapevolezza che le persone comuni invecchiano
e muoiono, che con l'et diventano pi ottuse e rigide,
e che faticano persino a respirare.
Entr nell'ampia toilette del treno e si chiuse a chiave per
masturbarsi. In quel momento desiderare il sesso poteva sembrare
insensato, ma avvertiva il bisogno di venire, gicler, come
se fosse il solo modo per affermare la propria individualit di
fronte a un amante insistente come Andrs e all'abbraccio castrante
dei suoi genitori. La sua mente oscillava tra immagini
che erano ricordi e immagini che lui stesso fabbricava mentre
stringeva il bastone da rabdomante. Quando finalmente venne,
il suo uccello non era completamente duro; farsi una sega era
stato pi terapeutico che erotico.
Sua madre portava in testa un fazzoletto dozzinale, il vecchio
impermeabile marrone chiaro e le scarpe basse macchiate
dalla neve. Era in piedi, fuori dalla stazione, sotto la pensilina
in metallo. Tutto in Francia era cos organizzato. Aveva avvertito
la madre del suo arrivo in treno, ed eccola l, nel posto
esatto e all'ora esatta. Era pallida e con le sopracciglia incolte
come una suora. Ignor il cappotto largo e alla moda di Guy,
l'abito scuro di Browns e la sua nuova valigia di Louis Vuitton;
si aggrapp a lui in un abbraccio energico e rapido e Guy avvert
una specie di rimprovero in quel gesto, come se avesse
allungato a Medea una copia di Vogue.
Sua madre di gran fretta lo port a casa in auto, non osando
restare lontano dal marito morente un minuto di troppo.
Sono cos felice che tu ce l'abbia fatta.
Guy domand: Sta molto male?
Sua madre scost lo sguardo dalla strada viscida che scorreva
davanti ai fari abbaglianti, illuminando scorci di fienili e
abitazioni dall'aria familiare. S rispose lei, chiosando con
una semplicit definitiva.
C' anche Robert? E Tiphaine?
S, Robert  venuto in auto da Vienne, dove lavora in
un'officina, e Tiphaine ha preso il treno da Lione. Lei  impiegata
come stenografa al tribunale.
Guy pens di rivolgerle alcune domande sui fratelli, ma aveva
l'impressione che quel chiacchiericcio non fosse appropriato; e
in pi non voleva sottolineare di essere ormai all'oscuro dei fatti
pi basilari della famiglia. Si limit a guardare fuori dal finestrino
la pioggia, le case in pietra scura, e gli occhi trasparenti
di un cane immobile sotto la pioggerellina. C'erano la squallida
casa dei Dumoulins e il loro vecchio caravan parcheggiato nel
giardino davanti. Hai assunto un'infermiera a tempo pieno?
domand Guy, convinto che quella fosse una delle domande
pratiche che una persona comune avrebbe potuto rivolgerle;
per esempio, suo fratello.
Suo padre era cos pallido che sembrava inciso sulla pietra
calcare. Era all'interno della tenda a ossigeno e il suo viso appariva
sfocato dietro la plastica trasparente. Guy non sapeva
se fosse meglio lasciarlo dormire o avvertirlo della sua presenza.
La madre sciolse il dilemma dicendo, Chri, notre
Guy est l, il che provoc lo sbattere delle palpebre del
padre e una traccia di sorriso sulle sue labbra. Era magrissimo
e i suoi tratti erano talmente marcati da farlo sembrare molto
pi giovane nonostante il pallore. Guy intuiva che un tempo
era stato bellissimo, come appariva nelle vecchie fotografie
degli anni cinquanta.
Realizz di aver sempre temuto il padre, e quella consapevolezza
lo agit, nonostante si trovasse di fronte alla copia
scheletrica e pallida del genitore: una copia raggrinzita di un
uomo sorridente. Bonjour, Papa disse Guy con la voce bassa
che immaginava avrebbe usato Robert (la voce del fratello era
sempre stata pi bassa di quella di Guy; quand'erano adolescenti
Guy sentiva parlare Robert da solo nella stanza accanto
alla propria, costringendosi ad abbassare la voce di qualche
tonalit). Suo padre allung la mano quasi trasparente verso
di lui: non l'aveva mai fatto prima.
Guy si rese conto di aver sempre pensato a Robert ogni
volta che pensava al padre. Era sempre stato geloso di come
loro potessero saltare la messa della domenica mattina mentre
lui era costretto ad accompagnare la madre e Tiphaine:
l'uomo e le due donne. Il padre non era mai stato orgoglioso
dei suoi buoni voti ed era raro che desse un'occhiata alle sue
pagelle, mentre non si perdeva una partita di calcio di Robert,
anzi, assisteva persino agli allenamenti, nonostante Robert
fosse un giocatore mediocre. Se Robert portava al cinema una
ragazza, suo padre, bench si lamentasse sempre di essere in
bolletta i fauch), alla fine tirava fuori dalla tasca una banconota
da cinquanta franchi bluastra e spiegazzata e gliel'allungava.
Quando il padre era cos ubriaco da non riuscire a salire
le scale per andare a letto, era Robert a togliergli le scarpe e a
rimetterlo in piedi, trascinandolo al piano di sopra e bisbigliandogli
alle orecchie parole di conforto, mentre Guy e sua
madre fingevano di essere immersi nella lettura, seduti con la
schiena rigida, sotto la luce della lampada a stelo, guardandosi
bene dal sorridere e con un pizzico di imbarazzo per dover
assistere con la coda dell'occhio a una scena cos tenera, intima
e incresciosa.
Il padre morente aveva appena spalancato gli occhi e stava
cercando di dirgli qualcosa. Guy si chin in avanti per avvicinare
l'orecchio alle labbra del padre, che stava sussurrando:
Acqua. Guy sollev la testa del padre con i bianchi capelli
arruffati. Si mise a guardare i suoi lunghi e bianchi peli del
naso e inclin il bicchiere sulle sue labbra sottili come pergamena.
Guy prov imbarazzo per essersi cosparso di costosissima
acqua di colonia Creed, ma poi si convinse che il padre
non se ne sarebbe accorto. Tiphaine, che si era fatta un sonnellino
nella sua vecchia camera, scese le scale, pi paffutella
di un tempo, con i capelli schiacciati su un lato e un vestito ordinario che le cadeva male sul corpo. Sussurr, Guy, e lo
baci su entrambe le guance, ma per una misteriosa ragione
sorrise di fronte a quel piccolo dramma di piet filiale, come
se sapesse quanto fosse insincero e sconveniente. Guy fu infastidito
da quel sorriso, eppure riusc a dominare l'ondata di
ostilit verso la sorella.
La madre scald una daube provenzale e la serv ai figli. Non
 male, pens Guy, e poi si odi per quell'osservazione. Non
era il momento ideale per dispensare giudizi sull'abilit culinaria
della madre. Robert torn a casa poco dopo che i piatti
erano stati serviti e trascorse un quarto d'ora a togliersi il
grasso dalle mani e dalle braccia, indugiando cinque minuti a
fissare il padre addormentato. Robert raccont di avere un
kayak e di trascorrere molto tempo a pagaiare. Lanci un'occhiata
al vitino da vespa di Guy e sussurr il suo soprannome
da ragazzo, Secco. Il collo di Robert era segnato dal sole. Si sa,
gli uomini veri non si idratano la pelle.
Mentre la madre era andata in cucina a prendere il dolce,
Robert disse: A quanto pare hai fatto un mucchio di grana.
Non mi lamento.
All'officina posso avere una Opel '82 a un buon prezzo.
Mamma ha bisogno di un'auto nuova.
Certo rispose Guy. Si sentiva colpevole per non aver pensato
all'auto di sua madre; i newyorchesi non hanno la cultura
dell'automobile, anche se lui possedeva una Mercedes.
Quanto costa?
Penso di poterla avere per tremiladuecento franchi.
Ti sono grato che te ne occupi.
Tu che macchina hai?
Una Mercedes SEL.
Robert ebbe un sussulto, come gli capitava sempre. Scusa se
non contribuisco, ma in officina... in pi con tre bambini...
(gosses, disse, una parola che Guy aveva quasi dimenticato). E
poi faccio un sacco di riparazioni in casa. Tu non ci sei mai.
Oddio, pens Guy. Facciamo un patto disse affabile. Tu
badi alla mamma lanci un'occhiata a Tiphaine, e anche tu.
I soldi sono la parte pi semplice. Vi sono davvero grato. Non
voleva apparire ipocrita; tra loro non erano mai stati cos educati,
deferenti. Sorrise ai fratelli con uno sguardo che implorava,
nelle sue speranze, comprensione e, nel caso in cui uno
di loro due si fosse offeso, perdono.
Eccola qua! canticchiava la madre con un tono forzatamente
allegro mentre portava in tavola la mousse di cioccolata.
Era il dolce preferito di Guy, almeno secondo la leggenda familiare.
In realt non mangiava un dessert da almeno vent'anni.
Ma aveva sentito la madre mentre montava la panna in
cucina e sapeva di non potersi rifiutare.
Ti regaleremo una nuova macchina, anche se di seconda
mano, una Opel disse Guy. Se ne sta occupando Robert.
Ma  troppo protest la madre. La vecchia...
Robert riesce ad averla a un prezzo di favore, e far in
modo che funzioni.
Guy temeva che Robert si fosse infastidito per quell'ultima
frase, temeva di passare per un ficcanaso, ma Robert stava sorridendo
e poi intervenne per spiegare che avrebbe pagato tutto
Guy dal momento che ormai faceva parte della categoria dei
ricchi del Nuovo Mondo. E io la laver una volta al mese
butt l con tono spensierato Tiphaine.
Sua madre sembrava molto impressionata. Aveva le lacrime
agli occhi e guardava Guy. Hai gi fatto molto per
me. Non mi merito un figlio cos affettuoso. Se avessi risparmiato
di pi...
Guy si port l'indice alle labbra per farle segno di non parlare.
Non potevi fare di pi con i pochi soldi che giravano in
casa. Sono io quello in difetto, per distrazione. Non avevo
messo in conto che il dollaro si  deprezzato. Raddoppier l'indennit
e comprer l'auto quando Robert sar cos gentile da
occuparsi del passaggio di propriet e avr controllato lo stato
del motore:  quella la parte pi difficile.
Come era nella sua natura, la madre sparecchi prima che
tutti avessero finito. Al ritorno dalla cucina disse: Come sta
quel gentilissimo signore... il barone douard?, si sentiva a
disagio nel doversi riferire al titolo nobiliare, ma allo stesso
tempo aveva il timore che il semplice monsieur potesse suonare
maleducato o impertinente. Tiphaine e Robert si scambiarono
un paio di sguardi accompagnati da piccoli sorrisi di
scherno, come se lei avesse appena pronunciato una battuta
comprensibile soltanto a loro due.
Oh, Edouard? rispose Guy con una certa indolenza. 
sempre lo stesso, non cambia mai. Mi sa che i ricchi non cambiano
quanto noi; noi siamo costretti a sbatterci per campare.
Adesso va pazzo per l'antiquariato e gli piace rovistare nelle soffitte
o nei fienili alla ricerca di tesori nascosti. Mi chiede di te...
spesso. Vedendo che i suoi fratelli continuavano a sogghignare,
sper di disinnescare il loro sarcasmo con una domanda: Pensate
che sia un vero barone? O  un ebreo che ha comprato il
titolo nobiliare dal principe di Liechtenstein in cambio di un
prestito in denaro? O pi semplicemente gli uomini d'affari
usano i titoli nobiliari per acquisire prestigio? Ho letto da qualche
parte che un quarto dei titoli nobiliari in Europa sono falsi.
Falsi? strill sua madre, inorridita, come se avessero
messo in dubbio l'autenticit della Sacra Sindone. A me 
sembrato un uomo vero, affascinante e generoso.
Guy si chiese se la madre avrebbe considerato affascinante
Edouard anche vedendolo imitare il verso di un cane, nudo
come un verme.
Almeno Robert si era tolto dalle labbra quel ghigno. Mi sa
che nel mondo della moda incontri un sacco di persone finte.
Guy medit su come rispondere con calma a quella osservazione
pungente. Immagino che in tutti gli ambienti di lavoro
ci siano persone finte. Anche tra i meccanici. Ma a dire il
vero douard non  nella moda. Possiede una fabbrica di
birra.
Robert annu con solennit. Sua madre bisbigli: Comunque
 un uomo molto affascinante e davvero di classe,
In quell'esatto momento sentirono il padre - il cui letto era
stato trasportato nel salone al pianoterra - che si lamentava, e
la madre corse al suo fianco, seguita dai tre figli, esitanti e timidi.
Siamo qui, tesoro cinguett. Siamo proprio qui, chri,
tutta la tua famiglia, io e i tuoi tre figli, non sei solo, ma Guy
pens che fosse una menzogna, si  sempre soli al momento
della morte.
Il padre respirava a fatica, e la madre attiv il flusso d'ossigeno
e appiatt con la mano la tenda trasparente, come se dovesse
tamponare una perdita. Lui si raddrizz, cominciando a
tossire, e in quel momento il suo viso divenne rosso come
quello dei neonati quando si mettono a strillare.
Chiss chi veglier su di me il giorno della mia morte, si
chiese Guy, poi si diede uno schiaffo immaginario rimproverandosi
di essere macabro e piagnone. Un domestico fedele,
si augur, ridacchiando della propria frivolezza. Un domestico
che sappia aggiustare il cuscino, inclinare il paralume, somministrare
gli oppiacei. Un domestico che pianga, ma solo per rispetto
del cerimoniale, mentre in realt  intento a ragionare
su quale parte dell'eredit gli spetta. Guy sapeva come affrontare
la gentilezza pelosa.
L'indomani mattina Tiphaine lo accompagn in auto alla
stazione dopo che Guy aveva preso nota su un biglietto degli
estremi bancari di Robert in modo da versare il denaro necessario
per acquistare la Opel. Diede un bacio d'addio al padre,
che stava dormendo, con il viso livido e non pi rosso. Sua
madre piangeva in silenzio, seduta accanto al padre; anche lei
era fragile e magra al punto che sotto il suo peso il materasso
si curvava appena.
Guy e Tiphaine passarono a trovare la nonna, che in passato
aveva lavorato come cassiera in un caf parigino. Era diventata
una specie di bestia selvatica e dormiva con tre cani, pi per
fronteggiare il freddo che per amore degli animali. Lei che era
stata sempre cos raffinata, ora indossava una vecchia vestaglia
ricoperta di peli di cane e portava un paio di ciabatte troppo
grandi per i suoi piedi. Non aveva pi i denti e le sopracciglia
erano incolte, simili a bruchi grossi e pesanti. Guy l'aveva sempre
sentita molto vicina a s; dopotutto era parigina, ed era
stata la prima a intuire la sua bellezza. Ma ormai era una specie
di selvaggia, e dai suoi occhi era impossibile capire se riconoscesse
i nipoti.
Il giorno dopo il suo ritorno a Parigi, il padre fu portato d'urgenza
in ospedale per un attacco di polmonite. Guy si offr di
tornare a casa, ma a detta del dottore la cosa sarebbe potuta
andare avanti ancora per mesi, e tra l'altro il padre era spesso
in stato d'incoscienza. Aumentarono le dosi di morfina e ridussero
gli antibiotici nella speranza che se ne andasse nel
sonno.
Due giorni dopo, alle due di notte, squill il telefono e sua
madre lo inform con tono inespressivo che era tutto finito. Guy
voleva chiederle se provasse sollievo, ma non era sicuro fosse
una domanda che un qualsiasi essere umano le avrebbe rivolto.
E allora le chiese quel che immaginava avrebbe chiesto Robert:
in che giorno era previsto il funerale e se le servivano soldi.
Un istante immediatamente dopo, Guy fu felice di non
averle rivolto la domanda originaria, dal momento che sua
madre stava gi riscrivendo il passato. Qualche volta avevamo
opinioni diverse disse, ma era un brav'uomo, ed  sempre
stato gentile con me ed era orgoglioso dei suoi figli. Guy non
poteva credere alle sue orecchie: il padre era stato un ubriacone
rancoroso e spesso violento, e le sole persone con cui andava
d'accordo erano gli amici del bar, gli altri ubriaconi
nullafacenti di Clermont-Ferrand. Guy si ricordava benissimo
che dieci anni prima la madre gli aveva confessato (lui viveva
gi a New York) di non poterne pi del marito e che si sarebbe
gi suicidata se non fosse stato contro i precetti della sua religione.
Il divorzio, se possibile, era ancora pi impraticabile.
Guy era sciaguratamente provvisto di una memoria quasi geologica
per la quale ogni strato era chiaramente separato dall'altro
e nella quale non c'era mai un aggrovigliarsi magmatico
di ricordi, ma datazioni e localizzazioni precise. Nella testa di
Guy i diversi strati del passato non scolorivano l'uno nell'altro,
n il passato subiva un ritocco cromatico per meglio adattarsi
alla tonalit del presente. Ogni evento conservava la sfumatura
originaria e per Guy era impossibile revisionare un
passato crudele e desolante per dare corpo a una nuova considerazione
pi sentimentale. Aveva il terrore del padre e lo
aveva odiato con tutto se stesso, e continuava a odiarlo anche
ora. Suo padre non gli aveva mai rivolto la parola se non per
mugugnare battute sgradevoli, nonostante Guy l'avesse sentito
pontificare con gli amici sulla politica e sui propri pregiudizi
razzisti e antitedeschi le volte che andava a raccattarlo a notte
fonda al bar. Il padre era ossessionato anche dagli arabi. Ormai
nessuno gli prestava ascolto, ma lui continuava ad arringare
nel vuoto, accusando i beurs (gli arabi nati in Francia) e i bosches
(i crucchi) (aveva ereditato la germanofobia dal padre,
che aveva combattuto i tedeschi nella Prima guerra mondiale,
bruciandosi le sopracciglia, o ce l'aveva con loro perch l'industria
tedesca era di nuovo prospera... o era un semplice pregiudizio,
il tentativo di dimostrare che anche lui era un uomo
provvisto di opinioni?). Guy era alto e fragile, e mentre reggeva
il padre robusto e maleodorante nel buio delle strade deserte,
immaginava di tagliare la corda lasciando che l'odioso
padre cadesse a terra, si rompesse quella testa traboccante di
collera e infine morisse. Se incontravano qualcuno per strada,
magari di pelle olivastra, un arabo o uno straniero che poteva
essere scambiato per un arabo, Guy era terrorizzato che dalla
bocca del padre potessero uscire degli insulti razzisti. Tornati
a casa, la madre cinguettava con stizza, Oh l l, che succede?,
e sollevava in aria i ferri e il maglione di lana ancora a
met, per concludere: Se pensate che divida il letto con...
quel... stendilo sul divano. Ma a quel punto il padre stava gi
russando e allora Robert trascinava il suo corpo curvo su per
le scale fino al letto della stanza degli ospiti.
E in quel momento, al telefono, mentre sua madre pronunciava
parole di affetto malinconico per il marito, Guy piomb
in un silenzio impenetrabile. Perch le persone mentono a se
stesse?, si chiese.
E poi pens: Ma cosa dovrebbe fare? Ammettere che quell'uomo
le ha rovinato la vita? Era quello che Guy si aspettava
o desiderava? Che sua madre ammettesse di aver gettato al
vento la propria esistenza?
E cosa c'era di cos straordinario nella sua, di vita? In fondo
doveva solo ricordare a memoria i nomi delle trecento persone
del suo ambiente che era conveniente salutare con un sorriso;
non poteva mai farsi vedere con indosso un semplice paio di
jeans e una maglietta stracciata, doveva sorbirsi ore su ore -
addirittura secoli! - di chiacchiere su vestiti e fotografi. S,
lui dorme con quella, ma perch? Lui la tocca o  un matrimonio
alla newyorchese? Era costretto a sentire i pettegolezzi
e le tabelle giornaliere di chiunque, dov'era stato o dove
sarebbe andato, che cosa gli aveva consigliato il suo astrologo o
la sua psicologa. E poi i quotidiani trattamenti facciali (sperando
che le creme e gli astringenti non provocassero i foruncoli),
e il trauma di dover cambiare parrucchiere (alla moda o
quello pi retro?). La domanda imprescindibile sul vero colore
dei propri capelli. E poi le ore di preghiera - doveva pregare
perch il padre guarisse?, si chiese con un forte senso di colpa.
Doveva comprare un regalo per Lucie? Aveva visto da Cline
un portafogli costosissimo in pelle di serpente - non si trova a
New York, no?
Ma cosa gli offriva quella vita? Un look che invecchiava nel
giro di qualche mese, un bellissimo volto con un'espressione
maschile e la barba corta. Conduceva una vita inautentica
perch legata all'effimero. Quando dopo cinquant'anni le persone
avrebbero per caso sfogliato il suo look, avrebbero detto
che era cos anni ottanta, come lui commentava le foto del
divo Rodolfo Valentino dicendo che era molto anni venti,
con quelle sopracciglia annerite, le narici scure simili a uva
passa, i capelli imbrillantinati, e l'aria accigliata. Guy veniva
pagato profumatamente, i pubblicitari proiettavano su di lui
il loro ideale di giovinezza, innocenza, raffinatezza o
profondit, ma alla fine della giornata si ritrovava con un
semplice fascio di fotografie patinate e un viso disgustato e
grinzoso, come un mezzo limone rimasto in frigo per troppe
settimane.
Era bello non dover parlare tutti i giorni con Fred, che immaginava
Guy a casa dei genitori. Era piacevole stare tra le
braccia di Andrs: il ragazzo era stato addestrato a sfiorare soltanto
le labbra di Guy e a non morderle mai. Gli aveva anche
insegnato a lavarsi le mani e a non annusarle a cena o al cinema
- le stesse dita che magari erano state infilate in profondit
dentro Guy - bench quello fosse un errore persino tenero.
Guy avvertiva il pericolo che Andrs volesse divorarlo. Andrs
era infastidito dal cameriere che portava loro la colazione.
Sbuffava, a volte si lamentava persino se quell'uomo ci metteva
troppo. Guy dovette comprargli delle mutande nuove, delle
camicie e anche un impermeabile verde con il cappuccio, un
cir, perch il ragazzo aveva acquistato un biglietto aereo di
prima classe all'ultimo minuto. Ma aveva soldi? La sua famiglia
era ricca?
Andrs non rispondeva mai alle domande di Guy sulla sua
situazione economica, si limitava a scostare lo sguardo, dopodich
sul suo volto affiorava un sorriso misterioso.
Guy non si era mai sentito cos amato. Forse perch Andrs
era bellissimo, forse perch sia gli uomini che le donne si mettevano
spesso a fissarlo, cos come erano abituati a fissare Guy,
e Guy avvertiva che Andrs era prezioso, invidiabile, un pacchetto
di azioni redditizio. Quei poveretti di Edouard e Fred,
invece, erano disperati perch il loro tempo stava scadendo.
Nell'appartamento occupato dai Budda, Guy aveva visto una
foto di Fred che risaliva agli anni cinquanta in cui aveva sicuramente
un aspetto accettabile, ma a dirla tutta non era mai
stato un bell'uomo, ed era assurdo che desiderasse esserlo proprio ora.
Andrs era anche intelligente e poteva parlare di Dall e del
surrealismo per ore. Dall stava tirando le cuoia, con la cannula
per l'ossigeno infilata nel naso, nascosta tra i suoi leggendari
baffi. Dall era catalano (Andrs gli spieg che si parlava una
variante del catalano a sud fino a Valencia e a nord fino a Perpignan).
 un po' come il gaelico in Irlanda comment Guy, semplicemente
per compiacerlo. Gli piaceva vedere Andrs arrabbiarsi,
con la pelle che gli si arrossava. Di solito somigliava al
Cristo morto mentre viene deposto dalla croce tra le braccia
della Madonna, e Guy si divertiva a coprire i suoi lombi con
un lenzuolo per rimarcare la somiglianza. Vedendolo, riusciva
a immaginare sul suo corpo il sangue scuro rappreso nei buchi
provocati dai chiodi.
Andrs si stendeva di pancia esercitandosi per ore a imitare
la firma di Dall. Quando si accorgeva dello sguardo di Guy,
irrigidiva regolarmente le natiche.
Perch Dall? chiese Pierre-Georges al telefono.  un impostore
che firmava fogli di carta bianchi per sessanta dollari
l'uno. Sua moglie Gala, avida come pochi, glieli metteva di
fronte; era completamente fuori di testa e lei pensava che fosse eterno.
Come fai a sapere tutte queste cose? chiese Guy.
L'ho letto in un articolo su Marie Claire. Ma  un vero impostore.
Quando gli hanno fatto vedere delle litografie del Don
Quixote ha dichiarato che erano false. Qualcuno gli ha chiesto:
"Come fa a dire che sono false?"
"Sono false perch Dall non 
stato pagato per realizzarle." La maggior parte delle litografie
sono in realt dei semplici poster di copie fotografiche, nemmeno
sa come si fa una litografia.
Andrs sta facendo il dottorato su Dall.
Un giorno Andrs usc da solo (non era mai successo
prima). Farfugli qualcosa a proposito di un pranzo con un
amico, anche se in realt non c'era stato nessuno scambio di
telefonate. Quando nel tardo pomeriggio fu di ritorno aveva
sottobraccio un fascio di fogli ingialliti.
A cosa servono? chiese Guy.
Sono fogli degli anni cinquanta, li ho trovati da un bouquiniste
rispose Andrs. Ma quando Guy approfond l'argomento
Andrs si limit a fare spallucce. Pi tardi aggiunse:
La carta moderna ha degli sbiancanti chimici visibili ai raggi infrarossi.
...
.
...
E poi tornarono a New York. Guy si ritrov a rivolgersi ai camerieri
in francese; per lui ormai il francese era diventata la
lingua dei domestici (anche se aveva imparato che gli americani
con il loro petulante democraticismo preferivano la parola
collaboratori).
Andrs si trasfer a casa di Guy e quando Fred, Pierre-Georges
o Lucie passavano, prendeva posto di fianco a Guy poggiando
la mano sul suo ginocchio. Dovevano sembrare la
versione gay del celebre dipinto Gotico americano. Guy ammise
con se stesso di provare un certo disagio ad avere di fianco qualcuno
che in modo cos plateale rivendicava dei diritti su di lui,
allo stesso tempo, per, ne era rassicurato. Persino la tensione
che di solito gli attanagliava il collo e le spalle si scioglieva. Appartenere
a un'altra persona era un po' come trovarsi tra le braccia
di un altro essere umano, un antidoto alla morte. La morte
di suo padre lo aveva reso pi vulnerabile, un fazzoletto trasparente
che volteggiava nell'aria, un foglio spiegazzato che danzava
in un condotto d'aerazione, ma l'abbraccio di Andrs aveva il
potere di interrompere quel precipitare. Andrs era carne calda,
bench tragicamente magra; era carne, barba incolta e un sentore
leggermente aspro. Aveva un pene spesso, venoso e non circonciso
come quello di Guy, e uno scroto penzolante. Una piccola
stempiatura e i denti irregolari. Era cos sensuale che nonostante
la magrezza scaricava su Guy caldi schizzi di vitalit.
La madre di Guy non gli aveva chiesto di tornare per il funerale.
Pierre-Georges aveva fatto in modo che un fioraio spedisse
una corona di garofani bianchi e rossi e una striscia di
seta blu su cui era scritto: Didier rester per sempre nei cuori
della sua famiglia. Guy era rimasto sconvolto dal fatto che
Pierre-Georges fosse riuscito a scovare il nome del padre, Didier.
Era davvero impeccabile!
Ogni giorno Guy telefonava a sua madre. Lei sembrava
mogia e un po' preoccupata. Non aveva mai compilato un assegno
in vita sua. Tiphaine le stava insegnando come tenere
un libretto degli assegni e come pianificare le spese. Guy era
disturbato da quel contatto stretto con la povert e la mortalit.
Sapeva che prima o poi sarebbe diventato vecchio e malato
anche lui - ma si ripeteva le parole vecchio e malato
proprio come una formula magica elaborata per rintuzzare la
realt. Erano parole di profilassi, una puntura dello stesso veleno,
un antidoto, come la medicina omeopatica. Si ricordava
vagamente che il buddismo insegnava a vivere il momento, e
quello era un precetto che si adattava molto bene a lui. Se
avesse recitato l'invocazione un paio di volte al giorno, fatto
l'amore tre volte a settimana, indossato vestiti bellissimi e tenuta
alla larga la gente brutta, forse avrebbe imparato a vivere
nel presente. O era una semplice illusione?
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Fred gli annunci per telefono di avere il sarcoma di Kaposi,
ma aggiunse che non era necessariamente collegato all'AIDS:
era una malattia antica che colpiva ebrei e italiani, ossia i popoli
che abitavano il Mediterraneo, e che era molto rara bench
se ne fosse trovata traccia in qualche ospizio del New
Jersey o in villaggi per pensionati della Florida. Sconfiggeremo
anche questa malattia disse, con la voce incrinata. Ho
a disposizione il miglior team medico sulla faccia della terra, il
vero dottor McCoy, altro che Star Trek. Doveva averci ripensato
per tutto il giorno perch ritelefon a Guy: E se ti avessi
infettato l'unica volta che ti ho scopato?
Non preoccuparti rispose Guy. Non ho mai contratto
malattie veneree, quindi il mio sistema immunitario non 
compromesso. In pi mi sei venuto sullo stomaco, non nel
culo. Non credo che il virus sia presente nel liquido presper-
matico. E comunque l'abbiamo fatto una volta sola... e per
prenderselo bisogna entrarci in contatto pi volte.
Ehi, magari sei stato tu a trasmettermelo obiett Fred. E
una possibilit. Magari dovrei denunciarti. Gli attivi possono
prendersi il virus?
Di solito no rispose Guy. Comunque, stai tranquillo. Sei
forte come un bue.
Sei sicuro di essere sano?
Sano?
Io adesso non sono sano.
Non preoccuparti. Hai altri sintomi?
Una tosse tubercolotica. Sudori notturni. Rigonfiamento
delle ghiandole linfatiche. Perdita di peso. Sono spacciato,
vero?
Non avevo capito che la situazione fosse cos grave.
Ma dai! strill Fred nel ricevitore. In teoria dovresti rassicurarmi
aggiunse disgustato.
Cosa dice il dottore, il vero McCoy?
Non ci capiscono un cazzo. Non sono nemmeno sicuri di
aver compreso quale sia la causa. Il popper? I baffi? La carne
di maiale?
Magari  il sesso.
Non  paradossale che abbia deciso di fare coming out
proprio adesso? E come trasferirsi a Londra all'epoca della
peste nera.
Guy si domand se non fosse stato lui a trasmettere a Fred
il cancro dei gay, o se Fred potesse averlo trasmesso a lui.
Guy gli promise che avrebbe comprato la cena e gliel'avrebbe
scaldata al microonde: cibo nutriente, magari un
buon pollo alla parmigiana con broccoli.
Fred comment: La casa  un caos. C' polvere dappertutto,
anche su quei cazzo di Budda.
Non importa.
Sar bellissimo rivederti. Non offenderti se non manger
molto. E se avr un pessimo aspetto. Verr anche Andrew?
E cos che Fred chiamava Andrs.
No, no, verr da solo. Probabilmente  una brutta influenza.
E la stagione.
Ma quando spalanc la porta, Fred gli apparve fragile e
raggrinzito, un vecchietto sconsolato. Indossava una logora
vestaglia, un paio di boxer larghi e una maglietta con la
scritta Colorado State, l'universit dove aveva studiato e
praticato il wrestling. Non toccarmi si raccomand Fred.
Non darmi un bacio. Potrei essere contagioso. Quando te
ne andrai, disinfettati le mani. In realt dovresti indossare
una mascherina.
Non ho intenzione di fare nessuna di queste cose. Fatti abbracciare.
Guy, non sto scherzando, stammi lontano.
Ma Guy l'abbracci e avvert tutta la magrezza di Fred sotto
la vestaglia, con le costole che sembravano uno stendipanni o
uno xilofono. Emanava anche un cattivo odore, come di
sporco misto a sudore stantio.
Guy fatic molto a sembrare allegro; era dicembre, e Fred
tremava come un cane di razza anche se l'appartamento era
caldo e profumava di sandalo, forse perch aveva bruciato alcuni
bastoncini d'incenso davanti alla statua della divinit.
Dopo aver scaldato il cibo nel microonde, Guy rimase a
guardare Fred che mangiava, o meglio, che giochicchiava con
la forchetta e con quel cibo appiccicoso nel piatto.
Non mettere troppo sale disse Guy.
Fanculo! Sar morto prima che montagne di sale si accumulino
nelle mie arterie. E tutto insapore.
Guy si mise a fissare la piccola e circolare macchia marrone
sulla coscia di Fred, nel punto in cui la vestaglia si era aperta.
Fred intercett quello sguardo e disse: Brutta, eh?
Guy aveva appreso dalla madre il divieto assoluto di parlare
con un moribondo, o con un parente in lutto, della fugacit
della vita. Sapeva che il visitatore era obbligato a mostrarsi di
buonumore. Sapeva anche che Fred lo venerava al punto che
avrebbe creduto a qualsiasi parola avesse pronunciato. Ci
seppellirai tutti assicur Guy. Sei forte come un bue.
Mi sento pi un vitellino pronto per il macello.
Guy vedeva la fine imminente sul viso di Fred, lo sguardo
rassegnato dell'amico sul punto di affogare a pochi metri dalla
riva, trascinato sul fondo da una corrente inesorabile. Fred si
era gi arreso. Cosa diranno i miei figli? Pap, te l'avevamo
detto.' A cosa  servito farsi il lifting e la liposuzione? Ad agevolare
il lavoro del becchino?
Smettila, Fred, tempo una settimana e ti sentirai meglio.
Davvero?
Certo. Devi credermi. Una settimana.
L'acido carbolico disse Fred. Lavati le parti del corpo
esposte con acido carbolico.
Ma stai zitto comment Guy con tono allegro, e poi con
coraggio abbracci di nuovo quell'uomo malato. Torno domani.
Davvero? A che ora?
Te lo faccio sapere. Poi aggiunse con una certa malizia:
Domani avrai una giornata molto piena.
Piena solo di rogne. Non mi sento nemmeno di affrontare
i contratti del nuovo film. Ci pens su e disse: Dovrei produrre
il primo film sull'AIDS... qualcosa di molto romantico,
con due bei maschi sul punto di tirare le cuoia.
Come fanno a essere arrapanti obiett Guy, se tutti e
due hanno l'AIDS?
L'attore principale perder una ventina di chili negli ultimi
tre minuti del film. Scrittureremo un attore famoso etero, magari
il padre di una decina di figli. Con il trucco lo ricopriremo
di chiazze nere... l'Oscar, si prender l'Oscar per aver baciato
un uomo. Sar un successo al botteghino!
Fred sembrava divertito dal suo nuovo film. Era un modo
per tenere a bada la malattia: trasformare la tragedia in farsa,
con in pi la prospettiva del profitto.
Furono un inverno e una primavera deprimenti. Fred continuava
a prendersi infezioni. Un giorno non fu pi in grado
di scrivere, e si ritrov seduto davanti ad alcuni scarabocchi
con l'espressione confusa. Si scopr che era stato aggredito da
un parassita del cervello, causa della toxoplasmosi, ma per fortuna
avevano appena scoperto il modo per sconfiggerlo. Poi
contrasse la PCP, la polmonite dei gay, e gli fu applicata una
maschera ad ossigeno e una flebo di antibiotici.
Perse la sensibilit ai piedi, salvo avvertire fitte occasionali
e dolorosissime: neuropatia. Guy stava imparando un nuovo
vocabolario. Dopo qualche settimana Fred cominci a migliorare,
impegnandosi spesso in lunghe passeggiate con Guy, bench
fosse ormai uno scheletro in abiti troppo larghi. Voleva
comprare tutto quello su cui posava gli occhi. La stanza degli
ospiti inizi a riempirsi di uova di struzzo su sostegni in corallo,
un divano componibile, una prima edizione firmata di
Huckleberry Finn, una locandina gigantesca dell'edizione italiana
di Via col vento, dipinti modesti in cornici dorate. Tutto
a carico della sua American Express. Ma un giorno Guy ricevette
una telefonata da Ceil; i figli, dopo una visita alla casa di
Fred, le avevano raccontato che il padre stava accumulando
un tesoro, come un faraone intento ad arredare la propria
tomba. Guy, dopo essersi chiesto come la moglie avesse scovato
il suo numero, mugugn di non poter intervenire. Nemmeno
conosceva Fred cos bene. Lei cominci a singhiozzare:
Non m'importa se  gay Frocio. E l'eredit dei miei bambini
che mi preoccupa.
Ma sono gi adulti e sposati, e hanno dei figli!
Bastardo! Stai cercando di fregarti la roba dei miei figli,
sporca marchetta francese... rubamariti.
Guy riattacc e poi scroll le spalle. Non rispose pi al telefono.
Era sicuro si trattasse della moglie. Due giorni dopo
ricevette una lettera per posta, infarcita di errori di ortografia
e con una scrittura frettolosa, in cui veniva descritto come una
Gezabele che agitava il suo bel culetto omosessuale davanti
allo sguardo confuso di un vecchio patetico e moribondo. La
moglie sapeva tutto della casa di Fire Island e delle orge a base
di droga durante le quali quel fesso di Fred era stato deliberatamente
infettato. Sapeva tutto di quelle checche sfasciafamiglie
e cacciatrici di dote.
Guy agit la lettera davanti a Fred, che la lesse in silenzio,
concentrato, poi fiss Guy con occhi cupi. Quella stronza
non si fermer di fronte a nulla. Dobbiamo accelerare il passaggio
di propriet della casa al Pines. Ho sentito delle storie
terribili su parenti che un secondo dopo la morte del congiunto
hanno svuotato l'appartamento e cambiato la serratura.
Che avvoltoi! Scommetto fino all'ultimo dei miei
centesimi che Ceil impugner il testamento. Ho sentito dire
che se qualcuno contesta il testamento pu anche non ricevere
nulla. E quello che voglio.
In Francia non si possono diseredare i figli. Lo prevede il
Codice Napoleonico.
Ma che cazzo! Sono i miei soldi e li lascio a chi voglio io,
al grande amore della mia vita.
Mentre Guy si incamminava verso casa, arrancando nella
neve, si sent in colpa per essersi concesso una sola volta a
Fred. Se avesse immaginato che Fred sarebbe morto cos presto,
sarebbe stato meno stitico. Consigliato da Pierre-Georges,
aveva adottato una strategia dilatoria e sul lungo termine, ma
ormai era chiaro che esisteva solo il breve termine. Pazienza,
forse i grandi amori non conoscono la reciprocit; Beatrice
non fece mai l'amore con Dante. Ed Eloisa con Abelardo?
Abelardo fu persino castrato. Quando l'amore conosce la reciprocit,
finisce per essere monotono e ordinario: in realt
Guy aveva fatto un favore a Fred rifiutandolo, e in pi Guy
aveva evitato di prendersi la malattia.
Andrs faceva avanti e indietro dalla Rutgers con la corriera;
era all'ultimo anno del suo dottorato. La corriera era
pi economica del treno. Aveva preso in affitto un monolocale
vicino a Weehawken Street dove alloggiava tre giorni a
settimana; si trovava accanto al deposito di un imbalsamatore.
Tutto puzzava di naftalina. Restava lontano da casa per
molto tempo, e all'inizio Guy aveva benedetto quel tempo
trascorso in solitudine. Ma che cosa combinava Andrs in
quell'appartamento? Era l che riceveva i clienti? E perch
ne aveva bisogno?
Poi un giorno Guy fece una visita a sorpresa ad Andrs con
la scusa di essere nei paraggi e di volerlo portare in un nuovo
ristorante sulla Greenwich Street. La stanza era decisamente
spoglia, con solo una sedia, una scrivania e una lampada da
terra. E sparse dovunque c'erano delle stampe di Dall, o perlomeno
delle copie molto fedeli: orribili donne meccaniche,
Cristi crocefissi disegnati da prospettive asimmetriche e anomale,
vaporosi Don Chisciotte a cavallo, orologi e forchette
deformati. Tutte con inverosimili e pretenziosi nomi surrealisti
nonch con la firma gigante di Dall.
Devono valere una fortuna accenn Guy. Sono autentiche?
Mi servono per le mie ricerche rispose Andrs senza guardare
Guy negli occhi.
Be', non tutti gli studenti di Storia dell'arte possono permettersi
gli originali del loro argomento di tesi comment
Guy.
Andrs era chiaramente a disagio. Andiamo via. Queste
esalazioni sono nauseanti.
C' puzza di naftalina.
Esatto. Andiamo al tuo ristorante... pago io. Ho un appuntamento
alle due e mezzo.
Con chi?
Ehm, con il mio professore.
Avevo capito che fosse partito per la Francia.
Vabbe',  un mercante d'arte, se vuoi saperlo. Oggi pago io.
Quando si erano conosciuti Andrs sembrava in bolletta e
persino taccagno, mentre ora si comportava da spendaccione:
ricopriva Guy di regali costosissimi (conchiglie in argento, un
anello d'oro con un assurdo stemma che si era inventato lui,
tre pappagalli su una mela in ceramica, una stola in pelliccia di
volpe bianca per il letto, biglietti aerei di prima classe per un
fine settimana a San Juan, dove avevano alloggiato in un convento,
con un chiostro rumorosissimo anche di notte perch
vi organizzavano sfrenate feste di compleanno e riunioni d'affari).
E si era messo ad acquistare abiti firmati che su di lui facevano
uno strano effetto: pantaloni blu elettrici di Versace e
una giacca di Herms di tela marrone con grandi pince rosse,
decine di camicie con le iniziali, scarpe vecchio stile della Brooks
Brothers e degli stivaletti foderati di pelliccia, tre completi
da uomo di buona fattura, e un soprabito di Kenzo. Da dove
venivano tutti quei soldi? Suo padre era stato licenziato dalla
ditta di riparazione di condizionatori d'aria, gliel'aveva confessato
Andrs quando Guy aveva letto un articolo sui tassi di disoccupazione
in Colombia. Tutte quelle spese folli mettevano
a disagio Guy, e ogni volta che Andrs si accingeva ad acquistare
una nuova e stravagante sciocchezza, Guy obiettava: Ne
hai davvero bisogno? Sei sicuro che poi te lo metti? Non  meglio
risparmiare i soldi per un bel blazer? Andrs acquistava
in modo compulsivo come Fred, quasi imbarazzato da tutto
quel denaro che traboccava dal suo portafogli. Delle persone
misteriose (una donna e un uomo) telefonavano e chiedevano
di Andrs; Guy aveva orecchiato Andrs discutere a proposito
di date di consegna. Non ce la faccio cos in fretta aveva protestato
bruscamente. Le sue mani erano spesso macchiate di
caff; sulla sua scrivania c'erano due phon... due? A cosa servivano?
Andrs non si asciugava mai i capelli. Poi scorse un
pezzo di carta sul quale Andrs aveva scritto l'indirizzo di una
galleria d'arte di Saint Louis: Arti Figurative Drew. Che cosa
stava succedendo?
In realt sapeva cosa stava succedendo, ma decise di ignorarlo.
Andrs si offr persino di pagargli l'affitto.
Sei pazzo? sbott Guy Magari quando a marzo dovr
pagare la tassa sulla casa possiamo dividere l'importo. Sono
poche centinaia di dollari. Ma tu sei mio marito. E la parola
marito, che Guy pronunci con un sorriso ambiguo, eccit
a tal punto Andrs che dovette raddrizzare l'improvvisa erezione
del suo uccello eccessivamente curvo sotto i jeans. Costrinse
con la forza Guy a entrare nella camera da letto e poi
con delicatezza lo adagi sul letto come se fosse una bambola
di carta. Gli tolse i pantaloni senza nemmeno sbottonarli: erano
tutti e due cos magri. Nella fretta rovesci sul pavimento gli
spiccioli infilati nelle tasche di Guy. Non si preoccup nemmeno
di sbottonare la sua camicia, e allung la mano per pizzicargli
il capezzolo. Non c'era nulla che eccitasse di pi Guy:
per scherzo diceva sempre che il seno era il suo principale organo
sessuale, anche se ad Andrs era proibito infliggergli
quella dolce tortura per timore che i capezzoli acquisissero una
grandezza grottesca impedendogli in futuro di posare per le
pubblicit di costumi da bagno. Niente pizzicotti ai capezzoli,
o almeno non prolungati, niente baci sfrenati: la merce andava
maneggiata con cura.
Non aveva mai visto Andrs cos travolto dalla passione.
Qualcosa nella parola marito lo aveva elevato a una nuova
vetta di estasi. Guy sembr comprendere per la prima volta il
senso autentico di ciascuno di quei baci, abbracci, affondi; era
come in un sogno in cui improvvisamente si scopre di conoscere
il linguaggio dei segni e di saperlo leggere senza sforzo,
in modo agevole. Dopo aver raggiunto l'orgasmo, prima Guy
e poi Andrs si buttarono uno di fianco all'altro, ansimanti.
Andrs si alz e barcollando per qualche secondo entr nel
bagno. Il suo sedere sembrava infantile, bianco e insignificante
sotto la maglietta scura. Pul entrambi con un asciugamano
inumidito. Di fianco a Guy era quasi in estasi. Si voltarono,
uno di fronte all'altro. Guy sperava soltanto che Andrs non
venisse scoperto: il suo era un crimine molto grave. Rischiava
il carcere?
Mi piace che ci assomigliamo, siamo tutti e due magri, pelosi
e alti, per tu hai quelle dolcissime orecchie a sventola,
Andrs le tocc, e la pelle levigata.
Guy scoppi a ridere. E ho anche dieci anni di pi.
Stupefatto, Andrs si sollev su un gomito e disse: Stai
scherzando?
Ho trentotto anni. Ora ti faccio vedere il passaporto.
Ho sempre dato per scontato che tu fossi pi giovane di
me di sei anni.
Come direbbe Pierre-Georges, professionalmente ho solo
ventitr anni. Ma anagraficamente ne ho trentotto.
Ti ho sempre visto come il mio fratellino, qualcuno da
dover proteggere.
Continuiamo a far finta che sia cos. Mi piace quel ruolo.
Ma  folle, come fai?
Immagino sia una questione di geni. Mio fratello Robert 
un altro Dorian Gray, anche se i miei genitori dimostrano la
loro et. Magari sar colpito da un coup de vieux. Si mise a
cantare il verso dei Beatles, Will you stili need me, will you
stili feed me, when I'm sixty-four?', e quando li dimostrer
tutti?
Ti amer per sempre spar Andrs. E Guy lo guard con
un sorriso triste, come se dubitasse e allo stesso tempo credesse
a quella promessa di amore eterno.
Comunque  solo un'illusione ottica comment Guy.
Guarda qui le zampe di gallina. Si indic gli occhi. E il
mento mi sta cedendo nonostante i quotidiani esercizi isometrici
o le gomme masticate di nascosto. E il mio naso sta diventando
pi grosso ogni anno che passa, anche se per fortuna sono nato
con queste piccole orecchie a sventola. Ma il segreto per sembrare
giovani  quello di muovere continuamente gli occhi, di
non fissare mai un punto, di essere il primo a sobbalzare.
Ultimamente Guy e Andrs avevano cominciato a parlare
tra loro soprattutto in inglese. Guy non parlava lo spagnolo e
il francese di Andrs era molto arrugginito. Tra l'altro gli americani
si infastidivano quando in loro presenza si parlava una
lingua straniera. Consideravano gli stranieri come bambini impertinenti
che si esprimevano in un linguaggio in codice per
meglio prendere in giro gli adulti.
No obiett Andrs,  il tuo viso! Non c'entra nulla con
l'essere continuamente in movimento, anche se tu effettivamente
ti muovi troppo, mio piccolo colibr. Il tuo viso  perfetto,
senza rughe e bellissimo.
Autant que a dure. Finch dura.
Sei avvilito per la morte di tuo padre.
Quando muore il padre anche il figlio si avvicina al precipizio:
sar il Prossimo!
Tu trasformi tutto in una teoria generale comment Andrs,
prendendolo in giro, mentre guardava come i peli scuri
sulle gambe di Guy diventassero ancora pi scuri e fitti in prossimit
del pube, dove si arricciavano, come se precipitassero
in un vortice. Aveva gambe robuste, robuste come un arco incordato
con muscoli potenti. Andrs sent l'erezione che tornava
a gonfiarsi e temette di infastidire Guy con l'ostinazione
del suo desiderio - forse Guy era troppo maturo per reggere
a quel numero spropositato di orgasmi! Andrs si stese di pancia
per nascondere l'erezione ma si sollev sui gomiti per evitare
che la sua stempiatura finisse proprio sotto il naso di Guy
Noi francesi siamo fatti cos disse Guy, sorridendo. Nascose
la faccia tra le mani, poi abbass le dita lentamente, come
se volesse sbirciare Andrs: Sei sconvolto dalla mia et?
Andrs rotol di fianco, mostrando l'erezione.
Chiarissimo comment Guy. Si scoparono a vicenda. Agli
occhi di Guy erano animati da una libert quasi onirica, qualcosa
che non aveva mai sperimentato e che non aveva a che
fare con i ruoli sessuali bens con l'abbandono.
Quando Guy telefon alla compagnia telefonica, l'operatore
gli disse che il signor Fred aveva chiamato per avvertirlo di essere
di nuovo ricoverato al Saint Vincent. Guy si fece una doccia,
si vest in fretta e a piedi raggiunse l'ospedale. Provava un
leggero fastidio per quelle continue emergenze, come se Fred
se le inventasse per intrappolarlo costringendolo a vederlo pi
spesso. Si ferm all'accettazione per chiedere il numero della
stanza e poi si mosse a serpentina lungo i corridoi in marmo
fino all'ascensore. La sua irritazione gradualmente svan, e presto
si rese conto che si trattava in realt di ansia per quello che
avrebbe trovato nella stanza di Fred.
Il Saint Vincent aveva il pi alto numero di pazienti affetti
da AIDS di tutti gli Stati Uniti, cos aveva sentito dire. Stava
passando davanti a un numero imprecisato di stanze che ospitavano
uomini dall'aspetto cadaverico con le flebo piantate nel
braccio; era come se le vittime di Auschwitz fossero improvvisamente
resuscitate. Alcuni di loro sembravano senza speranza, come quei prigionieri dei campi di concentramento che
gli altri detenuti chiamavano i Musulmani perch non facevano
altro che dondolarsi, con gli occhi assenti, in attesa della fine.
Fred non era uno di loro. Dovevano avergli somministrato
delle anfetamine perch chiacchierava incessantemente e si inumidiva
le labbra screpolate. Ebbe un sussulto quando Guy si
chin sul suo letto e lo tocc. Stava strizzando gli occhi... riusciva
a vedere Guy? Di sicuro aveva riconosciuto la sua acqua
di colonia. C'erano altri due visitatori, due amici d'infanzia di
Brooklyn, uomini robusti e maturi con macchie della pelle sulle
mani e bargigli sotto il mento. Se non si fosse bruciato le macchie
cutanee sulle mani e non si fosse sottoposto a un lifting al
mento, probabilmente Fred sarebbe somigliato a loro. Come
sembravano molto pi naturali e disinvolti, con le loro mani
adagiate sulle pance e quei visi cos vissuti. Ebrei, pens Guy, e
si chiese perch a Fire Island non avesse mai incontrato un
amico d'infanzia di Fred. Aveva sentito dire che gli ebrei fossero
dei bravi padri di famiglia, che non bevevano, non giocavano
d'azzardo e non si mettevano a flirtare con le adolescenti. Forse
Fred era una tragica eccezione.
Fred si incaric di fare le presentazioni, gli amici gli diedero
una stretta di mano un po' fiacca e chinarono il viso in una postura
da esame sospettoso, come se Guy con la sua giovinezza
e stupefacente bellezza fosse l'incarnazione della Peste Gay.
Guy disse: Che ti  successo? Sembri in forma.
Sono cieco. Citomegalovirus negli occhi.
Terribile. Lo stanno curando?
Per questo ho la flebo rispose Fred con indolenza. Mi
stanno per impiantare una pallina nell'occhio con all'interno
qualcosa tipo Aciclovir. Ma la cecit  irreversibile. Sembrava
esausto. Guy si chiese da quanto gli amici si trovassero l.
 permanente?
S, sono cieco rispose Fred, sconsolato. Il colmo per un
produttore cinematografico.
Uno dei suoi amici gli aveva portato un romanzo giallo, di
seconda mano, che a suo dire poteva diventare un film. Potresti
chiedere al tuo amico di leggertelo.
Solo perch finalmente sei riuscito a leggere un libro,
Marty, non significa che debba diventare un cazzo di film.
Sarebbe un film alla Cagney replic Marty sulla difensiva.
Fantastico. Da quanto  morto? No, probabilmente non
produrr pi film. Di sicuro non trascorrer i miei ultimi
giorni leggendo Mickey Spillane. Forse Keats o Tolstoj. O
James Michener. Qualcosa di raffinato.
Guy era stordito dalla nuova diagnosi. Sei davvero cieco?
Non riesci a vedermi?
Sono cieco! url Fred, poi fece una pausa e sorrise. Ma
mi ricordo ogni dettaglio del tuo viso. Siediti qui disse, dando
un colpetto al materasso, cos posso leggere il tuo viso come
il Braille.
Guy si sentiva in imbarazzo di fronte agli altri uomini; un
fegala, di certo era cos che lo consideravano, un gentile e
anche un finocchio, nonch l'angelo della morte. Ma non riusciva
a negare nulla al povero Fred, cos si appollai sulla
sponda del letto e si port le mani di Fred al viso, e le mani di
Fred cominciarono a muoversi frenetiche sui suoi lineamenti
perfetti e persino sulle sue orecchie. Era uno sfoggio di affetto
eccessivo per i visitatori, che dopo un po' si alzarono in piedi
e salutarono. Per fortuna quei rompipalle dei miei amici se
ne sono andati, sono dei veri schnorrer, vogliono sempre qualcosa.
Quel Marty  sempre stato un putz.
Parla in inglese disse Guy, ridendo.
Le dita di Fred, che sapevano di disinfettante, tracciarono
contorno dei suoi denti e delle sue labbra e per un secondo
imprigionarono persino le sue palpebre frenetiche. A Guy vennero
in mente le lucciole.
Ragazzo mio disse Fred. Sei proprio bellissimo.
Da quando ti sei ammalato comment Guy per cercare
di essere gentile, sembri pi magro e anche pi giovane di almeno
vent'anni.
Davvero? chiese Fred con vigore.
S rispose Guy, domandandosi fin dove potesse spingersi,
sembri uno di quei gay di prima fascia che avresti sempre voluto
essere. Gli occhi gli si ingolfarono di lacrime; per fortuna
Fred non poteva vederli.
Fantastico, e io non posso nemmeno specchiarmi. Fece
una pausa. Non pensare di essere stato tu a infettarmi. L'estate
scorsa sono stato al Meat Rack e mi sono fatto scopare.
Senza preservativo?
S, maledizione, senza preservativo.
Solo una volta?
Sei un meshuggah rispose Fred, con le tue cazzate sul
contatto ripetuto, basta una volta sola per infettarsi. E io ne
sono la prova vivente; quella  stata l'unica volta in cui sono
stato il passivo.
All'improvviso Guy si chiese se Andrs fosse sano. Era fedele?
Per quello Guy pensava di dover essere sempre sessualmente
disponibile - e anche passionale - altrimenti Andrs
sarebbe andato altrove a procurarsi i suoi cinque orgasmi giornalieri.
Forse usava il monolocale per tradirlo.
Fred, come se stesse leggendo nella mente di Guy, gli chiese:
Come sta Andrew?
Bene rispose Guy. Vuoi dormire o preferisci che ti legga
un libro mentre fai un sonnellino? Chiedimi tutto quello che
vuoi.
Resta. Hai un libro?
Magari esco a comprare il giornale, un caff e torno tra
mezz'ora. Vuoi qualcosa dal mondo di fuori?
Nulla, magari delle gomme al t. Mi prometti di tornare?
Te lo prometto.
Quel Marty! Potresti leggermi quel cazzo di Mickey Spillane.
Guy era esausto quando salut Fred, e pass davanti a quegli
uomini cupi, silenziosi, nelle loro stanze identiche. Sono ragazzi,
pens, ma sembrano vecchi, con i visi scavati e le bocche
spalancate. Voleva fuggire: avrebbe tanto desiderato girare uno
spot pubblicitario a Tahiti, in un posto benedetto dal sole e
soprattutto lontano da quell'orrore.
Le stanze erano identiche, ma colme di sofferenza, malattia,
fiori, animali di peluche e biglietti d'auguri.
Le persone continuavano a dire, L'AIDS non  una condanna
a morte, ed esortavano a combatterla, ma quelle parole
erano sciocchezze; i puritani americani si comportano come
se tutto dipendesse dalla volont individuale. L'AIDS uccideva
le sue vittime, una dopo l'altra, implacabile. Se l'imprudenza
che era costata a Fred il contagio si era consumata al Meat
Rack, allora era successo dopo che Fred aveva scopato Guy;
era un bel sollievo, anche se tutto quello sforzo di fissare con
precisione la circostanza del contagio era stupido e inutile.
Nessuno sapeva esattamente come avveniva la trasmissione
della malattia e sembrava ormai chiaro che tutti fossero esposti,
uomini e donne, gay ed etero.
Una mattina di febbraio, intorno alle nove, Guy ricevette una
telefonata da Andrs. La polizia e l'FBI avevano fatto irruzione
nel suo monolocale e lui era in stato d'arresto in una prigione
federale, gli avevano confiscato tutte le sue stampe falsificate
e le avrebbero usate come prove. Due dei mercanti d'arte di
New York erano stati arrestati nella stessa operazione. Guy
temeva di essere anche lui tra i sospetti. Telefon subito a
Pierre-Georges.
Non capisco perch Andrs si sia preso tutti quei rischi
fece Guy.
Pensava di aver bisogno di molto denaro per poter sostenere
il tuo stile di vita. Me l'ha confessato lui. Che ragazzo superficiale,
farsi beccare cos. Una frocetta audace: aveva
persino una moto. Quel genere di ragazzi finisce sempre per
ammazzarsi. Sono il materiale migliore per il trapianto degli
organi. Non li chiamano "donatori"?
Perch non mi hai detto che si preoccupava del denaro?
domand Guy, disturbato da quella brutale chiacchiera.
Sono il tuo manager e non voglio per nessuna ragione al
mondo vederti sperperare una fortuna con quell'Andrs. Lo
so che non t'importa dei soldi, ma un giorno - un giorno non
tanto lontano nel tempo - me ne sarai grato. E comunque 
pi importante che quel tuo amico, Fred, ti intesti il "Petticoat
Junction". ( cos che Pierre-Georges aveva soprannominato
la casa di Fire Island).
Ti scongiuro di non parlarne adesso. Devo prima dare una
mano ad Andrs. E questa la priorit.
L'hanno preso con le mani nel sacco comment Pierre-Georges,
interrompendolo. Finir in prigione e ne uscir tra
sei o sette anni e poi lo espelleranno per sempre dal paese. In
carcere lo stupreranno, un bel ragazzo come lui, e si prender
l'AIDS. E morir. Cerca di essere realista.
Guy replic, Sei intollerabile, e riattacc, ma Pierre-Georges
richiam immediatamente e disse: Ti trover il miglior
avvocato sulla piazza.
Alla fine Guy mugugn un semplice grazie.
Come promesso, Pierre-Georges gli trov un avvocato che
Guy si affrett a raggiungere, con indosso un nuovo completo
di seta blu (Guy preferiva la parola francese, costume, dal momento
che collegava esplicitamente gli abiti alla recitazione di
una parte).
L'avvocato, un anziano ungherese con le dita giallastre per la
nicotina e un Magritte originale appeso alla parete, spieg che
il caso di Dall era complicato, perch quasi la met delle stampe
attribuite all'artista erano false. Ci sono stampe nuove che Dall
non ha mai fatto, poi ci sono delle ristampe che sono adattamenti
di autentici dipinti di Dall, poi ci sono stampe nuove che
sono false aggiunte a edizioni autentiche, e poi anche copie con
firme false, e poi copie false di stampe autentiche. Sul volto
dell'uomo comparve un sorriso. Prepar un caff espresso con
la macchina posata di fianco alla sua scrivania. Era un fumatore
accanito. Il suo ufficio era sulla Fifth Avenue e aveva grandi finestre
che si affacciavano sull'entrata della biblioteca della
Forty-second Street. E un grande pasticcio, soprattutto perch
il maestro firmava migliaia di fogli bianchi. Era gi impazzito,
ma quell'avida della moglie... Nevicava, e Guy immagin i
leoni in bronzo della biblioteca che tremavano.
Possiamo farlo uscire su cauzione?
Probabilmente s, ma la cauzione sar molto onerosa perch
il ragazzo non  cittadino americano e potrebbe fuggire.
Va bene.
Perch falsificava quelle stampe?
Guy giudic che l'avvocato fosse un europeo raffinato in
grado di maneggiare la verit. Per soldi. Lui  il mio... fidanzato
e pensava di dover sostenere il mio stesso stile di vita. Io
guadagno molto. Sono un modello. L'uomo annu con finta
reverenza, il che irrit Guy, che fu rapido nell'aggiungere: 
una carriera molto breve.
Come la vita delle farfalle comment l'uomo con gentilezza.
Tutte le cose belle hanno vita breve. Intendo vita professionale.
Guy non capiva se l'avvocato stesse flirtando o volesse semplicemente
essere civile. Guy era ormai negli Stati Uniti da
molto tempo, e i veri uomini erano sempre rudi, magari accettavano
di pasteggiare a pranzo con un altro uomo, ma mai a
cena, e conversavano ad alta voce come se si trovassero a miglia
di distanza l'uno dall'altro. Non volevano per nessuna ragione
al mondo che li si vedesse chiacchierare con tono
delicato e intimo. E i veri uomini non si sarebbero nemmeno
mai seduti uno di fianco all'altro. Ma in Europa anche gli eterosessuali
erano raffinati, o almeno istruiti. Aveva un amico
molto colto, un curatore del Louvre di nome Titus, cui un
giorno aveva chiesto di punto in bianco se fosse gay. Non, je
m'excuse, faime les filles aveva risposto dopo il loro decimo
pranzo a due.
L'avvocato Lazlo prese nota di tutti i dettagli relativi alla vicenda
di Andrs e gli promise che nel giro di un paio di giorni
l'avrebbe fatto rilasciare su cauzione. Parla inglese?
Perfettamente rispose Guy.
Devo incontrarmi con lui per impostare la difesa. Sono
esperto di pittori surrealisti: Magritte era un mio amico, come
anche il fotografo Kertsz, un altro ungherese trapiantato a
New York.
Guy annu per dimostrare di conoscere quei nomi. Ringrazi
Lazlo per aver accettato l'incarico e con estrema cortesia
l'avvocato l'accompagn all'ascensore. Guy gli allung il suo
biglietto da visita. Sono la persona giusta per questo caso
disse Lazlo. Sono straniero, esperto d'arte, e pi o meno
esperto anche di legge. Sorrise della propria modestia e diede
un colpetto sulla schiena di Guy. Era molto pi basso di Guy
e i suoi occhiali, da quel che Guy poteva vedere alla luce del
neon, erano macchiati. Butt fuori il fumo della sigaretta.
Che cosa gli succeder? chiese Guy.
Probabilmente trascorrer qualche anno in carcere.
Qualche anno?
S,  un reato grave. Il ragazzo deve amarla molto. Potremmo
farlo uscire in libert condizionale, pi duecento ore
di lavori socialmente utili.
Guy scosse la testa e fiss le sue scarpe costose e lucidate
appena sotto il risvolto dei pantaloni. S rispose, innamorato
pazzo. Come uno stupido ragazzino.
Quella sera mentre Guy stava mangiando dei popcorn senza
burro in compagnia di Lucie e parlava della spaventosa vicenda,
ricevette una telefonata da Lazlo. Uscir domani
esord l'avvocato.
Grazie, grazie! url Guy. Non lasciava mai trasparire le
proprie emozioni (se non a letto), ma quella volta il suo senso
di gratitudine non ebbe freni. Lucie, perplessa di fronte a
quello stupefacente sfoggio di entusiasmo, chin la testa e imbast
un sorriso interrogativo, come una persona dura d'orecchi
che abbia appena sentito il boato di un'esplosione.
E la... caution, la cauzione,  molto alta?
Non cos alta, ma ne parliamo domani mattina.
Dopo aver riagganciato, Guy corse ad abbracciare Lucie e
danz con lei nella stanza abbandonandosi a una sorta di estasi
da polka. Poi telefon a Pierre-Georges per comunicargli la
buona notizia.
Pierre-Georges comment con asprezza: Non fa alcuna
differenza, il ragazzo finir comunque in galera.
Guy non voleva pensarci e cos cambi discorso: Cosa stai
guardando? Riesco a sentire la Tv.
Un vecchio film... con dei colori orribili.
Che film?
Sette spose per sette fratelli.
Oh, mi piace.
 stupido. Poi, dopo una pausa, Pierre-Georges domand:
Pensi che Andrs fosse consapevole dei rischi che
stava correndo?
S, ne sono sicuro.
Deve amarti moltissimo. In un solo giorno era la seconda
persona a ricordarglielo.
L'istinto di Guy sarebbe stato di scherzarci sopra, ma si ritrov
a sussurrare con dolcezza: S, deve amarmi molto.  un
amore senza senso, ma comunque  amore.
Andrs fu rilasciato l'indomani mattina alle nove e Guy
era l fuori ad accoglierlo. Si trattava della prigione federale
di Park Row, e gli impiegati non facevano che sciamare intorno
a lui. Guy indossava un dolcevita nero di cashmere,
pantaloni neri e una giacca da marinaio nera. Era convinto
che il nero avrebbe valorizzato il pallore del suo viso, e in
pi, diversamente dai colori vivaci, avrebbe comunicato in
concreto la gravit della situazione e il suo stato luttuoso (en
deuil).
Andrs l'abbracci, nonostante in pubblico fosse sempre a
disagio. Ma ormai era tutto alle spalle; era rimasto poco tempo
da trascorrere insieme. A Guy sembrava di recitare in un'opera
lirica, nell'ultimo atto tragico. Andrs teneva la testa stretta tra
le sue lunghe mani e intanto lo ricopriva di baci. Piangevano
tutti e due.
Vuoi vedere le mie foto segnaletiche? chiese Andrs sorridendo,
e gli mostr le foto che la polizia aveva scattato, una
di faccia e l'altra di profilo. Nelle foto indossava l'uniforme dei
detenuti. Il mio primo lavoro da modello comment amaro.
Guy scherz: Begli zigomi, ma luci pessime.
Andrs puzzava. Si affrettarono verso casa, finendo subito
a letto. Fecero l'amore e Guy non imped ad Andrs di baciargli
i capezzoli e la bocca. Guy lecc la morbida ascella di Andrs,
che puzzava. Voleva memorizzare il suo corpo, che presto
avrebbe perduto per chiss quanti anni. Andrs aveva alcuni
peli scuri tra i capezzoli, ma alla luce del giorno brillarono dei
peli biondi corti e leggermente arricciati sul petto, peluria che
al momento della sua uscita dal carcere si sarebbe infittita e
scurita. Il pene non circonciso sapeva di rancido. Era grosso e
brutto, con un tronco lungo e uno scroto penzolante: aveva
un aspetto preistorico ma anche simpatico, era una specie di
lucertola domestica. Appena Andrs mordicchi i suoi capezzoli,
piant uno sguardo interrogativo sul viso di Guy. Immagino
che lo farai anche con altri uomini.
Stai zitto! rispose Guy, che poi aggiunse: Dipende da
quanti anni resteremo separati.
Andrs scoppi a piangere, continuando a singhiozzare sul
petto di Guy, che gli accarezzava i capelli, coltivando la segreta
speranza di riuscire a rassicurarlo. Squill il telefono ma Guy
lasci che partisse il servizio di segreteria. Poi squill di nuovo,
ma Guy era ormai intrappolato sotto un giovane uomo in lacrime.
Temeva si trattasse del povero Fred. O magari del suo
agente. Ma non voleva schiacciare la bellezza di quell'istante
sotto la forza devastatrice della propria carriera, non ora che
la vita di Andrs si stava sbriciolando.
Non l'ho ancora confessato ai miei disse Andrs con voce
solenne, calma e spettrale. Sembrava un respiro in una caverna.
Gli spezzer il cuore. Vivevano per me.
L'hai detto alla Rutgers? Al tuo tutor? chiese Guy.
Naturalmente no! sbott Andrs. Quando avrei potuto
avvertirli?
Scusa, me n'ero scordato.
E adesso che c' di mezzo anche l'interpol questa cosa
mi perseguiter per il resto della vita. Non finir mai il dottorato.
E comunque nessuno dar mai un lavoro a un criminale.
Una volta anche i criminali potevano insegnare nelle
scuole elementari di qualche paesino sperduto delle Ande, o
magari dell'Angola, ma adesso tutto  collegato. Forse dovrei
uccidermi.
Improvvisamente Guy ritrov energia. No, dovresti telefonare
a un brillante avvocato esperto in arte e immigrazione.
E convinto di poterti far uscire in libert condizionale.
No, il mio contatto alla galleria d'arte di Saint Louis si 
beccato due anni, ed  cittadino americano... due anni e tremila
dollari di multa, e non era stato lui a fabbricare i falsi, li
aveva solo venduti.
Ma Lazlo mi ha detto che tutta l'eredit di Dall  un gran
casino perch il maestro...
S, ma la carta di Dall era filigranata con un'infinit di simboli
e proveniva da una singola cartiera che  fallita nel 1980.
Ci sono quantit industriali di opere uscite da l - magliette,
bottiglie di cognac, coltelli con l'impugnatura dorata, posacenere
per Air India - ma sono tutte autorizzate.
Che schifo! bisbigli Guy.
Andrs si arrabbi:  un grande artista catalano e io ho lavorato
soltanto sulle sue opere migliori. Il grande masturbatore,
la serie della Tauromachia, Elefante cosmico, Caesar in Dallvision...
S, certo, hai ragione comment Guy, cercando di placarlo.
L'indomani mattina, alle dieci, raggiunsero insieme lo studio
di Lazlo. L'avvocato sembrava affascinato da due giovani uomini
cos belli e meravigliosamente felici. Lazlo rivolse loro
molte domande e Guy e Andrs presero appunti. Guy guardava
fuori dalla finestra le ondate di folla scattare lungo la Fifth
Avenue, e gli sembr irreale che tutte quelle persone fossero libere
mentre Andrs nel giro di qualche giorno sarebbe finito
dietro le sbarre. Gli sembrava di un'arbitrariet suprema il fatto
che la societ si preoccupasse della preziosissima propriet privata
e non di sottrarre la libert a un ragazzo nel pieno della
sua giovinezza con la sola colpa di avere rubato un pezzo di
quella propriet. Rubare era una parola grossa, aveva solo
copiato un artista dilettante e di seconda categoria che aveva
ininterrottamente plagiato se stesso e che in qualche modo istigava
gli altri a imitarlo. Anche gli esperti faticavano a stabilire
con precisione il crimine commesso da Andrs. Dall era morto
o quasi, cereo come i suoi assurdi baffi. Non si poteva pi mungere
nulla da quella mammella, ma se gli eredi e il loro esercito
di avvocati fossero stati affamati di denaro, allora Guy avrebbe
potuto ripagarli. Sicuramente a nessuno importava dell'integrit
dell'opera di quell'artista che si era costruito una carriera
svendendosi. Probabilmente Dall si sarebbe sentito lusingato
dal fatto che un ragazzo cos intelligente e bello si fosse industriato
per copiare le sue immagini. La copia del falso di un impostore
era un crimine privo di rilevanza.
Lazlo prepar due tazze di caff espresso. Le tazze non sembravano
linde. Pronunci alcune parole che in qualche modo alludevano
alla sua scarsa considerazione nei confronti di Dall, che
giudicava un ciarlatano, e, come era prevedibile, il giovane colombiano
si offese a morte. Ovviamente la qualit dell'opera copiata
era del tutto irrilevante. Crimine senza vittima erano le
parole che rimbombavano nella testa di Guy. La stanza puzzava
di caff e sigarette Gitanes, e Guy sospettava che i grandi pannelli
di vetro fossero unti per colpa di tutti quei fumi continentali.
S'affrettarono verso casa pervasi da un nuovo sentimento
di urgenza e finirono l'uno sull'altro, famelici e allo stesso
tempo atterriti. Guy riusciva a sentire il sapore di caff nella
bocca di Andrs. Ammir, come se non l'avesse mai visto, il
suo sedere immacolato, ben tornito e piccolo, con quel gioco
di muscoli che lo faceva sembrare una saetta estiva, conservando
per un aspetto semplice e familiare, quasi fosse un
compagno, un amico di tutti i giorni, ancorch capace di eccitarlo.
Erano disperati e nella testa di Guy balen l'idea che la
polizia non sarebbe mai riuscita ad arrestare Andrs se si fossero
rifiutati di rispondere alla porta, se l'avessero sprangata,
nutrendosi solo l'uno dell'altro, come cavie da laboratorio.
Erano due uomini solidi, sui settanta chili, alti pi di un metro
e novanta, delle discrete bestie; potevano permettersi di digiunare
per giorni, addirittura settimane. Guy avrebbe potuto tenerli
a bada anche per un mese, magari un paio; e se poi la
polizia avesse fatto irruzione, li avrebbe trovati abbracciati,
l'immagine di un granchio in putrefazione sulla spiaggia di un
letto agitato da onde di lino. Morti.
E se fuggissimo? propose Guy. Ci dovr pur essere qualche
fattoria sperduta dalle parti di Cartagena dove non ci troveranno
mai o qualche villaggio nel Congo dove i poliziotti si
ammalerebbero di malaria. Non voglio vivere a lungo... solo
ancora un po', ma con te. E poi, quando la polizia circonder
la nostra capanna africana, le daremo fuoco e moriremo tra le
fiamme.
Andrs inizi a parlare, ma poi fu sopraffatto dai singhiozzi
e pianse per mezz'ora sul petto di Guy.
C'era qualcosa nel disorientamento
e nella vulnerabilit di Andrs che eccitava Guy.
L'idea che quell'uomo muscoloso e agile fosse scosso dai singhiozzi
arrapava Guy mentre Andrs non faceva che rotolarsi
da sinistra a destra.
Andrs non poteva sopportare di non essere dentro Guy,
ad avvolgergli il corpo; quel bisogno non era legato a un'idea
di virilit, era il semplice bisogno di nascondersi, di fondersi e
di occupare l'altro.
Guy non osava opporre un rifiuto. Non voleva farlo, ma era
difficile condurre una vita normale con il dito di Andrs posato
perennemente sul pulsante Pausa. Dovevano almeno fingere
di condurre una vita normale, con il ritmo sereno e calmo dei
loro giorni comuni, altrimenti non si sarebbero goduti nulla.
Era la quotidianit della loro esistenza che li deliziava, soprattutto
quando era squarciata dalla passione, come una tela di
iuta interrotta da inserzioni di velluto rosso. Dovevano sedersi
a tavola, strapazzare le uova, lavare i piatti: non potevano divorarsi
a vicenda e basta.
Guy dovette andare a trovare Fred al Saint Vincent, la Citt
dei Morti al settimo piano dello Spellman, angusto e sporco,
con tutte le stanze singole convertite in doppie. Sorprendentemente
quel pomeriggio c'era un'atmosfera carnevalesca: due
drag queen accompagnavano Rollerena, e lei sfrecciava da una
stanza all'altra, sgraziata, portando gli occhiali scuri e il vestito
d'organza sbiadito, con un sorriso stampato in viso e una bacchetta
magica in mano. Sembrava una liceale sfigata con tanto
di occhiali e acne giovanile. Suor Patricia perlustrava in silenzio
i corridoi, con la pelle del viso liscia e le sopracciglia folte,
le bianche mani infilate nelle maniche lunghe e nere. Fred si
era assopito. Guy lo svegli e lui gli sorrise per poi dire: Vorrei
che mi comprassi un walkman. Cazzo, essere ciechi  proprio
noioso.
Un cosa?
Lo strumento per ascoltare la musica e con le mani finse
di infilarsi delle cuffie.
Ah! Un baladeur!
Ma voi francesi traducete tutto? Come dite computer?
Ordinateur.
E hamburger?
Merde.
Fred scoppi a ridere e poi sussurr: Vieni domani all'una.
Il mio avvocato concluder il passaggio di propriet.
All'una? Non  orario di visita? Molti ospedali...
Qui non ci sono orari per le visite. Suor Patricia accetta
tutti... cazzo, alcuni ragazzi passano la notte con i loro amanti.
Ho sentito dire che decorano la stanza con foto, coperte e palloncini,
non che a un cieco serva a qualcosa. Per ora nessun
cane, ma presto si potr.
Guy diede un bacio amichevole sulle sue labbra sottili e
asprigne. Lo preoccupava che accettando la casa di Fire Island
sarebbe stato sicuramente trascinato in una disputa legale
con la famiglia di Fred. Ma, merde, se gli anglosassoni
avevano le loro leggi insensate che permettevano di diseredare
i figli, allora lui, Guy, avrebbe tratto profitto da quelle
norme irragionevoli e crudeli. Comunque i figli erano due signori
di mezz'et con delle buone professioni, almeno a detta
di Fred. Uno era persino un podologo. Sicuramente le piaghe
dei piedi erano redditizie. E comunque i figli avevano trascurato
Fred e avevano preso le parti della madre nella causa di
divorzio.
Era pi di una tentazione quella di impossessarsi della casa:
in quel modo Guy non si sarebbe mai pi dovuto preoccupare
del lavoro. Avrebbe potuto affittare la casa ogni estate. Tra l'altro
era difficile quantificare i costi della difesa legale di Andrs.
L'indomani, a mezzogiorno e mezzo, mentre Guy si lavava
i denti e si aggiustava i capelli, Andrs assunse un'espressione
malinconica e reag in modo infantile di fronte alla prospettiva
di una semplice mezz'ora di separazione.
Quel pover'uomo sta morendo protest Guy.  cieco.
Saresti geloso persino di un pappagallo.
Non abbiamo un pappagallo rispose cupo Andrs, poi
scoppi in una risata seducente, capace di crepare il suo viso
di marmo, e disse: E se l'avessimo, sarei geloso anche del pappagallo.
Guy gli arruff i capelli e usc in fretta prima che Andrs si
accigliasse di nuovo. Arriv al settimo piano e vide Fred seduto
sul letto. Sembrava si fosse rasato e pulito per l'occasione,
persino i capelli erano pettinati. Quel suo amico, Marty, era
seduto sulla sola sedia della stanza, con le sue piccole mani
morbide adagiate sulla pancia.
Appena entrato, Guy salut. Non voleva spaventare Fred
con il tocco della mano: Guy era bravo a considerare le situazioni
dal punto di vista dell'altro. Marty allung la mano per
una stretta di saluto: non sembrava avere consuetudine con
quell'usanza. Guy avvertiva la disapprovazione di Marty -
forse era un amico della moglie. O forse c'entrava la solidariet
tribale tra ebrei: perch arricchire questo grazioso goy? O forse
Guy era paranoico e basta.
Ti ho comprato un Discman... e una decina di CD. Domani
te ne porto degli altri. Dimmi solo quello che vuoi.
Bernard Herrmann. Dimitri Tiomkin. Compositori di musica
raffinata.
Michel Legrand?
Chi?
Ha composto le musiche per Les parapluies de Cherbourg.
Francese! Neanche per sogno. Be', cominciamo.
Marty tir fuori i documenti e si sedette sulla sponda del
letto di fianco a Fred. Vuoi che te lo legga?
Riassumilo in un linguaggio comprensibile.
Allora, stai per lasciare la casa di Bel Air a Ceil, ventimila
dollari a ognuno dei tuoi due figli, e la casa di Fire Island a
Guy. Chiunque impugni il testamento non avr diritto a ricevere
la parte di eredit da te stabilita. Si chiama clausola "in
terrorem".
Pensi che regger?
Immagino che proveranno a sostenere che non eri pi in
grado di intendere e di volere.
 quello che accadr se quel citomegalovirus finir nel mio
cervello.  per questo che voglio sistemare tutto adesso.
Solo ventimila dollari a ognuno dei tuoi figli? chiese Guy,
cercando di sembrare equanime.
Andassero affanculo! Hanno sempre difeso la madre. E
comunque  quello che mi resta se pago la casa di Fire Island.
Non mi escono i soldi dalle tasche; te l'ho gi detto che sono
un piccolo milionario, a meno che il mio film sull'AIDS non
vada in porto. Vivo alla giornata, film dopo film.
Marty dovette guidare la mano di Fred perch riuscisse a
prendere in mano i fogli del testamento e firmare il passaggio
di propriet a Guy. Fu chiamata in stanza un'infermiera come
testimone.
Ceil e i ragazzi si incazzeranno come belve disse Fred
sfoggiando un grande sorriso.
Non ti sbagli mugugn Marty. Mi sembra gi di sentire
le loro grida. Ci si vede, Fred.
A presto, Marty. Non sparire. Torna a trovarmi.
Certo.
Hai l'indirizzo di Guy? Cos gli spedisci l'atto di propriet.
Me l'ha scritto sui documenti.
Appena Marty e l'infermiera se ne furono andati, Fred disse:
Siamo soli? Bene. Dammi un bacio.
Fred stava masticando una delle gomme che Guy gli aveva
portato, e cos le sue labbra erano fresche e umide. Ma a Guy
il tutto sembr una compravendita: io ti do la casa e tu mi dai
un bacio. Naturalmente quella casa valeva milioni di baci, ma
la convinzione di Fred ad averne il diritto lo intristiva: in America
tutto  una compravendita!
Naturalmente Guy passava per il malvagio che stava per togliere
il pane dai denti ben curati dei figli di Fred. Dal corridoio
arriv il suono di risate e urla - probabilmente un altro
compleanno a sorpresa con palloncini e candeline. Ma n Guy
n Fred erano curiosi.
Per rispetto, dal momento che Fred era cieco, Guy non accese
le luci; sentiva di dover condividere l'oscurit di Fred.
Era strano come fossero felici semplicemente tenendosi la
mano, dopo lo strazio dell'amore avvinghia-corpi di Andrs, con
quella costante smania di entrare anche solo un centimetro in
pi nei buchi dell'altro; erano istanti teneri, e sedersi vicini, senza
fare nulla, donava tranquillit. Dopotutto Fred era arrivato alla
fine della sua esistenza e i suoi ultimi pensieri erano rivolti a Guy.
Era un uomo concreto, spiccio, ma allo stesso tempo buono.
Guy avvert che la propria vita era sotto assedio e che Fred
stava facendo qualcosa di fondamentale per aiutarlo. Aveva coltivato
una piccola superstizione personale, pensava che avrebbe
preservato la propria giovinezza non permettendo a nessuno di
ferirlo emotivamente, rimanendo immune all'intensit dei sentimenti.
Ma la morte del padre, la catastrofe di Andrs, la cecit
di Fred e la sua morte imminente erano eventi che minacciavano
di lasciare segni sul viso di Guy. Qualcosa (o forse il Nulla) lo
aveva trascinato nell'eterna giovinezza, nell'immobilit e nell'insensibilit,
ma il ghiaccio si stava crepando, i lastroni precipitavano
in mare, si stava apparecchiando un disastro, e presto Guy
si sarebbe trasformato in un iceberg destinato a sciogliersi, l'ennesimo
volto rugoso, venuto al mondo semplicemente per morire.
Corse allo specchio per guardarsi. Nulla era cambiato.
Pass un'altra ora. L'ultimo accenno di luce filtrava attraverso
il condotto di aerazione e la finestra sporca. Guy lesse a
Fred alcuni articoli di Variety che parlavano dell'ambiente del
cinema. Non aveva familiarit con quel gergo e con le tante
abbreviazioni (Ma  inglese? chiese, e Fred ridacchi).
Tanto per fare qualche chiacchiera, Fred disse: Ti ricordi
quel verso: "Sto invecchiando, porter i pantaloni con il risvolto
tirato su"? Mi sono sempre chiesto che cosa significasse.
Ma ora lo so... quando diventi vecchio ti rimpicciolisci e i pantaloni
finiscono per essere troppo lunghi. E ti ricordi come i
gay si inumidiscono sempre le sopracciglia? e finse di leccarsi
un dito per poi premerselo sul sopracciglio. Era il gesto per
indicare un gay. Ma con l'et le sopracciglia si infittiscono e un
gay anziano se ne preoccupa.
All'improvviso entrarono nella stanza due uomini, con delle
mascherine color crema, guanti e camice da ospedale e cuffie
per i capelli. Accesero le luci e uno di loro esclam Pap?,
e and a sedersi accanto al padre, che lo tocc e gli disse:
Howie? Cos'hai addosso?
Pap, chi  quest'uomo? Poi si rivolse a Guy: Mi scusi,
le dispiace andarsene? Affari di famiglia.
Guy, resta dove sei. Questo putz  mio figlio. Perch porti
questa robaccia addosso, Howie?
Come protezione, pap. Sei molto contagioso nel caso te
lo fossi scordato. Una lacrima, una puntura di zanzara, una
goccia di saliva possono infettarci, e a quel punto non c' pi
scampo. Guy? E questo il tuo nome? Smamma!
Howie, ma come ti permetti? Guy  il mio amante.
Amante? comment l'altro uomo, e scoppi a ridere. Era
pi basso e pi rotondo di Howie. Amante ! Allora sei tu la
checca stronza che ha infettato mio padre! Che ci fa qui, pap,
come  possibile che abbia il permesso di venirti a trovare?
Solo i familiari possono. Infermiera! Infermiera!
Fred si rivolse a Guy: Non muoverti. Questi schmuck non
mi parlano da mesi, e poi corrono qui a intascare la grana.
Howie, con gli occhi scuri e rabbiosi, url: Lui non ha il
diritto di stare qui. Amante? La legge non riconosce gli amanti
dello stesso sesso.
Howie replic Fred, sappiamo tutti che sei uno sporco
avvocato, ma la legge non si applica qui al Saint Vincent. Suor
Patricia gestisce questo reparto e sa che stiamo tutti per tirare
le cuoia ed  provvista di sufficiente buonsenso per riconoscere
il vero amore dall'avido amore per i soldi.
Ma la legge...
La legge, schmaw disse Fred con indolenza. Sono cieco,
Buster, non riesco a vedere se sei coperto abbastanza per proteggerti
da tuo padre che  materiale pericoloso.
Ho preso le normali precauzioni rispose Buster con freddezza.
Ti suggerisco di ridurre al minimo i rischi lasciando immediatamente
questa cazzo di stanza.
Pap, e le tue propriet? Mica starai pensando di lasciarle
a quella marchetta? Siamo noi gli eredi legittimi e combatteremo
con le unghie e con i denti.
Le unghie? Fred scoppi a ridere. Penso che tu ne sappia
a pacchi di unghie incancrenite. Vi do dieci secondi per
andarvene oppure chiamo quei due gigante degli assistenti per
scortarvi fuori.  davvero un peccato che il nostro ultimo incontro
si sia consumato in modo cos sgradevole.
Pap! piagnucol indignato Howie. Noi ti vogliamo
bene. Siamo venuti fin qui da Scarsdale.
Sai che fatica! Uno, due, tre...
Ci opporremo, pap, ormai sei un poveretto fuori di testa.
La chiamano Sindrome di Stoccolma, la vittima si affeziona al
suo carnefice...
Chiudi quella bocca! strill Fred. Non sai nulla visto che
sono ormai due anni che non mi rivolgi la parola. Cinque, sei,
sette...
Quello non intascher nemmeno un centesimo intervenne
Buster, quella merda che tu chiami amante.
Otto, nove, dieci! Fred premette il pulsante dell'emergenza
e arriv di corsa l'infermiera.
S, signor Fred? disse un donnone caraibico. Che cosa
desidera il mio fidanzatino?
Helen, voglio che tu cacci questi due fessacchiotti da qui.
Mi stanno rompendo le scatole.
Ma, tesoro, dicono di essere i tuoi figli.
No, sono solo degli esattori delle tasse.
Helen disse: Vergognatevi, disturbare una persona gentile
come il mio Fred. E adesso sparite!
Infermiera, siamo davvero i suoi figli protest Howie.
 strano perch non vi ho mai visto e io lavoro qui tutto il
giorno.
Posso ottenere dal tribunale un'ingiunzione che impedisca
a questo Guy di venire...
Faccia pure, amico, per l'orario di visita  finito, e ora
sparite prima che chieda agli assistenti di aiutarmi a cacciarvi
via.
E lui pu restare? Howie indic Guy.
 l'amico speciale del signor Fred. Nel suo caso non si applicano
le regole.
Ci occuperemo anche di questo. Ora vado dritto dal giudice
distrettuale.
Fred sorrise. Sarei tentato di dire, "Dovrai passare sul mio
cadavere", ma non voglio accelerare il corso degli eventi.
Pap intervenne Buster, non provi nulla verso la tua famiglia?
Non pi di quello che tu provi verso di me rispose con
freddezza Fred. No, non cercare di toccarmi con quei guanti
e la mascherina... torna da tua madre e raccontale inorridito
di tuo padre fuori di testa.
Allora ammetti di non essere in grado di intendere e di volere?
Fuori! rugg Fred.
Ti ho registrato mentre dicevi di essere fuori di testa. Posso
usare l'incisione in tribunale.
Intanto l'infermiera, Helen, era uscita per andare a chiamare gli assistenti. Ragazzi, vi dispiace accompagnare questi due
signori? Stanno disturbando il mio tesoruccio, il signor Fred, e l'orario di visita  decisamente finito.
Mentre venivano scortati fuori dalla stanza, l'avvocato agit un dito in direzione di Guy ed esclam: Ci faremo sentire!
Fred stava ridendo. Come ho fatto a generare due creature cos orribili? Vieni a sederti qui accanto. Guy obbed e si chin per baciare Fred sulle sue labbra raggrinzite.
...
.
...
CAPITOLO 6.
...
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...
Nell'aula del tribunale spadroneggiava il pubblico ministero con
un bellissimo viso, crudeli occhi blu e un accento scozzese cos
marcato che n Andrs n Guy riuscivano a capire le sue parole.
Tutto nell'aula del tribunale era tra il marrone e il grigio, e tutto
era fuori moda, a cominciare dal giudice basso e calvo nella sua
toga nera sgualcita, con un fastidioso accento di Brooklyn, e quel
suo modo di tirare su con il naso dopo un'osservazione pronunciata
con tono indolente, Guy condivideva la tesi di Chanel
che tutto fosse moda: il tempo, la stanza, le persone.
Guy era terrorizzato da quello che sarebbe toccato ad Andrs,
ed era difficile accettare che persone cos ordinarie potessero decidere
del destino del compagno. Forse a causa della sua condizione
di privilegiato (immerso in un mondo da fiaba) e della sua
infanzia e adolescenza in Francia, dove tutto si poteva comprare,
Guy continuava a pensare di poter scopare, pagare o agganciare
una persona influente, in grado di risolvere il problema. L'idea
che il destino del suo bellissimo amante fosse nelle mani poco
curate di quegli sciattoni (okay, okay, lo scozzese non era uno
sciattone) lo faceva infuriare. Sapeva di essere un ragazzo semplice
di Clermont-Ferrand, ma all'improvviso si sentiva, per contrasto,
un aristocratico, e quel processo sembrava mettere in
scena la vendetta dell'ordinario sull'eccezionale. Non sbagliava
ad accettare la casa di Fred in regalo; cos non sarebbe stato mai
pi povero o vulnerabile. Doveva poter reagire alle aggressioni
della mediocrit armato di ricchezza, bellezza e aderenze.
Lazlo fu convincente e mostr le riproduzioni dei fogli bianchi
che Dall aveva firmato e allung al giudice alcune copie
dei saggi su Dall che Andrs aveva scritto per la Rutgers.
Spieg che Andrs era pentito delle sue violazioni della legge,
ma che era stato spinto a commetterle per la sua oggettiva condizione
di povert, essendo un semplice dottorando che poteva
contare solo su un tutoraggio gratuito e sullo stipendio di
appena diecimila dollari previsto per i tre seminari che teneva
al corso di Storia dell'arte.
Lo scozzese si oppose alle argomentazioni dell'avvocato della
difesa e Lazlo dovette tradurre, a bassa voce, in un inglese comune
per Guy e Andrs. Lo scozzese obiett che Andrs aveva
vissuto con il proprio stipendio e senza problemi per ben due
anni e che non aveva nemmeno richiesto il prestito per gli studenti.
Che fosse un brillante studioso non faceva che rendere le
sue azioni ancora pi gravi avendo sfruttato la conoscenza dell'opera
di Dall per meglio delinquere. Era una scelta nel pieno
diritto di Dall quella di sfruttare il proprio nome. Se voleva vendere
la propria firma, era assolutamente libero di farlo, e comunque
la cosa non rappresentava certamente un argomento a favore
della falsificazione da parte di terzi cinici e avidi.
Il giudice dichiar Andrs colpevole e lo condann a tre
anni di carcere senza libert condizionale. Disse che il crimine
di Andrs era peggiore di quello commesso dai mercanti d'arte
coinvolti (che erano stati condannati a due anni di carcere)
proprio in ragione del suo talento e della sua intelligenza, e
anche perch aveva beneficiato di un'educazione universitaria
finanziata dallo Stato. Aveva imparato a falsificare le opere a
spese del contribuente americano.
Guy si accorse che il giudice era sciovinista e si pent di aver
ingaggiato un avvocato con accento straniero e di aver parlato a
Lazlo in francese. Gli americani potevano diventare paranoici.
Guy e l'avvocato avevano optato per un processo con giudice
invece che con giuria popolare perch Lazlo riteneva che i dettagli
tecnici del caso potessero confondere un cittadino comune,
ma forse una giuria popolare si sarebbe impietosita di fronte alla
giovinezza e all'evidente inesperienza di Andrs.
Alla lettura della sentenza, Andrs sbianc e venne immediatamente
ammanettato da due poliziotti e condotto fuori
dall'aula. Guy si era immaginato pi volte la scena, il momento
in cui si sarebbero abbracciati, e invece non pot nemmeno
avvicinarsi. Si volt verso Lazlo e gli disse: E finita? Non si
pu pagare un'altra cauzione? Se n' andato per sempre?
Sul viso di Lazlo affior un sorriso triste e colpevole. Naturalmente
ci appelleremo.
Con quale motivazione?
Che la sentenza  irragionevolmente dura.
Crede che il giudice ci odiasse perch siamo stranieri?
Lazlo sollev lo sguardo, con quelle sopracciglia ispide, e
rispose: No, perch siete omosessuali. Belli. I padri di famiglia
ebrei a volte hanno questo genere di reazioni.
Guy pens ai figli di Fred, cos aggressivi, ma poi si ricord
che anche Lazlo era ebreo, e che lui sembrava comprensivo.
Lazlo gli disse di non preoccuparsi e chiam un taxi. Improvvisamente
Guy era solo alle undici di mattina in una parte
della citt che non conosceva bene.
Sal sul taxi che lo accompagn a casa. Era il primo giorno
di un aprile mite dopo un inverno lungo e rigido. I peri del
quartiere stavano germogliando, anche se non avrebbero generato
frutti. Erano alberi sterili. Alberi da New York.
Compr uno yogurt e della frutta a un deli. Lucie doveva
passare all'una per pranzare con lui. Il negoziante era cordiale,
ma pi per abitudine: quel giorno a Guy la quotidianit apparve
oscena, un'offesa al povero Andrs in prigione per la
semplice colpa di amarlo troppo.
Si avvertiva una sensazione di vuoto: la luce cupa, sfocata e
ferita. La via gli sembrava familiare e allo stesso tempo sconosciuta,
come se la guardasse al risveglio da un sonno durato
un secolo. Era raro che pensasse a s come a una realt isolata,
proiettata nello spazio, un trascurabile evento neurale che pulsava
in un qualche universo minore e spento, ma quel giorno
si sentiva davvero solo, minuscolo e impotente.
Telefon a sua madre, e poich lo faceva di rado fu costretto
a dirle subito che non era successo nulla di grave, che voleva
solo accertarsi che stesse bene e chiederle se le piaceva la sua
nuova Opel. Avrebbe voluto parlarle della cosa terribile appena
successa, ma ovviamente non poteva, lei non avrebbe mai capito
e lui avrebbe dovuto spiegarle troppe cose successe in quegli
anni e cos fin per consolarla per la morte del marito. Ma la telefonata
e le condoglianze ripetute erano cos inaspettate che
sua madre sembrava imbarazzata e allo stesso tempo smisuratamente
grata, e quello lo fece sentire ancora pi svuotato.
Per fortuna Lucie fu affettuosa e rassicurante. Lo abbracci
e lui le raccont di Andrs e insieme piansero. Lei era cos profumata,
gentile e delicata che Guy avvert una scioccante eccitazione.
Aveva deciso che non si sarebbe mai pi eccitato nella
sua vita, almeno non con un'altra persona. Si sent sleale. Lucie
ne avvert il malessere e cos prepar i popcorn, dopodich cominci
a giocare con i suoi capelli, riflettendo seriamente sull'effetto
bagnato. Lo implor di permetterle di provare, perch
in fondo Guy avrebbe sempre potuto lavarseli.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Guy andava a trovare Andrs in carcere e Fred in ospedale
con estrema regolarit, ma si sentiva perennemente in colpa,
come se fosse responsabile dei loro destini diversi ma altrettanto
spaventosi. La prima volta che vide Andrs rasato a zero,
pallido e scheletrico nella tuta arancione, rimase scioccato. Le
braccia sembravano sottili e deboli, la sua leggera calvizie luccicante,
sul viso parevano spuntati cinque nuovi nei, e per
colpa del pessimo cibo gli era anche cresciuta un'orribile pancetta...
ma no, era solo una piega della tuta. Guy desider
schiaffeggiarsi per quel pensiero sgradevole.
Nel pomeriggio, dopo essersi seduto accanto a Fred e avergli
stretto la mano per quindici minuti, Guy raggiunse a piedi la
palestra di Sheridan Square. Tutti i rituali della sua vita erano
diventati insapori, e quel perenne senso di colpa lo faceva infuriare!
Non voleva sentirsi un uomo malvagio che trascinava
al disastro le persone intorno a lui. Era sopraffatto da un forte
odio verso di s e da una collera irrazionale che non riusciva a
esprimersi in concreto, ma che si limitava ad agire sulla superficie
del suo cervello. Mentre arrancava verso il secondo piano
e la porta spalancata della palestra, avvertiva puzza di sudore
stantio, sentiva il rumore malinconico dei bilancieri, e si preparava
a ritrovare quei giganti con le loro divise macchiate, i
volti butterati e le vene del collo sul punto di esplodere.
Ma appena super l'ingresso vide due gemelli biondi, non
ancora ventenni, forse finlandesi. Somigliavano ai modelli della
copertina pieghevole di L'Uomo Vogue. Dopo essersi cambiato,
Guy cominci ad allenarsi vicino a loro per poterli scrutare meglio.
I due gli sorrisero. Era divertente trovare nei pi piccoli
dettagli la conferma del loro essere identici: la peluria bionda
sui polpacci; il naso a punta che sterzava di lato, assottigliandosi,
e facendosi pi rosso sulla punta; i lunghi canini inumiditi dalla
saliva; le spalle un po' sporgenti sotto l'identica maglietta con
un logo sconosciuto: spalle che sembravano ali abortite. Si toccarono
nello stesso istante l'alluce del piede e, una volta sollevate
le magliette, Guy riusc a vedere dei nei scuri, identici, che macchiavano
il bianco dei loro fianchi perfetti. Nei movimenti erano
l'uno il riflesso esatto dell'altro, e bisbigliavano tra loro, scambiandosi
brevissimi cenni di incoraggiamento e piegandosi ad
allacciare le scarpe, bench tutto si consumasse con una certa
freddezza. Sembravano divinit in posa da pastorelli.
I loro sguardi indugiarono per un istante su Guy, come se la
telecamera, scorrendo sul viso e sul corpo, si fosse improvvisamente
bloccata. Fu una leggerissima esitazione, di quelle che
passano quasi sempre inosservate, ma dovevano essersi accorti
che Guy aveva intercettato i loro sguardi perch sul viso di entrambi
comparve un rossore irresistibile. Su di loro quel rossore
aveva l'effetto di un arresto cardiaco. Guy temette di vederli svenire
per l'improvviso afflusso di sangue. Cosa avevano visto nell'istante
esatto in cui i loro sguardi avevano indugiato su di lui?
Messo a confronto con la freschezza dei gemelli, Guy era appassito,
rugoso, coriaceo. Solo a New York, dove tutti avevano
superato la trentina, lui poteva ancora apparire un ragazzo.
C'era come un tacito e diffuso accordo per il quale Guy era considerato
giovane a dispetto di ogni evidenza, era una specie di
patto tra tutti gli abitanti di New York. Un articolo di fede. Ma
la pelle di quei gemelli era cos liscia, rosata; le loro braccia cos
sode, non c'era nulla di cadente, nulla di nodoso nei loro colli,
erano terribilmente magri ma senza avere il viso scavato. Sembravano
il ritratto della salute. Non erano a dieta. Le loro teste
erano troppo grandi per i loro corpi, ma i loro lineamenti erano
piccoli e precisi, come le voci di un vocabolario scritte in corsivo.
La pelle calzava perfettamente su quei corpi, come i guanti da
sera sulle lunghe dita di una donna, senza un pizzico di cedimento
o di rilassamento.
I gemelli erano cos imbarazzati dal proprio rossore che ignorarono
Guy per il resto dell'ora e poi addirittura saltarono la
doccia per fuggire in fretta con ancora addosso i pantaloncini
sudati. Guy pens potessero essere dei modelli, modelli molto
giovani, e si augur di vederli nudi in uno dei giorni successivi.
Dovevano sicuramente abitare da quelle parti.
In serata parl con Pierre-Georges. Fu un sollievo conversare
in francese: Pierre-Georges capiva le allusioni di Guy e la
sua pacata acidit. Pensi che gli americani siano volgari?
Come i contadini?
Non insultare i nostri poveri contadini comment altezzoso
Pierre-Georges.
Pensi che un contadino francese sia meglio di un tipico
americano?
Sei qui da troppo tempo per parlare seriamente di un americano
"tipico". Ci sono molti tipi di americani.
Ma sono tutti rozzi obiett Guy. Parlano ad alta voce,
non stanno mai dritti. Li vedi e non ti comunicano mai un
senso di ordine. Sono materialistici, mai spirituali o colti.
Non dimenticarti che tu vieni da Clermont-Ferrand, non
da Auteuil. La gente non sta mai dritta nel tuo bel dpartement.
Cos' che ti d cos fastidio?
Perch ci troviamo in questo paese orribile? piagnucol
Guy. Pierre-Georges fece una pausa per elaborare al meglio la
sua risposta e Guy croll sotto il peso di tutto, della sua vita e
di quel paese. Alla fine Pierre-Georges disse con voce morbida
e consolatoria: Mettiti il tuo blazer nuovo, passo a prenderti
per portarti alla Casa De Pr, ti  sempre piaciuta.
Ma di cosa parleremo? chiese con tono implorante Guy.
Ecoute disse Pierre-Georges, contrariato o fingendo di esserlo.
Stai esagerando. Ci vediamo l tra mezz'ora. Non farmi
aspettare.
Quarantacinque minuti?
Ordinarono del cibo per gratificarsi: un risotto con della
verdura di stagione e una bottiglia fruttata di Vouvray.
Pierre-Georges rimand indietro pane e burro: una tentazione troppo
forte. Sei molto triste per Andrs?
Guy fiss Pierre-Georges e poi annu con uno sguardo serioso.
La mia vita  un gran pasticcio. Me la immaginavo eccitante
e invidiabile.  cos che Interview mi aveva definito:
eccitante, invidiabile. Ed  quello che After Dark ha scritto nel
suo ultimo numero del 1982: "Gay, glitter ed eccitante".
Solo tu te ne ricordi comment Pierre-Georges con
asprezza.
S, sono triste. Devastato. Odio questo paese con il suo puritanesimo,
la sua spietatezza e le sue orribili malattie.
Ed  tutta colpa di Reagan.
Chi? chiese Guy, che non aveva davvero mai sentito quel
nome.
Flute! pronunci Pierre-Georges. Lo divertiva atteggiarsi
a matrona francese indignata e con la tendenza a usare imprecazioni
eleganti e fuori moda. Davvero non sai chi  il presidente
degli Stati Uniti?
Oh. Let!
Presto ti ritireranno la green card.
Meglio! Non ce la faccio pi a stare qui.
Perch? chiese Pierre-Georges. Qui le persone pensano
che tu sia una specie di aristocratico normanno con un castello
in patria. In Francia nessuno ci cascherebbe. Basterebbe guardare
come ti comporti a tavola.
Guy si raddrizz immediatamente. Chi se ne importa!
Ai francesi s. Se tornerai a casa dovrai fare i conti anche
con questo. Qui puoi reinventarti. E in pi  dove ci sono i
soldi... ed  importante ora che stai affrontando gli anni del
tramonto.
Quella notte Guy si sorprese perch era felice di trovarsi
da solo. Amava Andrs, davvero. Nessuno gli era mai stato
cos devoto. Realizz che il suo modo di misurare la devozione
altrui era un aspetto femminile della propria natura;
solo le donne desideravano uomini devoti. Gli uomini, invece,
desideravano partner difficili da conquistare. Lui si era
donato interamente ad Andrs; non era mai stato cos immerso
in un altro uomo. Ma quella notte, mentre si masturbava,
non pens ad Andrs in tuta arancione e con la testa
rasata. No, si immagin di essere tra i gemelli della palestra,
con i loro corpi lisci come le lampade di alabastro che una
volta aveva visto a Volterra. Nelle sue fantasie i ragazzi si stavano
arrampicando sopra di lui come sherpa su una parete
rocciosa, perfettamente coordinati. Si addorment e sogn
che stessero nuotando in una specie di piscina al chiuso con
le acque agitate da sorgenti termali. I ragazzi erano scivolosi
come le anguille e nel suo sogno un pene esplodeva nel suo
ano e un altro identico entrava nella sua bocca. Guy sorrise
nel sonno.
La settimana successiva erano previste le collezioni maschili
per l'autunno a Milano, e Guy dovette incontrarsi con un rappresentante
di Armani a New York. Sarebbe stato il solito provino
affollato. Guy riusciva a immaginarselo, e immaginava
anche i ragazzi, quelle ossute giraffe, sistemarsi i capelli dietro
le quinte armati di bigodini e asciugacapelli, con i truccatori che
piombavano su di loro, mettendo in evidenza gli zigomi (che gi
sembravano sul punto di esplodere strappando la pelle), creando
ombre bluastre sotto gli occhi bistrati e passando sulle labbra
una matita color vampiresco. E poi gli abiti, i sacri abiti,
immensamente pi importanti delle persone che li indossavano,
tolti dai sacchetti della lavanderia a secco, sigillati e numerati. I
ragazzi si sarebbero messi in fila con i loro assurdi stivaletti,
legging, panciotti di velluto e bigiotteria varia, e lo stilista avrebbe
sistemato ogni ragazzo, spruzzando la lacca su un ricciolo, sbottonando
una camicia, alzando un colletto, come un ansioso chef
in piedi sulla soglia della cucina che con le sue mani unte aggiusta
il pollo arrosto prima della gloriosa presentazione. La verit
 che erano dei semplici petti di pollo immersi nella besciamella
e decorati con del prezzemolo.
Il pensiero di sfilare in passerella per l'ennesima volta mentre
i buyer sventolavano i loro comunicati stampa per combattere
il caldo soffocante dei faretti sparati dall'alto, con quella
orribile musica rock a tutto volume e gli assistenti, eccitati, che
applaudivano mentre le giraffe sciamavano sulla passerella per
il finale. Poi il sobrio stilista, con indosso un completo scuro
incredibilmente tradizionale di Savile Row, faceva un umile inchino,
con quell'aspetto da dirigente d'azienda o da politico,
un esemplare di specie diversa rispetto ai modelli, e mandava
un bacio ai buyer di Barneys. Quella prospettiva inorridiva
Guy. Non voleva andarci. Per fortuna il rappresentante di Armani
cercava modelli pi etnici per la sua collezione safari.
Pierre-Georges cadde in depressione e sembr spaventarsi. 
l'inizio della fine. Siamo troppo vecchi. Guy not il diplomatico noi.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Marty gli sped l'atto di propriet della casa di Fire Island.
Il giorno stesso, quando Guy and a trovare Fred, lo ringrazi
di nuovo e di nuovo gli offr la possibilit di ripensarci e di lasciarla
in eredit ai figli.
Perch? domand Fred. Loro non ci sono mai stati e
avrebbero paura ad andarci.  dove noi siamo stati pi felici.
 un posto sacro per noi.
Le braccia, il petto e il viso di Fred erano ricoperti di macchie
scure: sarcoma di Kaposi. Per fortuna Fred non era in
grado di vederle, e quindi poteva ancora nutrire l'illusione,
con la collaborazione di Guy, di essere finalmente diventato
un giovane gay di prima fascia. Fred continuava ad appisolarsi,
ma poi si raddrizz con in volto un'espressione di improvvisa
urgenza: Hanno perfezionato un nuovo test per stabilire se
si  contratto il virus. Guy, vorrei che lo facessi subito. So che
ci stai molto attento, qualsiasi cosa significhi, ma devi prenderti
cura di te stesso. Non sopporto l'idea di avertelo passato. Promettimi che farai il test.
Posso farlo qui in ospedale?
Certo.
E se sono positivo? Chi si prender cura di me?
Andrew?
Guy gli ricord che Andrs era in prigione.
Peter? disse Fred riferendosi a Pierre-Georges.
Per qualche minuto Fred si mise a blaterare su Rock Hudson
e su come avesse reso popolare l'AIDS. Chiss se quei dottori
francesi potranno aiutarlo. Immagina di affittare un jet privato
per portarlo a Parigi: deve costare un occhio della testa. Guy
non cap il riferimento all'occhio. Fred stava delirando? Improvvisamente
l'attenzione di Fred sembr focalizzarsi su qualcosa,
e chiese con un pizzico di malizia: Se avessi contratto
l'AIDS, hai gi pensato a chi lasceresti la casa? Mia madre diceva
sempre: "Non lasciare i tuoi gioielli a una persona che non abbia
nessuno di tua conoscenza cui lasciarli." Di certo non avrai voglia
che un lontano cugino di un tuo amico arraffi tutto.
Guy disse che avrebbe lasciato la casa alla madre.
Fred sorrise. Sei un bravo ragazzo. Se tu morissi, a lei potrebbe
tornare utile.
Poi Fred prese a raccontare in modo incoerente di sua
madre, che era morta molto tempo prima.
Entr nella stanza il neurologo, che non sembrava aver capito
esattamente chi fosse Guy. Era a capo dei sei medici interni
ed esort una giovane dottoressa a esaminare il paziente.
Con un martelletto lei colp il gomito e il ginocchio di Fred e
guard i suoi occhi e la lingua, poi infil una mano inguantata
nella bocca. Gli chiese delle feci e rivolgendosi al professore
comment: Il paziente  stabile. Il fegato non  ipertrofizzato.
Le funzioni cognitive del paziente sembrano compromesse.
Il professore ringrazi Fred per la collaborazione, e all'improvviso
scomparvero tutti, lasciando alle proprie spalle un silenzio assordante.
Brutte notizie, eh? chiese Fred.
Tutto come prima rispose Guy con calma rassicurante.
Erano molto seri.
Che cosa ha detto sulle funzioni cognitive? Sono diventato uno scemo?
Per niente. Guy era arrabbiato per il fatto che il medico
interno avesse parlato delle condizioni di Fred di fronte al paziente.
Pens che in Francia non sarebbe mai successa una
cosa del genere, l'ennesimo esempio della barbarie americana.
Quella sera in palestra non vide i gemelli, ma l'indomani s.
Era determinato a rivolgere loro la parola, anche solo per chiedere
quando avrebbero finito gli esercizi al bilanciere. Uno dei
due abbandon presto la sala, il che era un po' strano. Il gemello
rimasto si diresse immediatamente verso Guy: Mi sembra di conoscerti.
Mi piacerebbe poter dire la stessa cosa replic Guy con un sorriso.
Negli occhi del ragazzo albergava una certa confusione,
ma sulle labbra indugiava un sorriso audace e luminoso,
come se avesse deciso di stare alla battuta a tutti i costi, per
quanto misteriosa potesse suonare. Era lo stesso miscuglio di
incertezza e coraggio che Guy aveva scorto sul volto dei sordomuti.
Decisero di guardarsi a vicenda mentre sollevavano il bilanciere dalla panca.
Ehi disse Guy, sei molto pi forte del previsto.
Il sorriso del gemello si spense. Non sembro in forma?
Tutt'altro. Lo guard negli occhi e disse con la voce pi
dolce e sexy possibile: Tutt'altro.
Il ragazzo dovette aggiustarsi il sospensorio. Abbass gli
occhi e arross in quella che era una confessione epidermica.
E ancora una volta Guy sent montare dentro di s un sentimento
di potere - cosa dicevano le persone a proposito della
capacit di agire sul reale? Gongolava all'idea di essere riuscito
a eccitare il ragazzo. Era incantato dalla bellezza unica di
Kevin (non avrebbe dovuto dire unica dal momento che era
replicata nel gemello).
Poco dopo emerse dagli spogliatoi il fratello, pulito e vestito,
seguito da una scia di profumo al pino, la bocca sigillata
e l'aria timida. Salut il fratello in un sussurro e poi spar. Non
degn di uno sguardo Guy
Non so nemmeno il tuo nome. Io mi chiamo Guy.
Sei straniero?
Francese. Parigino.
Non se ne incontrano molti. Noi ci siamo trasferiti una settimana
fa da Ely, nel Minnesota. Mi chiamo Kevin e mio fratello
si chiama Chris.
Non conosco Ely.
 una citt minuscola nel nord del Minnesota, vicino al
confine canadese. E il posto dove le persone comprano l'equipaggiamento
per praticare canottaggio e fare i tour in tenda
nel parco del Quetico, che  sul versante canadese.
Sembra un posto molto freddo.
Lo ! esclam eccitato Kevin, quasi a incoraggiare quella
che poteva essere una serie di fortunate supposizioni. Un atleta
che si stava allenando li guard accigliato, come se quel chiacchiericcio
fosse un'offesa personale, e Kevin avvamp di nuovo,
anche se questa volta il suo viso si fece rosa e non rosso. Le chiacchiere
estranee al body building erano viste con diffidenza, come
accadeva in biblioteca.
A Ely oggi ci sono due gradi. Cos mi ha detto mia madre.
Abbiamo un negozio di abbigliamento sportivo, proprio nel
centro della citt, in Camp Street sussurr, guardandosi intorno
nervoso.
Anche voi siete stranieri? Non sembrate americani.
Oh, siamo di origine norvegese. Ogni estate andiamo al
campo estivo norvegese. Sappiamo anche parlare norvegese,
pi o meno. Mia sorella ha sposato un giocatore di hockey norvegese
e adesso vive a Oslo.
Sembri norvegese.
Vuoi dire stupido?
Ma no, intendo biondo. Faccia pulita. Molto pulita.
Sul viso di Kevin comparve di nuovo quello sguardo confuso,
ma prov a ricacciarlo indietro con un sorriso ancora pi
largo, sempre pi deciso a stare allo scherzo (se di scherzo si
trattava) fosse anche a sue spese. Faccia pulita, faccia noiosa.
Ma per niente! protest Guy. Solo perch sono francese
non significa che sono acido. Faccia pulita, nel senso di bellissima.
Tieni, vuoi fare un'altra serie di esercizi?
Okay. Kevin si allung sulla panca e sollev per dieci volte
il bilanciere, anche se alla fine rallent per la stanchezza, facendolo
inclinare verso sinistra. Guy si avvicin nel caso gli servisse
una mano e Kevin piant lo sguardo sui suoi pantaloncini.
Dopo che Guy ebbe concluso la sua serie di esercizi, Kevin
bisbigli: Qui siamo gli unici giovani, te ne sei accorto?
Quindi pensa che io sia giovane, riflett con sollievo Guy.
Andarono a sedersi per cinque minuti nella sauna e poi si diressero
verso le docce. Kevin aveva un sedere alto, glabro e di
un biancore lunare; non c'era traccia di peli, nemmeno nella fessura
delle natiche. Il pene era piccolo, affondato nel cespuglio
pubico. Il petto era spaventosamente infantile, e la cosa spinse
immediatamente Guy a chiedere: Quanti anni avete voi due?
A giugno ne compiamo diciannove.
Decisero di prendersi una tazza di caff al ristorante del pianoterra,
dove un vecchio stava lavando con zelo il linoleum, diffondendo
nell'aria l'odore di Lysol. La cameriera, con i capelli
ossigenati, chiese, Che cosa vi porto, ragazzi?, e a Guy piacque
che l'avesse incluso nella categoria dei ragazzi, assolvendolo dall'accusa
di essere un molestatore di bambini.
Allora, Guy, che lavoro fai?
Sono un modello.
Lavori nella moda?
Esatto.
Fico. Un tizio voleva fotografare me e Chris per un servizio
di moda, ma nudi, e allora Chris ha detto di no. Io sono gay,
lui no.
Strano, pensavo che entrambi doveste essere o gay o
etero.
Be', abbiamo sperimentato sia con ragazzi che con ragazze,
e s, abbiamo anche fatto l'amore insieme, ma solo un paio di
volte, e Chris ha deciso che  etero e io penso di essere gay.
La franchezza degli americani continuava a stupire Guy. Per
arrivare a dire quelle cose un europeo poteva impiegare anni,
e invece quelle rivelazioni erano uscite dalla bocca di un ragazzo
del Minnesota con le labbra che sapevano di cereali
Froot Loops e i denti di gomme Chiclets. Era tutto cos semplice,
innocente, ma Guy non lo disprezzava.
Non sei sicuro di essere gay? Hai gi provato con molti ragazzi
della tua et?
Di nuovo Kevin avvamp. Sono vergine rispose, con voce
sottile e incrinata, e Guy pens, in modo irrazionale, Ovvio, 
per questo che il suo uccello  cos piccolo e il suo culo cos elastico,
ma quella stupida teoria evapor con il primo calore della
riflessione. Tranne quelle due volte con mio fratello.
Okay disse Guy, facendo melina, domandandosi che cosa
avrebbe potuto dire di appropriato e magari consolante, anche
se non era di consolazione che il ragazzo aveva bisogno. Hai
fatto bene a non farti fotografare nudo.
Perch?
I modelli professionisti non si fanno fotografare nudi. E
a Guy torn in mente come le sue foto di nudo fossero finite
su Blueboy molti anni prima.
Davvero? Perch no?
Vanno bene le foto per le pubblicit di costumi, o magari
per l'intimo maschile, ma non bisogna mai accettare un nudo
integrale. Intacca il prestigio e, credo, l'aura di mistero.
Pensi che abbia delle potenzialit come modello?
Guarda che non  un lavoro divertente. Per un uomo non
 una carriera interessante. In tutti gli Stati Uniti saranno al
massimo una decina i modelli che guadagnano sessantamila
dollari all'anno.
Pensi che io sia abbastanza bello?
Ma non centra con l'aspetto.  pi legato all'essere fotogenici.
Sono fotogenico?
Non lo sapremo finch non avremo in mano il tuo book.
Guy sapeva che i giovani erano molto pi ricettivi se una persona
autorevole non li incoraggiava acriticamente; la riluttanza ai facili
entusiasmi di Guy si accompagnava con un naturale scetticismo,
che esercitava soprattutto nei propri confronti. Tutti trattano i
modelli come bestiame, semplice carne, intercambiabili tra loro.
Provano a non pagarti regalandoti i vestiti. Sono le ragazze a contare
veramente, perch sono le donne a comprare gli abiti e i prodotti
di bellezza. Sono pagate dieci volte pi di noi. E le persone
credono che siamo gay, mentre la maggior parte dei modelli sono
etero. Guy trasse un sospiro.  sfiancante. Reclin la testa di
lato. Sei un po' basso. Bisogna essere almeno un metro e ottanta,
portare una quarantotto di giacca, e il collo deve essere intorno
ai quaranta centimetri. Gli abiti ti devono andare a
pennello. Se la foto viene pubblicata sui cataloghi possono anche
fissare l'abito con uno spillo per fartelo calzare meglio, ma sulla
passerella o nelle riviste di moda devi essere della taglia giusta. I
modelli vengono ingaggiati perch calzano bene gli abiti. Per
esempio, non puoi essere alto due metri.
Pensi che abbia un bel viso?
Guy bisbigli: Angelico. La mascella  un po' troppo marcata,
ma quello pu anche essere un tuo tratto distintivo. Creerei
una fossetta sul mento per valorizzarlo.
Puoi fare quello che vuoi su di me.
Guy non lo stava corteggiando e cos rimase sbalordito dall'improvviso
sventolio della bandiera bianca da parte del ragazzo.
Devi bussare a tutte le porte e imparare ad accettare i
rifiuti.  dura essere rifiutati sul lavoro. New York si fonda sul
rifiuto. Sono cos maledettamente scortesi, parlo dei fotografi,
degli art director, dei responsabili dei casting. Ma il cliente 
il peggiore di tutti. Nel segreto della sua anima ce l'ha con noi
perch guadagniamo senza fare nulla.  quello che pensano.
Ai loro occhi siamo degli scansafatiche.
Kevin scrut il viso di Guy. Con zigomi come i tuoi sono
sicuro che guadagnerei un sacco di soldi!
Si accordarono per allenarsi insieme l'indomani. Il fratello
di Kevin, Chris, faticava a guardare Guy negli occhi, e velocemente
si allontan per esercitarsi dall'altra parte della palestra.
Ho detto qualcosa di sbagliato? chiese Guy.
No, oggi si allener con gli squat.
Vuole che gli diamo un'occhiata? Gli squat possono essere
pericolosi.
Porta la cintura. Dopo aver riflettuto qualche secondo,
Kevin disse, Non vuole essere invadente, e dopo un'ulteriore
pausa aggiunse: Forse  geloso. Esaurita una nuova
serie di esercizi, Kevin concluse: E preoccupato che tu voglia
fare una cosa a tre. Non sai quanti uomini hanno quella fantasia
erotica, di stare in mezzo a due gemelli.
Disgustoso comment Guy, imbarazzato per aver avuto
anche lui quella fantasia.
La gente  bizzarra. E in pi, come ti ho detto, Chris pensa
di essere etero.
Mentre prendevano un caff al piano di sotto, Guy disse:
Dev'essere strano avere un gemello. Se devi prendere una decisione
importante  a lui che telefoni?
 il mio migliore amico. Nostra madre ci faceva indossare
gli stessi vestiti. Fino agli otto anni avevamo un linguaggio segreto
e poi uno psicologo ha detto a nostra madre che doveva
impedirci di usarlo, altrimenti non avremmo mai socializzato
con gli altri bambini.
E aveva ragione lo psicologo?
S. Ora non ce lo ricordiamo nemmeno pi:  svanito, completamente,
ricordo solo che usavamo la parola "strazio" al posto
di "basket". E io lo chiamavo "vecchio uccello" e lui chiamava me
"grande uccello", anche se i nostri uccelli sono identici e piccoli.
Se hai fatto l'amore con tuo fratello non sei veramente vergine.
Imbarazzato da quella osservazione volgare, Guy chiese:
Avete mai condiviso delle esperienze... non verbali?
Certo! Una volta lui era stato colpito allo stomaco da un
pugno e io ero lontano diverse miglia e mi sono piegato per il
dolore. Ci basta una parola per scoppiare a ridere, e a volte ci
ricordiamo di una vecchia battuta nello stesso momento. O se
qualcuno dice qualche fesseria, Chris spinge la lingua contro
la guancia e tutti e due ci scompisciamo dalle risate.
Davanti alla cassa, al momento di pagare, Kevin disse: Non
guardare, ma quel vecchiaccio all'angolo non smette di rompermi
le palle. Ci prova sempre, e mi dispiace, ma io odio i
vecchi.
Guy lanci una rapida occhiata al vecchiaccio ed esclam:
Ma Kevin, quel tizio non  vecchio. Avr poco pi di trent'anni.
Mi fa rabbrividire. So che sembrer strano, ma non ho mai
baciato nessuno che avesse pi di venticinque anni. A proposito,
Chris  convinto che tu sia pi vecchio di noi.
Sono sicuramente pi vecchio di voi. Ho venticinque anni.
Troppo vecchio per un bacio?
Cavolo, sono sorpreso. A Chris ho detto che secondo me
non ne avevi pi di ventidue.
Guy cominci a preoccuparsi che Kevin potesse chiedere
nel sottobosco della moda e scoprire che in realt ne aveva
quasi quaranta, perci disse: Comunque non sto lavorando
molto come modello, sto cercando un impiego come cameriere
o agente di commercio. Non era sicuro che agente di commercio
corrispondesse al francese vendeur. Voleva che Kevin
non pensasse a lui come a un ricco modello di quarant'anni
padrone di due immobili, ma come a un ragazzo con poche risorse
e all'inizio della carriera.
Be', la cosa mi sorprende. Sono sicuro di averti visto in
qualche spot pubblicitario.
Impossibile replic Guy. Ho girato solo uno spot due
anni fa per un'azienda di noccioline.
Favoloso comment Kevin, ricorrendo al nuovo aggettivo
in voga.
Kevin cominci all'istante a trattare Guy con un pizzico in
pi di tenerezza e un pizzico in meno di ammirazione. Forse
Guy aveva smesso di essere un adulto di successo per trasformarsi
in uno dei tanti dilettanti alla ricerca disperata di un
modo per sopravvivere. Cos diventava molto pi facile per
Kevin prendersi cura dell'altro: insistette subito per dividere
il conto della torta di ciliegie e del caff.
Per la prima volta, usciti dal bar, Kevin pass il braccio intorno
alla vita di Guy, e a Guy balz in testa l'idea che Kevin
potesse essere attivo. Rimase sbigottito dal gesto amichevole
del ragazzo e pens che Kevin si sentisse molto solo.
L'indomani mattina Guy and a trovare Fred, ma lui non
c'era, e non c'erano nemmeno le piante, i fiori e i biglietti d'auguri.
Il letto era appena stato rifatto. La stanza era immersa in
una specie di crepuscolo, illuminata solo dalle luci del corridoio
che filtravano dalla porta. L'avevano portato in sala rianimazione?
Spogliata delle decorazioni multicolori, la stanza sembrava
ancora pi piccola, simile a una cella, e il letto stretto con
le sue lenzuola inamidate e tese alla perfezione sembrava una
di quelle brandine usate per le iniezioni letali.
Stordito e accecato dalle lacrime, Guy si trascin a fatica
nel corridoio e vide una delle sue infermiere preferite, l'avventista
del settimo giorno con le treccine impeccabili. Oh, tesoro
mio disse lei, spalancando le braccia. Guy si fece
abbracciare, anche se lei era molto pi bassa e robusta. Il tuo
povero signor Fred  mancato questa notte, alle tre, sono stata
io ad accorgermene. Credo abbia avuto un infarto. Aveva
un'espressione stupefatta e si era quasi raddrizzato sul letto.
Gli occhi in fuori e la bocca aperta. Quegli avvoltoi dei figli
erano gi qui alle otto e hanno ficcato tutti i suoi effetti personali
in un sacchetto della spazzatura. Alle otto e mezzo avevano
gi levato le tende, dopo essersi assicurati che non ci
fossero altri oggetti di valore in giro.
Di valore?
Orologi, anelli, quel genere di cose. Hanno versato qualche
lacrima. E poi si sono messi a bisticciare tra loro. Eri tu il suo
vero figlio.
Quelle parole lo fecero piangere ancora di pi, e l'infermiera,
che profumava di estratto di vaniglia tamponato direttamente
dal flacone, lo tenne stretto nelle sue corte braccia.
Ma ragazzo mio, tu sei pelle e ossa gli disse.
Fred aveva una personalit cos forte, fatta di chiacchiere, volgarit
e frenesia, che la sua improvvisa assenza si lasci alle spalle
un vuoto assordante, come quando in un film il cattivo buca la
carlinga dell'aereo e i passeggeri sono risucchiati nella gelida atmosfera.
Guy continuava a pensare di dover fare qualcosa per
Fred, che ci fossero delle formalit che stava trascurando o dei
moduli da compilare. Ma non c'era nulla da fare. Nessuna incombenza.
And all'Elephant and Castle al piano di sotto, anche se era
troppo presto per mangiare e le cameriere si stavano allacciando
i grembiuli, e la griglia, gli fu detto, avrebbe impiegato
venti minuti per scaldarsi. Non c'erano altri clienti. Le finestre
erano di un pulito accecante. Mossa a piet, la cameriera gli
port un caff.
Improvvisamente la giornata sembrava cos vuota, davanti a
lui si estendevano sterminati campi deserti, simili a terreni coltivati
a monocultura. Non sapeva che fare e allora and in palestra
ad allenarsi, ma senza impegnarsi troppo. Per qualche
ragione desiderava tutti gli uomini che aveva intorno, compresi
i pi brutti del lotto, persino il fratello del proprietario della palestra,
quel gigante etero, un vero pallone gonfiato, che si beveva
una pinta di sangue di toro al giorno e, menomato dalla gotta,
era costretto a farsi reggere per riuscire a salire le scale. Guy si
sentiva terribilmente solo. Fred era morto e Andrs si trovava
in prigione. Non c'era nulla di pi desolante di una palestra, con
i suoi insistiti sguardi obliqui, le pareti di specchi colpevolizzanti,
i pesi gettati da parte come manette difettose.
A bordo di una corriera raggiunse il carcere federale di minima
sicurezza di Otisville, che sembrava una scuola media in
mezzo a un parco. Guy era sconvolto da quanto fosse piccola
e piena di pace: piccola e senza muri di recinzione. Una decina
di passeggeri provenienti da New York scesero con lui; in realt
erano tutte donne e la maggior parte nere o ispaniche: alcune
erano madri o mogli dei detenuti, due con l'hijab, ma
tutte con dei pacchetti in mano. Avrebbe voluto parlare con
la donna sui quarant'anni seduta accanto a lui, con i capelli di
un nero lucido, stirati e laccati, un grazioso vestitino e il lucidalabbra.
Lei avrebbe potuto dargli delle dritte su quello che
si sarebbe trovato di fronte da l a qualche minuto. Vennero
chiamati, e sulla lista c'era anche il suo nome, che un'agente
donna particolarmente robusta storpi.
Guy prese posto su un divano color arancio abbandonato
nella sala d'attesa dei visitatori. Dovette passare tre controlli con
il metal detector. Fu perquisito due volte. La stanza sembrava
di una normalit studiata: non c'erano divisori di protezione
tra i visitatori e i detenuti; due lampade a terra ammorbidivano
la luce al neon del soffitto; c'erano anche tre distributori automatici
di bibite gassate e dolci, e le pareti erano tinteggiate con
colori saturi, come in un palazzo abbandonato di Harlem. Guy
si accorse che c'erano anche due telecamere a circuito chiuso:
impossibile far entrare un coltello o delle pillole.
Finalmente Andrs fu condotto nella sala, ammanettato a
un polso. Lanci un'occhiata a Guy e bisbigli qualcosa alla
guardia che subito lo accompagn al divano, gli tolse le manette,
e poi si allontan raggiungendo il collega che stava sorseggiando
un caff da un bicchiere di carta.
Guy sorrise impacciato ad Andrs. Dopotutto Andrs sarebbe
rimasto l dentro per molti anni a causa del suo folle desiderio
di adeguarsi al tenore di vita del suo ricco amante
modello. Non accetto di sentirmi colpevole!, pens tra s con
un forte senso di colpa. Come va? chiese.
Vorrei poter fare l'amore con te rispose Andrs. La vedi
la mia erezione?, e Andrs si allung di scatto sul divano e la
sua uniforme si tese aderendo al corpo. Di gi?, pens Guy. Il
piccolo borghese in lui voleva che la piantasse, che non si mettesse
nei guai, ma il suo uccello si indur automaticamente,
come una madre che allatta immediatamente il figlio urlante
nella stanza di fianco. Mi manchi da morire disse Andrs.
Ti sarai gi trovato un altro.
No replic Guy.
E Andrs si fece improvvisamente assorto, fissando un
punto nel vuoto con tale intensit che Guy si volt. Ti sei trovato
un altro? ripet con rabbia Andrs.
No rispose con semplicit Guy. Nessuno pu rimpiazzarti
nel mio cuore. Si domand se quelle parole suonassero
sincere.
Oh, davvero? comment con amarezza Andrs. Anche
se ti offrissero una casa nel centro di Parigi o un attico con
vista su Champs de Mars?
Non ho mai progettato di comprarmi una casa a Parigi. E
comunque sono proprietario di un numero sufficiente di immobili.
Ma tu hai un debole per i vecchi miliardari.
Ho un debole solo per un giovane colombiano.
Andrs si incup ancora di pi, come se fosse sul punto di
obiettare a quelle parole, ma poi sfoggi un grande sorriso che
lo ringiovan di dieci anni. Scosse la testa, come se non ci credesse,
e disse: Ti amo. Moltissimo. Fa quasi male.
Anch'io ti amo.
Andrs chiese a Guy di versare cinquecento dollari sul suo
conto in modo da poter comprare altro cibo alla mensa.
Com' la tua giornata? domand Guy.
Sempre uguale. Mi sveglio alle cinque, ed  presto dato
che nei fine settimana ci  permesso di guardare la Tv oltre
mezzanotte e la sveglia  alle sei. Poi ci si allena nel parco. Sto
facendo la sbarra... guarda. Flett il braccio mostrando il muscolo
e per colpa di quel movimento improvviso tutte e due le
guardie si girarono di scatto verso di loro, per poi distogliere
lo sguardo.
Passiamo un mucchio di ore da soli. Alcuni studiano legge
per cercare di ottenere un nuovo processo. Andrs si guard
le mani e disse con voce morbida: Sto leggendo la Bibbia.
Perch?
Andrs si irrit e reag con un Perch no?. E aggiunse:
Per non riesco a capire quel cazzo di inglese antico. Magari
potresti portarmi una Bibbia in spagnolo. Ma che cazzo fanno
quegli stronzi? Perch non aggiornano il loro inglese?
Andrs non aveva mai imprecato fino ad allora, almeno non
in inglese, mentre in spagnolo pronunciava spesso le parole
puta e cono. Era chiaro che stava imparando l'inglese dai suoi
compagni di cella.
Guard Guy. Se non mi ami io ti ammazzo.
Improvvisamente le cautele di Guy svanirono. Ma io ti
amo rispose con una voce sottile che non era mai uscita dalla
sua bocca infantile.
Sicuro?
S.
Ti ho visto spogliare con gli occhi quel gorilla pieno di peli
laggi. Ti piacerebbe fartelo?
Andrs, non perdiamo la testa. Da quando sei qui non ho
toccato nessuno.
Ma ti piacerebbe. Ti conosco replic Andrs, e Guy
pens con imbarazzo a Kevin, al suo petto glabro, al suo piccolo
uccello rosato e ai suoi capezzoli vergini.
 buono il cibo?
Abbastanza. Nei fine settimana possiamo anche farci la
carne alla griglia. Troppi grassi. Non voglio diventare un bidone.
Nella tua palestra ci sono dei bei manzi? Probabilmente
Pierre-Georges ti ha gi fissato un appuntamento con qualche
maschione... sar felice di vedermi dietro le sbarre. Non sono
un tipo raffinato, non ho soldi, e nemmeno conoscenze. Ecco
chi sono.  stato esplicito o lo pensa soltanto? Sar contento
di distrarti con qualche giovane stallone della sua scuderia. 
cos che rimani giovane, bevendo lo sperma di maschi che non
hanno superato i vent'anni?
Ti prego, Andrs. Diciamo delle cose gentili...
Oppure? Non verrai pi a trovarmi? Andrs si mise a
guardare la punta della sua scarpa, che pieg. Hai tu il coltello
dalla parte del manico.
 noioso qui dentro? Pericoloso?
Controlli continui. Per una qualche ragione Andrs improvvisamente
guard le unghie della propria mano destra.
Qui  okay una volta che ti sei rassegnato. Dio, sei bellissimo
quando sorridi cos.
Graz... grazie.
Si sono tutti innamorati di te? Ma certo, a chi voglio raccontarla?
Cosa dicevano di Elena di Troia? "Che il suo viso
fece muovere centinaia di navi"? Ecco, tu sei bello come lei.
Un centinaio di navi. Non c' nessuno come te qui dentro. E
forse a Manhattan ce ne saranno al massimo un paio.
Non sono pi giovane obiett Guy.
Guy medit su quanto fosse noiosa quella visita. La verit 
che lui e Andrs non avevano in comune nulla tranne la loro
vita di coppia (Non dimenticarti di comprare il vino! Oh, e
anche il pane). Come il loro inglese imperfetto, che non era
la lingua madre di nessuno dei due, anche il sesso era la loro
quotidianit, quello che avevano in comune, anche se non era
ci che padroneggiavano meglio.
Il loro tempo era scaduto! Era cos straziante lasciare Andrs
l dentro, cos ingiusto, con le sue mani aristocratiche, cos
pallide accanto al brutale arancione della sua uniforme, e sul
viso uno sguardo abbattuto e smarrito.
Guy prese appuntamento per sottoporsi al test dell'HIV cos
come aveva promesso a Fred. Torn al Saint Vincent all'ora
prevista e si sedette insieme ad altri uomini dall'aria accigliata,
con il taglio di capelli costoso e i jeans aderenti. Fu chiamato
il suo nome, entr nel spar di un infermiere maschio, e si arrotol
le maniche della camicia. L'infermiere profumava di tabacco
e della nuova acqua di colonia di Perry Ellis, la sola
essenza americana di buona qualit. Povero Perry, si diceva in
giro avesse l'AIDS; durante l'ultima sfilata aveva met del viso
paralizzata e c'era mancato poco che svenisse. Anche il suo
compagno stava per andarsene, e tutti e due avevano meno di cinquant'anni.
L'infermiere strinse un laccio emostatico rosso intorno al bicipite
di Guy e diede un'occhiata al questionario compilato.
C' un errore, qui c' scritto che sei nato nel 1945, ma sar sicuramente il 1965.
No rispose Guy sorridente, 1945  corretto.
Ehi, tesoro, qual  il tuo segreto? Chirurgia plastica?
Geni di ferro, credo. Crema idratante.
Io uso la crema per il corpo Indigo, ma non assomiglio a te, tesoruccio mio.
Prova con la Retin-A disse Guy.
Retinal?
Guy prese una matita e finse di scrivere nell'aria. L'infermiere
gli pass un blocchetto per le ricette e Guy annot la parola.
Retin-A? Non ne ho mai sentito parlare.  quella specie
di ghiandola di scimmia o vescica ovina? E dormi anche dodici
ore al giorno in un frigo portatile?
S,  cos rispose Guy, buttando fuori anche un simpatico ehm.
Fattosi improvvisamente serio, l'infermiere disse con aria
solenne: Stringi il pugno. Poi diede dei colpetti al braccio
di Guy e al dorso della sua mano in punti diversi. Meno male
che non sei eroinomane; spesso fatico a trovare vene buone.
Improvvisamente punse Guy, che scost lo sguardo.
I risultati sarebbero stati disponibili gi dal giorno dopo.
Quella notte Guy medit (cosa che non faceva mai, perch
non ci credeva e in pi sapeva a malapena come fare), e chiese
al proprio corpo se fosse infetto e se sarebbe morto nel giro di
poco tempo. Il corpo rispose (ma non aveva alcun senso): No,
non mi sono infettato e vivr ancora a lungo. Guy non riusciva
a parlarne con nessuno, era troppo superstizioso, ma per una
qualche ragione si sent rassicurato, anche se non ci credeva e
non era certo di quel che era accaduto.
Comunque and al Saint Vincent con un misto di fiducia e
rassegnazione. Sper di non dover affrontare quel calvario. Ammise
con se stesso di risultare simpatico semplicemente per la
sua bellezza. Si sarebbero tutti volatilizzati se si fosse ammalato?
E se si fosse trasformato in un sopravvissuto ad Auschwitz con
il corpo ricoperto di macchie nere? Sicuramente Pierre-Georges
l'avrebbe abbandonato, anche se non subito. Il barone gli
avrebbe spedito un cesto di frutta, Kevin avrebbe provato orrore.
Fred era morto e Andrs era dietro le sbarre. Solo Lucie gli sarebbe
rimasta fedele. Le donne sono pi fedeli, pens.
Un medico interno in camice blu con delle costosissime
scarpe ai piedi e uno Swatch al polso fece di tutto per ricevere
Guy nel suo spar. Diede un'occhiata al risultato delle sue
analisi, guard Guy negli occhi e disse sorridendo: Ho delle
buone notizie. Sei risultato negativo al virus dell'HIV. In teoria
non avrei dovuto dirtelo subito, prima avrei dovuto parlarti di
sesso sicuro e dell'uso del preservativo, ma siamo due adulti,
giusto? Mi raccomando, continua a comportarti bene. E poi,
sbattendo le ciglia in modo seducente, aggiunse: Devi essere
uno dei pochi attivi al Village.
Non lo sono sempre, direi che sono pi versatile replic Guy.
Il sorriso del medico evapor. Hai cominciato da poco?
Cosa? domand Guy.
Ad avere esperienze con persone del tuo stesso sesso.
Non proprio rispose Guy un po' scioccato dall'impertinenza
di quel medico, anche se doveva ammettere che avrebbe
trovato quella situazione stuzzicante se solo il medico avesse
avuto un aspetto migliore.
Guy aggiunse: No, devo essere stato molto fortunato.
L'uomo comment: Ci raccomandiamo sempre di conoscere
il nome delle persone con cui andate a letto e di limitare
il numero dei partner sessuali. A Guy la cosa sembr abbastanza
ragionevole.
Era straordinariamente sollevato e si ricord della sua stupida
meditazione quando il suo corpo aveva fatto la diagnosi.
Ridicolo!, pens, anche se matur in lui un nuovo
rispetto per l'arte del presagio.
Nella luce fragile di una giornata primaverile, blu e cristallina,
che sembrava sul punto di infrangersi a ogni istante per
via del caldo incombente, come il ghiaccio che avvolge un
ramo di pino, con gli aghi vivi e distinti all'interno, Guy and
a piedi fino al fiume Hudson. Non aveva mai passeggiato senza
una meta, ma in quel momento il sollievo di essere risultato
negativo dava energia al suo corpo.
Pens, Ora devo sistemarmi e restare fedele a un ragazzo vergine,
e immediatamente torn con la mente a Kevin. Pens al
suo corpo puro e immacolato, sfumato di rosa, come la neve
fresca all'alba. Gli sembrava di sentire il ghiaccio che si scioglieva
nei boschi sopra Ely, con l'eco dei boati dei fucili, mentre
si crepava alla luce del sole. Pens a quel piccolo pene
come a un cherubino su una nuvoletta di peli pubici, con
quelle labbra color sorbetto al lampone e quel sedere bianco,
alto e inviolato.
Sei single? chiese Kevin nella sua voce limpida e acuta subito
dopo aver concluso una serie di esercizi.
S rispose Guy, sapendo di aver appena tradito Andrs
con un semplice monosillabo, il povero Andrs che languiva
in quella prigione simile a una scuola media, un luogo assurdo
senza quelle spesse mura impregnate di sudore, le fessure di
luce, le porte cigolanti. No, non aveva la solennit di una detenzione
vera, era uno spazio grottesco dove parcheggiare gli
evasori e i furfanti delle grandi multinazionali.
Si chiese se Andrs si masturbasse tra le sette e le dieci volte
al giorno pensando a lui. O se si fosse gi trovato un compagno
pi caldo, qualcuno che potesse dargli una mano. Perch il governo
colombiano non aveva chiesto l'estradizione? Guy pens
di dover finanziare il ricorso all'appello, anche se l'avvocato gli
aveva detto: Questa non  una repubblica delle banane. In
America non si pu sempre aggiustare tutto, pagare un giudice,
appoggiarsi a un cugino. Non  come in Francia e in Spagna,
quel genere di repubbliche delle banane. Devi aspettare il tuo
turno come tutti gli altri. Se salti la fila ti si ritorce contro.
Guy ripet quelle parole a Pierre-Georges, che comment
con superbia: Non abbiamo banane in Francia.
No, sono single ripet Guy, e la cosa suona ridicola per
un gemello. Tu non sei mai single.
S, lo sono protest Kevin. Chris pesa pi di me, immagino
sia il suo lato etero. Ha conosciuto una ragazza fuori dal
nostro palazzo e ora passa le serate con lei. In teoria dovrei essere
geloso e possessivo, e invece non lo sono. Sono sollevato.
Hai voglia di passare la notte da me? chiese Guy.
Di nuovo un secchio di sangue mescolato con un bicchiere
di latte: il suo rossore.
Certo. Pausa. Quando vuoi che venga?
Stasera? Sei libero stasera? Possiamo mangiarci qualcosa,
guardare la Tv e poi andare a letto.
Non so se  bene mangiare qualcosa prima di scopare...
non  che poi si fa un gran casino?
Guy scoppi a ridere e disse: La merda  il lubrificante migliore.
Bleah!
Comunque non sappiamo chi  il lanciatore e chi. il ricevitore.
Eh?
Magari facciamo che tu sei l'attivo e io il passivo.
Me lo permetteresti? chiese Kevin con gli occhi spalancati.
Ti piace proprio essere diretto. In Francia preferiamo il
non detto, il non-dit. Pi romantico.
Immagino tu mi abbia gi classificato come un norvegese
stupido.
Improvviseremo.
L'idea dell'improvvisazione sembrava rendere Kevin ancora
pi ansioso. Si accordarono per incontrarsi alle sette e mezzo.
Si sentiva un traditore, ma Guy decise lo stesso di nascondere
le foto di Andrs. Desiderava semplicemente trascorrere una serata
felice con quel ragazzo perfetto. Sapeva che alla fine le sue
bugie sarebbero venute fuori; la sua vera et, il suo fidanzamento
con Andrs; anche il suo successo come modello e la sua
relativa ricchezza. Ma non vedeva l'ora di trascorrere quella
notte con Kevin. Era arrivato il momento di cogliere la pera, ora
che aveva ancora striature verdi e una certa legnosit, prima che
si trasformasse in una poltiglia marroncina, dolcissima e gocciolante.
In fondo sembrava meno riprovevole essere un estimatore
del fruit vert che del proprio amante rinchiuso in carcere. Guy
si vide come un uomo arrapato consapevole che ogni istante
della propria giovinezza potesse essere l'ultimo.
Quando ripensava alla propria vita passata, si rendeva conto
che il ventiseiesimo compleanno era stato il pi doloroso perch
aveva pensato di non essere pi giovane, di non poter pi
passare per uno studente, nemmeno un dottorando. Molti dei
suoi coetanei si stavano sposando, cominciavano a lavorare, a
comprare case, a diventare padri. Poi a trent'anni aveva pronunciato
un addio al tempo in cui era stato desiderabile... eppure
il suo bell'aspetto non svaniva.
Non che avesse fatto nulla di particolarmente inconsueto o
si fosse sottoposto a una particolare disciplina per restare giovane.
Be', forse un po', ma nessuna chirurgia plastica. Aveva
eliminato il pane e i dolci dalla dieta, anche se non rinunciava
mai al quotidiano bicchiere di succo d'arancia. Si faceva applicare
una maschera facciale una volta a settimana da una signora
coreana che lavorava sulla Twenty-sixth. Le notti in cui
era solo si spalmava la Retin-A sul viso. Andava in palestra, ma
solo tre volte a settimana, e per un'ora soltanto. Preferiva definire
il corpo che gonfiarlo di muscoli. Si era fatto l'elettrolisi
sul petto. Dopo la rasatura quotidiana della barba, si dedicava
a esercizi isometrici per il viso. Non prendeva il sole e ogni
mattina si spalmava la crema solare. Andava dai migliori parrucchieri
per schiarirsi i capelli, tenendoli poi in piega con il
gel. Si era definito le sopracciglia. Se era davanti al televisore
da solo, si obbligava a fare cinquanta addominali ogni mezz'ora.
Aveva smesso di fumare e beveva solo due bicchieri di
vino a cena. La gente diceva che il vino bianco provocava il
mal di testa, ma Guy lo preferiva perch non scoloriva i denti.
Si sottoponeva alla pulizia dei denti una volta al mese. Ora che
aveva quasi quarant'anni doveva tagliarsi i peli del naso e delle
orecchie e radersi il collo per evitare che vi crescessero peli
bianchi. Si vestiva sempre di nero, perch dimagriva. Non portava
gioielli. Mai la barba. Se metteva su qualche chilo di
troppo, immediatamente preparava un pentolone di zuppa di
verdure e non mangiava altro per una settimana. Si applicava
regolarmente il Rogaine sul cuoio capelluto anche se i suoi capelli
erano ancora spessi.
Ma l'aspetto pi importante era un altro: per anni si era allenato
a non provare nostalgia, a non riconoscere i film, le serie
televisive o le canzoni pop dei decenni precedenti. Accoglieva
i nomi (anche francesi) che provenivano dagli anni sessanta o
settanta con uno sguardo interrogativo, persino sconcertato.
Non riconosceva mai nulla che fosse precedente al 1980. Mentre
gli altri allo scorrere dei ricordi cedevano a squallide orge
di sorrisi, con un'affettuosa autoindulgenza nell'evocare il passato
- peraltro non descrivendolo mai nella sua concreta monotonia
o sofferenza, ma solo in una forma sentimentale, lui,
al contrario, restava distaccato, indifferente, fingendo strategicamente
di non capire. Comunque erano tutti falsi, quei ricordi,
servivano solo a proteggersi dalla dura verit. Odiava il passato.
Da adolescente aveva conosciuto la frustrazione, a vent'anni
l'insicurezza (per quanto tempo durer questa carriera?) e a
trenta la disillusione (ma quanto deve ancora durare questa carriera?).
Ora che ne aveva quaranta poteva ricominciare di
nuovo. Gli era stato regalato il miracolo dell'eterna giovinezza.
In un mondo di merci luccicanti, Guy era la pi luccicante
di tutte. Pronunciate da qualsiasi altra persona, quelle parole
l'avrebbero fatto infuriare, eppure doveva ammettere che
erano vere. Era un prodotto, confezionato con abilit, tenuto
al fresco come un cioccolato pregiatissimo. Certo, ormai era
una giacenza in magazzino e i tempi dell'esposizione sugli scaffali
erano passati. Avrebbero dovuto abbassare il prezzo per
sperare che la merce si muovesse.
Era stato aggressivo e disonesto con Kevin? Sicuramente disonesto;
gli aveva detto di avere venticinque anni. Aggressivo,
no. Non aveva sedotto il ragazzo, se non con un freddo distacco,
con la naturale attrazione suscitata dall'aspetto, dall'accento e
dalla professione. E dalla sua quasi impercettibile cordialit.
Non era un vero acchiappo - merce avariata, un po' scialba, non
pi fresca, ma forse un provinciale di diciannove anni poteva
considerarlo una scoperta rara e confondere una certa brillantezza
di spirito appresa nel suo ambiente per acume personale.
Kevin suon al citofono esattamente alle sette e mezzo.
Wow! Questa  una reggia esclam, guardandosi intorno.
Sembrava un marmocchio, e la cosa era grottesca, con la sua camicia
appena stirata e quel sorriso perfetto e smagliante. I capelli
imbrattati di gel, la bocca che sapeva di dentifricio alla menta,
l'acqua di colonia scadente (Mennen?). Appariva cos indiscutibilmente
giovane che Guy ebbe paura ad uscire con lui: non
va bene, sembro vecchio per contrasto, faux jeune.
S, bella, vero? comment Guy. Mia zia me l'ha lasciata
in eredit. E troppo per uno come me, magari la gente si fa
delle idee sbagliate...
Tua zia era americana? Mi spiace che sia morta e Kevin
abbass gli occhi fedele al rituale del rispetto. Cos Minnesota!,
pens Guy, anche se non sapeva quasi nulla degli abitanti del
Midwest e fu solo in quel momento che nella sua testa si form
concretamente una statua in cera del tipo medio, cui aggiunse
l'idea che il Minnesota fosse una regione dai limpidi ruscelli e
grandi cieli, con ragazzi rozzi, provvisti delle migliori intenzioni
e di un pacco inodore.
S, era francese ma sposata con un ricco americano, enfin,
quando si sono conosciuti lui era un soldato, nero...
Nero? Fico!
Ma poi ha fatto i soldi...
Con cosa?
Con i barbecue improvvis liberamente.
Fico.
E non avevano figli. E morto...
Di cosa?
Colesterolo. Guy non era sicuro che fosse una malattia
mortale, ma sembrava una di quelle malattie che un cuoco
nero pu prendersi.
Poveretto. E lei di cosa  morta?
Inedia. Anoressia. Si sentiva pi attrezzato a parlare di
quella malattia.
Paradossale!
Perch?
Suo marito fabbricava barbecue.
Nella sua testa si form la vaga immagine di un nero sudaticcio
e grasso con un tocco bianco da chef. Lei era vegetariana
butt l Guy.
Non sembra l'appartamento di una persona anziana. 
tutto alla moda.
Grazie disse Guy con voce sottile. Ho apportato alcune
migliorie. Ceniamo fuori?
Raggiunsero a piedi il Duff's sulla Christopher Street e si
sedettero sotto un grande neon industriale. Ordinarono una
bottiglia di vino bianco scadente e due bistecche al sangue con
taccole e patate lesse. Un vero pasto da modello.
Gi ammise Guy.
Posso essere onesto con te?
Lo stomaco di Guy si annod per la paura. Certo.
Mio fratello pensa che io sia troppo noioso per un tipo sveglio
come te.
Non sei noioso... almeno non quanto me. E poi tu studi.
Ma  solo l'universit. Tutti ci vanno, e la maggior parte
dei ragazzi che frequentano l'universit sono stupidi.
Io non sono andato all'universit.
Perch no?
I miei genitori erano aristocratici, un conte e una contessa,
e volevano che mi occupassi delle propriet di famiglia. Guy
decise che avrebbe dovuto annotare su un diario segreto tutte
le bugie e stilare una cronologia della propria vita inventata.
Non  mai troppo tardi per andare all'universit comment
Kevin. Guy sorrise gelido.
Appena varcarono la soglia di casa, lui si tolse i vestiti (pens
che quello avrebbe evitato le solite goffaggini o qualsiasi traccia
di corteggiamento). Con il sedere nudo si diresse in cucina per
prendere due bicchieri d'acqua. Al ritorno, trov Kevin che si
stava levando i jeans. Si era gi slacciato le Top-Sider e con
un'aria leggermente corrucciata era intento a sbottonarsi la camicia.
Brillava di una bellezza adolescenziale. Aveva indosso
delle tradizionali mutande Hanes, probabilmente comprate
dalla madre - sei per ogni pacco. Guy accolse la piccola e sbilenca
erezione di Kevin come un dono. Forse Kevin, nella sua
inesperienza, pensava che tutti i gay dovessero togliersi i vestiti
appena superata la porta di casa?
Guy avanz cauto verso Kevin, pos i bicchieri sul tavolino
e lo strinse tra le proprie braccia. Credeva che nel sesso tutto
dovesse essere lento per non spaventare gli spiriti animali e garantire
sempre una certa eleganza e compostezza.
Kevin rabbrivid tra le sue braccia. Guy prov a ricreare
nella propria mente il sentimento di piacere e repulsione provati
da un ragazzo vergine, ma decise di essere sfacciato, fermo,
il contrario di un giunco sensibile alle raffiche di vento del desiderio
e dello sgomento. Troppe esitazioni avrebbero provocato
un tragico naufragio.
La pelle di Kevin era cos fresca da sembrare bagnata, soprattutto
nella parte superiore delle sue natiche elastiche.
Con le lingue larghe e scivolose esplorarono le reciproche
bocche, come anguille che nuotano dentro e fuori dalle
grotte marine, rimpicciolendosi per entrare e dilatandosi una
volta dentro.
Quando si inginocchi per succhiare l'uccello di Kevin,
Guy sollev lo sguardo e colse sul suo viso una smorfia di dolore.
Tutto bene?
Per la smorfia? Lo faccio sempre quando mi masturbo. 
colpa del piacere... fa troppo male. Ti suonano strane le mie
parole? L'innocenza con cui sottoponeva il proprio comportamento
al giudizio di Guy era disarmante.
Guy pens, il dolore  piacere. Era qualcosa che capiva.
Lecc i coglioni del ragazzo, alti e tesi nello scroto senza peli,
e gemette di piacere con una vaga enfasi. Poi ebbe un sussulto
in tutto il corpo, come un cavallo cui abbiano gettato un secchio
d'acqua. Quella scossa sembr reale, istintiva. Guy pens
a un purosangue, a come il suo manto color curry assorbisse
la luce. Tocc i fragili capezzoli rosa del ragazzo, senza che
lui reagisse. Il suo corpo non era ancora del tutto erotizzato,
e la cosa gli fece tornare in mente il modello cinese con cui
una volta aveva fatto l'amore, un ragazzo che aveva conosciuto
a San Paolo, e che portava il proprio corpo come se
fosse un'armatura, il che lo aveva spinto a concludere irrazionalmente
che i cinesi non fossero erotici, che non fossero portati
per il sesso. Non abitano il proprio corpo fu la conclusione
cui giunse sulla base di una sola esperienza.
Si fece scopare da Kevin. Guid il suo piccolo pene in erezione
fin dentro il proprio corpo; era steso sulla pancia per offrire
a Kevin la piena morbidezza delle sue natiche muscolose.
Il ragazzo non sapeva come spingere dentro. Semplicemente
si appoggi sul corpo pi lungo e sottile di Guy, su quel corpo
del valore di milioni di dollari ricoperto per decenni da costosi
unguenti, e a fatica si mise a spingere dentro per un tempo
brevissimo finch non venne.
Oh, scusa disse Kevin. Ti sono venuto dentro. Non pensavo
che succedesse cos in fretta.
Va tutto bene rispose Guy, baciandolo e poi correndo
verso la doccia. Era quello che volevo.  stato fantastico
ment. Non sapeva se Kevin si sarebbe sentito in colpa dopo
l'orgasmo (la prima volta capita a molti uomini). Per quello si
alz dal letto. Di nuovo, non voleva sembrare freddo e cos gli
url, Vieni a farti la doccia con me, e il ragazzo in fretta lo
raggiunse in bagno. Si alternarono sotto la pigna della doccia;
chi non era perpendicolare al getto dell'acqua doveva insaponare
l'altro, in piedi con le gambe semiaperte per meglio pulire
la fessura delle natiche, con il getto dell'acqua in faccia, e sollevare
le braccia per lavare le cavit glabre. Kevin era in realt
gi pulito se non per il suo piccolo pene unto dal lubrificante;
se lo lav. Poi, con i corpi riscaldati dall'acqua, si strinsero in
un valzer per evitare di raffreddarsi. Bastarono pochi secondi
perch Kevin fosse di nuovo eccitato e allora Guy si riemp la
bocca di acqua calda e si pieg per riprenderglielo in bocca. Il
ragazzo gemette e cerc di riportare Guy in piedi. Dobbiamo
fare a turno. Altrimenti non  giusto.
Solo gli studenti di Princeton si preoccupano di quello che
 giusto comment Guy. Per questo si sfregano l'uno contro
l'altro. Gli sfregamenti di Princeton. Bisbigli, Sei il mio
stallone, poi riprese l'uccello in bocca e si rimise di nuovo al
lavoro.
Come posso essere il tuo stallone? Anche solo la parola
sembrava imbarazzare Kevin.
Guy sollev lo sguardo, con l'acqua che gli bagnava il viso
e i capelli fradici che gli gocciolavano sugli occhi. Scommetto
che puoi venire tre volte di seguito.
Anche cinque. Ma con le seghe. E alla fine l'uccello  molliccio.
Guy lo guard con ammirazione.
Dopo che Kevin venne per la seconda volta, Guy lo asciug
con una salvietta da albergo e avrebbe voluto dirgli, Il mio
piccolo stallone, ma si autocensur. Porse Kevin non avrebbe
apprezzato la parola piccolo. E in pi nel postcoito la parola
stallone strideva.
Guy port Kevin a letto e gli allung il telecomando della Tv.
Poi torn in bagno, si chiuse la porta alle spalle, e si ritrov misteriosamente
a provare una certa fierezza per l'abbondante
quantit di sperma che Kevin aveva schizzato dentro di lui.
La strategia di Guy era quella di trasformare Kevin nell'attivo
della coppia per rafforzarne la fiducia in se stesso sulla
base della convinzione che per colpa del suo cazzo piccolo e
della sua giovane et raramente si sarebbe trovato ad avere
quel ruolo. Sapeva che gran parte dei gay pi navigati avrebbero
trovato quella politica contraddittoria; tutti sostenevano
che il culo era il modo migliore per conquistare il cuore di un
uomo. Tuttavia Pierre-Georges gli aveva spiegato che i ragazzi
preferiscono considerarsi passivi all'inizio perch  pi facile
prenderlo che darlo, ma nel momento in cui acquisiscono maggiore
sicurezza all'interno della relazione diventano gradualmente
assertivi: la classica rivincita del represso. E cos alla fine
tutti e due sono attivi e si mettono alla ricerca di un passivo
da scopare ogni tanto.
Forse non era un esito cos sistematico, ma Guy si fidava del
proprio istinto, e dopo una settimana passata insieme, Kevin
camminava gi a testa alta e a volte si permetteva persino di dargli
una palpata sul sedere quando svoltavano l'angolo. Dal momento
che Kevin considerava Guy pi sofisticato e anche pi
grande di cinque anni, oltre ad essere pi newyorchese di lui,
lasciava che fosse Guy a decidere quando andare in palestra o
quale film vedere. Di solito mangiavano in un diner perch era
pi veloce ed economico e perch Kevin, se lasciato a se stesso,
poteva andare avanti a forza di hamburger e patatine fritte.
Kevin desiderava avere degli zigomi come quelli di Guy, quelle
nocche sul punto di strappare la pelle tesa, e per questo, docile,
ordinava un'insalata e una Diet Coke, salvo poi ricompensarsi
con una fetta di cheesecake alla ciliegia, della cui esistenza si era
accorto solo a New York, cos come della ciambella ai semi di
papavero con salmone affumicato e panna.
Le sue gambe erano abbastanza piene per ricordare a Guy che
era un uomo, ma ogni tassello dei suoi addominali non era pi
largo di una bottiglia di birra e aveva uno stomaco cos sottile
che riuscivi quasi a toccare lo scheletro, e aveva tre muscoli sui
fianchi, sotto le ascelle, obliqui (cos li aveva definiti l'allenatore
della palestra) che sembravano delle pennellate di vernice o delle
strisciate a forma di virgola, oppure delle dita che reggevano un
bicchiere di latte. Quando si stendeva di pancia, la sua spina dorsale
e le sue costole somigliavano a un trilobite fossile.
Kevin aveva comprato un walkman ed era ormai ossessionato
da Madonna, gli U2 e i New Order. Parlava spesso di musica
e la difendeva come se Guy volesse vietarla. I suoi gusti musicali
erano articoli di fede, la sola bandiera cui aveva giurato fedelt.
Si metteva a sedere con le cuffiette e annuiva a ritmo, mimando
con la bocca le parole delle canzoni. Le conosceva a memoria e
per lui erano la Bibbia. Le citava spesso con Guy come se esprimessero
una saggezza superiore. Guy non metteva mai in dubbio
la loro seriet o immortalit e quello sembrava pacificare Kevin
che si irrigidiva sempre prima di pronunciarle, come se dovesse
prepararsi a una lotta. Tuttavia era anche docile, sempre di buonumore
e sorridente, persino troppo affettuoso. Guy trovava il
suo affetto opprimente, come se Kevin fosse un allegro cagnolino
da salotto sempre tra i piedi a guaire e a mordere, e a impedirgli
di muoversi in libert. L'indifferenza e un'aura di mistero risultavano
molto pi attraenti. Una leggera distanza permetteva all'immaginazione
e alla tenerezza del compagno di allargarsi e
riempire cos il vuoto tra s e lui, consentendo alla mente e alle
emozioni di mettersi in moto, di desiderare. Secondo il buddismo
desiderare  una forma di attaccamento, ma in amore  una
virt, una di quelle costruttive, che permettono di articolare l'oggetto
del tuo affetto. Che avesse o meno ragione il buddismo -
ossia, che l'amore fosse sempre deludente - non era di alcun interesse
per Guy. L'amore era la sua vocazione, anche se l'aveva
suscitato negli altri pi che sperimentato personalmente. Guy
somigliava a una di quelle leggendarie attrici hollywoodiane che
facevano impazzire gli uomini senza provare mai nulla, che diventavano
vecchie, grasse, sdentate e di destra dopo che per anni
erano state identificate con i bikini e con Saint-Tropez. Sapeva
che il barone, Fred e Andrs l'avevano amato e che Andrs, magari
in quello stesso istante, si stava masturbando in cella sussurrando
il suo nome, preoccupato che il movimento della branda
svegliasse il compagno di cella.
Il pensiero di Andrs lo incup per via del senso di colpa,
ma brill anche di una bella luce, come quando balza in testa
l'idea di redditizi buoni del tesoro che prima o poi sar possibile
incassare.
Quella sera usc con Kevin e il ragazzo pass un braccio intorno
ai suoi fianchi, come facevano gli ispanici con le loro
donne. Camminavano lentamente. Guy si chiese cosa passasse
nella mente delle persone che incrociavano per strada: che fosse
un traviatore di ragazzi, capace di ipnotizzare la propria vittima?
Che Kevin fosse disturbato mentalmente e che la sola persona
di cui si fidasse fosse lo zio, riversando su Guy tutto l'affetto che
avrebbe dovuto opportunamente distribuire su pi persone?
Una volta Guy aveva visto un ragazzino alto, affettuoso, con i
capelli ricci da bar mitzvah, baciare il padre basso e calvo, come
se tutta l'energia sessuale e l'affetto di quel giovanotto fossero
concentrati su una sola persona che adorava come un amante.
Kevin era cos: un ragazzino in et da bar mitzvah
completamente infatuato del padre.
Un giorno, per caso, ma forse no, incontrarono il gemello
di Kevin, Chris, in compagnia della sua ragazza, che aveva la
gomma da masticare perennemente in bocca. Accanto al gemello,
Kevin sembrava pi magro. E anche pi orgoglioso - il
suo ragazzo era molto pi bello della fidanzata del fratello. In
fila indiana entrarono tutti insieme nel bar all'angolo, stranamente
buio. La ragazza, Betty, era acuta e sveglia. Era di New
York, concepita al Village e nata nel Queens, e il suo arguto
disincanto ne era la prova. Si interruppe per qualche secondo
lasciando che gli occhi perlustrassero lo spazio, dopodich fece
un'osservazione originale, come una grande cantante lirica
che si ricompone prima di attaccare la famosa aria da virtuosa.
Sembrava consapevole che Guy e Kevin fossero una coppia, e
si sforzava di far vedere di essere a proprio agio con i gay, e
allo stesso tempo di esserne annoiata, anche a costo di prenderli
un po' in giro. Che cosa stavate facendo, ragazzi?
chiese, facendo l'occhiolino. Andavate a battere?
Guy, con la generosit tipica degli uomini belli, trovava
Betty spassosa e le rivolse uno dei suoi sorrisi assassini. E lei
di rimando, e non senza una certa impertinenza, gli chiese: Ti
tingi le sopracciglia di nero o te le sei tatuate? E raro vedere
delle sopracciglia cos scure... devo dire che sono una vera figata
per i tuoi occhi.
Ma no rispose Guy, senza offendersi. Sono naturali.
Sono le ragazze a tatuarsi le sopracciglia, ma non le ciglia...
sarebbe troppo pericoloso. Betty fece l'occhiolino a Chris,
come se Guy avesse appena pronunciato una piccola bugia che
in separata sede avrebbero dissezionato e schernito.
Tempo due minuti e avevano gi finito le birre, dopodich
Kevin spinse Guy fuori dal bar. Chris sembr stupito dalla risolutezza
del fratello.
Sulla strada Kevin disse: Sono stanco di passare tutte le
sere a casa. Andiamo al Roxy a ballare.
Bellissima idea rispose Guy, piacevolmente sorpreso dalla
perentoriet di Kevin, ma irritato dalla prospettiva della discoteca.
Non si poteva entrare prima delle due. Avrebbero dovuto
sniffare un po' di cocaina, anche se Kevin era troppo attento
al denaro per strafare.
Voglio mostrarti al mondo disse Kevin.
Due giorni dopo Guy prese di nuovo la corriera per raggiungere
la prigione di Andrs. Ment a Kevin dicendo di dover
scattare delle foto a LaGuardia per un catalogo tedesco di attrezzatura
sciistica.
Andrs era di cattivo umore e Guy impieg pochissimo per
rendersi conto che era divorato dalla gelosia. Improvvisamente
disse: Mi  venuta un'idea.
Quale?
Penso che dovremmo farci un tatuaggio, identico.
Davvero?
Un tatuaggio al viso.
Ma io devo lavorare protest Guy.
Non preoccuparti, non mander a puttane il tuo bene prezioso.
Guy pens che l'inglese di Andrs fosse diventato pi
gergale; probabilmente per colpa del suo compagno di cella.
Anche il suo accento era pi afroamericano.
Come pu un tatuaggio sulla faccia passare inosservato?
chiese Guy.
Dietro al lobo dell'orecchio. Un minuscolo numero otto.
Guy pens immediatamente che Kevin se ne sarebbe accorto
e l'avrebbe presa male. Forse l'idea di Andrs era proprio
quella di marcare il territorio. Perch un otto?
Andrs si tocc il pacco come facevano i rapper. Non ti ricordi?
E quando ci siamo conosciuti, l'otto febbraio. Ma 
anche il simbolo dell'infinito se lo giri di lato. E quanto durer
il nostro amore... all'infinito. Almeno il mio amore per te.
Guy sorrise e accett la spiegazione.
Improvvisamente Andrs si rianim. Lo farai?
Certo rispose Guy, pensando che poi sarebbe riuscito a
inventarsi una scusa per sottrarsi. Ma tu come fai a tatuarti
in prigione?
Non  un problema bisbigli. Fico. Pi passava il
tempo e pi Andrs parlava come un teppistello, e la cosa metteva
in allarme Guy e allo stesso tempo lo eccitava. Era sempre
stato passionale... e ora lo sarebbe stato ancora di pi? Il suo
cazzo sarebbe diventato pi grande e pi scuro? Avrebbe puzzato
ancora di pi di zafferano e di scalogno fritto nell'olio
d'oliva? Ehi, bimbo disse Andrs, lo faresti per me? E
Guy pens che avesse la voce suadente e romantica di un disc
jockey nero che descrive la sua Regina africana. Bimbo, ma
faresti davvero questo per me?
Guy realizz che Andrs non lo aveva mai chiamato
bimbo, e nemmeno aveva mai parlato con quella voce baritonale
da crooner. Improvvisamente avvert una punta di gelosia
per il suo rivale nero, e disse: Non mi parli mai del tuo
compagno di cella. Adesso  qui? Puoi indicarmelo? Senza
farti vedere, ovviamente.
Perch?
Perch sembri diverso dal solito.  il tuo amante?
Andrs si zitt. La sua rabbia (o imbarazzo?) era una carica
elettrica capace di mandarlo in corto circuito, e solo poche e
crepitanti scintille erano la manifestazione visibile del suo totale
black-out. Sei tu che hai un amante! grid Andrs, alzandosi
di scatto dalla sedia, al che le guardie si precipitarono
immediatamente verso di loro.
 tutto a posto qui? chiese un agente nero con un petto
gigantesco. Vi state comportando bene, ragazzi? Tutto a
posto, Andy?
Guy pens che quella intonazione gli suonava familiare.
Siamo a posto rispose Andrs cupo, e poi torn a sedersi. Il
mento gli ricadde sul petto.
Ma certo, pens Guy, l'agente nero si  impossessato del bel
ragazzo colombiano. Non lascer assaggiare a nessun altro la
carne di prima scelta.  sua la voce che Andrs sta imitando.
Ma poi Andrs spieg a Guy che si era unito a una gang
portoricana.  bello tornare a parlare spagnolo, anche se il
loro spagnolo  assurdo. Qui devi scegliere tra la gang afroamericana
e quella portoricana. Mi fanno pena quelle canaglie
di Wall Street. Loro non ce l'hanno una gang.
Sei sicuro che otto non sia il nome della tua gang spagnola?
Ocho! E magari cerchi di farmi credere che l'otto sia il simbolo
del nostro amore solo per evitare che mi ingelosisca.
Bimbo... disse Andrs con uno sguardo cos ferito e
colmo di biasimo che Guy batt subito in ritirata. Si sporse
per baciare Andrs sulla guancia, ma Andrs si ritrasse e si
guard intorno nervoso. Ho raccontato che sei mio cugino.
Ho visto altre persone baciarsi qui dentro.
Ma non uomini.
Nemmeno cugini?
Andrs sorrise e disse: Vattene.
Guy lanci un'occhiata alla tuta arancione all'altezza del
pacco: questa volta nessuna erezione. Ormai solo una voce
nera da crooner era in grado di eccitarlo.
Kevin insistette perch salissero sul tetto in cemento del loro
palazzo per stendersi, come diceva lui. Mentre erano lass
fraternizzarono con una giovane coppia di grassoni, il signore
e la signora dal cognome polacco a cui Guy aveva affittato l'appartamento
dell'ultimo piano. Erano freschi sposini e innamorati
al punto da tenersi sempre per mano. Lui lavorava per una
societ di disinfestazione, spieg, e lei in un panificio, e quindi
era costretta ad alzarsi tutti i giorni alle quattro del mattino.
Lavorava per il fornaio francese gi in strada e portava sempre
a casa degli autentici dolcetti americani alla carota che rivestiva
di glassa arancione e verde.
Lasciavano sempre una baguette sulla porta di casa di Guy,
oppure un cheesecake alla ciliegia, perch avevano scoperto
che era il dolce preferito di Kevin. Con la gelida autodisciplina
di un contadino che annega i cuccioli di gatto, Guy spargeva
sistematicamente del detergente su pane e dolci per renderli
non commestibili. Sei davvero dolcissima, Dorothy era la
frase pronunciata da Kevin che giungeva alle orecchie di Guy,
ma noi siamo modelli e non possiamo sgarrare. Al suo posto
Guy non avrebbe detto nulla: non voleva che la gente li considerasse
dei marziani.
Pass a casa loro Pierre-Georges che tratt Kevin con freddezza.
Insisteva a voler conversare con Guy in francese, ricorrendo
all'argot (pieu per letto e tignasse per capelli) per
paura che Kevin conoscesse il francese, seppure a un livello
elementare.
Parla in inglese lo esort Guy.
A essere sinceri non m'importa, potete fare quel che volete
con il vostro francese. Io mi metto a leggere una rivista disse
Kevin.
Guy sapeva che Pierre-Georges avrebbe scambiato quella
gentilezza per una forma di smanceria (mivrerie).
A Pierre-Georges era gi stato raccomandato di non dire nulla che
potesse tradire la vera et di Guy.
Quella notte, a letto, Kevin confess che a dodici anni gli
era capitata in mano una copia della rivista gay Blueboy. E che
si era fatto una sega con la foto di uno dei ragazzi, un certo
Ralph. Era uguale a te, ma naturalmente non potevi essere
tu dato che era un numero di sette anni fa. Ma giuro che ti
assomigliava tantissimo! Che strano! Le stesse orecchie a
sventola, gli stessi occhi con lo stesso taglio, le stesse piccole
mani, lo stesso... si ferm e abbass la voce... lo stesso
cazzo. Avevo persino pensato di contattare l'art director della
rivista, un certo Gabriel Sanchez, gli avrei telefonato dicendo
che chiamavo per conto della madre di Ralph ormai sul letto
di morte, e che dovevo ricevere immediatamente il numero
di telefono di Ralph, ma poi ho pensato che forse quello non
era il suo vero nome. E probabilmente Blueboy non aveva rapporti
diretti con lui. I diritti della foto erano di un'agenzia fotografica,
la Big One Studio. Erano stati loro a vendere la foto
a Blueboy.
Kevin torn a stendersi sul cuscino e chiuse gli occhi. Nella
obliqua luce della sera che dalla finestra filtrava sul bianco immacolato
della federa, sembrava ancora pi abbronzato.
Improvvisamente spalanc gli occhi. E pensa un po', ora ho un
Ralph tutto mio, il mio Ralph in carne e ossa.
Guy sorrise. Mi fai sentire come il bambolotto Ralph.
Kevin scoppi a ridere. Tu sei il mio bambolotto Ralph.
Sbotton la camicia di Guy. E posso metterti tutti i vestitini che
voglio e anche spogliarti. Le sue dita sottili sbottonarono i Levi's
di Guy e li abbassarono con un gesto violento. E poi muovere
le gambe e le braccia del mio bambolotto Ralph a mio piacimento.
Fece girare Guy sul fianco, pieg un ginocchio, e tese
l'altra gamba, spinse la spalla contro il materasso e poi dimenandosi
un po' riusc a togliersi le mutande, liberando un'erezione.
Un istante dopo era l a fottere Guy, stringendolo per i fianchi
appuntiti e poi tirandolo sul proprio uccello. Ti piace, Ralph?
S, mi piace rispose Guy con voce robotica. Molto, moltissimo
aggiunse.
 strano, ma piace anche a me disse Kevin. Il calore di
quel tardo pomeriggio lo faceva sudare, appiccicandogli i capelli
sulla fronte, cosa di cui si era accorto Guy voltandosi. Guy
si chiese se era giusto dire a Kevin di spingere un po' di pi,
ma no, la cosa avrebbe potuto fiaccare la fiducia in se stesso del
ragazzo. Meglio fargli vedere come andava fatto una volta che
fosse toccato a lui. Il ragazzo dondolava come un Roto-Rooter
e venne con uno spaventoso grido di guerra.
Il mio piccolo Ralph sussurr Kevin nell'orecchio di Guy.
Era la prima volta che Kevin si dimostrava sentimentale dopo
un orgasmo e Guy l'accolse come un progresso. Poi sent Kevin
dire bleah appena tir fuori il suo pene, che era marrone e
puzzolente, e anche quello sembr a Guy un rite de passage.
Guy invit Kevin al ristorante spagnolo all'angolo. Trovarono
il barone in compagnia di un uomo muscoloso di nome
Hans, rasato e con un piccolo bottone d'argento al sopracciglio
destro. Portava delle Doc Martens nere e dei jeans attillati
tenuti su da una catena da bicicletta al posto della cintura. Sapevo
che ti avrei incontrato qui, Guy, nel nostro vecchio quartiere.
Sei in compagnia di una splendida creatura... Kevin?
Onorato di conoscerti. Lui  Hans, viene dalla Germania
orientale, perci non  abilissimo con l'inglese. Ma  abilissimo
in molte altre cose.
Guy si sentiva a disagio, l in piedi, con loro. Pens, Se gridassi
Al fuoco! e spingessi via Kevin, magari la giornata sarebbe
salva, ma  inutile, non lo far. Stava andando inesorabilmente
incontro a un incidente fatale.
Ho saputo che il nostro vecchio amico comune  morto e
ti ha lasciato un'altra casa. Squadr Guy dalla testa ai piedi.
Sembri uguale a quando ti ho conosciuto un mucchio di
tempo fa. Ti sottoponi a una terapia genica? O bevi lo sperma
degli adolescenti? (E in quell'istante il suo sguardo si spost
su Kevin). E non dirmi che ti sei sbarazzato di quel colombiano
cos virile.
 in carcere... per contraffazione.
Poverino. Edouard non voleva mai informazioni supplementari
su vicende sgradevoli. Di nuovo ispezion con lo
sguardo la figura di Guy. Dovrebbero esibirti allo Smithsonian
come un prodigio contemporaneo. Da quanti anni ci conosciamo?
Non penso quasi mai al passato rispose con freddezza
Guy.
 giusto, soprattutto quando si ha un presente cos ricco
di opportunit e di nuovo lanci uno sguardo indagatore su
Kevin. Guy, sembri giovane come quando ti ho conosciuto.
Grazie rispose Guy, mentre fissava il pacco sporgente di
Hans; la postura, lo sguardo fisso e la testa rasata a forma di
missile, tutto in lui sembrava gridare: Grande Cazzo.
E com' la tua casa? Comoda?
S, come sempre. Tu e Hans potreste passare un giorno per
bere qualcosa.
Certo! cinguett cortese Kevin. Siete i benvenuti.
Che bambino dolce comment il barone con un sorriso
beffardo, poi diede un buffetto sulla guancia di Kevin con la
mano tempestata di anelli e di macchie della pelle. Bambino
mio, non farti portare sulla cattiva strada da quello. E un mostro!
e finse di rabbrividire.
Una volta seduti al loro tavolo, Guy e Kevin si misero a studiare
il menu, e alla fine Guy sbott: Non vuoi sapere?
Mi sembra di capire che non ti conosco per niente.
Non pensi che la nostra relazione sia vera e solida?
Kevin lo guard con le lacrime agli occhi. Vorrei crederlo
con tutto me stesso. Cristo, lo vorrei tantissimo. Ma come faccio
a fidarmi di te? Non so proprio cosa pensare.
Era la prima volta che Guy sentiva Kevin pronunciare l'imprecazione
Cristo e il modo in cui l'aveva pronunciata esprimeva
un dolore sincero. In quel momento Guy pens che se
anche avesse perso Kevin, almeno poteva dire di aver ricevuto
in dono un mese che rasentava la perfezione, e in fondo che
cos'altro si poteva desiderare dal prossimo? Nulla di pi. Tra
l'altro rompere con Kevin gli avrebbe di molto semplificato la
vita. Non avrebbe pi dovuto mentire ad Andrs.
Ma avrebbe provato nostalgia per il ragazzo, per la sua dolcezza,
il suo perenne buonumore, la sua devozione a quella
stupida musica, il suo corpo caldo e perfetto, il suo modo dilettantesco
di amare, il suo sperma di adolescente.
Pensi che ne valga la pena, voglio dire, mettersi in mezzo
a tutto questo casino? chiese Guy.
Kevin lo guard sbigottito. Cosa? Mi stai scaricando? Guy,
io ti amo. Sei il mio ragazzo. Ti sposerei se potessi. Hai dei
dubbi su questo?
Guy allung la mano sul tavolo e strinse quella di Kevin, incandescente.
Prima di tutto disse Kevin, chi  quell'uomo?
 un barone belga. Si chiama douard ed  lui ad avermi
regalato la casa.
Quindi non l'hai ereditata da tua zia. Immagino non sia
mai esistito il soldato afroamericano.
No.
Sei stato l'amante del barone?
Ho fatto l'amore con lui solo una volta. Lui si era infatuato
di me.
Quanti anni hai veramente?
Vado per i quaranta. La foto di Ralph che tu... sono io, a
vent'anni.
Davvero? Sei tu? Ma come fai?
Non faccio assolutamente nulla.
Come fai a mantenerti cos giovane? Sembri avere la stessa
et di Ralph. Non sei cambiato per niente.
S, sono cambiato. Ora ho i peli nelle orecchie. La carne
delle dita  rilassata, molliccia... guarda, il tuo pugno ha la
pelle tesa, come un guanto che calza perfettamente, invece la
mia  rugosa, lucida, rilassata. E i miei gomiti sono secchi e
squamosi. Il mio naso  troppo grande... con gli anni diventa
sempre pi grosso. Per fortuna sono nato con le orecchie piccole.
Tu sei solo un po' pi basso di me eppure pesi una decina
di chili di meno senza sembrare cadaverico. Questo riesce solo
ai giovani. Tu hai la duvet - la peluria - visibile sulle guance
solo con la luce obliqua.
E cos tu sei veramente Ralph!
Guy gli raccont di come a Parigi quel fotografo americano
lo avesse imbrogliato chiedendogli di posare nudo e di come
poi avesse venduto le foto a Blueboy.
E quindi sei un modello famoso e non un aristocratico.
Guy fece un riassunto della sua carriera, dall'incontro con
Pierre-Georges al Caf de Flore alle sfilate per Pierre Cardin,
dal suo sbarco negli Stati Uniti all'incontro con Bruce Weber
nel 1980 (Mi ha cambiato la vita) e agli scatti per Calvin
Klein e Abercrombie & Fitch.
E chi  il colombiano che ha nominato il barone?
Si chiama Andrs ed  in carcere. Guy gli spieg che era
stato arrestato per contraffazione.
Mi stai dicendo che se non fosse in prigione tu staresti ancora
con lui? Io sono un ripiego temporaneo?
Non dire cos protest Guy. Non pensarlo nemmeno.
E chi  l'uomo morto di cui parlava il barone? Dov' la
casa che ti ha regalato?
Si chiamava Fred. E morto di AIDS. Mi ha lasciato in eredit
la sua casa a Fire Island.
Mi hai mentito anche su quello? Hai l'AIDS? E io? Me la
sto prendendo e morir anch'io?
Ma no! rispose Guy, e poi gli spieg che si era appena
sottoposto al test ed era risultato negativo. Lo so che non sei
pi nelle condizioni per credermi. La mia parola non vale
nulla. Ma ho l'esito scritto del test. E se effettivamente tu non
hai avuto esperienze sessuali come dici, be', allora non c' nessuna
ragione di preoccuparsi.
Io ti ho sempre detto la verit url Kevin, e immediatamente
entrambi compresero il peso della sentenza di condanna
contenuta in quelle parole impulsive.
Diversamente da me comment Guy. Sono una persona
orribile. Si aspettava che Kevin smentisse quell'affermazione,
ma il ragazzo si astenne e allora Guy sent il piede affondare
ancora di pi nella melma.
Erano le otto e mezzo di una sera di luglio ma c'era ancora
luce, l'aria era mite e immobile, senza una bava di vento. L'appetito
era passato a entrambi e non facevano che mescolare con
la forchetta la loro paella. Pagarono il conto e uscirono dal locale.
Prima per Guy fece un cenno di saluto al barone.
Come se si fossero messi d'accordo in anticipo, Guy e Kevin
si sedettero vicini sui gradini d'ingresso del loro palazzo, fissando
quella strada cos anonima. Dopo un po' Kevin disse,
come se dovesse rispondere a una domanda: Avresti prima o
poi vuotato il sacco con me?
A proposito di cosa? Guy non era sicuro di aver capito
cosa significasse vuotare il sacco.
Di come sei entrato in possesso della casa, del tuo amante
sudamericano, di tuo padre disoccupato, del fatto che sei pi
grande di me di vent'anni... Lascia stare!
Non lo so rispose Guy. Non so quando te l'avrei detto.
Avevo paura di perderti.
Pass davanti a loro una donna seguita dalla figlia piccola.
Appena furono abbastanza lontane, Kevin comment: Le tue
ultime parole mi sembrano sincere.
Quella notte fecero l'amore a lungo e per la prima volta Guy
scop Kevin. Guy trascorse molto tempo a leccare il culo di
Kevin e poi ci infil dentro un dito imbrattato di lubrificante.
Non sai da quanto lo desideravo! disse Kevin.
Anch'io.
Non sono sicuro di avere il sedere pulito.
Non importa, mi devi solo dire se fa male. Non serve il
preservativo, giusto?
Naturalmente no, mormor Kevin, e Guy pens che forse
Kevin ci aveva ripensato ed era tornato a fidarsi di lui. No
ripet. Siamo sposati. Dobbiamo essere fedeli.
Le parole suonarono come un voto religioso. Guy entr lentamente
nel sedere del ragazzo, scrutandone il viso (il dolore 
piacere). Era una sensazione meravigliosa: il muscolo vellutato,
un'intimit che solo un ragazzo vergine pu regalare, o almeno
fu quello che si disse per rendere l'esperienza ancora pi eccitante.
Stava cogliendo il fiore della verginit di Kevin! Quel
pensiero glielo fece venire ancora pi duro e improvvisamente
prov un senso smisurato di privilegio, di potenza. Si sent persino
sposato. Pens alle centinaia di uomini che avrebbero pagato
cifre stratosferiche per poter iniziare Kevin a quella
esperienza. Non voleva sentirsi un pedofilo di mezz'et, e nemmeno
pensare che quella scena potesse far parte di un bel film
porno. Desiderava che ogni affondo, ogni secondo, fossero carichi
di tenerezza, un omaggio reso a Kevin, un riconoscimento
intimo e profondo. Desiderava con tutto se stesso che Kevin
godesse dei suoi sforzi, che ogni centimetro in pi dentro di lui
accendesse nel ragazzo una gioia smisurata. Non voleva che
Kevin definisse quell'esperienza come la prima volta di Guy da
attivo o la sua prima volta da passivo. Non voleva che quell'idea
e quelle etichette schiacciassero le loro sensazioni o le impoverissero
con un eccesso di definizione; desiderava la semplice
purezza del sesso, senza artifici.
Guy si prese tutto il tempo del mondo, per permettere a
Kevin di adattarsi, abbandonando gradualmente la paura e avvertendo
sempre di pi il piacere. Guy gir la mano intorno
al fianco di Kevin e gli accarezz l'uccello duro: bene, era ancora
in erezione. Se il dolore fosse stato troppo forte, gli si sarebbe
ammosciato. Guy gli sussurr nell'orecchio: Ti amo.
Quante volte avrebbe voluto dirlo. Quelle parole eccitarono
entrambi e Kevin rabbrivid, come al primo bacio, e di nuovo
Guy lo immagin come un puledro giovane e imbizzarrito.
Agit le dita sulle sue costole, come se stesse suonando
un'arpa. Ti faccio male? chiese Guy.
 bellissimo rispose Kevin, e allora Guy si adagi su di
lui, piantando le mani sul materasso e poi affondando sempre
di pi e con sempre maggiore velocit dentro Kevin, che si
stava lasciando andare, aveva smesso di recitare e buttava fuori
dei gemiti striduli che Guy non gli aveva mai sentito fare
prima. A Kevin venne voglia di sperimentare e allora allarg
le proprie gambe, spalanc le natiche, e si mise a mordicchiare
le mani di Guy, contraendo l'ano. Stai fermo bisbigli Guy,
e Kevin obbed. Guy sentiva che stava per forzare l'ultima
porta. Non resistette alla tentazione di guardare la loro immagine
riflessa nello specchio. Sembravano belli. La luce che filtrava
dalla finestra era sfumata, ricca di ombre. I loro corpi
erano come ridisegnati e somigliavano a due baffi di carboncino,
con uno che copriva l'altro. Improvvisamente a Guy
parve che nulla al mondo fosse pi straordinario e desiderabile
dell'omosessualit, romantica nella misura in cui lo sono le gardenie
ornate da lucide foglie verdi. Posso venirti dentro?
Cosa? chiese Kevin, voltandosi con il viso all'altezza delle
sue spalle di madreperla.
Posso venirti dentro?
S! E Guy premette il corpo contro quello di Kevin, per
poi avere un sussulto.
Kevin aveva il respiro affannato. Quando si fu placato, Guy
tir fuori l'uccello e si pul con un fazzolettino di carta preso
da una scatola posata sul comodino.
Kevin si appoggi su un gomito e guard Guy con
un'espressione attenta, seria, gli occhi cerchiati per la stanchezza,
cos commoventi in un ragazzo. Scoppi a piangere e
Guy baci le sue lacrime. Alla fine Kevin disse: E stato pericoloso
scoparmi. Sei pronto ad accettare l'idea che sar per
sempre innamorato di te?
Con un pizzico di frivolezza Guy rispose, Allora ti  piaciuto?,
al che Kevin annu con solennit, e quello fu sufficiente
perch Guy aggiungesse: S, sono pronto a ricevere il
tuo amore. Dammi tutto quello che hai.
L'indomani mattina, l'avvocato di Fred, Marty, telefon.
Disse che i figli di Fred, ossia l'avvocato e il podologo, lo stavano
mandando al manicomio. Quei piccoli farabutti sono offesi
perch il loro caro paparino ti ha regalato la casa, la parte pi
consistente dell'eredit, e vogliono impugnare il testamento in
tribunale. Gli ho detto che cos rischiano di perdere i cinquantamila
dollari che Fred gli ha lasciato. Gli ho spiegato che non
hanno molte frecce al loro arco, che io ero presente alla firma
del testamento e che avrei potuto testimoniare a loro sfavore sostenendo
che si erano preoccupati di andare a trovare il padre
in ospedale solo una volta, che avevano preso le parti di Ceil
nella causa di divorzio, che disprezzavano la nuova vita del
padre, e infine che tu lo andavi a trovare tutti i giorni. Naturalmente
hanno cominciato a vomitare un mucchio di accuse contro
di te, che tu hai infettato Fred e che l'hai ucciso.
Ho ricevuto l'esito del test la settimana scorsa replic
Guy, e sono risultato negativo.
Questa s che  una gran notizia! Se si rendesse necessario,
saresti disposto a mostrare in aula l'esito del test?
Perch no?
Puoi fotocopiarlo e mandarmene una copia?
Certo.
Ho spiegato ai figli di Fred che sono stato un amico del
padre fin dagli anni di Brooklyn, quando frequentavamo insieme
le medie alla cara e vecchia Theodore Herschl, e che sapevo
di quanto Fred fosse stufo di Ceil e dei figli, e che era
stato felice solo con te, e che avrei riferito tutto al giudice,
anche lui un ex studente della Herschl. Con in mano una copia
dell'esito del tuo test, la loro denuncia si sgretoler, e non importa
che Howie sia un avvocato con un sacco di tempo libero,
e quindi attrezzato a trascinare la causa per le lunghe. Non
sopporto l'idea che la casa a Fire Island resti vuota e che tu
non possa intascare i soldi dell'affitto. Quei bastardi...  meglio
che ti prepari a una lunga battaglia senza esclusione di
colpi, e non  detto che si vinca. Di solito i tribunali favoriscono
i parenti sugli amanti, gli amanti gay soprattutto, i fegalas.
Comunque potresti andare nella casa, per imporre in
qualche modo la tua presenza. E soprattutto divertiti!
Pierre-Georges pass dall'appartamento di Guy per fargli
firmare un nuovo contratto.  per un orribile profumo americano.
Ma perch gli americani non riescono a creare un buon
profumo, magari con una nota di agrume o di bosco? Ma in
questo paese non esiste un Naso decente?
Un Naso? chiese Kevin. Cos' un Naso, signore?
Guy vide Pierre-Georges fremere alla parola signore, parola
con lo spaventoso difetto di alludere a una differenza di
et. Naturalmente tra Pierre-Georges e Kevin c'era davvero
una considerevole differenza d'et, ma chi lavorava nella moda
preferiva non gli venisse mai ricordato. Si sentivano eternamente
giovani, e a quello servivano le lunghe notti trascorse a
ballare e a sniffare cocaina, bench sul lungo periodo le droghe
e le notti bianche avessero l'effetto di rendere i loro visi ancora
pi vecchi e avvizziti.
Pierre-Georges era appena tornato da Parigi. Era salito sul
Concord la mattina e si era seduto di fianco a un'anziana baronessa
tedesca proprietaria di una banca ma con un cattivo
odore; era partito alle dieci ed era arrivato a New York due ore
prima. Portava con s una vagonata di pettegolezzi parigini, una
nuova e ampia giacca nera di Yamamoto e dei pantaloni a sacchetto
di Kenzo che in realt erano una gonna Pantalone. Era
ridicolo. Guy pens di dover istruire Kevin a non rivolgersi mai
ai professionisti della moda Con la parola signori. Quel passo
falso non era grave quanto quello di Guy che aveva chiamato
douard Monsieur le Baron mentre quest'ultimo stava interpretando
la parte del cane bizzoso cui si doveva impartire una
severa lezione; ma era meglio non dimenticare quanto la gente
della moda fosse ossessionata dal timore di perdere la bellezza.
Gli abiti di Kenzo sembravano senza et perch l'intera squadra
di sarte e stilisti giapponesi, da lui portata a Parigi, aveva un
modo tutto personale di assemblare gli abiti. E, vestendo Kenzo,
Pierre-Georges era chiaramente alla moda, sebbene Kenzo fosse
nel giro gi da una decina di anni e i suoi abiti femminili fossero
molto pi coraggiosi della linea maschile che appariva decisamente
conservatrice.
Hai un aspetto molto chic disse Guy. Sono di Kenzo i
tuoi abiti? Una formula quasi banale per il loro mondo, assimilabile
a un semplice buongiorno.
Naturalmente esclam Pierre-Georges mentre si versava
dell'acqua Perrier presa dal frigo. Ero stanco di tutti quei
completi di Hugo Boss, con le loro pochette, le banali cravatte
di seta e le scarpe lucide con i lacci. Non ne potevo pi del
look da banchiere. Ora sono una geisha.
Be',  molto chic conferm Guy.
Non posso dire la stessa cosa di te con quei tuoi insipidi
pantaloni di Ralph Lauren, i mocassini coi lacci e la camicia
Brooks Brothers con il colletto abbottonato. Per piacere, non
siamo pi negli anni cinquanta! Siamo quasi alla fine degli anni
ottanta e gli uomini sono ancora cos di retroguardia rispetto
alle donne. Nei loro Arlsienne di Christian Lacroix le donne
sono vivaci, gioiose, piene di luce, e portano i magnifici gioielli
Paloma, e invece qui siamo ancora con lo stile Brooks Brothers.
Dici di essere un modello, ma guardati allo specchio!
Una noia mortale! Lo so che non sei giovanissimo e che quindi
hai accumulato un considerevole guardaroba, ma ricordati che
non sei il custode di un museo. Svuota il tuo armadio e regala
tutto agli istituti di beneficenza.
E poi dovresti anche coltivare un tuo stile, prestare molta
pi attenzione ai dettagli. Parlo dei dettagli pi eleganti.
Guarda i tacchi delle tue scarpe! In teoria dovresti essere
d'ispirazione per gli stilisti, e non preoccuparti solo di coprirti
il deretano in caso di pioggia o di sole. Tu sei un modello. E
questo vuol dire che devi essere fonte di ispirazione per i couturier.
Lo so che qui latitano gli stilisti. Ma metti caso che incontri
Karl Lagerfeld con indosso quella roba? Lo sai che
viene spesso a New York. In questo momento a Parigi tutti
sono elegantissimi! Devi vedere i gioielli! Ora che hanno capito
che Mitterrand non li porter alla rovina e che  il miglior
amico dei capitalisti, hanno ricominciato a sfoggiare l'oro e
l'argento. Marie-Hlne ha provato a trasferirsi a New York,
ma la odia proprio, troppi uomini d'affari, nessun attore e
scrittore che la diverta, e poi quella spaventosa abitudine dei
manager di andare a letto alle dieci. Karl ha deciso che gli
accessories sono la cosa pi importante. L'ho visto insieme a un
ragazzo del suo entourage a Le Palace, oh, era cos chic, ho
ballato con Jimmy Somerville, e Roland Barthes ne ha scritto
un saggio prima di tirare le cuoia, poverino, con quei peli del
naso straordinariamente lunghi, i pi lunghi che abbia mai
visto, davvero, forse una decina di centimetri. La verit  che
non si  mai ripreso dalla morte della madre. Comunque, il ragazzo
di Karl portava una strepitosa cintura argentata con
delle teste intrecciate del diciottesimo secolo, mi ha confessato
di averle strappate agli alari delle tende, credo tu sappia che
ha acquistato un castello e ci  andato a vivere, come in
un'opera di Mozart. Mi sembrava che Karl portasse con s
anche una borsetta, ma in realt, tesoro mio, era un libro! Les
Liaisons Dangereuses, nella sua prima edizione. Che chic!
Leggere in discoteca! E naturalmente aveva anche il suo ventaglio,
il monocolo e i capelli raccolti in una coda di cavallo, ma deve
aver perso peso. Indossava una specie di blouson disegnato da
Yamamoto, e tutti i suoi ragazzi erano meravigliosamente
magri, e portavano pesanti e lunghe collane d'argento con la
testa della Medusa oppure degli incantevoli braccialetti gitani
che fasciavano l'intero avambraccio, leggeri e tintinnanti. L'imperatore
Karl portava una spilla d'argento, genere arte moderna,
mi sembrava appartenesse alla madre, con uno
smeraldo delle dimensioni di un uovo di quaglia, naturalmente
non art deco, dato che ha venduto quasi tutto all'asta, comprese
le consolle Ruhlmann e tutte le suppellettili della casa di
Jeanne Lanvin, pare che adesso non le sopporti pi, che spirito
inquieto, un genio! Ho detto a uno dei suoi mignon che mi
piaceva il suo gilet di seta e lui mi ha incredibilmente risposto:
Sono contento che ti piaccia. Ho ordinato lo stesso modello
in dodici colori diversi.
Scusatemi, ma cos' un Naso? ripet Kevin con un sorriso
smagliante.
Guy fece una smorfia. Non aveva mai visto Pierre-Georges
cos vitale, vagamente isterico. Forse era dovuto all'eccitazione
per Parigi o al viaggio sul Concorde, sembrava sotto l'effetto
della cocaina. Un Naso! url Pierre-Georges. Un Nez. E
l'uomo che crea nuovi profumi.
Ah, ora ho capito, cio lui  un Naso perch annusa...
Sei per caso un ritardato mentale? chiese Pierre-Georges,
fissando il ragazzo.  un po' ritardato, giusto? insistette, rivolgendosi
questa volta a Guy.
Solo quando si parla di moda rispose Kevin, sorridendo
di nuovo, convinto di poter sconfiggere la vipera parigina ricorrendo
al fascino indigeno.
Me ne sono accorto ringhi Pierre-Georges senza esitazione,
lanciando uno sguardo indignato ai jeans di Kevin, alla
sua camicia a quadri e alle scarpe da ginnastica. Chi ti disegna
gli abiti, FAO Schwarz? concluse, alludendo al negozio di
giocattoli.
Kevin scoppi a ridere, interpretando la battuta come un insulto
gioviale. Bella questa, Pierre disse, convinto che Pierre
fosse il nome e Georges il cognome. Tu sei nella moda da un
mucchio di anni, giusto? Pierre-Georges alz gli occhi al cielo.
Credi che possa diventare un modello? Con coraggio Kevin
si era lanciato contro il fuoco nemico - un'attitudine che i genitori
americani insegnano ai loro figli fin da piccoli.
Mio caro, non c' dubbio che tu abbia una certa naif fraicheur,
ma  pi attraente a letto, in particolare nel satanico abbraccio
di un vecchio padrone come questo qua e orient
bruscamente la testa di Kevin verso Guy, ma sei troppo basso
per la passerella, e per le riviste non hai quel je ne sais che fa
sognare, fantasticare, e che hanno le star dell'opera o del cinema
muto, o magari gli aristocratici molto decadenti, enfin,
sembri un contadino americano, uno di quegli ignorantoni,
Pierre-Georges rabbrivid sul serio, per senza... come dire?,
la necessaria virilit. Guy mi ha detto che tu e il tuo gemello
avete delle verges, dei peni, molto piccoli, ed  davvero drammatico
che la natura abbia commesso un cos tragico errore
per ben due volte, vi accenno solo...
Non l'ho mai detto! balbett Guy. Non lo direi mai.
Enfin, mi hai confessato che il suo sesso  commovente,
che ai miei occhi significa piccolo.
Significa grande obiett Guy.
Pierre-Georges guard Kevin dritto negli occhi. Siete identici
tu e tuo fratello? Potrei trovare un po' di spazio nelle riviste
italiane, loro amano i biondi con un aspetto sano e pulito, forse
perch invece loro sono subdoli e viscidi.
Turbato dalla discussione sul proprio piccolo pene, ma deciso
a sorridere per non smentire la sua fiducia granitica nel
valore della cordialit, Kevin rispose: Mio fratello non  gay
e non vuol fare il modello.
Ecco, ci mancava solo questo. E comunque non mi interessano
queste distinzioni tassonomiche comment altezzoso
Pierre-Georges. Pensavo che L'Uomo Vogue potesse divertirsi
con l'idea di due gemelli, ma se non siete interessati...
Oh, ma io sono molto interessato, solo che ora Chris non
mi assomiglia pi cos tanto. Ha messo su qualche chilo...
Pierre-Georges arretr inorridito. Un altro ritardato mentale
comment, deciso a distruggere la propria giovinezza.
E dopo aver pronunciato quelle parole si conged con un piccolo
bacio sulla guancia di Guy.
Immagino si possa definire una viziosa checca francese.
Non ho mai discusso con lui delle dimensioni del tuo pene...
Scommetto che l'hai fatto replic Kevin, all'inizio della
nostra relazione. Guarda che in palestra sento parlare gli altri
ragazzi gay. Per loro non c' mai nulla di sacro. Nemmeno il
mio misero pene.
Il tuo pene  a posto, io l'adoro.
Chris mi aveva avvertito di non crederti, e aveva ragione,
ma io ti amo lo stesso.
Kevin cominci a rimuginare sul suo futuro di modello e su
tutte le bugie di Guy, e pi di una volta Guy lo sent parlare al
telefono con il gemello in quel loro strano linguaggio fatto di
abbreviazioni e punteggiato da risatine. Guy coglieva parte delle
loro conversazioni che non dovevano sicuramente essere lusinghiere
nei suoi confronti, dal momento che appena Guy entrava
nel salotto, Kevin abbassava la voce. Eppure Kevin, ogni volta
che passava davanti a Guy, non riusciva a trattenersi dal baciarlo
sul collo. Guy era eccitato dal fatto che Kevin, quando voleva
fare l'amore, si chinava su di lui, gli sussurrava parole dolci, e
cominciava a toccarlo con tenerezza; immagin che alle ragazze
piacesse quell'approccio, utile per scaldarsi, e intu che il vissuto
sentimentale di Kevin era stato solo con ragazze.
Raggiunsero Fire Island per un lungo week-end, come gli
aveva suggerito l'avvocato di Fred. Kevin non c'era mai stato
e rimase colpito da tutto: il traghetto che attraversava la baia,
i tanti uomini muscolosi e abbronzati con cappellino da baseball,
pantaloncini color pastello e collane d'argento, che portavano
a braccia delle scatole traboccanti di gerani rossi, il
rumore lontano delle onde sulla spiaggia nascosta dalle dune,
gli uomini maturi che trascinavano piccoli carrelli sulla passerella
di legno, lo sguardo tranquillo di una cerva e del suo cerbiatto
a ridosso della strada principale, le forme stravaganti
delle case adagiate su piccole palafitte (Quella  la casa di Calvin
Klein, quell'altra  di Tommy Tune), l'assenza di macchine,
l'improvvisa esplosione di una risata maschile al di l di una
staccionata consumata dal tempo, e la straordinaria cordialit
delle persone che si salutavano con un semplice ciao. All'inizio
quella giovialit insinu in Kevin il sospetto che Guy fosse
andato a letto con met di quegli uomini, ma poi intu che la
gran parte di loro erano strafatti o semplicemente rilassati, e
che in quelle stradine strette il clima era di certo pi amichevole
che nelle frenetiche strade di Manhattan.
Finalmente arrivarono alla casa, e infilando la chiave nella
serratura, Guy si sent un intruso. Dentro, la piscina, scintillante
e piena d'acqua, sembrava attenderli. Qualcuno doveva
essersi occupato della manutenzione: era pulita, e l'acqua ribolliva
sul fondo. C'era odore di cloro, mentre la casa puzzava
di muffa e spazzatura. Delle fragili sedie in acciaio erano ammonticchiate
l'una sull'altra nel salotto. Guy apr la vetrata
dopo aver sollevato la chiusura del telaio.
Kevin era stupito dall'ampiezza e dalla luminosit della casa.
Guy controll il funzionamento delle luci e dell'acqua in
bagno. Era tutto a posto, e Guy si chiese come fosse riuscita a
superare quell'inverno rigido senza che i tubi si rompessero.
C'era un custode da qualche parte? Chi pagava le bollette?
Forse venivano addebitate automaticamente?
Guy port le borse di entrambi nella camera da letto e apr
anche le porte scorrevoli in vetro, e verific che ci fossero le
lenzuola nel letto e gli asciugamani nel bagno. Tutto sembrava
umidiccio. Riusciva a sentire i rumori provocati da Kevin nel
salotto mentre portava le sedie reclinabili fuori in piscina. Una
corrente fresca attravers la casa e il profumo dell'acqua salata
rimpiazz la puzza di marcio.
Kevin entr nella camera da letto con un sorriso sbigottito
e disse: Questo posto  principesco. Non posso credere che
sia tuo.
Non del tutto. I figli di Fred hanno deciso di impugnare il
testamento.
Ma non te l'ha lasciata in eredit Fred?
Ragazzo mio, non sai proprio nulla della vita gay, non hai
ancora capito che non abbiamo nessun diritto? Vince quasi
sempre la famiglia, non importa quanto sia stata stronza con il
parente in questione.
Kevin si avvicin a Guy e lo abbracci. Ti intristisce, e con
la testa indic un vecchio sospensorio e delle scarpe da ginnastica
in bella vista nell'armadio spalancato, vedere le cose di Fred?
Guy lo baci, e poi si stacc. Sei un ragazzo cos... umano.
Cos buono. Cos dolce. Con un'intelligenza cos emotiva.
Come hai fatto a capire i miei sentimenti?
Ho visto le cose nell'armadio ed erano troppo vecchie e
sporche per essere tue e allora ho immaginato che cosa ti stesse
passando per la testa.
Un istante dopo Kevin domand: Conosci tutti qui?
Non  che mi metto a telefonargli alle dieci del mattino
per scambiare quattro chiacchiere. Ma vedrai, c' molto spirito
di gruppo. Si balla tutta la notte e all'alba si raggiungono le
dune per fare sesso. Per qui  bellissimo, con il rumore delle
onde e la casa sulla spiaggia...
Andrai a cercarti sesso nelle dune?
Voglio solo stare con te rispose Guy. Ma se ti stanchi di
me...
Cosa?
Be', non hai avuto molte esperienze e non voglio privartene,
mi preme solo che poi torni dal tuo paparino. Anche se
per la salute di entrambi converrebbe che restassimo fedeli.
Sono sicuro che l'AIDS finir l'anno prossimo.
Fecero la doccia insieme - all'inizio l'acqua scorreva giallognola
e a intermittenza, ma poi divenne trasparente e calda. Si
infilarono i pantaloncini, le T-shirt, le scarpe da ginnastica e
spinsero il carrello rosso fino al negozio di alimentari. In strada
tutti li salutavano, e un gruppetto si blocc per guardarli passare.
Kevin si volt indietro, mentre Guy continuava a camminare
rilassato trascinando quel rumoroso carrello sulle
piccole assi imbarcate. Kevin riusc a sentire le parole modelli
e quanto se la tirano! e fu contento che avessero detto
modelli al plurale.
Ma qui sono tutti cos simpatici e di buonumore? domand
Kevin. Si sentiva un po' a disagio a essere cos pallido,
ma aveva disciplinatamente accettato di spalmarsi la crema solare
sul corpo.
Ora sono tutti ubriachi rispose Guy, e pieni di ottimismo,
ma presto cominceranno a bisticciare sulle spese della
casa e a sperare di trovare un amante al Meat Rack. Vedrai, litigheranno
alla grande. "Perch cazzo hai comprato quella
costosissima bistecca di agnello?" E diventeranno furibondi soprattutto
all'inizio di settembre quando si renderanno conto
che la stagione  finita e che hanno ballato come pazzi, hanno
scopato come ricci tra i cespugli, ma, ehi, non si sono trovati
un fidanzato per l'inverno e in pi hanno esaurito le loro carte
di credito.
Kevin scoppi a ridere e fece scorrere un braccio intorno a
Guy. Non sapevo che conoscessi tutte quelle espressioni.
Da queste parti si sentono molto spesso rispose Guy. A
causa del traffico sul piccolo sentiero in legno, Kevin fu costretto
ad arretrare e a seguire Guy, e questo gli consent di fissare
a lungo il suo sedere che ondeggiava nell'aderente
costume da bagno Speedo. A Kevin venne duro, e dovette scostare lo sguardo, imbarazzato.
Incontrarono un uomo sui cinquanta, abbronzato, con bermuda
militari, la pancia rosso fuoco, il petto glabro e i tratti
del viso un po' da Pongo, le labbra carnose, il naso bulboso e
un occhio perennemente semichiuso. Era con tre ragazzi aitanti, uno pi muscoloso e bello dell'altro.
Ehi, Jim attacc Guy, limitandosi a un solo bacio sulla
guancia come usava da quelle parti. Jim, Kevin aggiunse, e
l'uomo strinse la mano di Kevin e present i suoi bravi, perch
 cos che apparvero al ragazzo, una specie di scorta rinascimentale del loro capo.
Guy disse Jim. Tu e... Kevin, giusto?... dovreste venire a cena da me stasera.
Guy lanci un'occhiata a Kevin, che annu. Fantastico rispose Guy. A che ora?
Oh, qualsiasi orario va bene. Nove? Dieci? Ti ricordi dov'
la casa? E senti, Guy, ho saputo di Fred e mi dispiace tantissimo.
Questa cosa dell'AIDS non  per niente divertente. Fred
era davvero una cara persona! E poi si separarono, ma uno
dei bravi, che doveva essere per forza francese, sussurr a Guy, A ce soir.
Un istante dopo Jim torn sui suoi passi. Non siete vegetariani, vero?
Guy scoppi a ridere. No, siamo francesi. E a Kevin piacque
cos tanto quella risposta che aggiunse nel suo marcato accento
del Minnesota: S, cazzo, siamo proprio francesi. E
tutti e tre scoppiarono a ridere.
Marchette o pornostar? domand Kevin. Sono meravigliosi.
No, lo sembrano soltanto. Sono tutti avvocati o magari chirurghi, ma sono belli come gigolo.
Kevin spazz la casa e lav tutti i ripiani, poi nel tardo pomeriggio si butt nudo in piscina per farsi una nuotata.
A piedi raggiunsero il Botel per un t danzante e Kevin rest
di sasso vedendo tutti quegli uomini che ballavano in costume,
e tutti bellissimi, comment. Sorseggiarono un cocktail di
colore blu, il Blue Whales. Cos' che lo rende blu? chiese Kevin. Faccio domande troppo stupide?
Per niente, amore mio. E il Blue Curaao.
Gli occhi della festa erano puntati su di loro, sia quando si
appoggiavano alla ringhiera del molo che quando ballavano
disinvolti sulla musica assordante. Gli zigomi di Guy erano i
pi sporgenti, i suoi capelli avevano il taglio pi elegante, i suoi
muscoli erano i pi compatti, i suoi fianchi i pi definiti, le sue
unghie dei piedi le meglio lucidate; se si osservavano con pi
scrupolo gli altri uomini ci si accorgeva che esibivano abbronzature
eccessive, lineamenti grossolani, una muscolatura esagerata
e grottesca sul petto e gambe miseramente sottili, che i
loro denti erano giallastri o che i loro torsi erano troppo grossi.
Solo Guy era perfetto, pens Kevin. Solo lui era virile e allo stesso tempo raffinato.
La casa di Jim era moderna ma con un tratto stravagante.
Quando arrivarono alle nove e mezzo, apparve loro come una
vecchia macchina fotografica con una sola finestra minuscola,
la lente, al centro della facciata, incorniciata da stecche quadrate,
il soffietto. Dentro era tutto "due scalini a salire e uno a
scendere", faretti su svariati binari in alto, mobili modulari
Memphis, una piccola piscina esterna illuminata, simile a uno
zaffiro gigantesco e pacchiano, dei quadri astratti appesi al
muro, dipinti dalla stessa mano. O forse erano semplicemente
dei batik incorniciati? Le stanze fluivano una nell'altra. La gente
beveva su un divano in plastica arancione e su sedie pouf dello
stesso colore, poi passava al lungo e stretto tavolo del salotto,
con gli alti candelabri a elica, piatti in turchese smaltati, e dodici
sedie che sembravano fatte di ragnatele plastificate o di pizzo.
Il cibo era esotico ma leggero, un'insalata di kiwi con fettine
d'arancio e timo fresco, due spigole giganti al sale servite con
pasta al calamaro. Per dessert lamponi e foglie di menta. Abbondante
vino di scarsa qualit, sia bianco che rosso. Enormi
spinelli passavano da una mano all'altra e tutti parlavano a bassa
voce. Ridevano per qualsiasi sciocchezza. Il bellissimo ragazzo
francese urt sotto il tavolo il ginocchio di Guy e cerc di infilare
una mano tra il tessuto dei pantaloni e la gamba, salendo
fino al pacco, ma Guy con discrezione sollev la mano del ragazzo
e gliela rimise in grembo, per poi colpirla delicatamente.
Si misero a parlare di Madonna, che agli altri provocava una
certa noia, mentre Kevin la difendeva allo spasimo, anche se poi ebbe paura di aver parlato troppo.
Quando tornarono a casa Guy era cos strafatto che non
smetteva di pensare alla possibilit che Kevin lo spogliasse e
lo stuprasse, dando tra l'altro per scontato che la cosa gli sarebbe
piaciuta, e infatti non si sbagliava, e quasi per miracolo,
a Kevin la cosa piacque. Non si fecero nemmeno la doccia, ma
finirono per addormentarsi l'uno nelle braccia dell'altro, puzzando
di sesso... o puzzando come i cavalli, pens Kevin, sorridendo al buio.
L'indomani, nel pomeriggio, si present un autista in uniforme
per accompagnare Guy a un appuntamento di lavoro
procuratogli da Pierre-Georges. Guy caric i propri bagagli
su un motoscafo, e al molo lo attendeva una limousine che
l'avrebbe portato all'aeroporto dove si sarebbe imbarcato su
un aereo diretto a Milano per partecipare alle sfilate di Versace
e Armani. Kevin non aveva impegni e avvertiva gi la mancanza
di Guy, anche se sapeva che sarebbe tornato nel giro di
una settimana. Sul traghetto per Sayville, che l'avrebbe riportato
a New York, si mise a guardare tutti quegli uomini con i
postumi da sbronza nei loro vestiti a quadri e color pastello.
Molti avevano al guinzaglio dei cani di razza e nella fredda luce
del giorno sembravano decisamente pi vecchi e rugosi. Non
erano cos giovani e minacciosi come aveva pensato in quei
giorni, per erano sicuramente abbronzati. Un uomo si sedette
accanto a lui e gli chiese da quanto lui e Guy fossero insieme.
Kevin fu fiero di essere percepito come una met della coppia,
anche se sapeva di non potersi fidare di Guy, che era un bugiardo
patentato. Riusciva ancora a sentire la sensazione dell'uccello
di Guy nel suo culo, e ne era confortato. Quella sera
stessa usc con il fratello per prendersi un burrito. Affrontarono
una lunga passeggiata e Kevin fece al gemello anche un
dettagliato rapporto. Raccont a Chris di Fire Island, della
casa di Guy sulla spiaggia, di tutte quelle ville principesche su
palafitte, e di come fosse impossibile distinguere un broker dal
suo domestico, di quanto tutti fossero simpatici e carini, di
come si salutassero con un semplice ciao. Kevin aveva gi
confessato a Chris le bugie di Guy, gli aveva parlato della sua
vera et, del fidanzato sudamericano in carcere, e di come un
paio di miliardari gli avessero regalato delle case, ma a Kevin
non piaceva che fosse Chris a ricordargliele. Quella sera si masturb
due volte nel letto e sussurr, Guy, mentre con l'altra
mano libera disegnava nell'aria il fantasma dell'amante. Si
spruzz l'acqua di colonia di Guy e dorm con la mano profumata accanto al naso.
L'indomani mattina rest a letto, e intorno alle undici e
mezzo suon il campanello. Era il barone, accompagnato da
Hans. Kevin era in mutande, ma subito si infil una lunga maglietta
bianca di Guy, troppo grande per lui.
Oh, perdonaci esord il barone. Mi sa che stavi dormendo.
Vedo che dormi molto, come un cane quando il padrone  via.
Lo so che a New York  imperdonabile presentarsi senza avvertire,
ma stavamo passeggiando da queste parti e volevo che Hans
vedesse la casa dal momento che ne stiamo cercando una simile.
Nessun disturbo rispose Kevin, pensando fosse
un'espressione che avrebbe usato anche Guy. Guy  a Milano.
Fa ancora sfilate? Alla sua et? chiese il barone.  vero
che sembra ancora giovanissimo.
Entrate esclam Kevin, preoccupato di non sapere come
ricevere un barone. Prego, sedetevi pure. Vi andrebbe un bicchiere
di succo d'arancia?
A mezzogiorno? Ma tu fai pure, ne hai voglia, si vede e
Kevin si chiese come il barone avesse intuito il suo desiderio.
Hans era appollaiato sul bordo del divano con le mani penzolanti
tra le gambe spalancate. Portava una camicia a maniche
corte molto attillata con il marchio dorato della pecora di Brooks
Brothers, un'incongruit, a dire il vero, per un tipo duro
come Hans, anche se valorizzava i suoi bicipiti. Il barone gli si
sedette accanto e pos una mano possessiva sul ginocchio di Hans.
Un bicchiere d'acqua? Oppure posso prepararvi un caff cinguett Kevin.
Sei veramente gentile rispose il barone, ma ce ne andiamo
subito. Voleremo via come l'olandese, cos potrai concludere
la tua toilette. Kevin si pass una mano tra i capelli
chiedendosi se fossero unti. Si accorse che i suoi peli, sottili
come foglie dorate, avevano un bell'aspetto sotto quella maglietta
cos ampia, e lo stesso gradevole effetto avevano i suoi
piccoli piedi ben torniti che, sedendosi, aveva ficcato sotto il
sedere, ma scostandoli leggermente. Era consapevole che Hans
lo stava squadrando, soppesandolo.
Il barone si volt verso Hans e disse con tono professionale,
come se fossero soli: Guarda i soffitti e le modanature, e il
camino con quelle proporzioni cos armoniche. E poi  un appartamento
molto luminoso. Sono sicuro che il nostro sar
uguale, d'altronde questi palazzi sono stati tutti costruiti nello
stesso periodo.
Hans era troppo maschile, troppo sadico e perentorio per
quel genere di dettagli domestici, ed era sicuramente poco dignitoso
ai suoi occhi aggiungere qualcosa che non fosse un
semplice e cortese assenso. La sua rigidit fu apprezzata dal
barone che sorrise felice.
Accortosi che Hans non aveva intenzione di impegnarsi in
quella conversazione, con una certa malizia, frutto della noia,
il barone si rivolse a Kevin. Forse non dovrei chiederlo, ma
tu e Guy vi dedicate a pratiche sadomasochistiche? Lo chiedo
perch a Guy piaceva procurarmi dolore, seppure con risultati
assai modesti. L'ho introdotto io a quei raffinati piaceri, ma mi
chiedevo se i semi piantati fossero fioriti. Sono una specie di
Johnny Appleseed del dolore. Ti fa del male a letto?
Non sono sicuro di voler parlare della mia vita privata rispose
Kevin, per poi rendersi conto che quelle parole potevano
suonare femminili e piccolo-borghesi. Allora si fece audace e
aggiunse: No, sono pi io che faccio del male a lui.
Improvvisamente Hans sollev gli occhi, interessato, illuminandosi
di una certa approvazione. Oh oh! canticchi il
barone. Ora capisco. Non mi meraviglio che Guy si sia cos
legato a te. Non c' nulla di pi attachant del sadismo, e il barone
sorrise con cortese complicit verso Hans, e poi con gentilezza
accolse Kevin tra i membri onorari del suo club sadico.
Sorridendo in risposta, Kevin si sent stupido ed ebbe l'impressione
di aver compiuto un passo falso. Dopo che gli ospiti
se ne furono andati, Kevin telefon al gemello. Gli raccont
tutto, del barone che era un autentico aristocratico europeo e
di come lui, Kevin, avesse mentito fingendo di essere un mini-sadico
per il desiderio di smentire a tutti i costi il barone che
lo credeva il passivo della coppia. Per la prima volta si sent a
disagio nel confidarsi con Chris. Pensava che non sarebbe mai
arrivato il giorno in cui avrebbe desiderato tenere Chris all'oscuro di qualcosa.
L'indomani, durante una telefonata intercontinentale, Kevin
raccont a Guy della visita del barone e di Hans. Sei davvero un sadico? domand Kevin.
 una delle sue fantasie malate rispose Guy. Il barone
paga dei tizi pelati e magri, ma con grandi cazzi, per farsi picchiare.
Guy raccont a Kevin del suo imperdonabile passo
falso con douard, a va, Monsieur le Baron?, e di come
quella frase avesse posto fine alla loro relazione. Mi sembra
di capire che il giovane antiquario sia stato sostituito.
Allora, che stai facendo? chiese Kevin, introducendo un argomento meno spinoso.
Intendi per lavoro? Pensano che abbia un aspetto abbastanza
italiano e cos sto girando uno spot per una pasta, ma naturalmente
devo essere doppiato, anche se mimo le parole con
la bocca. Ma alla gente piace lavorare con me, e in fondo non si
sbagliano, no? Sono un tipo socievole disse Guy, accompagnando
quelle parole con una risata. In passerella ho dovuto
indossare dei modelli molto pacchiani, tutti di pizzo nero, lam
dorato e stivaletti, ma sono piaciuto a Versace e l'anno prossimo
mi vuole in esclusiva, il che significa che non lavorer per nessun
altro, ma mi pagher cinque volte, no, sei, il mio compenso standard.
Dovr aprire e chiudere le sue sfilate. Tu credi che non
m'importi, e invece mi d un sacco di adrenalina. Uscire in passerella,
tutta quella gente che ti guarda, tutti quei flash, e sapere
che l'intero mondo ti desidera. Ti sembra di stare in un sogno.
Dev'essere come in guerra, che non ti ricordi quello che hai fatto
o come l'hai fatto. Sei solo sulla passerella, poi nel backstage tre
o quattro persone ti aiutano a vestirti per il passaggio successivo.
Mi hanno fatto anche degli scatti per delle riviste, ma dove non ero al centro. Creavo l'atmosfera.
Atmosfera?
 cos che la chiamiamo quando sei solo uno dei tanti sullo
sfondo, magari perch aiuti una ragazza a scendere dall'auto
o le versi un bicchiere di vino. Sei uno sullo sfondo e leggermente sfocato.
E ti pagano anche per quello?
Certo, non tantissimo, ma cos lavoro tutti i giorni, non mi lamento.
Esci tutte le sere?
No, gli anni cominciano a farsi sentire, e non mi diverto se
non prendo un po' di coca. E se prendo la coca il giorno dopo
sono depresso. Guy pens che era un bel sollievo poter parlare
liberamente con Kevin della propria et.
Paparino non deve sniffare disse Kevin con una vocina
infantile, e tutti e due scoppiarono a ridere. A distanza di migliaia
di chilometri l'uno dall'altro, a Kevin divent duro.
Forse per via della parola paparino, anche se l'aveva buttata
l come uno scherzo, o forse semplicemente per l'immagine
del suo volto sorridente tra le braccia di Guy. Kevin aveva gi
un padre nel Minnesota che era stato abbastanza affettuoso
con lui, eppure gli piaceva scopare il Paparino-Guy, per
quanto la cosa fosse decisamente perversa.
Spero tu non stia scopando con troppi ragazzi carini disse
Kevin, e poi aggiunse, Paparino, per fargli capire che stava
giocando e che non era veramente geloso.
No, io penso solo al mio figliolo rispose Guy, e in quel
momento Kevin ebbe una vera erezione. Kevin aveva sentito
dire di uomini che si eccitavano a infilare dei pannolini ai loro
fidanzati, a metterli davanti ai cartoni animati e a imboccarli
di omogeneizzati, ma quello era un desiderio malato, non voleva
spingersi fino a quel punto, eppure era eccitante, anche
solo il pensiero di regredire, di abbandonarsi, di essere tenuto tra le braccia del suo paparino.
...
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CAPITOLO 9.
...
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...
Guy riusc a tornare la mattina presto perch il cliente gli aveva
pagato un biglietto per il Concorde (di solito ci si accordava per
una prima classe su un jet normale per l'andata e poi per un
posto sul Concorde per il ritorno). Quando entr in casa intorno
alle nove del mattino, senza far rumore, trov Kevin e Chris addormentati.
Erano sul letto insieme, intrecciati, due visi identici,
entrambi con indosso solo un paio di boxer, con la stessa minuscola
erezione mattutina, le mani e i piedi piccoli, eleganti, graziosi,
le loro bionde teste norvegesi premute l'una sull'altra, tutti
e due con la bocca socchiusa e le labbra rosso fuoco.
Kevin fu il primo a svegliarsi. Sei tornato presto. Hai preso
il Concorde?
S. Cos vicini siete bellissimi. Guy era combattuto tra desiderio
e gelosia.
Ieri sera siamo andati a ballare al Roxy e siamo tornati all'alba.
Se avessi saputo che avresti preso il Concorde...
L'abbiamo deciso all'ultimo minuto. Lo sai com' fatta la
gente della moda... Se Guy fosse stato pi sfacciato si sarebbe
certamente coricato nel mezzo di quel pergolato fiorito.
Le loro voci svegliarono Chris, che fece un sorriso sbilenco
e salut, ma con l'aria scocciata, poi corse in bagno e si rivest
in fretta. Dopo qualche minuto era gi fuori dall'appartamento
con i capelli spettinati.
Perch aveva l'aria incazzata?
 geloso rispose Kevin.
Guy si domand il motivo di quella gelosia visto che Chris
era etero, e si chiese anche perch la sera prima fosse andato
a ballare in un locale gay.
Kevin strapp gli abiti a Guy, che sussurr, mentre abbracciava
Kevin, quel che si era esercitato pi volte a pronunciare:
Bimbo.
S, paparino? Kevin continuava a rimanere stretto a Guy,
senza volersi staccare.
Che ne dici se ci facciamo un tatuaggio? Non troppo vistoso.
Kevin ci pens su per qualche secondo, con un'espressione
molto pi turbata del previsto: un modello con un tatuaggio?
Ma i tatuaggi non sono permanenti? E poi non se li fanno le
persone volgari? Scusa? disse.
Guy si scost, si sedette sull'asciugamano che aveva steso
sul letto, e fiss Kevin negli occhi. Era preoccupato del proprio
aspetto, con l'abbronzatura finta sul viso e sulle mani, conseguenza
del suo ultimo spot per una marca di occhiali da sole
(ma non avevano parlato di un'esclusiva? Quanto pagano? Per
quanti giorni? Si occuperanno di tutto Elite e Pierre-Georges?
Gli scatti si faranno a New York? Quel fotografo italiano,
Giorgio, ha mai lavorato a New York?). Scusa, mi sembra di
essere ancora a Milano, problemi di lavoro.
Poverino comment Kevin, accarezzandogli il viso e preoccupandosi
che l'erezione di Guy si fosse ammosciata.
Ho pensato che potevamo tatuarci un piccolo otto dietro
il lobo.
Perch proprio quel numero?
Se lo giri in orizzontale  il simbolo dell'infinito e significa
che il nostro amore sar eterno.
 un pensiero dolcissimo comment Kevin, e gli diede un
bacio sulle labbra. Una specie di fidanzamento, pens Kevin, con
un sorriso carico di gioia. Come lo sai? chiese, stupito che Guy
sapesse un mucchio di cose che invece lui ignorava; si disse che
doveva essere sicuramente merito delle sue origini francesi.
E infatti Guy spieg di averlo letto in un racconto, ma non
si ricordava il nome dell'autore. Probabilmente uno scrittore
francese, un uomo innamorato di una suora, che era riuscito a
proiettare il simbolo dell'infinito sul giardino del convento appena
sotto la sua finestra.
Che cosa romantica comment Kevin incupendosi. Ma
non  pericoloso un tatuaggio? Se si infetta?
Guy fece schioccare la lingua. Be', forse dovranno tagliarci
la testa.
Kevin comment, Non sarebbe grave, anche se in segreto
pensava che lui e il gemello fossero pi intelligenti di Guy.
Tutti e due erano molto bravi in trigonometria, mentre Guy a
malapena riusciva a concludere un'addizione. Perci era sbigottito,
persino offeso, se scopriva che Guy sapeva delle cose
che lui ignorava. Bench fosse dell'idea che una conoscenza
superiore potesse appartenere solo a un uomo raffinato che
aveva viaggiato in tutte le capitali del mondo e a cui piaceva
leggere, a volte Kevin si seccava se Guy sfoggiava di tanto in
tanto delle nozioni esotiche, come se non sopportasse il pensiero
delle mille conversazioni di Guy in sua assenza, delle ripetute
e cameratesche risate in compagnia di un altro modello
nel backstage di una sfilata mentre indossavano dei soprabiti
sopra il completo bianco, che si sporcava facilmente e che il
pi delle volte era impossibile proteggere.
Mi sembra di capire che con quel tatuaggio intendi dire
che siamo sposati azzard Kevin.  una specie di fidanzamento
e questa volta per sempre.
Naturalmente  per sempre rispose Guy, e poi pens: E se
Kevin dovesse un giorno incontrare Andrs e accorgersi che hanno
lo stesso tatuaggio? Riusciva a riprodurre nella sua testa l'immagine
della catastrofe che ne sarebbe scaturita, eppure lo confortava
la certezza che, se anche il suo mondo fosse andato in pezzi,
sarebbe sempre stato in grado di attrarre nuove persone, magari
non della stessa categoria, ma sufficientemente attraenti. Una
volta si era ubriacato con un bellissimo assistente di volo che gli
aveva detto: La cosa bella e allo stesso tempo brutta dell'essere
uno steward  che non devi mai fare nulla per far funzionare
una relazione, perch sei sempre in volo e incontri sempre gente
nuova. Essere un modello era un po' la stessa cosa; anche a Milano
aveva conosciuto altri due colleghi con cui si era divertito.
Gli piacevano i modelli: erano cos puliti e perfetti. Tutti dicevano
che erano fatui, ma non era sempre vero. Aveva conosciuto
un modello nero con i capelli afro che aveva vinto un dottorato
a Chicago, anche se non ricordava pi in cosa.
Ma i tatuaggi sul viso non sono un problema per un modello?
chiese Kevin.
Credo che Pierre-Georges abbia ragione. Ho bisogno di
un nuovo look. E comunque mi far crescere i capelli per coprirmi
le orecchie... e in pi ce le ho a sventola.
Sono cos carine!
E poi non mi rader pi la barba tutti i giorni. Me la terr
rada. Ho visto un modello a Milano con la barba incolta ed
era molto chic. Erano tutti colpiti da lui. Ci pens per qualche
secondo, immaginando il proprio look. Molto maschile.
Comincer a portare vestiti maschili per gli incontri di lavoro.
Molta pelle. Molte spille da balia. Se funziona, mi tirer i capelli
su un lato per mostrare il tatuaggio. Basta con il look da
Gentleman's Quarterly. I modelli sono cos piatti.
Ma chi ci far il tatuaggio? E doloroso? Sar strano avere
qualcosa di... permanente... mi render diverso da Chris.
Cio, i baffi okay, anche qualche chilo in pi o un taglio di capelli
diverso, ma un marchio sulla carne?
Un marchio? Non essere melodrammatico. Penso che ci
iniettino dell'anestetico. Trover un artista del tatuaggio bravo
e pulito. E una moda che si sta diffondendo.
Davvero? Non vorrei sembrare un teppista da quattro
soldi. Da noi si dice: "Non infliggere nulla al tuo corpo che tu
non possa nascondere a un giudice coprendolo con le maniche
lunghe".
A Ely si dice questo? comment Guy con la giusta combinazione,
almeno cos sperava, di scherno e condiscendenza.
Non volendo litigare, Kevin baci Guy e gli disse: Non voglio
sembrare un detenuto.
Guy ebbe un attacco di vertigini alla parola detenuto. Impallid
e disse:  tardi. Sono le undici, andiamo a mangiare
qualcosa.
Volevo cucinare un risotto ai funghi.
Dove diavolo ha imparato a prepararlo?, si domand Guy. Il
riso non era dietetico, ma pens di poterne mangiare un paio di
cucchiaiate. Era dotato di sufficiente autodisciplina per riuscire
a controllarsi e se avesse osato mangiarne tre cucchiai si sarebbe
sforzato di vomitare l'intero pasto. L'aveva promesso a se stesso.
Lucie conosceva il nome di un tatuatore. Fissarono un appuntamento
e l'indomani raggiunsero un salone di bellezza decisamente
sudicio a Chinatown, in un palazzo senza ascensore
che puzzava di insetticida e sigarette Kool. L'uomo, un ex marinaio
rugoso con entrambe le braccia ricoperte di tatuaggi sbiaditi,
sembrava Braccio di Ferro. Gli mancava solo la pipa e il
barattolo di spinaci. Fu necessario un disegno frettoloso su carta
per riuscire a fargli capire che volevano un otto dietro l'orecchio
sinistro, minuscolo e nero, visibile solo da dietro il lobo.
Posso farlo color succo di limone disse il tatuatore con
tono malinconico. Ma ho capito l'antifona, prima ho lavorato
per un paio di signori timidi come voi. Comunque posso farcela.
Immagino siate amici particolari, e cominci a lavorare
su Guy. I suoi aghi sembravano sporchi, e Guy temette di
prendersi l'AIDS o l'epatite, ma non osava mostrare preoccupazione
per paura che Kevin si ritraesse.
Quella notte nessuno dei due riusc a dormire per il forte
dolore ai lobi. L'uomo aveva assicurato che il tatuaggio si sarebbe
cicatrizzato nel giro di un giorno.
Erano le ultime giornate tiepide dell'anno e cos andarono
a piedi fino a un caf sulla MacDougal che restava aperto tutta
la notte. Sul tragitto di ritorno, incontrarono Pierre-Georges
in compagnia di uno dei suoi bestioni dall'aria rude.
Grazie per avermi avvertito del tuo ritorno ironizz
Pierre-Georges dopo delle velocissime presentazioni nelle
quali si limit a menzionare i nomi di Guy e Kevin.
Da dove vieni? chiese Kevin con vivacit. Da Sella e Stivali
o, come diciamo noi, Pelle e Frustini?
Ah ah rispose Pierre-Georges a parole, senza ridere. Era
chiaramente irritato. La marchetta in sovrappeso, butterata e con
l'alito puzzolente di birra, fece scorrere la mano sui fianchi di
Pierre-Georges, come se avesse paura di veder svanire il cliente
insieme ai suoi amici, o magari semplicemente perch si stava assestando.
Eravamo al Ty aggiunse Pierre-Georges, per poi rivolgersi
a Guy: La barbetta? I capelli lunghi? Il cerotto?
Sono tornato oggi. Sto seguendo il tuo consiglio, sono alla
ricerca di un nuovo look. La barba rada... qualcosa di super-virile.
A Milano Pietro Vattelapesca aveva la barba rada alla
sfilata di Armani e tutti i fotografi sono impazziti per lui.
Avresti dovuto consultarmi prima di compiere un passo
cos drastico... e il cerotto?
Oh, non  nulla. Mi sono tagliato. Je me suis bless en rasant.
Ti stavi tagliando la barba dietro l'orecchio? Tutti e due?
Si era accorto che Kevin aveva un cerotto sullo stesso punto.
Sospetto che tu nemmeno ti radi la barba disse a Kevin
come se volesse rimproverarlo.
Dopo aver udito quelle scarne parole pronunciate da Guy in
francese, la marchetta assunse un'espressione perplessa. I newyorchesi
erano abituati allo spagnolo o almeno a quello portoricano
che a loro sembrava una lingua di serie b, veloce e
familiare, soprattutto se inframmezzata da parole inglesi. Invece
il francese stupiva i newyorchesi. Era una lingua seria, e i newyorchesi
sospettavano che i parigini si considerassero loro pari se
non addirittura superiori. Pierre-Georges non voleva perdere la
sua marchetta, che avrebbe potuto piantarlo in asso in qualsiasi
momento ritornandosene al bar alla ricerca di un nuovo cliente.
Sono tatuaggi disse Guy. Piccoli, dietro l'orecchio.
Chic sussurr Pierre-Georges con imprevista ammirazione.
Andiamo aggiunse rivolto alla marchetta; era chiaro
che non ne conoscesse il nome. Pierre-Georges soffi in aria
un bacio per Guy.
Svaniti alla vista, Kevin disse:  proprio un tipo strano.
Intendi dire maleducato? Non approva mai i miei fidanzati.
Francesi, spagnoli, americani...  scostante con tutti.
Kevin pens che essere considerato uno dei tanti fosse
tutt'altro che confortante bench intuisse le buone intenzioni
di Guy. Ha altri modelli nella sua scuderia?
Due. Entrambi francesi. Ma dato che tutti conoscono me,
non riesce mai a farli lavorare. Poverini.
Come fa a vivere?
 riuscito a procurarmi dei contratti molto vantaggiosi e
ci sono le royalty per gli spot pubblicitari che continuano a
trasmettere. E ricordati che il manager prende una fetta della
torta molto pi grande dell'agente.
Insomma sei la sua gallina dalle uova d'oro.  per questo
che  cos possessivo? O  innamorato di te?
Hai visto il genere d'uomo che apprezza. No, diciamo che
 il mio Chris, non  innamorato di me, ma  geloso.
Erano seduti sui gradini del loro palazzo a conversare a bassa
voce, guardando quelle giganti macchine americane che sfrecciavano
sbandando (all'angolo c'era un segnale di stop). A mezzanotte
videro un ragazzo altissimo ed effeminato, che cantava
a squarciagola. Oh, portava delle cuffie, si accorse Guy, e probabilmente
non si era reso conto che stesse cantando a un volume
inaudito. Era un vecchio pezzo, New York, New York,
it's a wonderful town, the Bronx is up and the Battery's down.
La voce del ragazzo era operistica, la sua dizione esagerata come
quella delle dive della lirica, e la sua intonazione incerta. Guy
pens: Queste assurde checche patite dello spettacolo sono parte
di New York come le sirene della polizia, come il vapore che fuoriesce
dai tombini, o come i ragazzi asiatici che consegnano cibo
cinese in sella a biciclette senza fanale, imboccando sistematicamente
le strade in senso contrario.
L'indomani mattina si tolsero i cerotti e Guy spalm della
crema antibiotica sui tatuaggi. Pass Lucie per il caff.
Mi piace il tuo nuovo look disse Lucie a Guy. La barba
incolta, i jeans, e la canottiera. Poi si rivolse a Kevin. E tu,
tesoro?  vero che vuoi diventare un modello?
Pierre-Georges mi ha detto che sono troppo basso, che non
sono abbastanza virile e che la mia taglia non  una quarantotto.
Lucie rispose: Immagino abbia ragione se il termine di paragone
sono quei ceffi che piacciono tanto a lui, massicci, con
la pancia e puzzolenti. E quindi cos'hai intenzione di fare?
Guy rest in ascolto della risposta di Kevin. Spesso le regole
non scritte di una coppia impediscono domande dirette e risposte
chiare, e alla fine succede che un esterno abbia maggiori
opportunit di estorcere progetti e speranze rispetto a una
semplice discussione (o al silenzio) tra amanti.
Prender la laurea in Scienze Politiche alla Columbia e poi
mi iscriver a un master della Georgetown o magari di un'altra
universit, preparer il concorso pubblico, e spero di intraprendere
la carriera diplomatica. Chris vuole tornare a Ely e
occuparsi dell'attivit di nostro padre, anche se dovr aspettare
parecchio dal momento che pap ha solo quarantacinque anni.
Solo cinque anni pi di me, pens Guy.
Il diplomatico, eh? disse Lucie.
Gi conferm Kevin. Ho sempre desiderato viaggiare. E
mi sono sempre piaciute la storia e la politica. E sono una persona
educata e diplomatica, almeno  quello che pensa la gente.
Sarai un ambasciatore molto attraente.
Grazie, ma gli ambasciatori sono venditori di auto usate che
hanno elargito un mucchio di soldi ai partiti. Io vorrei diventare
un attach culturale, ed  per questo che voi due dovrete insegnarmi
il francese! Parliamo in francese almeno un'ora al
giorno. Be', dopo che avr frequentato il primo semestre, adesso
non servirebbe. Sai, sono bravo con le lingue, al campo estivo
norvegese nel Minnesota noi eravamo i pi bravi. Kevin si rese
conto immediatamente di aver detto noi e sper che Guy non
si ingelosisse o che non se ne fosse accorto.
Quando furono di nuovo soli, Kevin disse: Lucie  davvero
una ragazza dolce. Finalmente qualcuno dei tuoi amici con cui
posso aprirmi.
Ti sarebbe piaciuto anche Fred. Era un tipo molto diretto.
Diretto era un termine che gli americani usavano di
continuo.
Che genere di film produceva?
Film per i neri... E cos vorresti fare il diplomatico.
Il mio tutor alla Columbia pensa che potrei diventare
bravo.
Ma cos saresti costretto ad andare molto lontano... magari
in Per.
Ci vorranno ancora un mucchio di anni rispose Kevin,
sorridendo, se mai ce la far. E poi forse... per allora ti sarai
stancato di lavorare come modello e potrai seguirmi.
Stancato, o in pensione.
Per una volta sar io a mantenerti. Toccher a me. Cercher
di farmi mandare in un paese francofono.
La Costa d'Avorio? Ci sono delle spiagge molto belle. Ci
sono stato per uno spot di un costume.
Mi piacerebbe vedere il tuo hook.
Ce lo faremo dare da Pierre-Georges. Lo tiene sempre aggiornato.
E cos il futuro delle loro vite sub una svolta improvvisa
per colpa di una conversazione casuale innescata da una terza
persona. Lui e Kevin sarebbero riusciti a restare insieme? E
per quanti anni? Guy sentiva di dover pensare alla propria vecchiaia,
ma era intrappolato nel presente. Sperava di morire nel
giro di dieci anni, o magari venti, e di lasciare cos un bellissimo
cadavere. Era proprietario di due case e dell'appartamento
di Parigi. Alcuni modelli si erano riciclati come agenti.
Altri continuavano a comprare terreni e immobili anche se
erano gi pieni di soldi. Guy aveva sentito dire che uno dei
modelli preferiti di Weber aveva acquistato un appartamento
vicino a Borough Hall e lo affittava a modelli e modelle di passaggio,
quattro posti letto, pi economici di un hotel in centro,
con la cucina in comune, e nessuna persona ordinaria nei paraggi
che si lamentasse per il rumore del phon o per il telefono
che squillava ininterrottamente. Non era pratico se ci si voleva
divertire nei locali notturni di Manhattan, per quanto ci fosse
sempre una limousine noleggiata che passava a prendere una
delle ragazze.
A Guy non piaceva l'idea di trasferirsi in Per. Gli sembrava
un paese remoto, solitario. Controproducente per la pelle. E
per allora sarebbe stato troppo in l con gli anni per imparare
un'altra lingua. Tutti dicevano che lo spagnolo era facile se si
era madrelingue francesi. Ma paura era miedo in spagnolo
e peur in francese, onda era ola e non vague. E poi che faranno
due maschi adulti, conviventi, in Sud America? Disponiamo
solo del presente comment Guy, inoltrandosi in uno
dei suoi argomenti preferiti, uno di quelli su cui aveva gi riflettuto
ai tempi di Clermont-Ferrand. Non esistono il passato
e il futuro, solo il presente. Aveva sostenuto quella
posizione con uno dei preti della sua scuola, combattuto tra
la passione per Guy e, ovviamente, il desiderio di convincerlo
a pensare alla ricompensa ultima del Paradiso.
Interessante comment Kevin, in realt gi annoiato.
Guy ci rest male che Kevin non volesse discuterne con lui.
Molti lo facevano, o almeno alcuni modelli. Non c' futuro?
Stai scherzando, vero? E il prossimo lavoro a Saint-Tropez?
replicavano con indignazione, per poi portare la conversazione
a un livello ancora pi paradossale. Ma a Kevin non piaceva
filosofeggiare. Voleva semplicemente stare insieme e chiacchierare,
o magari fare sesso. Non era un tipo astratto. O semplicemente
aveva assorbito il classico senso pratico degli
americani, tutto l'opposto dei francesi che adoravano levarsi
in volo sulle ali del pensiero speculativo.
A Guy piaceva quella sensazione di camminare in punta di
piedi sul reticolo della stratosfera. Spesso sorrideva compiaciuto
alla familiarit con cui trattava argomenti complessi, alla
sua padronanza ferma e matura di quel genere di paradossi.
Non voleva essere perennemente pratico. Non faceva per lui.
Kevin abbandonava la conversazione appena Guy esibiva un
sorriso di superiorit e si lanciava in uno di quegli sproloqui,
che a torto considerava filosofici. Aveva studiato Filosofia alla
Columbia e aveva preso il massimo dei voti per una tesina sulla
differenza tra ideologia e idea (l'ideologia era un falso punto di
vista sostenuto dalla classe dominante per imbrogliare il proletariato).
Era nauseato dalle farneticazioni di Guy sul tempo, e
si chiese per quanto ancora se le sarebbe dovute sorbire.
Tre giorni dopo Guy prese la corriera per andare a trovare Andrs.
Questa volta disse a Kevin dove stava andando e Kevin
comment: Ti ammiro. Sei una persona leale.
Guy fu d'accordo. Era davvero una persona leale. Continuava
a mandare alla madre mille dollari al mese, che non
erano una cifra faraonica a causa della svalutazione del dollaro,
ma nemmeno pochissimo. Le consentivano di vivere dignitosamente,
soprattutto Ora che aveva un'auto in buone
condizioni. In pi lei era proprietaria della casa in cui viveva.
Riceveva anche una pensione dallo Stato, e per questo teneva
nascosto il denaro che Guy le mandava. Di tanto in tanto
Lucie aiutava Guy a riempire una scatola con scialli, maglioni,
vestiti: tutto quello che riusciva a trovare della taglia
della madre una volta che la collezione era gi sfilata in passerella.
Sua madre si lamentava che i vestiti fossero troppo
eleganti, vistosi o addirittura os per il suo quartiere, e Guy
era sicuro che lei continuasse a fare la spesa indossando lo
scialle che aveva comprato dagli arabi al mercatino vicino alla
cattedrale.
Guy era stato fedele a Fred fino all'ultimo, pi di chiunque
altro, e sarebbe rimasto in buoni rapporti anche con il barone
se non fosse stato lo stesso barone a esiliarlo. Era fidel ad Andrs
e ogni settimana si obbligava a un viaggio lungo e noioso
su una corriera. Aveva stretto amicizia con un'altra moglie,
un'afroamericana che amava farsi il bagno con un profumo
dolce che, a suo dire, era stato creato da Elizabeth Taylor. Sapeva
davvero di caramella.
S, era anche un amico fedele. Era rimasto legato a Pierre-
Georges anche se agenti molto pi importanti avevano provato
ad ingaggiarlo nella loro scuderia. D'altro canto era consapevole
che Pierre-Georges si occupava di lui ventiquattr'ore su
ventiquattro, sette giorni su sette, e dubitava che un altro
agente fosse in grado di strappargli contratti pi vantaggiosi.
Guy era nel giro da troppo tempo; tutti conoscevano il suo
reale valore.
E se Andrs si accorge del tatuaggio? Non sarai costretto
a dargli delle spiegazioni? aveva chiesto Kevin, sollevando un
sopracciglio.
Oh, non se ne accorger. E parecchio... come si dice? Narciso?
Narcisista. E una parola forte. Kevin pens fosse consigliabile
commentare la parola invece che il difetto di carattere.
Non si accorge mai di nulla chios Guy.
Naturalmente se ne accorse, e per fare in modo che se ne
accorgesse, appena furono seduti uno di fronte all'altro nella
sala delle visite, Guy si tir indietro i capelli e mostr il suo
lobo. Hai visto cos'ho fatto per te? Come ti avevo promesso.
Invece di esserne contento, Andrs cominci a guardare con
nervosismo la guardia, la stessa della volta scorsa, che intanto
li stava fissando. La guardia cammin di buona lena verso di
loro e mostr il suo lobo; aveva anche lui un tatuaggio con il
numero otto, molto pi grande di quello di Guy e a fatica si
leggeva sulla sua pelle nera. E poi afferr Andrs, gli gir con
violenza la testa, per mostrare a Guy il suo tatuaggio, anche il
suo era un numero otto. A quel punto fece un grugnito e si allontan,
tornando dall'altra guardia.
Non  un tipo dolce disse Andrs a Guy.
Ti sei fatto il tatuaggio per compiacere il tuo nuovo amante
e per coprire la cosa mi hai convinto a farmene uno... per te.
Hai finto... E Guy non pot trattenersi dal ridere quando si
rese conto di aver escogitato lo stesso trucco con Kevin. Guy
pens che lui e Andrs fossero contorti, sempre pronti a tramare
dietro le spalle, mentre Kevin e la guardia nera erano i
classici idioti americani. Come si chiama il tuo amante?
Lester rispose Andrs con tono brusco. Non  il mio
amante. Abbass lo sguardo e aggiunse con voce sottile: 
il mio protettore. Tu sei il mio amante.
Lo hai scelto tu come protettore? O lui ha scelto te come
suo protg?
Andrs esplose: Tu non sai che cazzo significa vivere qui
dentro. Ho bisogno di qualcuno che mi protegga.
Era chiaro che Andrs si stava allenando molto in palestra.
Le braccia e le spalle erano diventate il doppio rispetto a
prima. Quanto poteva essere pericolosa una prigione di minima
sicurezza? Rendersi conto che aveva imbrogliato Kevin
nello stesso modo in cui Andrs aveva imbrogliato lui lo spinse
a essere indulgente, anche se con una punta di esasperazione.
Sperava che Lester non punisse Andrs, che non lo picchiasse
o che non lo sbattesse in una cella d'isolamento. Scusa... non
ne avevo la pi pallida idea.
Le scuse di Guy suonarono cos inaspettate che sul viso di
Andrs si form un sorriso dolcissimo, da bambino: un sorriso
che tradiva una dolcezza quasi del tutto prosciugata nella
nuova versione da duro di Andrs, dove la collera sembrava
la sola modalit possibile; e invece la gentilezza di Guy aveva
risvegliato il fanciullo nascosto dentro di lui, che lentamente
spuntava dalla buia caverna del cuore di Andrs, laddove era
stato dichiarato morto. Ma non era morto, in realt, era solo
pi debole e impaurito. Dovrei essere io a chiederti scusa
disse Andrs.
Dimentichiamoci tutto.
Si sorrisero a vicenda, a lungo e con intensit, e ad Andrs
si ingolfarono gli occhi di lacrime. Guy si chiese come si sarebbe
comportato Andrs con quel bambino all'ingresso della
grotta ora che la marea gli stava per arrivare alle ginocchia.
Purtroppo con quel gesto Andrs scaten un conflitto tra
la gang dei portoricani (la sua) e quella dei neri, e l'esito fu che
lo spedirono in una cella di isolamento e gli aumentarono la
pena di due anni.
Nella visita successiva, Guy si accorse che Andrs aveva un
bernoccolo in testa, un occhio nero e il labbro gonfio. Era ancora
furioso, e torment Guy con un lungo racconto di lui
ha detto, e allora io ho risposto che Guy faticava a seguire.
Poi si calm, e il viso gli si incup, probabilmente per colpa
del pensiero della pena aumentata. Parl del suo nuovo interesse
per la chiesa cattolica e della lettura delle vite dei santi:
Quelli erano fuori di testa esclam Andrs con un sorriso
offuscato dal labbro tumefatto.
Poi, con un nuovo tono, pi intimo, e sul quale si era chiaramente
esercitato nei giorni precedenti, disse con solennit:
Devo chiederti un grande favore.
Tutto quello che vuoi rispose Guy, sperando non fosse
una lima nascosta in una torta.
A mia sorella, quella che si  trasferita da Bogot a Murcia,
 stato diagnosticato un cancro. Suo marito se n' andato un
mucchio di anni fa. Sta crescendo da sola il figlio, Vicente. Ha
quindici anni. Non si pu pi occupare di lui,  troppo malata.
Ti ricordi, vero, di mia sorella Concepcin?
Poverina. Non ne sapevo nulla. Ti scrive in carcere?
Sempre. Comunque ora Vicente abita da una lontana cugina
a Lackawanna. La chiamiamo King Kong perch  molto
scura, si  sposata un arabo, secondo me  un terrorista ma lui
dice che ripara i condizionatori, comunque quell'uomo  stufo
di Vicente, non perch sia un cattivo ragazzo ma perch  povero
e non possono permettersi di mantenerlo,  un clandestino,
aveva un visto turistico di soli tre mesi.
Ci sono rimasti solo cinque minuti. Cosa vuoi che faccia,
che gli spedisca un assegno?
No, vorrei che lo ospitassi a casa tua.
Guy si chiese immediatamente che cosa ne avrebbe pensato
Kevin, e poi cosa avrebbe significato l'ingresso di un adolescente
nella sua vita. A Guy piacevano i mutamenti insensati e imprevisti
del destino, forse perch la sua vita era cos rigorosamente
scandita: regolari viaggi in Europa, un'ora di palestra tre volte a
settimana, le diete lunghe una vita intera e solo qualche trasgressione
concessa, il sesso con Kevin, le visite ad Andrs in carcere,
la telefonata alla madre ogni due settimane, e le riunioni di lavoro
con Pierre-Georges (Dice che sei stato maleducato con
lei l'aveva informato l'agente a proposito di una stilista di Saks.
Ha anche detto che era l'abito a vestire te e non il contrario.
 stata lei la maleducata aveva mugugnato in risposta Guy.
Non faceva che pungermi con gli spilli cercando di togliere le
pieghe a una camicia scadente che era nata stropicciata). La
vita era ormai una routine soffocante; persino le serate al Roxy
a ballare e ad assumere droghe erano diventate tragicamente
uguali: MDA, cocaina ed erba, e poi ritorno a casa all'alba barcollando
e con un sorriso idiota stampato sul suo volto famoso.
O meglio, sarebbe stato famoso se non fosse stato cos generico:
ora anche il marchio di fabbrica delle sue orecchie a sventola
stava per svanire sotto le ali dei suoi capelli lunghi, accuratamente
pettinati in un effetto spettinato.
In fondo un adolescente poteva svolgere la stessa funzione
di una pessima storia d'amore: introdurre un pizzico di caos
in una vita eccessivamente organizzata. Di certo non star con
le mani in mano o a leggere. Avr bisogno di un lavoro part-time.
Sono sicuro che potrebbe mimeografare per Pierre-Georges.
 carino?
Andrs fece una smorfia, come quando le persone raccontano
una barzelletta sporca. Ha quindici anni.  abbastanza
carino. Tieni gi le zampe da lui, okay?
Un quindicenne  al sicuro con me. Pens subito a Kevin,
che ne aveva diciannove, e si sent colpevole.  nero anche
lui, come tua sorella King Kong?
King Kong  mia cugina, mia sorella  Concepcin.
Me l'ero dimenticato. Rischio di finire nei guai con la mia
green card se ospito un clandestino?
Andrs assunse un'espressione annoiata, o irritata, per l'egocentrismo
di Guy. Chiedi al tuo avvocato. Per questo ci sono
gli avvocati, anche se il tuo non  stato molto utile con me.
Guy decise di ignorare il rimprovero, e disse con vivacit,
come un violinista che si lanci nell'esecuzione di una giga dopo
un tedioso largo: Okay, lo far. O almeno ci prover. Farei
qualsiasi cosa per te.
Guy aveva l'impressione di marciare di gran lena verso il
bordo di un trampolino senza avere la certezza che nella piscina
ci fosse l'acqua. Con Vicente le spese saranno doppie?
O quadruple? E se fosse un teppista, o peggio, un terrorista?
E se dovesse litigare tutti i giorni con Kevin e alla fine Kevin
lo mettesse di fronte a una scelta: O me o lui? E se fosse un
eterosessuale ostile che disprezza gli zii omosessuali e si mette
a farne la parodia di fronte ai suoi compagni di scuola mentre
fumano una sigaretta insieme?
Memorizz il numero di telefono di King Kong. Qual  il
suo vero nome? Non posso chiamarla signora Kong.
Pilar.
Suon una campanella, il segnale che l'orario di visita era
concluso. Guy strinse distrattamente la mano di Andrs perch
era preoccupato di dimenticare il numero di Pilar prima
di trovare un pezzo di carta, magari allungatogli dalla moglie
di un detenuto.
Guy aspett che Kevin bevesse due bicchieri di sak al ristorante
giapponese sulla Thirteenth Street prima di introdurre
l'argomento Vicente. Pierre-Georges si era raccomandato con
Guy di perdere altri tre chili. Diceva che ora andava di moda
il look pelle e ossa. Magari la perdita di peso gli avrebbe devastato
braccia e petto oltre che sgonfiato il culo, ma i nuovi
clienti come Guess esigevano volti emaciati e zigomi come
archi rampanti. Guy ordin soltanto una zuppa di miso e del
sashimi, lasciando i cubetti di tofu nella ciotola. E si concesse
solo una tazza di sak; ormai andava avanti a forza di caff
espressi e cocaina.
Erano seduti all'esterno, accanto a una ringhiera in metallo,
e alle loro spalle continuava a passare la gente, rumorosa... oh,
era venerd! Per quello erano tutti fuori. Per Guy, invece, ogni
giorno era sempre lo stesso. Sull'altro lato della strada vide le
luci di un negozio di medicina distica, chiuso per il fine settimana.
All'inizio Kevin accolse con favore la notizia convinto che
Vicente fosse un ragazzo timido ed educato, originario di una
qualche citt spagnola, un bravo ragazzo, cattolico, che faceva
il chierichetto e porgeva al prete la coppa con dentro il
vino. Ma quando Kevin scopr che Vicente viveva a Lackawanna
insieme a King Kong e a un presunto terrorista di
nome Mohammed, allora fece marcia indietro, disgustato.
Ma se cercasse di fabbricare una bomba e facesse saltare in
aria per errore il tuo palazzo? Non sto scherzando. E se fosse
uno di quelli con le catene d'oro al collo e il cappello da baseball
infilato al contrario?
Decisero di invitare Vicente per una settimana, tutto spesato,
e di esaminarlo dal vivo. Guy telefon a King Kong, ma lei era
troppo nervosa per parlarne al telefono, sembrava incapace di
capire Guy per via del suo accento francese e allora allung il
ricevitore a Mohammed, che aveva un tono molto sospettoso
e si esprimeva nel gergo afroamericano. Guy spieg di essere
amico di Andrs.
Quello sfigato? chiese Mohammed.
S, quello. Mi ha detto che Vicente abita con voi.
Hai sbagliato numero.
Guy ripet il nome del ragazzo. Forse lo stava pronunciando
nel modo sbagliato.
Oh, Vince. url Mohammed. Perch non l'hai chiamato
cos anche prima?
Quando comprese che il tizio con l'accento strano stava invitando
quel parassita di Vince a New York per un'intera settimana,
improvvisamente si fece collaborativo e amichevole.
Guy not che Vicente non venne mai consultato durante la telefonata.
Guy mand una delle limousine di lavoro a Lackawanna per
prendere il ragazzo. Spiegargli orari dei treni o degli autobus e
come acquistare un biglietto prepagato sembravano ostacoli insormontabili
per quel giovane straniero provvisto di un inglese
pi che approssimativo. Spiegargli come funzionava una macchina
a nolo lo era altrettanto. Quando arriv Vicente, seduto
sul sedile davanti accanto all'autista israeliano, grondante di sudore,
che farfugliava qualcosa sotto l'evidente effetto dello
speed, Guy guard il ragazzo e disse a se stesso: Un morto di
fame, brutta razza, caso disperato.
Vicente portava una squallida tuta blu e degli scarponcini
da ginnastica che poteva anche aver rubato. Era basso, scuro
e con una cicatrice sulla guancia destra. Non riusciva a guardare
Guy negli occhi e la sua stretta di mano fu molle. Poi si
port la mano all'altezza del cuore in una specie di saluto
arabo che forse aveva appreso da Mohammed. Emanava un
odore strano, come di sudore riscaldato.
Il ragazzo era deciso a non mostrare stupore per quel che
Guy gli faceva vedere. Si muoveva per la casa con le scarpe
slacciate. Sembrava esausto e il sorriso che sfoggiava con l'autista
israeliano era gi svanito. Questa  la tua stanza gli
disse Guy, aprendo la porta della camera degli ospiti, con il
copriletto di ciniglia su un letto singolo, un baule, la sedia
senza braccioli rivestita di un chintz sbiadito, le decorazioni
appese alle pareti e una bussola del secolo scorso che Kevin
aveva trovato in un negozio di antiquariato sulla Bleecker. 
una specie di orologio? chiese Vince, indicando con il capo
la bussola.
Pi o meno rispose Guy non volendo scoraggiarlo.
Vicente si butt con i suoi abiti puzzolenti sul copriletto immacolato.
Non si tolse nemmeno le scarpe; forse temeva che
qualcuno gliele rubasse.
Assomiglia ad Andrs? chiese Kevin, con una curiosit
sincera.
Per niente venne fuori a Guy. Andrs  alto e bello, il
ragazzo ha il padre ecuadoriano. Sembra una di quelle statue
piantate nella giungla, con il naso piatto, la fronte spaziosa, la
pelle scura, gli occhi a mandorla e le guance gonfie. Impassibile,
come le crudeli divinit Inca. E in pi  basso.
Sei molto esigente in fatto di bellezza! In questo sei uguale
a Pierre-Georges. Lo sono tutti i francesi?
Come? domand Guy, per nulla contento di essere accostato
al suo astioso agente.
Siete cos sicuri delle vostre opinioni. Gli americani non
sono mai cos sicuri di quello che pensano.
S, abbiamo le idee chiare e ci fidiamo del nostro gusto.
Impariamo presto cosa  bello e cosa  brutto.
Parole che suonarono un po' ottuse persino alle orecchie di
Guy, e cos si ritrov a sperare che Kevin abbandonasse l'argomento.
Quella specie di tirannia culturale, accompagnata da convinzioni
molto fragili e dall'eccitazione da cocaina, aveva il solo
effetto di rendere Guy particolarmente litigioso. Kevin aveva
imparato a mettere fine alle discussioni con un sorriso e un
bacio. Quel bacio retorico, per, cominciava a irritare Guy.
Perch continui a sniffare coca? si azzard a chiedere
Kevin. Ti piace cos tanto? Non hai paura di mettere a rischio
la nostra famiglia felice?
Kevin avvolse la nostra famiglia felice in un ironico punto
di domanda per non sembrare troppo serio, ma ebbe il solo
effetto di peggiorare l'umore di Guy, convinto che l'ironia
fosse la qualit dei codardi.
La prendo perch ho fame rispose quasi urlando e introducendo
una pausa dopo ogni parola. Poi aggiunse con un
tono di voce normale: In questo momento tutti cercano il
look da eroinomane e io odio l'eroina, ma anche tu hai visto le
pubblicit con quei ragazzi scheletrici, la pelle verdognola e lo
strano taglio di capelli, seduti intorno a una tavola in un salotto
cadente, con tutti quei verdi acidi e i marroni cacca di anatra,
con i jeans scoloriti, le camicie pacchiane, gli occhiali da sole
tedeschi e uno sguardo sbigottito. In francese si dice "lo
sguardo di chi ha appena visto un angelo passare", ma nel loro
caso mi sa tanto che l'angelo sia Satana. E in pi, caro mio, sto
facendo tutto questo per tenere a galla la nostra famiglia felice.
Devi ficcarti in testa che la moda  cambiamento, quasi sempre
in peggio, e in questo momento i sani ragazzoni americani con
i denti perfetti, i muscoli e l'abbronzatura, sono fuori moda,
finiti, kaputt, mentre i ragazzi scozzesi un po' malaticci con il
loro pallore da biblioteca e l'anoressia da tossico sono sulla
cresta dell'onda. Per due decenni sono stato sempre alla moda.
Aspetto trasandato e capelli a coprire le orecchie, e anche un
tatuaggio... sar solo l'inizio, penso che andr verso un look
alla Lou Reed. Magari mi rapo a zero. Oppure mi faccio un
piercing al labbro.
Kevin pens che Guy stesse delirando, in pi non aveva la
pi pallida idea di come fosse un look alla Lou Reed. D'altronde
Reed era cos tragicamente anni settanta! Era la prima
volta che sentiva Guy parlare cos a lungo e diede la colpa alla
cocaina. La classica parlantina alimentata dalla droga. E tutto
perch ieri Pierre-Georges aveva telefonato a Guy per dirgli:
Gli stilisti oggi cercano delle Harley Davidson mentre tu sei
una Rolls Royce, la controparte maschile di Catherine Deneuve.
Quell'osservazione aveva tenuto sveglio Guy, e alle tre del
mattino Kevin l'aveva scoperto a contemplare un pezzetto di toast.
Che fai?
Non ho il coraggio di mangiarlo.
Torna a letto aveva detto Kevin, facendo scorrere il braccio
sulla schiena di Guy.
Quando l'indomani si svegliarono alle dieci del mattino,
Vicente era gi stravaccato su una sedia in cucina, sveglio. Fece
subito il suo strano saluto arabo. Portava gli stessi vestiti del
giorno prima, con in aggiunta un berretto di stoffa beige che
sembrava musulmano.
Povero Vicente disse Guy. Devi essere affamato e ti sarai
chiesto dove diavolo fossimo.
Vince replic il ragazzo. Il mio nome  Vince. C' del cibo in questa casa?
Toast? Cereali? Banana? Bevi il caff? Tra un po' dovremo uscire per pranzare.
Caff e banana rispose il ragazzo. Continuava a non guardarli.
Kevin gli si avvicin e pos una mano sulla sua spalla, che
Vicente esamin con il terrore negli occhi, come se fosse qualcosa
di estraneo e pericoloso, magari uno scorpione.
Non dobbiamo per forza fare qualcosa disse Kevin.
Nella tua stanza c' una piccola Tv. L'hai trovata in quel comodino ai piedi del letto?
Vicente rispose con un docile No, grazie e un sorriso
quasi affettuoso. Kevin ricambi. Il sorriso di Vicente fu una
sconvolgente tregua di spontaneit e gentilezza a fronte di
quella uniforme di ombrosit che aveva deciso di indossare dal
primo istante in cui era entrato in casa, e lasci intravedere che
nel cuore di quel ragazzo ci fosse un nucleo di dolcezza, paura
e tenerezza. Ora s che somiglia ad Andrs, pens Guy.
Come hai fatto a imparare l'inglese cos bene? domand Kevin.
Vuoi la verit? Cercando di rimorchiare le ragazze inglesi
e olandesi sulla spiaggia di Valencia. E a Lackawanna. Mohammed
teneva sempre la Tv accesa e non voleva che parlassimo.
Gli piacevano le soap opera, le pubblicit, le repliche di Kojak, tutta quella merda!
Volete stare zitti! strill Guy, irrequieto per il down da cocaina;
poi, cercando di riprendersi da quelle parole scortesi,
disse, Fuori  bellissimo!, spalanc le braccia e si precipit alla
finestra. L'estate indiana. Non  cos che la chiamate? Kevin e
Vicente si scambiarono uno sguardo perplesso. Era tipico di chi
viveva in una metropoli parlare della bellezza del clima. Kevin
tir fuori un paio di banane e prepar il caff per tutti. Gli ispanici
bevono il caff espresso, no? Latte? Zucchero?
Zucchero rispose Vicente, se ne avete. Ragazzi, ma non
lavorate? Siete come Mohammed... che dorme fino a mezzogiorno,
anche se Pilar si sveglia presto la mattina spieg Vicente.
Fu la frase pi lunga che il ragazzo avesse pronunciato
in un giorno intero, e Guy, ancora alla finestra, fu tentato di
voltarsi e sorridere compiaciuto, ma era terrorizzato all'idea
di guastare quel momento magico. Pens che Kevin avesse garantito
una testa di sbarco e che dovesse essere incoraggiato a
proseguire. Una volta preparato il caff, Guy si scol la tazza
senza nemmeno sedersi. Sedersi era pericoloso; avrebbe potuto
mangiare qualcosa, magari un chicco di uva verdastro.
Doveva correre, andare in palestra a fare le sue flessioni, ma si
sentiva stordito. Aveva bisogno di farsi una sniffata.
Io studio disse Kevin. Comincio l'universit la prossima settimana. Guy  un modello.
Quando Vicente assunse un'espressione interrogativa,
Kevin aggiunse, Fotomodello, in quello che sperava essere
spagnolo, ma il ragazzo rest perplesso. Intanto Kevin aveva
finalmente trovato una bustina di zucchero che aveva rubato
da un diner per un'ipotetica emergenza.
Ne hai un'altra? domand Vicente. Mi piace poco caff
con molto zucchero, e sorrise a quella battuta.
Vado a correre annunci Guy d'impulso, e si precipit
nella camera da letto per un piccolo refresh, come chiamava
la sua striscia di cocaina. Kevin ebbe un tuffo al cuore pensando
all'immagine del criceto sul punto di salire sulla ruota
per l'ennesima volta. Vivo con un criceto e uno zombie, disse
tra s Kevin. Guy correr tutto il giorno e rester sveglio tutta
la notte. Una mosca era rimasta intrappolata tra la finestra e la
zanzariera e si agitava disperata. Kevin riusciva a sentirne il
ronzio solo perch la stanza era silenziosissima, nonostante il
rumore del frigorifero e lo scricchiolio della casa, tipico dei palazzi antichi.
Hai trovato tutto? Il bagno degli ospiti? L'aria condizionata?
La doccia? domand Kevin, con il sospetto di aver
inavvertitamente sottolineato la parola doccia. E nel caso
volessi lavarti i vestiti abbiamo una lavatrice e un'asciugatrice.
Qui? In casa?
Kevin annu. Usciamo a pranzare. Non era certo di trovare
cos piacevole dover scortare quel ragazzo, che tra l'altro
sembrava atterrito dalla prospettiva di un'uscita.
Lo accompagn al ristorante sotto la palestra, convinto che
un cheeseburger e delle patatine fritte fossero meno intimidatorie
del formaggio di capra spalmato su una focaccia, accompagnata
da un'insalata di pere e bietole, quel genere di piatti
che andavano per la maggiore nei ristoranti del quartiere.
Dov' lo zio Guy? chiese Vicente. Erano seduti in un spar
e Vicente si era gi scomposto con il petto in avanti sul
tavolo di formica, esausto, e si era messo ad agitare meccanicamente
la saliera, la pepiera e la bottiglia di ketchup.
Sta cercando di metter su peso.
 un wrestler?
Pi o meno. E un modello. Lo hanno ingaggiato per una pubblicit di jeans e deve arrivare a centoquaranta libbre. Tu quanto pesi?
Cinquantacinque chili. Conosco solo i chili. Tu?
Non sono sicuro di conoscere il peso in chili rispose Kevin.
Improvvisamente gli balz in testa un'idea. Potresti insegnarmi
lo spagnolo. Pens che cos sarebbe anche riuscito a migliorare
l'inglese di Vicente. Kevin cercava sempre di migliorarsi, molto
pi del gemello. Ogni volta che si sedeva sul water del bagno a
Ely studiava una glossa del Dizionario Oxford della letteratura
inglese. Non leggeva mai romanzi. Troppo frivoli. Ma leggeva
tutto sulla storia dell'antica Roma o gli articoli divulgativi sulle
molecole giganti. Voleva a tutti i costi che quella testavuota del
suo fidanzato, Guy, gli insegnasse il francese. In quei giorni stava
leggendo un'edizione di seconda mano di un volume di Edmund
Burke, che sul dorso recava il titolo Sul sublime Riflessioni
sulla rivoluzione francese, e impieg un bel po' di tempo prima
di capire che erano due titoli diversi. Leggeva sempre le etichette
con il numero di calorie contenute nel cibo e confrontava i
prezzi dei prodotti. Aveva una forte coscienza ecologica dovuta
alla sua famiglia e se avesse posseduto un'auto, vi avrebbe appiccicato
l'adesivo con la scritta Difendi la natura.
Ammirava Ralph Nader. Era spaventato dal capitalismo. In
classe prendeva nota di tutti i titoli dei libri e dei loro autori
menzionati dal professore anche in una semplice digressione,
per poi controllarli in biblioteca. Il gemello era molto pi apatico
e Kevin attribuiva quella trascuratezza all'assenza del
gene gay. In realt avevano i geni identici e quindi le loro
differenze erano legate alla formazione, non alla natura, ancorch
fosse difficilissimo scorgerne in quella fase della vita.
Erano cresciuti sempre insieme, portavano vestiti identici, e
avevano avuto le stesse malattie. La nonna non riusciva a distinguerli,
mentre la madre s. Ma  evidente, insisteva lei.
Chris era pi sgarbato e correva in cerchio.
Nonostante diversi tentativi Kevin non riusc a convincere
Vicente a insegnargli lo spagnolo (Come si dice "tavolo" in
spagnolo? Tavola? Ma il ragazzo sembrava confuso e annoiato).
Intanto, nella palestra al piano di sopra, Guy si stava allenando
con la cocaina in circolo, farfugliando e ridendo da solo,
finch non svenne. La perdita di sensi dur solo qualche secondo;
quando si riprese l'istruttore era chino su di lui. Stai bene?
S, tutto a posto.
Perch sei svenuto?
Credo di essermi dimenticato di fare colazione stamattina.
L'istruttore aggrott la fronte. Amico, sei troppo magro!
 meglio che torni a casa e ti riposi.
Buona idea.
Non farti la doccia qui. Hai bisogno di qualcuno che ti accompagni?
Forza, vattene! Guy decise di prendersi dell'Ex-Lax per perdere un po' di peso nel caso non fosse stato in
grado di allenarsi nei giorni seguenti. Di ritorno a casa, telefon
al ristorante cinese pi vicino e ordin quattro zuppe. La
zuppa non ingrassava troppo. Si sarebbe fatto un'altra striscia
di coca e anche un altro caff espresso prima di affrontare la
zuppa. Cos ne avrebbe potuta mangiare solo mezza ciotola.
Pass Pierre-Georges che era molto soddisfatto. Non hai
mai avuto un aspetto cos etereo. Ancora un chiletto e mezzo
in meno e sarai perfetto. Il colloquio  previsto per venerd...
Se diventi il testimonial di Cavalier, festeggiamo alla grande, 
una campagna da un milione di dollari.
Cos' Cavalier?
Ma dai! Terra chiama Pianeta Guy.
Pensavo Guess.
Guess  stata venduta un mese fa. L'ha comprata Frederick
Ross. Buongiorno, eh!
Il venerd Guy faticava persino a muoversi da una stanza
all'altra e se voleva andare a passeggiare doveva appoggiarsi a
Kevin, oppure a Vicente, che non amava il contatto con un
altro uomo. Guy doveva a tutti i costi procurarsi il lavoro:
sconfiggere i suoi rivali di diciassette (o diciotto) anni era diventata
un'ossessione. Era buddista e quindi non pensava di
essere competitivo, atteggiamento che considerava samsara,
ma di amare semplicemente la vittoria. Odiava l'idea di essere
superato da uno di quei ragazzi, adolescenti privi di qualsiasi
esperienza. Erano semplicemente dei beaufs (rozzi) e non sapevano
nemmeno come stare in posa. Non aggiungevano nulla
al processo creativo, nessun suggerimento, non avevano alcun
senso dello stile! Non sapevano come si lavorava con i fotografi.
Ciondolavano e basta. Una sera, dopo una spaventosa
cena a El Faro, un ristorante spagnolo in cui Vicente non parl
se non in castigliano con il cameriere e Guy farfugli e
giochicchi con il cibo nel piatto, Kevin cominci a covare vera
rabbia, e quando si ritrov solo con Guy, disse: Tutto questo
deve finire. Oggi sono rimasto con lui ventiquattr'ore su ventiquattro!
 il nipote del tuo fidanzato non del mio. Abbiamo
passato tre ore a guardare delle scarpe da ginnastica e alla fine
non  riuscito a sceglierne nemmeno un paio. New York  orribile
ad agosto. Tutto puzza di crauti e di spazzatura. E guardati,
sei un mucchietto di ossa!
Che cosa ci posso fare se Vicente preferisce stare con te e
non con me? rispose Guy. Tu sei pi simpatico di me.
Kevin gli diede una pacca sulla mano a mo' di scherzoso
rimprovero. Non vuoi pi fare sesso. Ora capisco perch i
monaci digiunano, li aiuta a mantenersi casti. Ti lamenti nel
sonno... come se il tuo corpo protestasse. Durante la cena
passi un mucchio di tempo in bagno. Vomiti il cibo? Guy sollev
la testa. Comunque sei il mio fidanzato.
Decisero di tenere in casa Vicente solo per gentilezza, anche
perch King Kong non voleva riprenderselo a Lackawanna e
la madre del ragazzo era costretta a letto a Murcia.
Ogni volta che Guy prendeva la corriera per raggiungere il
carcere, Andrs era felice di ricevere notizie di Vicente ed era
grato a Guy. Andrs sugger che una volta fosse Vicente ad andarlo
a trovare al suo posto.
Guy fu d'accordo, ma subito dopo si raccomand con
Vicente di non menzionare mai Kevin. Vicente sembr stupefatto
nello scoprire che suo zio, Andrs, colombiano come lui,
fosse un maricn. Non l'aveva capito. Un maricn francese 
normale. Un maricn americano, perch no? C'era da aspettarselo.
Ma un maricn colombiano, il fratello di sua madre...
oh , cono, non  per niente fico. Essere un detenuto americano,
quello s che  fico, ma un maricn latino, be', proprio no. Il
ragazzo sembrava smarrito e non faceva che dormire, anche
se Guy insisteva perch si trovasse un lavoro. Pensava che un
lavoro fosse importante per l'autostima del ragazzo. Lo incaricarono
di svolgere delle incombenze per Pierre-Georges, ma
la cosa non and a buon fine, soprattutto perch Pierre-Georges
non poteva essere disturbato. E Vicente era una seccatura.
Guy gli compr un nuovo paio di jeans, due camicie
texane che per una qualche ragione gli piacevano, della biancheria
intima e un giaccone da marinaio per i mesi invernali
che ormai erano alle porte. A Vicente piaceva il fratello di
Kevin, Chris, perch era giovane, non del tutto affettato, fuori
forma e aveva una ragazza, non era, quindi, un maricn ma un
ragazzo normale, per a Chris non piaceva Vicente, e in pi
non aveva voglia di essere disturbato. Vicente era divertito
dalla somiglianza tra i gemelli, ma loro giudicavano il suo interesse
tedioso e prevedibile, e n a Kevin n a Chris piaceva
che la loro intercambiabilit fosse sottolineata, dal momento
che rapidamente si stavano costruendo le loro singole individualit,
o almeno cos speravano.
Era cos strano essere gemelli in un contesto metropolitano,
che forniva loro innumerevoli opportunit di svilupparsi in
modo autonomo. Entrambi bramavano di diventare individui
singoli, bench sapessero di condividere un destino genetico,
e che quindi presumibilmente avrebbero avuto un infarto nello
stesso mese, magari tra vent'anni, e che a un livello ancora pi
profondo si ritrovavano a divertirsi con le stesse freddure e a
deprimersi nello stesso momento, anche se erano separati da
centinaia di miglia. Era strano, perch uno aveva deciso di essere
etero e l'altro gay, e quel diverso orientamento li avrebbe
spinti ad avere futuri completamente diversi, eppure tutti e due
commentavano le loro esperienze con lo stesso sopracciglio
inarcato, la stessa risatina o la stessa smorfia di compassione.
Chris, nonostante la sua era portato
a guardare lo stesso ragazzo che Kevin,
e succedeva regolarmente che la stessa ragazza affascinasse entrambi
i fratelli. Tutti e due erano attratti da Lucie.
Forse perch Chris era pi normale, portava vestiti pi
eccentrici; aveva persino avuto una fase di eccessi alla Santa
Fe, tutto appesantito dal turchese, mentre Kevin, a dispetto (o
forse a causa) del suo orientamento sessuale, tendeva di pi
verso la norma. C'era una specie di compiutezza, come se vivessero
due vite in una, un laboratorio in cui si sperimentavano
delle varianti: le variazioni Manhattan sul tema composto da
Ely. A Kevin bastava guardare Chris in compagnia della sua ragazza,
vedere come le stringeva la mano o come le proteggeva
la testa aprendo l'ombrello, per vivere la stessa esperienza, per
sentirla, sentirla nelle ossa, nel plesso solare, per registrarla nei
suoi stessi nervi. E se Kevin toccava la spalla di Guy baciandogli
anche il collo, allora Chris sorrideva, bench per scherzo
sollevasse all'istante una mano per cancellare dalla vista quell'abominevole
gesto d'affetto. Dal momento che entrambi riconoscevano
l'origine delle azioni e attrazioni dell'altro,
ognuno aveva l'impressione di recitare nell'eseguire o perseguire
le proprie. Come poteva essere autentico un impulso che
conteneva anche il suo opposto? E come poteva essere convincente
una scelta di vita che non si fondasse n sulla natura n
sulla cultura, ma solo su un capriccio? Se Chris si comportava
troppo da macho, tutti e due scoppiavano a ridere, e allo stesso
modo le preoccupazioni eccessive di Kevin per il proprio look
o i suoi atteggiamenti da perfetta padrona di casa scatenavano
la loro irrefrenabile risata. E vero, Chris era nato per primo, e
nei primi tre mesi farfugliava di pi e rideva di meno del fratello,
e rompeva anche molti pi giocattoli. A due anni Chris
aveva cominciato a camminare una settimana prima di Kevin
e lo aveva colpito in testa con una macchinina, anche se si era
subito pentito mettendosi a frignare. Kevin aveva cominciato
a parlare per primo. Quando alle medie gli era stato consentito
di portare vestiti diversi, Kevin prediligeva i colori vivaci - la
prova che fosse gay? E comunque quelle erano semplici leggende
familiari create ad arte per cercare di trovare a tutti i
costi delle differenze tra i due bambini proprio perch ammaliati
dalla loro stupefacente somiglianza. Come accade in molte
famiglie, i giochi dei bambini erano uno spettacolo, una distrazione
costante dalla televisione, ipnotici come la fiamma in un
caminetto, qualcosa di agile e guizzante agli occhi di adulti murati
in strati di grasso.
Proprio nel momento in cui Kevin cominci a perdere la
pazienza con Guy, Chris cominci a stufarsi della sua ragazza,
ed entrambi accettarono quella coincidenza come naturale.
Stavano percorrendo la stessa traiettoria o i sentimenti ambigui
dell'uno permettevano all'altro di dare voce ai propri dubbi?
Oppure erano trascinati in modo inesorabile l'uno verso l'altro?
Il loro destino era quello di vivere insieme per sempre?
Quegli sviluppi paralleli, per quanto misteriosamente legati,
non riuscivano a sorprendere nessuno dei due, tanto che
quando uno di loro soffriva di mal di gola automaticamente
passava la pasticca all'altro.
Guy  cos prevedibile si lament Kevin.
 stupido,  arrivato il momento di dirlo ad alta voce. La
maggior parte delle persone sono pi stupide di noi, ma... ma
ti tratta bene e ti d i soldi.
Quel ragazzino, Vince,  insopportabile.
Allontanalo propose Chris. Non  sotto la tua responsabilit.
Guy... che coglione.
Nel giro di pochi minuti i loro commenti stenografici si
esaurirono e il dialogo si fece sostenuto. Anche se fossero arrivati
in simultanea a una reciproca conclusione profonda.
Erano seduti uno di fianco all'altro sui gradini del palazzo e la
loro muta conversazione esplodeva in mezzi sorrisi, nello spalancarsi
degli occhi, in un'alzata di spalle e infine in un sospiro
di comprensione reciproca.
Davvero? pronunci uno dei due dopo cinque minuti di
apparente silenzio. L'altro annu.
Il fratello del padre, un uomo vivace che frequentavano poco
perch viveva nei dintorni di Minneapolis dove lavorava come
fiorista, pass per New York. Alloggiava in un hotel grigio davanti
alla Penn Station e frequentato soprattutto da uomini d'affari.
Viaggiava da solo (non si era mai sposato), ma aveva una
lunga lista di spettacoli di Broadway cui intendeva assistere.
Sembr deluso nello scoprire che i suoi bei nipoti non sapessero
nulla delle star, dei registi e nemmeno dei titoli di tutti quei musical,
alcuni dei quali erano in cartellone da almeno un paio
d'anni. Si era immaginato che i due ragazzi andassero a teatro
ogni sera per poi cenare da Sardi's o magari sorseggiare un cocktail
alla Rainbow Room, ma sia Kevin che Chris rimasero interdetti
al semplice nominare quei locali, come se non avessero mai
sentito parlare di Marna Leone's o del Carnegie Deli. Chris
spieg che gli usciva il sangue dal naso se si spingeva a nord
della Fourteenth Street, e Kevin, che sembrava leggermente pi
sofisticato, ammise di trovare la gran parte degli spettacoli di
Broadway pacchiani, o almeno cos aveva sentito dire.
Naturalmente lo zio Phil era arrivato in citt con parecchi
soldi e voleva trascorrere la vacanza senza badare a spese:
steakhouse, ma sempre di livello, bistrot del Greenwhich Village
conosciuti solo da intenditori. I gemelli si ricordavano vagamente
di lui per alcune riunioni familiari e per il matrimonio
di un cugino in cui lo zio Phil si era occupato delle decorazioni
floreali, portando gladioli, gipsofile e uccelli del paradiso, con
molte foglie di eucalipto, che facevano starnutire la madre. Si
cospargeva di abbondanti dosi di acqua di colonia, un po'
troppo per un uomo del Midwest della sua generazione, e il
suo alito era sempre addolcito dalle caramelle Sen-Sen. Era loquace
e allegro, cosa che i bambini preferivano alla seriosit
dei loro genitori, per quanto alla fine li sfinisse.
Una sera, insieme a Phil, Kevin and a vedere Cats, straordinario
pi per gli effetti speciali che per la trama ineffabile e
la musica anonima; dopodich Phil, euforico per lo spettacolo,
volle andare in quello che era considerato, stando a una rivista
che aveva letto, un ristorante di grido nell'ambiente dello show
business, il Joe Alien's, dove le pareti erano decorate con le locandine
di spettacoli che avevano fatto fiasco.
Mi piace davvero molto il tuo amico Guy. E cos bello!
disse lo zio Phil. L'ho visto un sacco di anni fa in una pubblicit
della Pepsi. Era a una festa, sembrava cos americano, non
sapevo fosse francese. Sembrava il classico bel ragazzo del college...
cavolo, dev'essere stato vent'anni fa. Mi ero appena trasferito
a Minneapolis... s, vent'anni fa.
 incredibile, vero, come sembri ancora cos giovane
comment Kevin. Trovava le conversazioni sull'eterna giovinezza
di Guy noiose come quelle sulla sua somiglianza con
Chris; erano i due grandi tropi delle loro vite, parola che
aveva appena imparato alla Columbia.
S, ma ai tuoi genitori non piace l'idea che tu viva con un
uomo ricco e pi grande di te che ti paga tutto. Non  il mio
punto di vista, sia chiaro, io sono un po' pi raffinato, ma loro
sono preoccupati che tu ti possa abituare a sfruttare gli altri.
Chi sta sfruttando chi? Lo sto sfruttando io perch sono
un cacciatore di dote, oppure  lui a sfruttarmi perch io ho la
met dei suoi anni ed  riuscito a trasformarmi nel suo schiavo
erotico?
 lui a sfruttarti, ovvio. I tuoi genitori vorrebbero ti trovassi
un ragazzo carino della tua et, bianco, magari uno studente
universitario, qualcuno che si paga da solo le spese,
insomma, un americano. Guy  un gentile,
anche se un po' irritabile...
 per colpa della cocaina replic Kevin? forchetta
nella torta di noci. Quando Guy era nei paraggi, Kevin
non ordinava mai un dessert; sarebbe stato come ingozzarsi di
fronte a un musulmano durante il Ramadan.
Cocaina? Ma caro...  peggio di quanto pensassi.
La cocaina non  pericolosa! replic Kevin con un tono
di voce troppo alto, provocando dei sorrisi d'assenso dai tavoli
vicini. Aggiunse con una voce meno forte, ma molto pi pedante:
Tutti gli studi dimostrano che non ingenera dipendenza.
Semplicemente affina la mente e ti spinge a voler
lavorare di pi, per questo  la droga preferita dagli yuppie.
Non  una vera droga,  collegata alla Novocaina.  un anestetico.
Decise di aggiungere anche un'osservazione sconvolgente
di natura erotica a beneficio dello zio:  per questo che
alcuni quando hanno paura a farsi scopare se la spargono sul
culo. Anestetizza il dolore.
Lo zio Phil sembrava divertito e preoccupato da quella confidenza
e comment con un sorriso abbozzato: Credo di essere
troppo luterano per questo genere di cose.
I miei genitori sarebbero pi felici se tornassi a Ely e mi
sposassi con una ragazza.
A questo proposito, tua madre sostiene che eri fidanzato
con una tua compagna di classe a Ely, Sally Gunn. La pi bella
della scuola. Occhi azzurri, il naso dritto di una dea greca,
grandi tette, i fianchi ossuti di un bambino. E poi, come sai
bene, suo padre  proprietario del negozio concorrente a quello
dei tuoi a Ely...
E se ci sposassimo la dinastia ne uscirebbe rafforzata aggiunse Kevin con una punta di tristezza.
Be'...
C' solo un piccolo problema. Sono gay. Mi piacciono gli uomini.
Tua madre  rimasta in contatto con Sally e sono andate a bere qualcosa insieme al Log Cabin.
Quel bar vecchio e puzzolente? Puzza di cherosene e di
birra andata a male. Non pensavo che una donna si sognasse
di entrare in quel posto.
Comunque hanno parlato della tua omosessualit.
Cosa? Mia madre e la mia ex ragazza hanno discusso della mia sessualit?
Non sapevo fosse un segreto.
Kevin sorseggi il suo decaffeinato. Be', non lo  mugugn.
Ma  strano lo stesso!
Insomma, Sally ha detto di aver sempre saputo che eri gay
e che la cosa non la disturbava affatto, anzi le stava bene perch
lei odiava il sesso e ha sempre pensato che tu fossi un perfetto
gentiluomo, non volevi toccarle le tette continuamente
come gli altri ragazzi e in pi eri un bravo ballerino, almeno
quanto lei, e le permettevi di portarti in macchina sulla sua
piccola MG.
E cos dovremmo combinare un matrimonio casto per
consolidare il patrimonio di famiglia? Astuto.
Phil sorrise. Lo pensi davvero?
No, per nulla. Sono innamorato di Guy.
Certo intervenne svelto Phil.  di una bellezza leggendaria.
Qual  il tuo tipo d'uomo? chiese d'impeto Kevin, stanco
di fingere che Phil fosse etero e disturbato dal suono della parola
leggendaria.
Lo zio Phil arross con quel celebre rossore norvegese e rispose:
Tutti i tipi.
Molto ecumenico comment Kevin, scettico. Pi giovani?
S.
Molto pi giovani?
S, strano, vero?
Non  cos strano. Biondi?
S.
Maschili? Aggressivi?
Phil sussurr s.
Kevin pens immediatamente di interrompere quel
rogatorio prima che Phil gli rivolgesse un'imbarazzante dichiarazione
d'amore.
Dopo una pausa, Phil domand: Allora, che cosa devo dire
ai tuoi?
Che Guy  un uomo responsabile, maturo e onesto e che
 anche bravo a scoparmi.
Ma non posso dirglielo!
No, non puoi. Digli semplicemente che ti piace Guy e che
siamo entrambi sieronegativi e fedeli. E questo a preoccupare
i genitori. L'aids. E lo capisco.
Kevin si rivel uno studente brillantissimo: pieno di immaginazione,
puntuale nel consegnare i compiti, analitico e scettico,
un lettore instancabile, sempre curioso e diplomatico con i
compagni, e soprattutto con i professori. Cap quasi subito di
avere l'aspetto giusto (nordico) per diventare un diplomatico
di carriera; doveva contenere l'accento del Midwest spingendolo
pi in gola, addolcendolo e rendendolo meno nasale;
aveva un pedigree inappuntabile (nell'albero genealogico della
famiglia non c'erano nazisti, sobillatori e nemmeno miliardari
o scienziati); ambizioso ma non arrivista, coscienzioso nei frangenti
pi seri ma anche leggero, con quel vago tono pagliaccesco
americano e la risata sempre in bocca. La sua era una
cortesia che non sfociava mai in ossequio, una precisione mentale
che non scadeva mai nella pedanteria. Vantava tutti i requisiti
necessari grazie alle sue origini: il suo contesto familiare
era di provincia, privo di intrecci con politici, lobbisti, plutocrati
o estremisti. Era per un po' troppo dichiarato sulla sua
omosessualit, oltre ad aver viaggiato pochissimo, parlare una
sola lingua, avere un'eccessiva fiducia nel prossimo, e sfoggiare
una cordialit da cucciolo. A questo aggiungeva il pi classico
dei difetti di un gemello: una fedelt totale e disarmata verso
il fratello. Sarebbe mai stato in grado di non rivelare un segreto
a Chris?
Il suo tutor, il dottor Blumenstein, lo avvert che quelle sarebbero
state alcune delle domande che il Foreign Service e
l'FBI gli avrebbero rivolto approfondendo la sua personalit e
la sua idoneit al servizio. Blumenstein sperava che Kevin facesse
domanda alla Scuola di politica contemporanea e internazionale
della Columbia. Si augurava che si iscrivesse a
numerosi corsi, dalla geopolitica all'arabo e agli studi orientali.
Ti interessa imparare la lingua hmong? Il farsi? Peccato! Tra le
lingue consuete, lo spagnolo era fondamentale. Era cosciente
Kevin che il Foreign Service potesse essere molto pericoloso e
che il suo primo incarico sarebbe stato in un paese del Terzo
Mondo sicuramente privo di comfort? Avrebbe dovuto considerare
seriamente l'ipotesi di imparare il farsi, se non altro per
essere in grado di leggere Hafez in originale. E si sarebbe dovuto
cercare una moglie esperta in etichetta e galateo, provvista
di una pazienza infinita, scevra da pregiudizi e se possibile economicamente
autonoma? Era quello il genere di moglie/padrona
di casa di cui aveva bisogno un ambasciatore.
Kevin sorrise e si arm di coraggio. Disse: Nel mio futuro
non ci sono giovani signore.
Sei un ateniese? Un uranista?
Kevin non aveva mai sentito prima quegli eufemismi, ma
poteva intuirne il significato dallo sguardo malizioso di Blumenstein
e dal suo inconsueto sorriso umido e prolungato. Il
ragazzo rispose di s. Se il suo tutor conosceva quelle strane
parole era perch sicuramente ne era lui stesso un seguace.
Scoprirai gli spieg Blumenstein, accendendosi la pipa,
che il Foreign Service  pieno di "amici di Dorothy", anche se
la gran parte di loro  insospettabile.
A dispetto del suo temperamento solare Kevin strinse amicizia
con pochissimi compagni dell'universit. Non voleva
che piombassero a casa loro senza che
la cosa non sarebbe piaciuta. Di fondo rispecchiava la
disinvoltura degli americani. Una volta Chris era comparso in
cucina per esaminare l'interno del frigorifero. Ho una fame
bestiale! Mi sa che voi, ragazzi, non fate mai merenda. Alla
fine aveva trovato una confezione di prosciutto ancora chiusa,
che aveva ingurgitato immediatamente, lamentandosi di
dover togliere i fogli di carta che separavano una fetta dall'altra.
Guy si offese e comment: E se fosse stato un ingrediente
essenziale della nostra cena? Come si permette di
svuotare il nostro frigo?
Ma, Guy,  mio fratello. Quello che  mio  anche suo.
Noi non la pensiamo cos in Francia. Nessuno in Francia
si comporterebbe cos. Non  educato.
Gli altri studenti alla Columbia, dopo un iniziale sfoggio di
cordialit, non legarono con Kevin. Quando un compagno dall'aria
scompigliata e con un forte accento di Brooklyn gli chiese
di andare a prendere una birra insieme a un altro paio di ragazzi,
Kevin rispose che doveva tornare a casa in fretta. Dove
abiti?
Al Village.
Sei fortunato. Dove?
All'incrocio tra la West Eleventh e la West Fourth.
Wow, la zona pi bella di New York. Ci vivono i tuoi?
Controllano i canoni d'affitto?
No, ci vive un amico. E proprietario della casa. Kevin cominci
ad allontanarsi, deciso a mettere fine a quell'interrogatorio.
Era orgoglioso di vivere in quella via bella e piena di
verde, ma lo metteva a disagio essere invidiato. Non si era mai
vantato con un estraneo della sua buona sorte, anche perch,
non percepita, era solo l'ombra di qualcosa di vero, della cui
esistenza si poteva dubitare. Se si esaminava la sua situazione
in profondit, lo si poteva facilmente scambiare per un parassita,
un mantenuto, un paria che nascondeva un segreto. E la
vicenda sarebbe potuta finire in un rapporto dell'FBI. Vivere
una doppia vita era possibile a New York. La Columbia era
lontana dal Village, e gli altri studenti di rado si avventuravano
a sud della Ninety-sixth Street. Per strada non aveva mai incontrato
un suo compagno dell'universit. Manhattan era perfetta
se si voleva restare anonimi.
Isolato dai compagni dell'universit, trascorreva le serate in
compagnia di Guy e Vicente, e a volte di Chris, oppure di
Chris in coppia con la sua sarcastica fidanzata. Guy si faceva
consegnare un piatto di sashimi, anche se Betty diceva che non
le piaceva il pesce crudo e che si sarebbe cucinata una zuppa
di ramen. Tutti annusavano avidamente il brodo di carne scaldato
nel microonde. Guardatevi, sembrate dei segugi a caccia
di un coniglio commentava lei, facendo seguire la sua malinconica
risata a mitraglia.
Guy disse: Ci sono degli studi che dimostrano come il
ramen provochi l'infarto, soprattutto tra le donne.
Cazzate! replic Betty senza incertezza. Ma fai pure, ingozzati
con il tuo bel pesce crudo al mercurio. Ehi, ragazzi, ci
sono altri studi che dimostrano come il roast beef del deli sia
a basso contenuto calorico, che le fibre nei fagioli e il riso integrale
consentano alle persone di assorbire un sei per cento
di calorie in meno, e che le patate scaldate al microonde e farcite
con formaggio filante riducono le cellule grasse, ma lungi
da me suggerire del cibo commestibile ad artisti morti di fame
come voi.
Con il cappellino di New York al contrario, Vicente sorrideva
e si toccava il pacco come i rapper. La ragazza  una
dritta disse con un'aria strafatta e la bocca aperta. Grazie al
permesso accordatogli da Guy, Vicente non faceva che mangiare
pizze formato famiglia che si acquistava da solo da Famous
Ray, e senza mai mettere su peso. Stava
frequentando un liceo cattolico e lavorava part-time svolgendo commissioni per Pierre-Georges. Spendeva
l'intero compenso in erba, che gli procurava Betty. Era il classico
fattone che solo raramente permetteva alla realt di penetrare
nel suo stordimento da fumo. Non capiva la met di
quello che gli si diceva in inglese. Per era contento di avere
un tetto sopra la testa, e in pi quegli strani maricn non lo
molestavano. La cosa che gli mancava per era la fica. A Murcia
e Lackawanna ne aveva a sufficienza, ma a New York no.
Pensava che con tutti i maricn in giro, New York dovesse essere
piena di femmine frustrate con le ragnatele nella fica, e
invece le ragazze se la tiravano un sacco. Forse perch viveva
con due maricn, e allora le ragazze pensavano che lo fosse
anche lui. Credeva che i suoi jeans larghi, il cappellino da baseball,
la catena d'oro, e le scarpe slacciate fossero alla moda,
ma non vedeva nessun altro ragazzo vestito come lui. Magari
quel look lo faceva sembrare troppo giovane o troppo povero.
Alle femmine piacciono i ragazzi con la grana. Meglio fumarsi
un'altra canna.
Agli occhi di Kevin erano tutti dei disadattati. Senza amici.
Senza futuro. Guy era bellissimo, ma stupido. Da quante settimane
stava leggendo quel romanzo, Saffo? E perch un romanzo?
Non si impara nulla dai romanzi. Amava Guy, ma la
sua vita era scialba, vuota e condannata a un futuro di amarezza.
Era senza iniziativa, non cercava di diventare un fotografo,
un agente, o di inaugurare un centro benessere, oppure
di imparare a tagliare i capelli e a disegnare gli abiti: non si era '
mai preoccupato di apprendere le arti ancillari della moda.
Chris non stava andando da nessuna parte con il suo lavoro
da sguattero, in attesa di tornare a Ely per occuparsi del negozio
di famiglia. Perch non stava studiando amministrazione, magari
prendendosi una laurea in Economia e commercio? Betty
era cos testarda, cos sagace, cos cinica da non poter avere
un'influenza positiva su Chris. E in pi non era cos attraente.
Forse con i loro cazzi piccoli non potevano permettersi di meglio.
Era contento di aver scelto di essere gay, anche se non era
una scelta, si era semplicemente ritrovato a esserlo. Guy non lo
disprezzava per non essere dotato e poi poteva sempre dare il
culo. Chris era seduto sul loro comune culo da un milione di
dollari ( cos che lo definiva Guy) e lo stava sprecando, accontentandosi
di usare soltanto il loro minuscolo uccello.
E Vicente? Era abbastanza carino, ma patetico, sempre
strafatto e arrapato (dalla sua stanza, che pure era chiusa,
Kevin riusciva a sentire il cigolare del letto mentre si faceva
una sega di notte). L'odore di erba si spandeva in tutta la casa.
Ma Vicente voleva tornare in Spagna, nella sua grigia Murcia?
Che cosa avrebbe fatto laggi nella improbabile eventualit
che fosse riuscito a procurarsi un lavoro? Il riparatore di condizionatori?
Il meccanico? Ma anche per quei lavori ci voleva
un minimo di formazione, no?
Perch si era fatto carico di tutti quegli sfigati? Era stata
la domanda di Chris, e Kevin non aveva saputo dare una risposta
sensata.
Kevin non voleva essere frenato da quella banda di sfaccendati.
Odiava la moda. Odiava la sua preferenza per tutto quel che
era nuovo invece che bello. Era sufficientemente luterano, e del
Midwest, per disprezzare la mondanit, soprattutto nella sua
forma pi irritante: la vanit. Non si  mai abbastanza giovani,
abbastanza magri, abbastanza trendy. Pensava ci si dovesse concentrare
sulle questioni pi serie e filosoficamente ultime, e in
treno aveva riso di una lunga conversazione tra due ragazzi
della sua et a proposito di orologi e di carte di credito. Sembravano
totalmente e disperatamente immersi nel qui e ora
non faceva eccezione, anzi, era persino peggio, perch ricorreva
alle immense riserve di raffinatezza e intelligenza acquisite (determinazione,
buona memoria, talento per la mondanit, l'idealismo
dei suoi appassionati appetiti) per promuovere i suoi
cattivi valori. Era ossessionato dall'aggiornamento della propria
immagine, proprio lui, che era baciato da una bellezza eterna,
e che avrebbe dovuto meditare sulla sua anima immortale e non
sul prossimo taglio di capelli.
Ma  anche vero, rifletteva Kevin, che sono giovane e bello,
e che non lo sar per l'eternit. Questo  il periodo della mia
vita da dedicare al sesso e alla bellezza e Guy ne  il simbolo vivente.
Le persone guardano le sue foto con il corpo bagnato d'acqua
(e glicerina), i capelli tirati indietro, le linee visibili del
pettine, uno sguardo arrabbiato, gli occhi spalancati e le labbra
serrate, e pensano che lui sia... profondo, potente come Giove,
pronto a scagliare la saetta, vendicativo come Odino... e invece
 semplicemente Guy, il vecchio e stupido Guy, be', ovviamente
anche lui  in grado di pensare, per carit, per i suoi pensieri
non sono cos profondi come appaiono. Sembra cos interessante,
cos appassionato, e invece... be', non lo .
Quando Guy cercava di imporgli gli stracci che aveva rubacchiato
durante le sedute fotografiche, Kevin glieli restituiva
subito senza dire nulla. In passato Guy si era lagnato della vacuit
della sua professione, ma ora la difendeva.  un settore
che fattura milioni di dollari.  come l'alimentare e il turismo.
Tutti portano vestiti, mangiano e viaggiano. O almeno tutti
quelli che conosciamo. E non esistono vestiti generici.
Jeans? Magliette? Felpe?
Gli stilisti dei jeans sono i pi richiesti, il loro mercato 
gigantesco. Il disegno di base viene leggermente modificato e
poi firmato da uno stilista famoso e il prezzo viene quadruplicato.
Ma lo sai gi, avrai letto anche tu Roland Barthes.
In realt nessuno di loro aveva letto Barthes, anche se a Parigi
Guy aveva un ammiratore che citava spesso Miti d'oggi e
Guy pensava di averne colto in qualche modo l'essenza del pensiero.
In quel periodo, cos pareva, Barthes era dmod, anche
se gli studenti americani continuavano a citarlo. I professori
americani non si aggiornavano e restavano abbarbicati ai pensatori
che avevano studiato appena entrati di ruolo: Derrida,
Foucault, Barthes... L'America era la soffitta della cultura francese
e Guy temeva che abitando negli Stati Uniti fosse rimasto
indietro, circondato da tutta quella vecchia roba.
Le loro vecchie e rilassate abitudini erano cambiate radicalmente.
Si svegliavano alle sette per fare in modo che tutti e
due i ragazzi - Vicente e Kevin - fossero sazi, pieni di caffeina,
pronti per andare a scuola e all'universit. Kevin sospettava
che Guy tornasse a letto, dal momento che il compagno credeva
alla superstizione di potersi mantenere giovani dormendo
undici ore a notte, come la star del cinema Dolores del Rio.
C'era qualcosa nel suo modo di restare rigido come un faraone
nella piramide, con le fette di cetriolo sugli occhi, il fango
secco sul viso, i tappi nelle orecchie, la crema scintillante sulle
ginocchia e i gomiti... oh, avrebbe voluto fargli una foto: Narciso
nel suo ufficio! Avrebbe sorpreso i suoi fan e i suoi clienti?
Ma perch poi? Di certo non pensavano che fosse tutto spontaneo
e naturale, a dispetto delle decine di fotografi che lo avevano
ritratto su una spiaggia con le nuvole sullo sfondo e il
ventilatore ad agitarne i capelli lisciati e schiariti, i denti smaglianti,
tutto sfocato tranne il Rolex al polso o un qualsiasi altro
prodotto che stesse promuovendo. Era facile dire che Guy
avesse un aspetto fantastico - e che sembrasse se stesso - da
ogni angolazione.
Con un tono divertito, noncurante, al confine dell'indifferenza,
Betty raccont che Vicente in realt non stava frequentando
la scuola, ma bighellonava all'ingresso di una piscina davanti
alla quale passava ogni mattina per andare al lavoro. A
detta di Betty, gi alle dieci del mattino il ragazzo sfoggiava un
sorriso da strafatto, felicissimo di vedere lei, o qualsiasi persona
di sua conoscenza.
Ora mi sente! esclam Guy, cercando di essere molto
americano (la rabbia in francese suonava felina e immorale;
solo in inglese suonava spontanea e tosta).
Perch? domand Betty con tono innocente. Poverino.
Mi ha detto che al Sacro Cuore non capisce una parola: troppa
trigonometria e poi tutti quei compiti sui nativi americani e
Shakespeare. Almeno alla piscina ha degli amici.
E chiaro che hai perso ogni speranza di recuperarlo replic
Guy. Io no! Ho promesso a suo zio che mi sarei occupato
della sua istruzione.
Oh, suo zio? Il detenuto?
Guy avrebbe voluto darle un pugno, ma si limit a mordersi
le labbra e poi a uscire dalla stanza. Ho detto qualcosa di sbagliato?
chiese Betty a Kevin.
Una decina di cose. Ma gli passer.
Guy assunse un istitutore per Vicente, uno studente della Columbia
aitante e fricchettone di nome Henry. Era gay, ma appariva
maschile in una forma naturale e inconsapevole, un giovane
dall'aria matura per via dei peli lucidi e neri che germogliavano
dalla sua maglietta bianca. Sembrava avesse un raffreddore o
un'allergia perenni nel suo naso immenso, come se fosse troppo
grande per funzionare correttamente. Era un bravo ragazzo che
studiava architettura e aveva un'assoluta e maschile mancanza
di interesse per le persone, le loro debolezze, i loro interessi, le
loro storie familiari. Per esempio, parlava delle chiese veneziane
del tardo Rinascimento senza mostrare alcuna curiosit per chi
le avesse costruite; gli interessavano solo i volumi e le soluzioni
ai problemi tecnici: per esempio, come avessero costruito la
chiesa di San Giorgio.
La sua indifferenza ai drammi quotidiani si rivel utile perch
non perse tempo con i tristi racconti di Vicente sulla madre
morente, sullo zio in carcere o sulla zia nera a Lackawanna.
Scrollava quelle spalle imponenti, si puliva il naso con un fazzoletto
sporco e poi tornava agli esercizi di Matematica. Di solito
Vicente era troppo fatto per capire quel che Henry gli stava
pazientemente spiegando. Aveva intuito che anche Henry era
un maricn e gliel'aveva persino chiesto, ma Henry aveva risposto:
Potremmo anche decidere di parlarne, ma ci porterebbe
fuori tema. Ora torniamo ai nostri numeri.
Un venerd Guy accompagn Vicente alla prigione di Otisville
in corriera. In realt era stato stabilito che quel giorno solo
Vicente dovesse andare a trovare Andrs, ma Guy sperava, accompagnandolo,
di istruire il ragazzo su cosa dire e soprattutto
omettere. Andrs non sa nulla di Kevin. E nemmeno di Chris.
Non nominarli mai. Devi raccontargli che trascorri le serate da
solo a fare i compiti. Puoi dirgli che pago Henry per darti una
mano. Puoi dirgli che lavori qualche ora a settimana per Pierre-
Georges... questo gli far piacere. Ma non nominare mai
Betty... ti costringerebbe a parlare di Chris. Non nominare la
piscina, sar il nostro piccolo segreto. E non parlare di maricn
con lui. La cosa lo irriterebbe e basta.
Sembrava fosse andato tutto liscio, ma Vicente era evasivo
e taciturno e alla fine ammise che Andrs l'aveva accusato di
essere drogato per via delle pupille dilatate. Gli aveva fatto la
predica, esortandolo a lavorare sodo e con la testa libera e a
dimostrare gratitudine verso zio Guy per tutto quello che stava
facendo per lui, preoccupandosi che non facesse la sua stessa
fine, quella di Andrs, di un perdente. Avevano parlato brevemente
della sorella di Andrs, la madre di Vicente, e di quanto
stesse soffrendo, e Andrs si era dovuto persino asciugare una
lacrima. A Vicente era piaciuto suo zio e soprattutto gli era
piaciuto il suo spagnolo elegante, che gli ricordava sua madre
e che Andrs spezzava con qualche parola in inglese gergale,
un inglese identico a quello di Vicente, lo stesso che aveva assorbito
da Mohammed a Lackawanna. Andrs parlava lo spagnolo
come un maricn e l'inglese come un uomo.
Nei giorni successivi alla visita a Otisville, Vicente prov a
comportarsi bene. Si svegliava presto, non arrivava in ritardo
da Pierre-Georges, faceva veramente i compiti assegnatigli da
Henry, ma non riusciva a capire la Matematica n a scrivere
una tesina sui nativi americani (non ne aveva mai conosciuti,
anche se aveva visto un mucchio di fichissimi indiani tagliare
gli scalpi dei cowboy nei film western). Ben presto il terrore
di fare fiasco si attenu e cos torn alle canne, al cigolio del
letto dovuto alle seghe, e al suo bighellonare in giro accompagnato
da quel suo solito sorriso stonato. Di sera cercava di restare
insieme ai due maricn per fare i compiti, ma non sapeva
mai da dove cominciare, e tra l'altro, non riusciva a concentrarsi.
Studiare era da maricn.
Era sbigottito da quanti soldi sprecassero i maricn con i loro
acquisti di frutti esotici e verdure (non aveva mai sentito nominare
le melanzane, che a Guy piaceva lasciare sul tavolo del tinello
come dcor, insieme a un grappolo di trasparente uva
champagne). Non cucinavano mai carne, patate o riso, i soli cibi
che a Vicente piacevano oltre ad hamburger e pizza. Non facevano
che servire lamponi senza zucchero per dessert e popcorn
senza burro per merenda. Vicente aveva sempre fame.
Eppure a Guy piaceva quel ragazzo impossibile. Dopotutto
nelle sue vene scorreva lo stesso sangue di Andrs; il suo corpo
scheletrico e allungato era uno schizzo del Cristo spagnolo che
era diventato suo zio. Quando Guy infilava la testa nella stanza
di Vicente veniva travolto da una versione pi aspra dell'odore
di famiglia.
Spesso Guy affrontava Vicente con un atteggiamento protettivo,
preoccupandosi che fosse abbastanza coperto, che
prendesse le vitamine o che si concentrasse sui compiti sotto
la guida di Henry. Al ragazzo, per, appariva molto pi interessante
Kevin, che invece mostrava indifferenza. Tra la palestra,
gli studi e le lunghe ed estenuanti notti trascorse a scopare
Guy, Kevin programmava ogni secondo della propria vita, e
quando Vicente si lanciava in un racconto sconclusionato sul
suo lavoro di consegne di paella a Murcia, Kevin continuava a
guardare il proprio orologio... Oh, spiacente, ma  il mio
turno di fare la spesa e cucinare e ho ancora una ventina di pagine
da leggere per venerd sull'interpretazione di George F.
Kennan a proposito dell'inevitabile conflitto tra Stati Uniti e
Giappone durante la Seconda guerra mondiale, e Kevin era
subito fuori dalla porta, abbandonando Vicente a met del discorso.
Il ragazzo stava cercando di farsi crescere i baffi e si
mise a studiarli per mezz'ora davanti a uno specchio, poi si
fum un po' d'erba per vedere che effetto facevano (fichi!).
Se Kevin non si concedeva mai una pausa e trascorreva i
suoi giorni correndo da una parte all'altra, Vicente, al contrario,
tendeva a passeggiare, senza mai preoccuparsi, se non
in qualche particolare circostanza, di essere in ritardo per la
scuola o l'ufficio. Sperava che i suoi baffi fossero una calamita
per le ragazze e non vedeva l'ora che gli crescessero. Era
anche turbato da come Guy ogni tanto lo fissava, con gli
occhi ingolfati di lacrime; temeva che il maricn si fosse innamorato di lui.
Quelle lacrime erano in realt dovute alla tenera preoccupazione
di Guy per il nipote di Andrs e al timore di non essere
abbastanza severo o di essere troppo indulgente. E poi si chiedeva
come poter essere d'esempio a un ragazzo cattolico e provinciale.
Non faceva che discutere di fripes (abiti) e pipes (pompini)
con Pierre-Georges, di novit legate al trucco con Lucie,
di quel che stava provando sulle modelle (una macchia rosso
fuoco al centro della bocca che sfuma agli angoli, una coda di
cavallo molto alta avvolta in una guaina, le sopracciglia ossigenate
e delle ombre blu sulle palpebre). Voleva a tutti i costi
provare l'effetto bagnato sui capelli di Guy. Vicente era costretto
ad ascoltare quelle conversazioni sulla moda, cos come il figlio
di un professore universitario era costretto a sentire lunghe disquisizioni
sulla Grecia antica, o il nipote di un broker a orecchiare
i vantaggi di azioni e titoli - oppure il nipote di un prete
a ricevere il nutrimento spirituale concesso dall'Eucarestia. E in
pi Vicente si ritrovava ad assistere ai baci e agli abbracci tra
Kevin e Guy: non poteva certamente esercitare un'influenza positiva su un adolescente.
Vicente usciva sempre dalla sua stanza quando passava
Lucie a trovarli. Gli piacevano le ragazze nere, anche se non
era mai stato con nessuna di loro; si diceva fossero passionali
come gli uomini e che il loro pube fosse ruvido come una paglietta
di ferro... e il tizio della palestra gli aveva detto che avevano
i capezzoli color viola. La sola cosa che irritava Vicente
era che Lucie lo trattava come un simpatico bambino; continuava
a spettinarlo e a fargli il solletico. A volte aveva l'impressione
che lei lo considerasse un collie in miniatura: fedele,
attento, non molto intelligente, sempre sorridente, disponibile.
Invece lui desiderava che Lucie lo considerasse un uomo
adulto e sexy con un bel paio di baffi, ma lei lo abbracciava,
gli strofinava il naso e gli parlava facendo le vocine da bambino.
Quando Guy and nelle Bahamas per un servizio fotografico,
Kevin comprese di essere dipendente dal corpo dell'amante.
Si masturbava tre volte al giorno immaginandosi la
sua faccia meravigliosa, con l'espressione sorpresa del ragazzino
scoperto dal padre a bere un sorso di whisky preso dal
bar del seminterrato. Oppure con l'espressione del bracconiere
abbagliato dalla torcia elettrica del poliziotto, con le
orecchie a sventola, la smorfia sulla bocca violacea e il viso
stupefatto, con le mani che impugnano il fucile puntato contro
il ruminante peloso e grande. E nell'aria Kevin tracciava
la curva perfetta del sedere di Guy, il suo calore imprevisto, il
modo in cui la mano di Kevin sembrava abbronzatissima e virile
contro le sue soffici natiche. E poi lui ci strofinava contro
il naso e leccava il buco del sedere che aveva un sapore amaro
e un profumo di campagna.
Era giovane, cavolo, ed era normale che flirtasse negli spogliatoi
con quegli adoni che esibivano i loro uccelli abbassandosi
gli asciugamani, mentre lui non osava farlo. Doveva essere fedele,
per la salute di Guy e per la propria. Se l'avesse tradito
avrebbe dovuto confessarlo a Guy, rischiando di non poter pi
accedere a quel guanto scuro e muscoloso che era diventato una
specie di calamita personale, il tempio sacro in cui desiderava
irrompere e stabilirsi. Che cosa aveva sentito a lezione di Arte?
Come aveva intitolato Courbet il suo dipinto di una fica?
L'origine del mondo? Forse Guy non poteva dargli dei bambini, ma
Kevin avrebbe continuato a provarci. Sapeva che con quel suo
piccolo cazzo l'avrebbero classificato come un passivo (i ragazzi
della palestra gli guardavano sempre il culo, e un suo coetaneo
gli aveva persino fischiato dietro appena Kevin aveva lasciato
cadere l'asciugamano). Solo Guy gli concedeva il sedere, oppure
si piazzava tra le sue gambe forti e ricoperte di peli d'oro per
leccargli le palle. Kevin aveva persino la folle impressione che il
suo cazzo fosse diventato pi spesso e lungo da quando scopava
Guy. Mentre quand'era un ragazzino grasso, a dodici anni, vedeva
il proprio corpo femminile, alla Rubens, e nel bagno si
specchiava con l'uccello nascosto tra le cosce, un asciugamano
avvolto a mo' di turbante in testa, il rossetto della madre sulle
labbra, e concepiva quella caricatura femminile come la sola opzione
possibile, trovandola allo stesso tempo eccitante, trasgressiva
e deprimente, ora, invece, si vedeva come un maschio con
i fianchi stretti, un petto muscoloso, un collo robusto, e si consolava
con le parole che aveva orecchiato in palestra: Non sono
le dimensioni della mazza che contano ma come la usi.
Dal momento che quella nuova virilit era per lui terribilmente
importante, Kevin sapeva che il solo a possederne la
chiave era Guy. Quando andava in un bar gay - per esempio, il
Ty sulla Christopher Street, se incontrava un uomo un po' alticcio,
in automatico quello cercava di toccargli il culo. Cavolo,
che bel fondoschiena! diceva mentre guidava la mano di Kevin
verso la durezza nascosta sotto la cerniera dei pantaloni. Anche
i ragazzi pi giovani e pi bassi finivano per far scivolare la mano
sul posteriore dei suoi jeans; spesso si domandava se non stesse
emettendo i feromoni sbagliati, tra l'altro nel mondo gay, dove
il novanta per cento degli uomini erano passivi. Come mai attraeva
tutti quegli attivi? La cosa peggiore era che quand'anche
si fosse deciso a ignorare i rischi per la salute e avesse acchiappato
un passivo, il tizio probabilmente gli avrebbe riso in faccia
vedendo il suo cazzo piccolo.
Gli piaceva essere il maschio, ma aveva il sospetto che solo
Guy potesse prenderlo sul serio per quel ruolo. Era sposato con
Guy: per la propria salute, per amore, e anche per la volont spasmodica
di essere attivo. Guy era sempre disponibile, un fiore
costoso che Kevin poteva raccogliere in qualsiasi momento, di
giorno come di notte. Una volta su dieci capitava che Guy volesse
scoparlo, ma anche quelle poche volte alla fine si voltava e chiedeva
a Kevin di entrargli dentro. Se Kevin sembrava sempre pi
dipendente da Guy, allo stesso modo Guy sembrava sempre pi
infatuato dell'uccello di Kevin, bench insignificante. La mattina
Guy lo abbracciava; Kevin lo strattonava per alzarsi e andare a
pisciare e poi tornava dal suo compagno in attesa.
Poich aveva sempre considerato Guy un europeo raffinato
e virile, attribuiva la sua costante disponibilit alla generosit
di Guy. Non c'era nulla di puttanesco o di depravato in lui.
Era un uomo senza affettazione o ironia, era una persona che
guardava al mondo con la stessa semplicit con cui posava per
la macchina fotografica.
Sapeva sempre come appariva agli altri, l'impressione che faceva,
come risultava. Era quello il suo talento e il suo genio, la
consapevolezza di come appariva agli occhi degli altri. La gran
parte degli uomini, anche tra i modelli, attendeva di essere travolta
da sentimenti forti, solo allora si sbracciava, tremava, scoppiava
a ridere, tutto quello con una sincerit estrema ma con
una scarsissima dose di oggettivit. Guy era oggettivo; poteva
vedere se stesso attraverso lo sguardo di un altro (o della macchina
fotografica). Non gli importava quello che stava provando.
Gli importava solo di apparire una persona che stava provando
qualcosa. Come un attore di talento, ma coglione nella vita di
tutti i giorni, pu apparire profondo, lacerato e persino tragico
sullo schermo, nello stesso modo Guy poteva apparire leonino,
sprezzante o seducente di fronte all'obiettivo, anche se in quel
momento la sua sola preoccupazione era quella di andare a ritirare
la biancheria pulita per il viaggio a Milano.
Kevin e Guy presero un aereo per Ely in occasione del Giorno
del Ringraziamento. Era un viaggio noioso, con due scali (Philadelphia
e Minneapolis) e l'arrivo a Hibbing, a un'ora da Ely.
Viaggiavano in compagnia di Chris. Ormai erano cos diversi
tra loro che nessuno si metteva a sottolineare le loro somiglianze.
Chris aveva qualche chilo in pi, delle basette incolte
e portava un giubbotto giallo risalente ai tempi del liceo. Sembrava
non se ne fosse mai andato dalle Boundary Waters e
fosse l semplicemente per scortare verso il nord del Minnesota
quell'elegantone del cugino insieme all'amico.
Sull'aereo i ragazzi si rivolsero a malapena la parola, ma tenevano
le ginocchia vicine. E all'aeroporto di Minneapolis furono
contenti di ordinare cheeseburger con ketchup, senape
e cheddar (Guy mangi un'insalata). I passeggeri che salirono
a bordo nei due scali erano pi robusti, chiassosi e schietti.
A confronto di New York Ely sembrava deserta e tranquilla.
Contava appena quattromila abitanti e Kevin not che non si
sentivano i versi delle strolaghe sul lago come accadeva sempre
d'estate. Gli uccelli erano gi migrati verso la costa. C'era una
decina di centimetri di neve a terra e a un centinaio di metri
dalla loro casa si ergeva, alto e scuro, un muro massiccio di
graziosi e malinconici abeti che assorbivano tutta la luce. La
giovinezza dei gemelli era in quell'odore, profumato come il
rosmarino spezzato tra le dita. I giri in canoa d'estate, il trasporto
delle merci tra le rocce, le tende e i fuochi da campo, il
pur solubile, i pesci che pescavano e mangiavano, l'odore di
muffa dei sacchi a pelo, l'attesa che Chris si addormentasse
per potersi masturbare in pace, lo spaventoso rumore dei rami
che si spezzavano (un orso? In quella stagione c'erano cos
pochi mirtilli che gli animali erano tutti pericolosamente affamati).
L'aria era cos fredda che il moccio si congelava dentro il naso
di Kevin e una mano di marmo si adagiava sulla sua fronte. La
madre rotondetta e il padre taciturno si sistemarono come sempre
nei posti davanti della Buick, mentre i ragazzi e Guy dietro.
Il riscaldamento era al massimo, la radio era sintonizzata su una
stazione di musica country & western, i tergicristalli spazzavano
via il sistematico accumulo di neve. La madre raccont un mucchio
di pettegolezzi. Le sue frasi erano interrotte da risatine sorprendentemente
forti e acute, come se nel segreto della sua
carne fosse imprigionata una ragazzina. Chiacchierava con una
certa sicurezza, per di tanto in tanto si voltava per lanciare uno
sguardo interrogativo, come se non potesse essere pi sicura
della risposta dei suoi ragazzi e di quel bellissimo straniero.
Guy si chiese se non avesse commesso un errore accettando
di andare a Ely. La citt sembrava primitiva e senza speranza,
come Clermont-Ferrand, anche se il paesaggio era molto pi
bello. Kevin stringeva la sua mano di nascosto, ma quell'intimit
stava diventando stancante, come le battutine tipiche del
Midwest. E poi a Kevin si stava prospettando l'opportunit di
sposare un'ereditiera del posto, e forse avrebbe dovuto cogliere
l'occasione! La figlia dei Gunn aspirava a un matrimonio casto
e la cosa poteva funzionare anche per Kevin. Tra l'altro, se Kevin
avesse rinunciato a quell'opportunit per restare insieme a Guy
e poi Guy l'avesse lasciato il mese dopo? Non sarebbe stata una cattiveria?
Guy era consapevole che prima o poi Andrs sarebbe uscito
dal carcere. Andrs si era rovinato la vita per Guy - e forse per
questo si meritava di stare con lui. Kevin era giovane, aveva
una brillante carriera davanti, mentre Andrs non ne avrebbe avuta nessuna.
E Guy non riusciva a togliersi dalla testa quell'erezione che premeva contro l'uniforme arancione da detenuto. Guy si sciolse dalla stretta di Kevin.
Dopo essere entrato nella loro vecchia cameretta, Kevin si
rilass. La stessa vecchia scacchiera. La stessa lampada a olio
con dentro una lampadina che si accendeva abbassando una
leva laterale. La stessa coperta di lana rossa con una grande etichetta
bianca e la scritta in nero. La vecchia radio portatile
con l'occhio incandescente. L'armadio in cedro che era sempre
dieci gradi pi freddo della stanza. I loro vecchi quaderni del liceo.
Kevin e Chris si fecero la doccia a turno e poi, con i capelli
lavati, imbrattati di gel, pettinati e inzuppati in un vecchio flacone
di acqua di colonia trovato nell'armadietto dei medicinali
che ancora puzzava di sesso liceale e di petting in macchina,
scesero al piano di sotto, in cucina, dove la madre stava preparando
dei biscotti nel minuscolo forno a legna, mentre il
forno elettrico stava cuocendo un pezzo di prosciutto, frittelle
di patate e fette di mela. Guy si trovava gi al piano di sotto e
annuiva ai monologhi della madre. Non erano ancora le cinque
del pomeriggio. Perch mangiamo cos presto? domand Kevin.
Pensavo di toglierci il pensiero - ma ragazzi non avete
fame? - dal momento che Sally sta per passare per un caff e
un pezzo di torta.
Cavolo, mamma mugugn Kevin, non perdi tempo.
Lei decise di prendere quelle parole per un complimento.
Sissignore! Resto Miss Efficienza! Comunque Sally ha davvero
voglia di vedervi, ragazzi. Guard Guy: Sally 
un'amica d'infanzia dei ragazzi. Kevin era innamorato di lei.
Guy si chiese cosa si aspettassero da lui ora che aveva tra le
mani quell'informazione. Gli americani erano legnosi e puritani,
ma poi si abbandonavano a confessioni intime e scioccanti,
come se alternassero i sussurri con le grida. Non
parlavano mai con passo tranquillo e discreto.
Kevin strizz l'occhio a Guy e Guy pens che la madre di
Kevin - come si chiamava? Marie? - non fosse molto pi imbarazzante
della propria, ed era altrettanto affettuosa.
Durante quella loro cena anticipata si sedettero al tavolo
quadrato in cucina. Era coperto da una tela cerata - rose rosse
stampate su uno sfondo a quadretti - che era la stessa di
quando i gemelli erano bambini, e che si arricciava agli angoli
come se fosse l da secoli. Mentre cenavano, guardavano la televisione,
come erano abituati a fare. Guy pens che la Tv
desse al tutto un tocco particolarmente barbaro.
Sally arriv sulla motoslitta, con indosso un cappello andino
e un giubbotto sintetico dello stesso rosso delle sue guance.
Aveva una bellezza greca intatta: gli occhi azzurri, velati e
misteriosi, la bocca ad arco, il viso largo. Era molto disinvolta
nel parlare, nel farsi coinvolgere. La madre spense la Tv, e tutti
cominciarono a scherzare con molta pi vivacit. A Kevin
venne in mente che gli anni trascorsi ad ammirare Sally erano
stati un buon allenamento per quando si era ritrovato ad ammirare
Guy; in fondo, gli era gi successo di crescere e formarsi
con un sentimento di stupore verso la grande bellezza.
Lei sorrideva, annuiva e girava leggermente il viso per ricevere
la luce, come una modella; sembrava remota, persa in un linguaggio
alieno, incapace di comprendere quei ragazzi, ma generosa
abbastanza da benedirli con le propriet
taumaturgiche della propria bellezza. Quando bisbigli un
paio di frasi cortesi a Kevin, queste suonarono un tantino grossolane,
come se la decisione di rinunciare al college per aiutare
il padre a Ely l'avesse resa non volgare ma certamente pi ordinaria.
Era la conseguenza di tutte quelle sere trascorse a bere
alcol al Log Cabin con quelli del posto che davano pacche sul
sedere alla cameriera, ridevano sguaiati, e infradiciavano le
loro barbe invernali di birra. E in pi il suo viso era invecchiato,
o almeno c'erano delle rughe intorno agli occhi, alla
bocca e anche sulla fronte, come un uovo un po' troppo bollito
che comincia ad avere delle piccole crepe sulla perfetta superficie
del guscio. Il padre di Kevin, di solito noiosissimo, si
ravviv alla presenza di Sally, ma poi la madre la sospinse nel salotto, dove guardarono il grande televisore. Chris era riluttante
a lasciarli, ma alla fine si avvi verso il piano superiore, probabilmente
per telefonare a Betty.
Kevin si ritrov solo con Sally e Guy, con il sonoro del televisore
sullo sfondo e tutte quelle risate registrate. Vide Sally
togliersi con deliberata lentezza il suo giubbotto rosso, ed
ecco che apparve in tutto il suo splendore il seno cullato da
un maglione color prugna. Solo lei poteva azzardare l'accoppiamento
del rosso e del prugna. Anche al liceo sembrava indifferente
all'opinione delle persone. Forse perch suo padre
era l'uomo pi ricco della citt e in pi lei si comportava come
se non le interessasse nessuno. O forse perch anche allora
usciva con ragazzi pi grandi e si sentiva superiore rispetto al
gruppetto di ammiratori liceali. Ma ora quell'indifferenza rischiava
di diventare un tratto distintivo, una filosofia di vita,
qualcosa di immutabile. Non se n'era mai andata da Ely, sebbene
sostenesse di aver frequentato un corso da contabile al
college statale.
Guy faticava a riconoscere quel Kevin che era affabile,
scherzoso, una miniera di aneddoti in stile americano, tutt'altro
che riluttante a pronunciare ovviet un po' stupide. Guy
aveva sentito tanto parlare della bellissima Ely e della bellissima
Sally, ma in tutte e due c'era qualcosa di deprimente
e persino squallido.
Sally aspettava che fosse Kevin a farle domande e a introdurre
i diversi argomenti. Si comportava sempre cos, come
un'attrice degli anni trenta che sorrideva, rideva e annuiva, ma
sempre con un'espressione distante, sempre attraverso una velina
trasparente punteggiata di stelle (o attraverso una lente
spessa e lucida). Una bellezza che scintillava. Il suo soprannome
era Scioglighiaccio, ossia, il giorno di maggio in cui
tutto il ghiaccio finalmente si scioglie e i laghi diventano
navigabili. Era strano perch lasciava intendere che Sally fosse gelida
e allo stesso tempo navigabile.
Tu e Chris non vi somigliate pi cos tanto disse lanciando
uno sguardo a Guy. La gente di quel posto, not Guy,
chiacchiera a vuoto e scherza per la maggior parte del tempo,
ma ogni tanto butta fuori un'osservazione seria sulla vita con
lo stesso tono leggero e innocente. Guy sorrise a Kevin, ma
era stanco di tutti quei sorrisi obbligati; gli facevano male le
guance. E poi la condizione di coppia gli sembrava troppo
piccolo-borghese.
Guardando Sally, Kevin si ricord che in passato era stato innamorato
di lei. Le aveva scritto una lettera d'amore appassionata
e lei gli aveva risposto con un foglietto pieno di faccine sorridenti
nel quale diceva di pensare a lui come amico ma non come fidanzato.
Kevin ci era rimasto cos male che per giorni aveva
pianto quando Chris non era nei paraggi. Aveva suonato per
giorni la loro canzone, un pezzo che una volta avevano ballato
insieme. Eppure, a voler essere sincero fino in fondo, doveva ammettere
di non essersi mai immaginato insieme a lei. Era troppo
bella, troppo remota, come una dea trasformatasi in una costellazione,
come una vecchia star del cinema fotografata in bianco
e nero, con la testa reclinata, i capelli ricci, i faretti puntati sugli
occhi. Non si era mai immaginato insieme a lei, a passeggiare
mano nella mano, chini sul figlio urlante nella carrozzina, e ancor
meno abbracciati l'uno all'altra, addormentati. La conosceva
come una divinit e non come una ragazza, sebbene una volta
fosse passato davanti alla sala ricreazione del pianterreno e
l'avesse spiata in compagnia di altre tre amiche nello squallore
perfetto della miscela di risatine stupide e allusioni sessuali: la
sola e rapida sbirciatina alla natura umana di Sally.
Lei non faceva nulla, mai. Non era una cheerleader: suonava
il flauto nella banda della scuola, non era nel gruppo teatrale, non discuteva di politica ed economia n assumeva alcun
ruolo nella parata annuale. Era s, una divinit, ma si manifestava
con grande parsimonia. C'era chi diceva fosse timida, ma
Kevin non se la beveva. Nella democratica Ely tutte le persone
distaccate venivano definite timide, era la giustificazione di
prassi. Ma com'era possibile che una ragazza timida arrivasse
in motoslitta a casa sua il giorno stesso del suo arrivo? Forse
aveva ragione lo zio: lei voleva a tutti i costi un matrimonio
casto con un amico d'infanzia per sommare i patrimoni delle
due famiglie pi ricche della citt. Forse sapeva che Chris non
avrebbe mai accettato l'obbligo dell'astinenza sessuale. Ma perch
dava per scontato che Kevin l'avrebbe fatto?
Non si stavano dicendo molto. Kevin non era mai stato bravo
a tirarle fuori le cose. Una ragazza come lei non aveva bisogno
di parlare. Era una bellissima catatonica: un altro dei suoi pregi.
Al liceo pensava di essere troppo preziosa per offrirsi a chiunque,
almeno tra quelli del posto. Le aveva, per, spezzato il
cuore un antropologo svizzero dell'Universit del Minnesota
che aveva trascorso un'intera estate a studiare la vicina riserva
degli Ojibwe. E aveva studiato anche Sally, come se fosse parte
della fauna indigena. Lei ammirava le poderose cosce dell'antropologo,
sempre visibili sotto i pantaloncini, e i suoi occhiali
dorati adagiati su quei lineamenti regolari quanto i suoi. Quel
che Sally non immaginava era di poter finire nel vetrino dell'archivio
dell'antropologo, insieme a delle punte di freccia e a un
frammento di una canoa rivestita con corteccia di betulla.
Quando lei e Kevin erano adolescenti, Sally non faceva mai
il minimo sforzo, ma ora sembrava pi cordiale. Forse erano
stati i suoi genitori a convincerla a mutare atteggiamento.
Guy la trovava graziosa ma non perfetta, con quei seni giganti
e i fianchi stretti. Non era bellissima - Kevin l'aveva magnificata
come se fosse la Garbo o Miou-Miou. E non aveva
nemmeno un grande fascino... ma poi perch avrebbe dovuto
averlo in quel posto dimenticato da Dio! Sarebbe stato uno
spreco. Era strano pensare che un tempo Kevin avesse perso
la testa per lei. Guy si chiese se doveva salire al piano di sopra
e lasciarli soli.
Kevin la invit a cena la sera dopo e l'istinto di Sally la
spinse a esitare, ma il suo interesse la convinse ad accettare e
si offr persino di portare il vino.
La notte stessa, nella loro cameretta, Kevin disse a Chris:
Penso che Scioglighiaccio voglia sposarsi con me. Dovr dirle
di no. Chris si stava grattando la caviglia. Era nudo. Dormiva
sempre nudo mentre a Kevin piaceva indossare una maglietta
- forse perch Kevin si sentiva pi vulnerabile in quanto gay?
Chris sollev lo sguardo e disse: Perch no? E bellissima,
ricca, e tu ne eri innamorato. Hai sofferto un sacco per lei, me
lo ricordo.
S, per... perch non la sposi tu? Io sono gay.
Sei sicuro che non te la stai facendo addosso? Mica vorrai
rovinarti la vita per un capriccio?
Pensi che il mio amore per Guy sia un capriccio mentre il
tuo amore per Betty  una cosa seria?
Non arrabbiarti, e poi non sono innamorato di Betty. 
anche per me un capriccio.
Finiremo per restare insieme io e te? chiese Kevin e subito
dopo sent il bisogno di sgombrare il campo da qualsiasi
sospetto di incesto. Intendo dire, come due vecchi scapoli.
Oddio, no. Spero proprio di no esclam Chris, con una
tale veemenza che era ovvio ci avesse pensato anche lui.
E allora perch non la sposi tu Scioglighiaccio?
Cosa ti fa pensare che voglia me?
Be', a sentire mamma vuole me.
Non siamo esattamente la stessa persona.
Pi o meno rispose Kevin, e si chiese se quell'idea mettesse
a disagio Chris. Comunque io non la sposo di certo.
Non voglio vivere a Ely, mentre tu s.
Kevin guard Chris nella morbida luce della loro vecchia
lampada. Fiss il piccolo uccello di Chris, sembrava un fungo
bianco nel pagliaio dei suoi peli pubici, e fiss anche il suo
petto glabro con quella minuscola piantagione di peli alla base
del collo.  cos che sembro, tolti cinque chili e senza l'abbronzatura
da contadino.  quello che vede Guy: un lumacone bianco
con un cazzo minuscolo - e Kevin trov quell'immagine riflessa
inquietante, e anche sgradevole. Avvert una nuova ondata di
gratitudine nei confronti di Guy, che lo amava.
Kevin era solo nel suo letto singolo. Era stata scortese sua
madre a sistemare Guy nella stanza degli ospiti, come se non
avesse capito che erano una coppia. Kevin desiderava che Chris
dormisse con lui, come ai vecchi tempi, anche solo per farsi
compagnia. Kevin non osava raggiungere Chris nel suo letto ora
che era ufficialmente gay. Chris aveva spento la lampada. Da
piccoli riuscivano sempre a sentire le voci notturne dei genitori
che filtravano attraverso i tubi del riscaldamento. Ora quelle
voci erano rimpiazzate dal russare del padre.
In silenzio Chris raggiunse Kevin nel suo letto, e la cosa lo
calm e lo fece sorridere nell'oscurit. Si volt dando la
schiena a Chris, che lo cinse con il braccio. Kevin si accorse
che Chris non era pi nudo, si era infilato un paio di mutande.
La notte successiva Kevin raggiunse Guy nel suo letto, ma era
spaventato all'idea di fare del sesso... e se poi avessero sporcato
le lenzuola? Magari si sarebbero sentiti in tutta la casa gli
scricchiolii del letto.
Nei primi due giorni a Ely Kevin riusc a comportarsi da newyorchese
e a considerarsi un brillante studente della Columbia,
uno spettatore privilegiato del mondo della moda, un
ragazzo eloquente, civile, autoironico e gentile. Il ragazzo del
Minnesota che stava interpretando era in realt una sua versione
ad uso del modello francese che viveva a New York: giovane,
candido, coraggioso.
Ma al terzo giorno era ormai regredito al suo antico s: dormiglione,
svogliato, aggressivo, sguaiato, vanitoso. Odiava quella
trasformazione, ma era pi forte di lui. Persino la sua omosessualit
sembrava impallidire con il gemello nei paraggi, e il suo
io newyorchese diventava fragilissimo, come dimostrava il ritorno
repentino alla rudezza di Ely. Gli piaceva fare delle lunghe
passeggiate con Guy, sperando che una qualche iniezione di civilt
lo destasse da quella sua nuova identit pigra. Dopo aver
dialogato con Guy, si sentiva meno apatico, pi raffinato, pi
vivo intellettualmente, come gli era capitato dopo aver letto
Nietzsche. Aveva l'impressione di aver smesso i panni del provinciale
per assumere quelli dell'uomo gentile e riflessivo, consapevole
dei paradossi della vita cos come delle sfumature pi
raffinate e rilevanti. Anche se Guy non era cos intelligente, perlomeno
era una persona sofisticata.
Cercava di non diventare uno snob incapace di rendersi
conto dei pregi di Ely: i suoi pini imponenti, la sua candida bonomia,
la sua rilassata tolleranza verso ogni genere di persona.
I suoi genitori, Sally, gli altri amici del liceo, erano sempre titubanti
nel criticare il prossimo. Erano davvero comprensivi o
semplicemente pensavano fosse maleducato rimarcare delle
differenze un po' sgradevoli? Erano persone generose o soltanto
educate?
Guy voleva visitare la riserva indiana nei paraggi, ma
quando la raggiunsero in auto ne fu molto deluso. Da bambino
aveva spesso giocato a cowboy e indiani, ma all'interno della
riserva non c'erano copricapi di piume, cavalli o calumet della
pace, solo delle misere casette, delle strade semideserte, vecchie
macchine arrugginite. Guy guard Kevin e agit una
mano davanti alla propria bocca lanciando un grido di guerra
e sollevando le sopracciglia in un'espressione interrogativa.
Kevin scosse la testa.
Quando Kevin criticava i genitori giudicandoli dei campagnoli,
Guy fingeva di non capire. Sono persone adorabili diceva
con un'espressione distante. In realt Guy era annoiato a
morte e avrebbe voluto che Pierre-Georges telefonasse per ordinargli
di tornare a New York in vista di un nuovo favoloso
lavoro.
Guy era preoccupato che la sua carriera stesse lentamente
giungendo alla fine. Era stato scritturato per uno spot del
McDonald's in cui avrebbe dovuto fare coppia con una diciottenne slovena
molto sexy. Lei aveva un incarnato di porcellana, capelli
lucidi, mani piccole, e sul set si accorsero che Guy sembrava
molto pi grande. L'operatore si ricordava di lui, del suo primo
spot per la Pepsi di molti anni prima. La stylist della ragazza
disse: Non funzionano... insieme. Guy dovette rinunciare.
Pierre-Georges mugugn che la ragazza slovena era una vacca.
Sul sedile di dietro della motoslitta di Sally, Kevin percorse le
strade coperte di neve, il cui tracciato era visibile solo grazie
agli alberi. Si aggrapp stretto con i guanti all'energico corpo
di Sally nella sua giacca a vento rossa e gli piacque quella sensazione
di libert mentre attraversavano a tutta velocit quel
freddo scintillante per poi sbandare su una curva. Non provava
nulla di erotico, diversamente da quel che avrebbe provato
se a guidare fosse stato un uomo (come gli era capitato
una volta al liceo abbracciando un motociclista che conosceva
appena), ma gli piaceva che Sally avesse il controllo e lo stesse
guidando in quel paradiso immacolato, la cui met era di sua
propriet.
Quando tornarono a casa per il pranzo, si tolsero in fretta i
guanti, gli stivali e la tuta, e la madre di Kevin allung loro un
boccale pieno di sidro speziato; dolce, bollente e profumato,
e con dentro un bastoncino di cannella. Seduti intorno al tavolo
quadrato coperto dall'incerata, Kevin si accorse che Chris
stava guardando Sally con una nuova attenzione, come se non
fosse pi una semplice abitudine ma un'opportunit. Lei fu
gentile persino con Guy... o meglio, cortese nel pi classico
dello stile del Midwest, ossia rivolgendogli domande personali,
che di solito irritavano i francesi. Cercava di avvicinarsi a Guy
perch pensava che sarebbe diventata una presenza permanente
nelle loro vite? Com' fare il modello? chiese. Com'
uscire con alcune delle donne pi belle del mondo?
Trascorsero alcuni anni. Chris torn a vivere a Ely, spos Sally,
gest gli affari di famiglia di entrambi, ma tenendo separate le camere
da letto e rinunciando ad avere figli. A quanto pare, entrambi
rispettavano gli accordi stipulati. Kevin e Chris si
telefonavano almeno una volta al giorno, anche solo per dirsi
Ciao, qui nessuna novit. Ogni due mesi, durante la stagione
invernale, quando non era troppo occupato, Chris prendeva l'aereo
per New York e andava a trovare Betty. Kevin dava per scontato
che Chris aiutasse finanziariamente Betty, altrimenti Betty
non avrebbe potuto cavarsela. Si era laureata in Cinema alla New
York University e la sua sola attivit era scrivere un paio di recensioni
cinematografiche per Interview. Quanto potevano pagarle?
Un centinaio di dollari? Una volta a settimana organizzava
un tour letterario del Village, visitando la smilza casa di legno di
Edna St. Vincent Millay, e indicando con il dito gli ingressi delle
case di E. E. Cummings e Djuna Barnes sulla Patchin Place. Ma
raramente i suoi tour vantavano pi di dieci clienti.
Chris sembrava abbastanza felice. Le unghie delle sue dita
erano sporche e mangiucchiate e i palmi callosi. Diceva che
d'inverno era sempre impegnato in riparazioni: il capanno
delle canoe, i motori dei fuoribordo, la loro casa e quella dei
genitori, gli chalet che affittavano d'estate. Lo aiutava, soprattutto
con le canoe, un vecchio indiano magrissimo e pieno di
energia. A Chris piaceva perch parlava poco, si teneva sempre
occupato ed era esperto di fuoribordo. Sally teneva la contabilit
e prendeva in carico gli ordini e le prenotazioni delle
tende noleggiate dai team canoistici che si inoltravano nel
Quetico Superiore. Il loro aiutante indiano guidava per un
centinaio di miglia fino a Duluth per caricare l'attrezzatura e
poi riportarla indietro.
Sally, cos riportava Chris, era affettuosa, e gli permetteva
di stendersi sul divano e di appoggiare la testa sul suo grembo.
Una volta Sally gli aveva detto: Mi piace il gioco di luci provocato
dalla fiamma sui tuoi capelli biondi. Li ravviva sul davanti
e anche qui dietro, sulla corona. Ora capisco da dove
viene l'idea dell'aura.
Per quanto ne sapesse Chris, Sally era ancora vergine, e ogni
anno per il loro anniversario di matrimonio lei indossava il suo
abito nuziale bianco, ma solo per lui. Gli affari prosperavano.
Ormai sempre meno persone desideravano pagaiare con le
canoe, ma sempre di pi optavano per il fuoribordo. Ogni
anno il clima si faceva pi mite, e la cosa era un bene: allungava
la stagione utile per il noleggio. Erano sempre di pi i dilettanti
che si inoltravano in quelle terre; ed era difficile convincerli a
pulire tutto dopo aver levato le tende, perci una volta a settimana
l'aiutante indiano andava sul posto con il suo motoscafo
e regolarmente riempiva tre sacchetti di tutta l'immondizia rimasta.
Dei tipi di New York avevano persino sparato a una
strolaga e avevano cercato di mangiarla, lamentandosi che
fosse tutto grasso e ossa. Sally spieg loro che abbattere una
strolaga era vietato dalla legge.
Senza pi Chris nella sua vita (con l'eccezione della telefonata
quotidiana) Kevin si sentiva solo. S, aveva Guy ma Guy
era... qual era la parola francese che aveva imparato... insaisissable?
Inafferrabile?
Kevin si laure alla Columbia e prese un master alla Georgetown
con il massimo dei voti. Continuavano a dare per scontato
che Guy avrebbe accompagnato Kevin nel suo primo
incarico diplomatico.
Un giorno, una settimana prima della prevista uscita dal carcere,
alle undici e un quarto del mattino, Andrs varc la soglia
del loro appartamento al Greenwich. Trov Guy addormentato
nel letto accanto a un bellissimo ragazzo biondo con la
testa poggiata sul suo petto. Andrs li fiss per un minuto
senza emettere un suono: aveva imparato l'arte della discrezione.
Le lacrime colavano sul suo volto impassibile, creando
delle linee sulle lettere tatuate su ognuna delle due guance, la
G e la Y sul viso, la U sulla fronte: il nome di Guy. Si sentiva
stupido per aver ingenuamente immaginato che il suo ritorno
sarebbe stato accolto con gioia. Non era stato abbastanza intelligente
da capire che una star (una star in et) come Guy
avrebbe avuto bisogno di un ragazzo trofeo nelle sue braccia.
Certo, nemmeno lui era stato fedele in carcere, ma cono, non
aveva altri piaceri se non quello di fare palestra, masturbarsi
finch l'uccello non gli diventava moscio, parlare per ore con
quel coglione del suo compagno di cella o magari comprarsi
delle sciocchezze al negozio della prigione.
L'aveva tradito perch non aveva nient'altro di meglio da
fare. Ma aveva sempre pensato che Guy fosse stato fiel, cazzo!,
Guy era in debito con lui, e in pi lui aveva tutta la libert del
mondo, e quel letto gigante ricoperto da lenzuola bianche
come la schiuma, aveva il diritto di andarsene in giro per i cinque
continenti, di vedere un film, di mangiare cibo italiano, cinese,
cubano, di restare sotto una doccia calda per ore e
persino di comprarsi tutto quello che desiderava davvero o
anche quello che desiderava per un semplice capriccio. Il minimo
che Guy potesse fare era restargli fedele, merda!, quel
moccioso girer in questa casa da anni. Andrs voleva svegliarli
e sparare a tutti e due in fronte o nei coglioni. Non c'era proprio
pi religione!
Usc dalla stanza e si mise a camminare tra il corridoio e la
camera degli ospiti dove sperava di trovare il nipote con i libri
in mano, ma no, anche il ragazzo dormiva, alle undici del mattino!
Guy aveva promesso di badare a Vicente, di farlo lavorare,
di rimetterlo in riga, di disciplinarlo... ma eccolo l con
due spinelli nel posacenere di fianco al letto, un ragazzo pelle
e ossa, e nemmeno un libro in camera. Aveva sentito spesso
Guy parlare degli esercizi giornalieri che il ragazzo svolgeva,
della sua dieta per prendere chili, delle sue abitudini morigerate,
della sua disciplina quotidiana. Fanculo!
Andrs stratton il ragazzo gettandolo gi dal letto, senza
preoccuparsi che si potesse rompere la schiena o torcersi il
collo.
Ehi! Ay! strill Vicente, combattuto tra l'inglese e lo spagnolo,
con gli occhi arrossati fissi su una gamba di Andrs, in
preda a una rabbia furiosa che si sciolse in un sorriso appena
riconobbe lo zio.
Non sorridermi, pezzo di merda! grid Andrs. Diede un
calcio al ragazzo che sembrava confuso, e che poi, atterrito,
rotol via.
Che cazzo ci fai qui? Pensavo che ti buttassero fuori la settimana
prossima.
Immagino di avervi sorpreso, tu e quei piccioncini della
stanza accanto. Pensavate di farla al vecchio Andy. A Vicente
servirono diversi secondi per realizzare che con quel nome lo
zio si riferiva a se stesso.
Non picchiarlo disse Guy con tono tranquillo, confidenziale;
era in piedi sulla soglia della stanza e si sporse per toccare
la spalla di Andrs.
Andrs gli scost la mano, strinse i pugni e si gir per guardarlo.
Dietro di lui, inondato dalla luce del giorno, c'era il
corpo nudo dell'altro ragazzo, leggermente chino in avanti:
per la vergogna? Per paura? Per modestia?
Scusatemi tanto se vi ho svegliato alle undici di mattina.
Come mai sei uscito prima dal carcere? Chi ti ha portato
in citt? chiese Guy.
Scusate se vi ho disturbato prima che aveste il tempo di
nascondere le prove, prima che Vicente si fosse lavato e pettinato
e che la tua marchetta si fosse nascosta nell'armadio.
Il sorriso indolente di Guy fu la risposta alla pessima battuta
di Andrs. Il cuore cominci a battergli all'impazzata per la
paura, anche se la sola cosa che avrebbe voluto fare era abbracciare
Andrs, se Kevin non fosse stato presente. Guy si
guard intorno. Kevin era scomparso e Guy sent l'acqua scorrere
in bagno. Forse  quello che il ragazzo stava per fare, prepararsi
per andarsene.
Vicente si era infilato dei boxer sporchi e una maglietta macchiata,
cos stretta da farlo sembrare ancora pi magro. Calmiamoci
bisbigli. Non aveva la forza di guardare negli occhi
nessuno. Le sue unghie erano mangiucchiate, ed era la prima
volta che Guy se ne accorgeva. Quelle unghie piccole e sporche,
mangiucchiate fino alle cuticole, lo fecero sentire in colpa.
Andrs l'aveva visto a letto con Kevin? Che catastrofe!, si
disse mentre con la mente era alla ricerca disperata di un alibi.
Andrs incroci le braccia.
Guy fece spallucce e sussurr: Vado a preparare del caff.
Andrs disse: Invece io vado a farmi una passeggiata di
dieci minuti e quando sar di ritorno vi voglio vedere vestiti e
voglio che la marchetta sia fuori di qui.
Cos' una marchetta? chiese Vicente.
Una puttana rispose Guy con pigrizia.
Ma Kevin non ... E Guy gli diede un piccolo calcio.
Andrs usc di gran carriera dall'appartamento. Guy disse,
Siamo nella merda, un modo di dire di cui era orgoglioso,
perch era americano e virile. Fatti una doccia e vestiti.
Ma sono ancora stanco...
Subito! ringhi Guy, e quel tono era cos inconsueto per
lui che immediatamente Vicente si avvi verso il bagno.
Guy si affrett verso il proprio di bagno che Kevin aveva
riempito di vapore. Kevin era rosa come un gamberetto bollito.
Ti sei liberato di lui? chiese con il rumore dell'acqua a
disturbare lo scambio di battute.
Guy spense la doccia, e la cosa irrit Kevin che era ancora
tutto insaponato. E uscito per una decina di minuti ma poi
torna. Anche dopo tutti quegli anni - e soprattutto in una situazione
di emergenza come quella, quando parlava in inglese
aveva l'impressione di vivere in un sogno ed era sempre
stupito che le sue parole avessero un senso. Era quasi offeso
che Kevin avesse usato l'espressione liberato di lui.
Guy aggiunse: Ti dispiace lasciarci da soli per mezz'ora finch
non avr risolto tutto? Stava usando la sua voce pi morbida
e gentile.
Kevin avvamp e rispose: Non risolver un bel niente. Tu
sei mio o suo... come stanno le cose?
Devo farmi una doccia e vestirmi rispose Guy con tono
impersonale.
Una punta di terrore attravers il volto di Kevin. Usc dalla
doccia senza dire una parola. Guy non lo aveva affatto rassicurato.
Si ritrovarono tutti e tre ansiosi e formali nel salotto, fingendo
di essere a proprio agio, come se fossero in posa per una foto
casuale, e poco dopo torn Andrs. Guy si accorse che la sua
mano tremava leggermente - per la rabbia? Per la tensione?
Sembrate una commissione d'esame disse. Poi si volt
verso Kevin e aggiunse con tono accusatore: Chi sei?
Sono l'amante di Guy e mi chiamo Kevin. Abito qui da alcuni
anni. Mi sorprende che tu non abbia mai sentito parlare
di me.
E come? Non ero libero di fare indagini. E naturalmente
Guy non si  mai degnato di dirmi nulla. E presto morir.
Andrs rivolse uno sguardo minaccioso in direzione di Guy.
Ho sempre creduto che mi avresti aspettato. Dovevo immaginare
che ti saresti procurato un bel biondino da piazzarti nel
letto. Non sei una brava persona, nessuno  per bene. Non te
ne fregava niente che soffrissi purch tu avessi la possibilit di
scoparti un ragazzo ogni sera, di ricevere i tuoi massaggi e di
viaggiare in Europa ogni volta che lo desideravi. Questo  proprio
brutto.
Guy fece l'inventario dei desideri di Andrs - sesso, massaggi
e viaggi - e aggiunse a quel primo elenco un letto lussuoso,
flneries, lunghe docce calde e infine una cucina buona
e varia. Voleva placare la collera di Andrs e i sentimenti feriti
con tutte quelle cose.
Si chiese come poteva mettere fine a tutto quello. Sperava
non toccasse a lui farlo, che non fosse costretto a scegliere tra
loro due.
E poi l'attenzione si spost su Vicente, che viveva negli Stati
Uniti illegalmente, dal momento che erano passati svariati anni
dai tre mesi concessi dal suo visto turistico. Guy aveva ingaggiato
un avvocato per risolvere la cosa, ma non sembrava esserci
altra soluzione percorribile se non il ritorno in Spagna di Vicente,
le nozze con un'americana, la presentazione della domanda
per la green card e l'attesa di sei mesi... Oppure poteva
rimanere negli Stati Uniti senza mai infrangere la legge, senza
mai cercarsi un lavoro, invisibile al radar dello Stato. E quello
era un problema, spieg Guy: Andrs voleva che Vicente lavorasse,
ma non poteva farlo se non in nero. In pi Andrs voleva
che frequentasse l'universit ma non aveva un visto per motivi
di studio. E nemmeno i voti per poter accedere all'universit. E
cos aveva finito per dormire regolarmente fino a mezzogiorno,
mangiucchiandosi le unghie, giocando a biliardo, cercando vanamente
di rimorchiare le ragazze e infine fumando marijuana.
Guy cerc di spiegare tutto questo ad Andrs, ma pur comprendendo,
in quanto straniero, le problematiche legate al
visto, Andrs scosse la testa e disse: Questa situazione deve
cambiare. Lo devo a sua madre, alla mia povera sorella morta,
e poi si fece il segno della croce e si baci il pollice, gesto che
Guy non gli aveva mai visto fare.
Ma, Andy intervenne Vicente, usando il suo nuovo nome
da galera, aiuter in casa...
No! disse Kevin, che attir di nuovo l'attenzione su di s.
Chi sei tu, ragazzo? Quello che Guy si scopa tutti i
giorni?
In realt sono io a scoparlo replic Kevin.
Oh, s? Un moccioso come te  l'uomo di Guy?  la tua
puttanella?
Si intromise Vicente. Ho fame. Dai, Andy, devi aver voglia
anche tu di mettere qualcosa sotto i denti.
Noi non pensiamo al sesso in quei termini insistette Kevin
con tono formale.
Perch non ti metti qualcosa sotto i denti, Vicente? chiese
Andrs con rabbia.
Vince.
Il tuo cazzo di nome  Vicente. Te llamas Vicente, e pronunci
il suo nome con la esse castigliana.
Vattene! strill Andrs. E arrivato il momento che gli
adulti parlino faccia a faccia.
Abbassando lo sguardo, e guardandoli con la coda dell'occhio,
Vicente si mosse, ma ebbe un'esitazione sulla porta, pensando
fosse tutto uno scherzo.
Salir de aqui! grid Andrs e il ragazzo corse fuori dalla
porta.
Stai facendo proprio un gran lavoro con lui comment
Andrs con una punta di amarezza.
Non  giusto rispose Guy. Ho fatto del mio meglio. Ha
un brutto carattere, non vuol lavorare ed  sempre fatto.
Brutto carattere? Come suo zio?
Non  quello che intendevo dire,  solo che...
 quello che hai detto.
Cal un silenzio cupo.
Ti sei fatto i muscoli. Sembri cos forte disse Guy con il
tono di una constatazione e sperando di non apparire troppo
compiacente.
Ti faccio paura, eh?
Poi un pensiero maligno attravers la mente di Andrs, si capiva
dal sorriso sardonico. Lanci uno sguardo a Kevin e disse:
Non aspettarti che Monsieur Guy resti con te nella buona
come nella cattiva sorte. Non vanta degli splendidi precedenti.
Guy mi ama replic Kevin.
Ah s? Come fai a esserne sicuro?
Kevin era in piedi, di fianco a Guy, e gli strinse il lobo dell'orecchio
girandolo per far vedere il tatuaggio con il simbolo
dell'infinito.
Poi mostr anche il proprio. E a quel punto anche Andrs
esib il suo. Kevin guard Guy con un'espressione confusa. I
suoi occhi si ingolfarono di lacrime e cominci a scuotere la
testa.
Amico, credimi disse Andrs, lui non  una brava persona.
 un grande figlio di puttana, cazzo.
Oh, merde, pens Guy. Putain! E per un secondo temette di
rimanere da solo. Era sempre stato solo, era il suo habitat naturale,
la solitudine, forse poteva sopportarla meglio dello sguardo
deluso delle persone intorno a lui. Aveva vissuto gran parte della
propria vita in cerca dell'amore erotico che era una cosa sporca,
con tutta quella saliva, il seme, le macchie delle feci! Molto meglio
vivere da solo, guardare la Tv a letto oppure parlare al telefono
con Pierre-Georges. Tutti e due immacolati. Avvert un
senso di ingiustizia al pensiero che il suo destino fosse deciso in
una lingua che non era la sua.
Parlarono per tutto il pomeriggio e sia Kevin che Andrs
scoppiarono a piangere, mentre Guy non aveva lacrime (Sono
un mostro, pens). Guy ordin due pizze, una con olive nere
e acciughe (la preferita di Andrs) e un'altra ai quattro formaggi
(la preferita di Kevin) e ne prese un pezzetto da entrambe.
A un certo punto Andrs colp il tavolino con tale forza che
si ruppe. Quando Guy gli port l'ennesima tazza di caff Andrs
si aggrapp alla sua gamba. Kevin fissava la scena con
un'espressione accusatrice. Guy rimase immobile, anche se la
tazzina gli stava scottando la mano. Si sentiva a disagio. Era
abituato a essere ammirato da pi di un uomo alla volta; a Fire
Island erano molti gli uomini alticci che lo afferravano sulla
pista da ballo, e lui si limitava a ridere per poi raggiungere gli
amici sul molo.
Ma quei due ragazzi? Non erano degli estranei. Li amava.
Era in debito con loro. Aveva alimentato il loro amore per lui.
Nel caso di Andrs, Guy gli aveva rovinato la vita, anche se
non di proposito. Andrs aveva violato la legge per lui e aveva
trascorso diversi anni in carcere, e la cosa lo aveva indurito;
era passato dall'essere uno storico dell'arte gentile e flessuoso
a un colosso con i capelli rapati a zero e sboccato. Aveva
imparato l'inglese in prigione, ma nella versione peggiore. Era
come scivolato di una decina di gradini nella scala sociale.
Chiss cosa avrebbero pensato i suoi poveri genitori? Avevano
mandato in America un elegante studioso e ora gli stava per
tornare un criminale violento.
Anche se sexy, pens. Molto sexy.
E Kevin? Per una volta Guy aveva avuto una buona influenza
su un'altra persona. Lo aveva spinto a concludere gli
studi. Adesso il ragazzo era molto pi sicuro di s, pi raffinato,
pur mantenendo la sua purezza da Minnesota, emancipata
da una certa naivet. Eppure il ragazzo continuava a
essere spaventosamente innamorato di lui. Per quello piangeva.
Il suo amore (che credeva Guy avesse tradito) lo feriva.
Improvvisamente Guy desider ustionarsi il viso, diventare
grasso, perdere i capelli. Era stufo della sua bellezza,
della sua eterna bellezza. Le persone pensavano fosse pi
puro, pi intelligente, pi gentile e pi nobile di quanto non
fosse realmente solo perch gli attribuivano arbitrariamente
tutte le virt del mondo. E se si fosse liberato del suo aspetto,
se avesse sfregiato quel grottesco dipinto in soffitta? Se
l'avessero visto per quello che era veramente, vacuo, vicieux
(come viene tradotto? Vizioso), narcisse! Abituato a essere
compiaciuto e inseguito, era spaventato a morte dall'idea di
sopravvivere al proprio fascino e contemporaneamente desideroso di liberarsene.
Alla fine Kevin usc per andare a cena con un amico dell'universit.
Andrs, con il viso marchiato dal nome di Guy,
prese l'amante infedele tra le braccia (puzzava dell'ammoniaca
della prigione). Il corpo di Guy ebbe un sussulto della memoria,
si risvegli; Andrs era cambiato, ma non era cambiata la
sua smania di impadronirsi di ogni centimetro del corpo di
Guy, anche se ora i suoi gesti erotici erano completamente diversi,
e per un istante Guy fu geloso della guardia afroamericana.
Andrs venne pi volte, ma continuava a cercare il viso
di Guy e per un secondo simul persino di volerlo strangolare,
poi allent la presa, gli abbass le palpebre e mise la mano sui suoi occhi.
Andrs non poteva restare negli Stati Uniti perch era un
ex detenuto straniero senza documenti. N poteva lasciare
Vicente in quello stato di abbandono e pigrizia. Guy compr a
entrambi un biglietto aereo per Barcellona, con trasferimento
a Valencia e poi viaggio in autobus a Murcia. Andrs era convinto
che il nipote avrebbe trovato un lavoro a Murcia. L'idea
di ritornare in Spagna e di lavorare (ma non avevano il tasso
di disoccupazione al venti per cento?) non attraeva Vicente,
che per era moderatamente curioso di scoprire che cosa la
Spagna avesse in serbo per lui. Si ricordava i pavimenti di
marmo lucido intorno al centro di Valencia, cos lustri che ti ci potevi specchiare.
Quando Kevin cap che nel giro di una settimana Andrs e
Vicente avrebbero lasciato New York, si sorprese nello scoprirsi
magnanimo. Decise di dormire sul divano dell'appartamento
di un amico in modo da lasciare a Guy, con la coscienza
prevedibilmente sporca, la possibilit di inondare Andrs di
amore. Certo, Kevin era geloso, ma sapeva che Guy gli apparteneva.
E tra l'altro, la gelosia non era un sentimento maschile.
Gli uomini dovevano essere superiori. Consideravano i loro
amanti come i loro migliori amici e volevano che fossero felici, a qualsiasi costo.
Si accordarono per incontrarsi a Miami. Da tempo Kevin desiderava
fare una vacanza a South Beach. Aveva visto molti speciali
televisivi su quella localit, e gli era sempre sembrata molto
glamour, con le palme, gli hotel in stile art deco, le spiagge immense,
e le ragazze in costume. Due notti laggi erano il regalo
di laurea di Guy a Kevin. La stanza era decorata con serigrafie
di vagine e cactus nello stile di Georgia O'Keeffe.
Ma Guy non and. Non era da lui. Era sempre puntualissimo.
La fantasia di Kevin si mise a correre. Telefon al fratello
tre volte in un giorno confessandogli i suoi timori. And a fare
delle lunghe passeggiate dove gli hotel costeggiavano la spiaggia.
Stava calando la sera e le auto dei turisti erano gi in fila nel piccolo
vialetto di fronte all'hotel. Le persone schizzavano fuori
dalle auto decapottabili mostrandosi con i capelli neri imbrattati
di gel, i denti di un bianco smagliante, abbronzature cos vecchie
da sembrare terra arsa e innaffiata decine di volte, tutti robusti
vestiti in sintetico azzurro elettrico, tutti pacchiani, chiacchieroni
e viscidi. Pens che Miami Beach fosse il posto ideale per gli
ispanici. Era il loro paradiso, con la musica salsa che usciva da
ogni auto e quei bikini unti dalle creme solari. Che tutto accadesse
di notte la rendeva ancora pi grottesca, scura come un livido, un livido abbronzato.
Continuava a chiedere alla reception se fosse arrivata una lettera
per lui. Si rese conto che nonostante anni di fidanzamento
continuava a non avere il numero di telefono di Pierre-Georges
o della madre di Guy. Pens: Significa che sono solo al mondo?
Ho perso Guy? E scomparso, svanito nel nulla? Non mi avrebbe
mai fatto una cosa del genere. Avr avuto un incidente?
Kevin si impose di chiedere notizie alla reception solo quattro
volte al giorno; sperava che con il turno non fosse mai lo
stesso impiegato ad assistere alla sua umiliazione. Uno di loro
sembrava cubano o portoricano e Guy prov a parlare con lui in spagnolo.
Alla fine comparve una busta nella cassetta di Kevin. Scritta
a mano da Guy. Si sedette sul bordo di un tabouret rosa salmone nel chiasso dell'atrio dell'albergo.
Angelo mio,
non verr. Sono con Andrs e stiamo andando a Murcia insieme
a Vicente che rimarr con noi per un po' di tempo. La
madre di Vince  morta, ma questo lo sapevi gi.
Mi sono reso conto di non voler andare in Sud America. Il
clima ostile distruggerebbe la mia pelle che, come hai potuto
notare, si sta gi rovinando. E non bastano le attenzioni che
continuo a ricevere dagli stessi uomini di Chelsea, quelli che
mantengono Rene Fleming eternamente giovane, la verit 
che alcuni capelli grigi hanno piantato le loro tende!
Un giorno ti saresti svegliato con accanto un Guy completamente
brizzolato. La maledizione di Quito! Vivere con un
uomo  gi un handicap, come ha sottolineato il professore
Blumenstein alla tua festa di laurea, ma vivere con un uomo
anziano non ha mai aiutato nessuno agli esordi della propria carriera.
Tu dici che non ti importa l'et e che sei pronto a spingermi
la carrozzella e a pulirmi il sedere, ma come puoi esserne sicuro?
Posso sembrare pi giovane della mia et, ma  della mia
et apparente che ti sei innamorato. E la vecchiaia non  uno
scherzo; richiede stoicismo e impegno da parte del badante.
Andrs ha sacrificato sette anni della sua vita per me. Chi
mi ama cos tanto ha diritto ad avermi, anche se il premio dopo
tutto non  granch. Per colpa mia non ha mai finito il suo dottorato
ed  sprofondato nella scala sociale. Peggio...  diventato
un criminale, non soltanto un poveraccio. La sua vita  in
un certo senso finita. E una cosa che non puoi capire. Sei americano
e pensi che tutto sia possibile, non riesci a vedere che a
ogni anno trascorso si chiudono per sempre decine di opportunit.
Io e Andrs siamo latini e quindi realisti sulle nostre
condizioni di ex detenuto ed ex regina di bellezza. Ora desideriamo
solo una vita tranquilla e anonima. Immaginaci con
Vince: tre uomini alti e tristi che ogni sera passeggiano per le vie di Murcia.
Ho sempre avvertito che dentro di te pulsa la vita: la tua
straordinaria intelligenza, la tua abilit nell'analizzare e sintetizzare
tutto quel che affronti per la prima volta. Ti adoro e
col tempo sono arrivato persino a venerarti. Sei il Ragazzo Perfetto:
onesto, pulito, virile. Se ti va, tagliati un ciuffo dei peli
pubici e spediscimeli in Spagna in modo che possa annusarli
mentre mi faccio una sega. Ti mander l'indirizzo.
Una volta Pierre-Georges mi ha descritto come un buco nero
nello spazio. Che voleva dire? Che influenzavo gli eventi, ma
senza esistere veramente? Le persone proiettano su di me i loro
desideri, e la cosa funziona perch non ho una reale consistenza?
So che potresti odiarmi, ma non dovresti. Ti ho reso uomo,
o meglio, ho tirato fuori l'uomo che era in te, nascosto dietro
il ragazzo, e l'ho nutrito. Ti ho salvato dall'AIDS, ti ho abbracciato
e mi sono seduto sul tuo cazzo. Sei la persona tra tutte
che mi ha reso pi orgoglioso: ti ho dato il diritto di sopravvivere e di prevalere.
Ti prego, perdonami per averti deluso.  un sentimento che
non durer molto, presto incontrerai un bel ragazzo dai capelli scuri. Adorano i biondi laggi, li chiamano rubios.
Tuo Guy.
Kevin pianse per un'ora e poi telefon al fratello. Si sentiva pi vecchio e pi saggio... ma in che senso pi saggio?
...
.
...
FINE.